Trattori

Kubota M8540 Narrow

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Nonostante il settore degli specializzati sia una nicchia di mercato nata fondamentalmente in Italia ed inizialmente con numeri di mercato limitati, l'interesse degli utilizzatori e dei costruttori è aumentato di pari passo con la meccanizzazione delle lavorazioni tra i "filari". Conseguenza di ciò è stato l'immissione nel mercato di vari modelli da parte delle case adatti alle più disparate esigenze del settore.

In Italia uno degli ultimi attori arrivati è Kubota, prima presente con la serie 8000 e dal 2009 con la nuova M40. La penetrazione nel mercato di questo marchio è per ora limitata, ma in forte aumento, sia nel campo aperto che negli specializzati. La scarsa diffusione è dovuta sia alla gioventù della rete di vendita delle macchine agricole, sia al fatto che nel Bel Paese tutti gli altri marchi hanno delle quote di mercato consolidate; ricordiamo che la quasi totalità dei frutteti convenzionali sono costruiti qui da noi: gruppo SDF (Same, Lamborghini), gruppo ARGO (Landini, McCormick), CNH (New Holland, Case) ed i marchi John Deere, Massey Ferguson, Claas, Valtra che si affidano alla Carraro Agritalia. E' quindi chiara la difficolta che ha la Kubota, che costruisce quasi integralmente la macchina nei propri stabilimenti in Giappone, ad entrare nel nostro mercato, al contrario di altre nazioni dove è più radicata la sua presenza come Spagna, Francia o addirittura gli Stati Uniti, dove è il maggior costruttore di macchine sotto i 100 cavalli.
Oggetto delle nostre attenzioni in questa prova il più potente della gamma frutteto, l' M8540 Narrow, che abbiamo messo alla frusta nelle più disparate operazioni, anche non propriamente da frutteto, e valutato dopo le prime 700 ore di utilizzo.


CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA MACCHINA IN PROVA



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MOTORE

  • Modello V3800DI-TE3
  • Tipo Verticale, raffreddato a liquido, diesel a 4 tempi a iniezione diretta
  • Numero cilindri: 4
  • Cilindrata totale: 3769 cm3 turbo
  • Alesaggio e corsa: 100 mm × 120 mm
  • Regime nominale: 2600 giri/min
  • Potenza netta: 62,6 kW (84,0 hp)
  • Potenza PTO: 56,0 kW (75 hp)
  • Coppia massima: 283 Nm da 1400 a 1600 giri/min
  • Capacità batteria 12 V : 160 min, CCA : 900 A
  • Capacità serbatoio combustibile: 76 lt
  • Capacità olio motore: 10,7 lt
  • Capacità refrigerante: 9,0 lt

TRASMISSIONE

  • Meccanica sincronizzata
  • 15 avanti e 15 retromarce (0,40-37 km/h avanti, 0,38-35 km/h retromarcia)
  • Inversore: idraulico
  • Frizione: idraulica con dischi multipli in bagno d'olio
  • Inversore: idraulico
  • Sterzo: servosterzo idraulico
  • Impianto freni i marcia:meccanico con dischi a bagno d'olio
  • Differenziale anteriore: a ingranaggi conici
  • Differenziale posteriore: a ingranaggi conici con bloccaggio del differenziale

PTO

  • Indipendente ad inserimento elettroidraulico
  • 540 giri/min / regime motore 2160 giri/min
  • 540E giri/min / regime motore 1825 giri/min
  • Albero di uscita a 6 scanalature

IMPIANTO IDRAULICO

  • Sistema di controllo idraulico: controllo posizione, controllo sforzo (rilevamento articolazione superiore) e controllo sforzo-posizione
  • Attacco a 3 punti: categoria SAE 1 (estremità articolazione categoria 2)
  • Capacità pompa: 61 lt/min
  • Pressione impianto: 190 bar
  • Capacità massima di sollevamento: nei punti di sollevamento: 1900 kg

DISTRIBUTORI IDRAULICI

  • Comando idraulico a distanza: meccanico, due valvole di comando a distanza (terza valvola opzionale)

CABINA

  • Cabina montata su silent block dotata di impianto di climatizzazione manuale.

ASSALE ANTERIORE

  • Struttura a portale con sistema di sterzata bi-speed.

PNEUMATICI

  • Anteriori 280/70 R 18
  • Posteriori 440/65 R 28

ZAVORRATURA

  • 8 valigette da 47 kg.

DIMENSIONI E PESI

  • Lungezza totale: 3620 mm
  • Larghezza totale: 1780
  • Passo: 2050
  • Altezza: 2340
  • Luce libera da terra:
  • Peso senza zavorre: 2460 kg.

UTILIZZO

La macchina è stata utilizzata nell'arco di oltre 700 ore con varie attrezzature:
  • al traino con estirpatore a 7 ancore, lama posteriore da 2,5 mt
  • alla presa di forza con Fresa Nardi da 1,8 mt, frangor Maschio SC da 2,3 mt, erpice rotante Maschio HB 2,5 metri, atomizzatore portato da 5 qt, e triciastocchi Spedo 2,7 metri.
  • su strada con rimorchio monoasse da 50 qt


MOTORE

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Fin dalle prime ore, nonostante la macchina nuova quindi ancora da rodare, il motore ci ha piacevolmente impressionato nei suoi vari aspetti; ciò che ci ha più colpito però è stata la sua briosità unita ai consumi ridotti.
E' compatto ed abbastanza pulito nell'istallazione nonostante le ridotte dimensioni dela cofano, anche se ha struttura portante è fasciato ai lati da due longheroni che lo collegano al semitelaio anteriore dove è alloggiato l'assale.

CABINA e COMANDI

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A nostro avviso è sicuramente uno dei punti di forza della macchina, nonostante la taglia da frutteto si rivela spaziosa e ben curata nell'ergonomia con ampie portiere che facilitano l'accesso, montanti sottili e poco fastidiosi che uniti al posizionamento dell'operatore permettono un'ottima visibilità anteriore, e con i finestrini laterali apribili.
Appena saliti a bordo si nota subito la pressochè totale assenza del tunnel centrale, ciò è dovuto in parte ad un posizionamento più alto della cabina rispetto alla concorrenza; questo aspetto può essere un limite nel caso si ricerchino macchine basse per applicazioni particolari, ma senz'altro ne aumenta di molto il comfort. Questa caratteristica è propria solo di Kubota nel settore degli specializzati, tutti gli altri costruttori infatti hanno il tunnel centrale nelle loro macchine;

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tale caratteristica permette un'ottimo comfort delle gambe che si possono muovere a piacimento non risultando costrette a rimanerenella stessa posizione per molte ore di lavoro. I pedali sospesi sono ben posizionati, pratico è il bolcco dei freni come anche il piccolo pedale centrale per lo sblocco della regolazione del volante.
Sotto al sedile pneumatico Grammer (con sospensione pneumatica e schienale reclinabile) troviamo il comando del bloccaggio differenziale posteriore a pedale che non è sicuramente pratico visto che richiede di essere mantenuto premuto impegnado così il piede che in situazioni critiche dovrebbe comandare l'accelleratore ed i freni, la leva di regolazione della velocità di discesa del sollevatore (che può essere inavvertitamente colpita con il piede) e la leva del cambio gamma.

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Volante che è dotato di un buon range di regolazioni dell'inclinazione, ma non della profondità, l'inversore idraulico è comandato dalla leva sulla sinistra che, anche avendo una corsa piuttosto abbondante, è pratica nell'utilizzo ed ha una protezione inferiore che la protegge da azionamenti involontari; sulla sinistra del cruscotto è presente anche la leva del freno di stazionamento. Sulla destra invece abbiamo il comando dell'accelleratore a mano, la chiave di accensione, un pannello dove sono raccolti i comandi del girofaro, delle quattro frecce, della doppia trazione/bi-speed ed il deviatore delle frecce (con ritorno automatico) e dei fari (non è presente il lampeggio con gli abbaglianti).
Infine al centro abbiamo il quadro con le informazioni del contagiri, livello carburante, temperatura liquido di raffreddamento e spie di segnalazione anomalie; nel piccolo dispay digitale compaiono le ore motore, la velocità ed il regime della pto.
La leva del cambio marcia, anche se risulta leggermente dura a freddo, è posizionata in maniera estremamente ergonomica come anche le leve del sollevatore, dei distributori idraulici e l'attuatore della pto; tutte sono raggruppate in uno spazio contenuto e facilmente raggiungibile.


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La climatizzazione , come il riscaldamento, sono estremamente potenti con pratici comandi posti in alto; in alto si trovano anche gli interruttori dei fari da lavoro e dei tergilavavetri, la luce di cortesia ed il ricircolo interno. Decisamente numerose e ben orientabili le bocchette di areazione.

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Il livello di rumorosità è decisamente basso, si notano solo delle fastidiose vibrazioni alle leve del sollevatore; di buona fattura nel complesso le plastiche e gli assemblaggi, sono presenti due pratici vani portaoggetti ai lati del sedile.
Concludendo, anche se abbiamo riscontrato dei dettagli migliorabili, la cabina ci ha decisamente sorpreso risultando di gran lunga migliore rispetto alla media dei competitor nella fascia dei frutteti.

TRASMISSIONE ASSALI

La trasmissione è meccanica sincronizzata con 3 gamme e 5 rapporti, quindi 15 marce avanti e 15 retromarce, inversore idraulico, frizione idraulica a dischi multipli in bagno d'olio.
Il range di velocità dichiarato va da 0,40 a 37 Km/h in avanti e 0,38- 35 Km/h in retro; le marce sono ben spaziate anche se l'innesto può risultare faticoso nelle prime ore di lavoro ed a freddo, si sente l'assenza di un hi-lo anche se l'ottima elasticità del motore aiuta a trarsi d'impaccio in molte situazioni impegnative. L'inversore è dolce e preciso nella risposta, ed essendo idraulico con comando a filo può essere modulato manualmente anche per le ripartenze più impegnative.
La frizione ha un pedale leggero ed estremamente modulabile, molto precisa nello stacco, la frenata sulle ruote posteriori è meccanica con dischi in bagno d'olio mantre all'avantreno si ha l'innesto automatico della doppia trazione.

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Peculiarità di questa trattrice è sicuramente il ponte anteriore non convenzionale ha infatti una struttura a portale con l'aggiunta del sistema di sterzata rapida bi-speed. Tale conformazione permette di avere una macchina decisamente alta da terra ed influenza la forma della coppa dell'olio visto che l'albero della trazione anteriore la attraversa al centro longitudinalmente il che porta ad avere una coppa divisa con 2 tappi per lo scarico dell'olio.

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Ovviamente l'assenza delle crociere permette di raggiungere angoli di sterzo ragguardevoli cosa che unita al bi-speed ne fa una macchina eccezionalemente maneggevole, soprattuto in condizioni di scarsa aderenza e carichi gravosi al posteriore.
L'assale inoltre è a tenuta stagna con pochi punti di ingrassaggio (solo 4).

Descriviamo meglio il sistema bi-speed

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Tale sistema permette di avere un raggio di sterzata estremamente ridotto grazie all'aumento della velocità di rotazione delle ruote anteriori, l'aumento avviene tramite un cambio hi-lo che comanda la velocità in uscita dell'albero della doppia trazione. Il sistema bi-speed una volta inserito tramite l'interruttore in cabina si attiva automaticamente al di sotto dei 7 Km/h e ad un angolo di sterzo maggiore di 30 gradi. In alcune situazioni l'innesto/disinnesto può risultare brusco ed è meglio non tenere il motore ad un numero di giri troppo basso visto che l'aumento di rotazione induce un trascinamento dell'anteriore che determina uno sforzo leggermente maggiore.
Il bi-speed a molti vantaggi rispetto ad altri sistemi di sterzo, quello più rilevante è che la trazione è sempre ottimale soprattutto in condizioni di scarsa o scarsissima aderenza, difatti la capacità trattiva dell'anteriore aumenta aumentando i giri delle ruote ed il buon bilanciamento permette di tenere l'anteriore ben saldo a terra anche con pesanti carichi al sollevatore, altri competitor ad esempio aumentando molto l'angolazione delle ruote e staccando in automatico le quattro ruote motrici si trovano in grave difficoltà a svoltare in tali condizioni, mentre chi ha sistemi di svolta tradizionali deve fare i conti con il trascinamento delle ruote anteriori ed un ridotto angolo di sterzo.



SOLLEVATORE ED IMPIANTO IDRAULICO

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Il sollevatore prevede il controllo di posizione, il controllo di sforzo e controllo sforzo-posizione, il controllo di sforzo è rilevato al terzo punto, soluzione non delle migliori , cosa che lo rende leggermente brusco nel funzionamento; gli attacchi rapidi sono di seconda categoria, la capacità di sollevamento alle rotule è di 1900 kg mentre la capacità della pompa è di 61 lt/min ad una pressione massima di 190 bar.
Il controllo in cabina è affidato a due leve agevolmente raggiungibili, ma non troppo solide nella presa, l'esiguo spessore le rende troppo flessibili al contrario di quelle dei distributori a doppio effetto ben solide dotate di quattro posizioni. La macchina è dotata di sei prese idrauliche 4 delle quali selezionabili tramite un devio elettrico.
Il sollevatore è stato sicuramente il settore che meno ci ha soddisfatti numerosi infatti sono stati gli inconvenienti occorsi quasi tutti riconducibili ad una errata geometria degli stabilizzatori delle parallele. Il basso angolo tra stabilizzatore e parallele infatti determina sollecitazioni troppo alte sia sugli agganci al braccio, sia nei pernidi attacco delle parallele alla campana di traino, inoltre la scarsa possibiltà di poter regolare finemente il bloccaggio delle oscillazioni determina semper un certo gioco che a lungo andare ha fatto prendere gioco agli stabilizzatori stessi peggiorando ulteriormente le sollecitazioni trasmesse.


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Numerosi sono stati gli agganci rotti nell'arco delle 700 ore e due volte si sono persino staccati i perni dei bracci.

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Rotture gravissime che mal tollerabili su macchine nuove, fortunatamente la grande serietà del concessionario Agrimacchine di Arezzo ha permesso fermi macchina ridotti grazie al fornito magazzino ricambi ed ai meccanici preparati; visto che molti degli inconvenienti sono stati riscontrati anche su altre macchine la filiale italiana si è mossa per provvedere alla revisione delle zone soggette ad inconvenienti, e ad oggi sono state apportate delle modifiche per irrobutrire lo staffaggio dei perni oggetto di rotture.

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Siccome però ad oltre due anni dalla consegna su questa macchina non sono state apportate tali modifiche, ci siamo ingegnati a fare una modifica artigianale che variasse le geometrie della zona, peraltro con buoni riscontri.

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A nostro avviso gran parte di questi e di altri (perdita d'olio dagli sfiati del cambio, sede di un seger dell'albero scanalato di comando del sollevatore per altro prestamente risolti), che consideriamo inconvenienti di gioventù, potevano essere risolti con un più attento collaudo pre commercializzazione, visto che ci riultano essere stati provati in Spagna non sarebbe stato male che avessero fatto qualche centinaio d'ore sul suolo italico. Tra l'altro una parte importante interessata dai problemi, cioè la campana di traino, è costruita in Italia dalla Orlandi per motivi di omologazione.


PTO

Sono selezionabili due regimi di rotazione 540 e 540 eco rispettivamente ai regimi di rotazione di 2160 e 1825 giri/min, la scelta si effettua tramite una leva posizionata sopra il codolo della pto a sei scanalature, è presente anche la posizione di folle. L'innesto in cabina si fa tramite un comodo comando elettroidraulico posto sulla destra; è forse un pò troppo esposto, è possibile infatti, in rari casi, colpirlo accidentalmente con il gomito disattivando la pto.

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DIMENSIONE E PESI

La macchina si presenta abbastanza compatta, ecco i dati fondamentali:

  • Lungezza totale: 3620 mm
  • Larghezza totale: 1780
  • Passo: 2050
  • Altezza: 2340
  • Luce libera da terra:
  • Peso senza zavorre: 2460 kg.
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L'abbondante zavorratura anteriore è composta da 8 valigette da 47 kg, il che unito alla buona distribuzione dei pesi di partenza rende il trattore decisamente bilanciato. La massa totale rilevata in pesa è di 2890 kg di cui 1530 all'anteriore (53 %) e 1360 al posteriore (47 %).

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MANUTENZIONE

L'accesso al motore è buono grazie al cofano monoblocco che si alza sostenuto da un pistoncino ad aria, per la pulitura del radiatore dobbiamo togliere due protezioni metalliche ed estrarre la parte relativa all'aria condizionata, i filtri dell'aria, sia del motore che della cabina, sono di facile accesso e pulizia.
I filtri dell'olio motore e del gasolio, anch'essi, sono di facile accesso, la coppa dell'olio è divisa al centro dall'albero della doppia trazione che ha un posizione alta vista la struttura dell'assale anteriore quindi vanno tolti 2 tappi per lo svuotamento. Tutt'altra cosa vale per i filtri dell'olio idraulico; sono 2 e posti sul fianco della ruota posteriore fissati alla cassa del sollevatore. Per una più agevole sostituzione è conveniente smontare la ruota, anche perchè appena si toglie un filtro esce l'olio dalla cassa essendo aperta e sotto il livello dell'olio. Personalmente la prima volta che li sostituito non essendone a conoscienza l'ho fatto da sotto senza togliere la ruota e mi sono fatto un'abbondante bagno.
I punti d'ingrassaggio sono limitati a 4 sul sollevatore posteriore e 4 al ponte anteriore. Tale semplicità è dovuta al ponte a portale che è a tenuta stagna, ha solo 2 ingrassatori per l'oscillazione e 2 sui fuselli. Per la sostituzione dell'olio vanno tolti due tappi posti in basso ai fuselli in quanto l'olio è lo stesso per mozzi e ponte.


IN CAMPO

Trinciastocchi, trinciasarmenti, trincia laterale.

In vigneto non ha chiaramente alcun problema a portare un trinciasarmenti a coltelli da 225 cm di lavoro, molto utile la funzione bi-bispeed per le svolte in capezzagna che permette rapide manovre in spazi ristretti, anche il sollevatore. Con la presa di forza economica ed il ridotto sforzo i consumi si sono decisamente contenuti.
Decisamente più gravoso l'utilizzo con un trincia Spedo a martelli di 275 cm di lavoro, 950 kg di peso; lo abbiamo utilizzato su andane di colza con infestanti molto sviluppate.

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In queste condizioni ci ha sorpreso la brillantezza e lo "stomaco" del motore, infatti ad andatura di 7 km/h di fronte a picchi di sforzo difficilmente ci siamo trovati in difficoltà, ottimi sia il bi-speed che il bilanciamento che permettono di avere ridotti angoli di svolta anche con poca aderenza all'anteriore ed attrezzi pesanti collegati ai tre punti.
Abbiamo sentito la mancanza almeno di una mezza marcia e la tendenza a sporcare con troppa facilità i radiatori anteriori, anche se non si sono rilevati aumenti delle temperature di esercizio.
Con il trincia laterale Berti modello TA 180 a mazze da 650 kg abbiamo potuto apprezzare l'ottimo bilanciamento e la stabilità anche con trincia tutto spostato lateralmente, anche in questo caso nessun problema ad utilizzare la pto economica ed ottimo l'inversore idraulico che permette di fare manovre concentrandosi nella guida.
Il sollevatore invece ci ha un pò deluso, anche se la precisione e la capacità di sollevamento sono adeguate, l'alzata massima poteva essere maggiore, anche se tale limite è dato anche dalla sua conformazione frutteto; migliore poteva essere la disposizione delle prese idrauliche troppo vicine al terzo punto meccanico.
In questo utilizzo abbiamo riscontrato la flessione della parallela destra e la rottura di qualche supporto degli stabilizzatori; magari non è un utilizzo troppo appropriato per una macchina del genere, ma i fossi da pulire ci sono attorno ai vigneti quindi ci sono anche queste esigenze.


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Erpice rotante, zappatrice, fresa.

Nell'uso di questi attrezzi ci siamo trovati circa come con i trincia, fresa Nardi da 180 cm, zappatrice Maschio a denti dritti modello SC Condor da 230 cm con rullo packer, erpice rotante Maschio modello HB da 250 cm con rullo gabbia.
Anche in questo caso l'ottimo rendimento alla pto si è fatto apprezzare, il lavoro più gravoso cui abbiamo destinato è stato decisamente la zappatrice che è stata usata in qualsiasi condizione, dal caldo torrido dell'agosto al ghiaccio di gennaio, dal secco al bagnato estremo.
Con il secco estremo e marce ridotte ha sopportato le sollecitazioni e le vibrazioni in modo egregio, anche se l'hi-lo avrebbe fatto molto comodo.

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Atomizzatore

Il lavoro più tipicamente da frutteto che ha svolto la macchina è stato il trattamento dei vigneti con l'atomizzatore Amas da 600 litri.
A costo di ripetersi abbiamo constatato l'ottimo bilanciamento, il motore brioso, e il determinante apporto del bi-speed soprattutto in condizioni di bagnato; l'aumento di velocità delle ruote anteriori aiuta sempre nelle svolte anche quando altri sistemi di sterzo sono ininfluenti o addirittura dannoso. In queste situazioni è sicuramente il sistema più efficacie oggi in commercio per aumentare la maneggevolezza nelle svolte.
Unico neo può essere il fatto che tale sistema funzioni solo sotto i 7 Km/h, se infatti trattiamo a velocità superiori per poterlo usare dobbiamo calare il regime dei giri fino a scendere sotto tale soglia con il rischio di trovarsi con il motore impiccato durante la svolta.

Estirpatore, trasporti.

Al traino l'abbiamo usato con un chisel da 7 ancore e 220 cm, ottima trazione anche se le dimensioni dei pneumatici anteriori non è sicuramente abbondante, sicuramente l'abbondante zavorratura aiuta; lo sforzo controllato sul terzo punto non è icuramente il top, ma il controllo della posizione molto preciso aiuta a correggere manualmente alla bisogna.
Su strada con carichi importanti come rimorchi da 50 quintali abbiamo trovato un ottimo tiro ed una brillantezza che aiuta durante le ripartenze da fermo, il cambio è un pò duro nell'azionamento, ma le marcie sono ben spaziate. La velocità massima è vicina ai 38 km/h anche se si possono innescare sobbalzi eccessivi se il carico dietro grava troppo sull'occhione.


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Altre lavorazioni.

Sia per necessità che per pura curiosità abbiamo usato l'M8540 in lavori non consoni alla natura della trattrice come la rotopressa Feraboli Exterme 265, una Falciatrice Pottinger 2,2 metri, un rullo costipatore Angeloni 3 metri, una trincia forestale Fae, irroratrice 600 litri, lama posteriore per neve 2,5 metri.

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Queste prove fuori dall'ordinario non hanno fatto altro che confermare le qualità ed i difetti della macchina: ottimi il motore, bilanciamento, manovrabilità, comfort, inversore, come detto precedenteme si sente la mancanza della mezza marcia, e il sollevatore migliorabile.

Ringrazio la concessionaria Agrimacchine di Serafini S.p.A per l'ottima assistenza, ringrazio inoltre anche Kubota Italia per il supporto tecnico.


Articolo a cura di Puntoluce.








































Comments  

 
0 #4 agrital 2013-03-23 08:26
cabina aftermarket nel caso la trattrice è acquistata senza la cabina originale


www.agrital.com/immagini/fotogallery/KUBOTA/narrow%20M40.htm
 
 
-1 #3 SALLUSTIUM 2013-03-11 23:10
Da noi La kubota si usa molto.. gode dei ottimi commenti sia sulla durata che sulla affidabilita. niente perdite di olio.. ottimo rapporto con la terra. tecnologia all avanguardia sotto gli 100 cv. prezzo alto sia sul aquisto che sui ricambi..
 
 
+3 #2 OCZEXTREME 2012-07-22 14:12
Questo è il Kubota M8540 Narrow Power krawler in mostra alla Fiera agricolo nazionale in Portogallo.

Ha aspetto molto buona, e deve avere ottima aderenza al terreno.

 
 
-1 #1 Marzapane 2012-07-07 20:20
Quote:




Nonostante il settore degli specializzati sia una nicchia di mercato nata fondamentalmente in Italia ed inizialmente con numeri di mercato limitati, l'interesse degli utilizzatori e dei costruttori è aumentato di pari passo con la meccanizzazione delle lavorazioni tra i "filari". Conseguenza di ciò è stato l'immissione nel mercato di vari modelli da parte delle case adatti alle più disparate esigenze del settore.



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Ho letto il servizio di copertina de I mezzi AGRICOLI di aprile-maggio dedicato al M8540 Power Krawler. Bel mezzo. Rapporto qualità/prezzo ottimo.
 

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