| Landini PowerFarm 105 | ![]() | ![]() |
| Venerdì 23 Ottobre 2009 22:20 | ||||||||||||||
Il segmento di trattori con potenza che va dagli 80 ai 100 cavalli è molto importante in Italia. Quasi tutte le aziende posseggono almeno un trattore compreso in questa fascia di potenza e lo utilizzano per i più svariati lavori: sotto il caricatore frontale prevalentemente ma anche in aratura e fino ai lavori interfilari nel mais. Sono macchine che possono essere equipaggiate a piacimento di chi intende acquistarli, dal mezzo più spartano, con quasi totale assenza di elettronica, fino a mezzi full optional dove si possono avere tutte le comodità possibili. Questo permette anche di avere una grande varietà di prezzi, in modo da poter essere accessibili a tutte le aziende. In questa fascia di potenza Landini propone la serie Powerfarm con 4 modelli con potenze da 74 a 98 cv. Il mezzo protagonista della prova è il top di gamma il Powerfarm 105 Power Shuttle.MOTORE Il motore che equipaggia il Powerfarm 105 è il Perkins a iniezione diretta 1104D-44T una 4 cilindri turbo da 4400 cc che risponde alle normative Tier IIIA e con una coppia massima di 384 Nm. Sono motori con bassi consumi e rumorosità molto contenuta. I regime di giri con motore al minimo si aggira intorno ai 850 giri/min e il regime di potenza massima a circa 2400 giri/min. Il serbatoio carburante ha una capacità di circa 102 litri. L’accesso ad esso è molto comodo grazie al cofano basculante.
TRASMISSIONE
La trasmissione del Powerfarm in questione, la top di gamma, è la Power Four con superriduttore che porta il numero di marce a 32 AV + 16 RM e con il Reverse Power Shuttle cioè l’inversore sottocarco elettroidraulico al volante. Sono disponibili anche cambi completamente meccanici, senza hi-lo e inversore sottocarico, questi però sono sprovvisti di frizione a bagno d’olio, sfavorendo così la durata di quest’ultima.
SOLLEVATORE POSTERIORE , IDRAULICA e PTO
A comando meccanico di posizione, misto e sforzo. Esternamente è ripetuto il comando per le operazioni di aggancio attrezzi. La capacità di sollevamento è di 2600 kg che arriva a 4350 kg con cilindri supplementari. Possono essere fino a 4, con due vie e a doppio effetto con la presenza del joystick utile se si utilizza il caricatore frontale.
Le pompe idrauliche hanno una portata massima di 82 litri/min.
ASSALE ANTERIORE L’innesto della DT è elettroidraulico su questo modello, mentre è meccanico sui modelli più spartani. Presente anche il bloccaggio del differenziale elettroidraulico L’angolo di sterzata massimo è di 55° e permette ottime sterzate i un breve raggio.
FRENI Posteriormente sono a 10 dischi in grafite a bagno d’olio mentre anteriormente sono 4 sempre in grafite e a bagno d’olio.
CABINA E POSTO DI GUIDA La cabina Total View è a 4 montanti. Due gli allestimenti: confort ( con sedile meccanico) e top confort ( con sedile pneumatico). A richiesta l’aria condizionata con la possibilità di montare filtri ai carboni attivi per i trattamenti fitosanitari. I comandi rispettano gli standard ergonomici attuali, tutti posizionati in posizione “istintiva”. Il parabrezza anteriore è apribile. Molte le scelte delle gomme, fino ad una dimensione massima di 540/65 r 34 e 440/65 r 24 presenti nel modello in prova.
IMPRESSIONI DURANTE L’UTILIZZO
Il trattore in questione è stato acquistato principalmente per l’utilizzo in risaia con le ruote in ferro questo perché è un trattore molto ben bilanciato e stabile e abbiamo avuto modo di vedere le sue prestazioni in diverse occasioni. In risaia ha lavorato per circa 25 ore in quanto essendo stato acquistato a metà luglio i passaggi in questa coltura erano ormai pochi. Il suo bilanciamento, il peso non eccessivo e quindi anche la sua buona dote per questo lavoro è stata confermata già al primo utilizzo: infatti, dove il 5720 che prima utilizzavamo sprofondava fino a quasi toccare a terra, il Powerfarm è passato senza neanche fare una piega. La velocità in questo lavoro era di circa 7.5 km/h con un regime motore di circa 2100 giri/min. Molto utile comunque per questa operazione l’ hi-lo anche se è stato poco utilizzato. Il Perkins presente sul Powerfarm ,che equipaggia anche altri trattori di case differenti, si è dimostrato davvero un ottimo motore. È parso fin da subito capace di sopportare bene i carichi che gli venivano imposti, soprattutto in risaia dove ci si poteva affidare solo al propulsore e al massimo all’aiuto della mezza marcia. È stato utilizzato anche durante uno spianamento, abbinato ad un piccolo scraper da 2.5 mc. Qui a mio parere il motore ha dimostrato il meglio di se: effettuavo il carico ad una velocità di circa 5.5 Km/h, il motore difficilmente cedeva e anche se lasciato scedere fino a 1100-1200 giri/min si riprendeva senza particolari problemi. Anche in aratura con quadrivomero si è ben difeso. Unica pecca è l’eccessiva fumosità, non durante i lavori o le fasi di sforzo, ma durante le accelerazioni nei trasporti. I consumi fino ad ora non sono eccessivi, a mio parere addirittura inferiori al 5720: in aratura il consumo è stato di circa 14 litri ora. Inferiori i consumi in risaia. Il modello in esame è dotato di una trasmissione con 32 rapporti avanti e 16 indietro, con hi-lo e inversore elettroidraulici. Le inversioni di direzioni sono molto dolci e l’innesto delle marce è molto buono, quasi come quelli di un’automobile. Più difficoltosa risulta l’innesto delle ridotte. Molto modulabile l’utilizzo del pulsante frizione e l’innesto della mezza marcia non risulta,per ora, brusca. Ciò che non mi è piaciuto è il fatto che ogni volta che si cambia direzione con l’inversore o si preme la frizione l’hi-lo ritorna nel rapporto più corto e, se durante una certa lavorazione si deve utilizzare quello più lungo si è costretti a premere il bottone. L’innesto della presa di forza è elettroidraulico. l’innesto è morbido per evitare strattoni eccessivi e sollecitazioni agli organi del trattore e dell’attrezzo. La leva per la selezione delle velocità è posta sul lato sinistro del conducente, dove è possibile selezionare anche la folle, e dietro di essa è collocata quella sincronizzata. Il sollevatore, di tipo meccanico, è stato utilizzato in fienagione e in aratura. In questa lavorazione ha dimostrato il meglio di se: un ottimo controllo e una grande precisione, a mio parere migliore di certi altri marchi considerati superiori al Landini. Si ha anche la possibilità di registrare la velocità di discesa e, tramite una seconda leva, di selezionare la modalità di posizione, sforzo e misto (intermix). La cabina presenta due grandi portiere che permettono un ottimo accesso anche alle persone di una alta statura e stazza. La visibilità è ottima su tutti i lati, anche sul gancio traino e permette così grande facilità per agganciare rimorchi. Il climatizzatore è davvero ottimo e rende la cabina molto fresca. Poco modulabile la leva per il passaggio da aria fredda a quella calda. All’interno, quando il motore è ad un regime di giri elevato, si sente parecchio rumore. Una maggiore cura nell’insonorizzazione non sarebbe guastata e avrebbe reso la cabina davvero ottima. Non il migliore della categoria il sedile pneumatico, molto rigido e senza la possibilità di regolazione dello schienale.
Ottimi si silent block su cui è posizionata la cabina, infatti smorzano davvero bene le vibrazioni e i colpi subiti dal mezzo nelle diverse lavorazioni. Sul tetto è presente un tettuccio fisso il vetro utile soprattutto per i lavori con caricatore frontale. Pochi i fari presenti sul mezzo, per l’esattezza 4 sulla cabina e 2 anteriori sul cofano (come da legge) ma producono un’illuminazione davvero ottima e rendono ben illuminata la zona di lavoro.
CONCLUSIONI Il mezzo attualmente ha circa 170 ore e devo dire che del mezzo fino ad ora sono soddisfatto. Ci sono state alcune pecche di gioventù ma sono state subito risolte. Del trattore è buono anche il prezzo, perché a parità di allestimenti altri trattori hanno un prezzo superiore e addirittura alcuni optional, come i 4 distributori, non sono disponibili. Il trattore è stato pesato e con due zavorre da 36 kg l’una (cioè 72 kg) e serbatoio a metà (dal peso di circa 40-45kg) il peso era di circa 3860 kg. Lo sterzo che all’inizio risultava molto duro, dopo le prime 100 ore è diventato molto più morbido e anche il cambio, soprattutto i riduttori a cascata, in principio molto rumorosi, ora non producono più alcun rumore in cabina. In sintesi un ottima soluzione tra qualità e prezzo.
Articolo a cura di: Rico 91 Leggi i Commenti [1]
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