La prova si è svolta sulle colline in provincia di Enna nel luglio scorso. Sono state effettuate varie prove per valutare il comportamento del mezzo in funzione delle diverse lavorazioni.

Su strada

Su strada a vuoto (senza nessun attrezzo collegato né al traino né al sollevatore) si nota subito che l’assale sospeso Proactiv Dana non è dotato di una grande escursione e non assorbe perfettamente le asperità più pronunciate che si affrontano a velocità sostenuta; questo comportamento può essere imputato anche alla zavorratura anteriore di 1500 kg. Nelle normali situazioni si nota invece un comportamento eccellente: le sollecitazioni verticali vengono smorzate in modo da avere un avantreno stabile ed un ottimo comfort per l’operatore.
Con attrezzatura collegata ai bracci posteriori, la sospensione si comporta molto bene compensando le sollecitazioni trasmesse dal sollevatore, grazie anche all’efficiente sistema antidumping del sollevatore stesso.

La cabina è sospesa su quattro punti ed è regolabile su 3 posizioni. Al momento della prova non era impostata nella regolazione più morbida, infatti abbiamo notato che gli scossoni più forti possono produrre bruschi sobbalzi sul sedile che in alcuni casi possono diventare eccessivi.

Il sedile pneumatico, con regolazione automatica in base al peso del conducente, oscilla sia in senso longitudinale che laterale per attutire i colpi, per questo è molto comodo e confortevole. Buona l’ergonomia del bracciolo, grazie alla regolazione della posizione ed ai comandi ben raggiungibili anche in condizioni di lavoro difficili.
In definitiva la macchina consente un ottimo comfort generale grazie soprattutto ad una delle cabine più confortevoli oggi disponibili sul mercato.


Ripuntatore

La prima prova in campo si è svolta con ripuntatore a sette ancore prodotto dalla SiderMan, dotato di sistema no-stop idropneumatico ed esplosori dal peso di oltre 10 quintali.

Il terreno della prova, di natura tendenzialmente argillosa, era in condizioni di tempera ottimale grazie alle precipitazioni nei 10 giorni precedenti. Temperatura di 28 gradi.

Dopo qualche giro di prova per prendere confidenza con i comandi (cosa per altro semplice data la disposizione ottimale) è stato abbassato il ripuntatore a circa 45-50 cm di profondità in modo da mettere in crisi il mezzo.

Subito abbiamo notato un motore brillante che su strada non si era evidenziato a dovere, vuoi perché il mezzo con 400 ore non era ancora ben slegato, vuoi perché con le marce basse si rende più evidente il potenziale del mezzo.

Va sottolineato che questo attrezzo di solito viene attaccato ad un trattore molto più potente e pesante di questo Claas, quindi diciamo che il mezzo è sempre ben impegnato .
E’ stato rilevato uno slittamento del 15% circa con 50 cm di profondità. In certi punti dove il terreno era più tenace (con radar impostato al 15% di slittamento massimo), il ripuntatore tendeva ad uscire facilmente, così siamo passati a tarature più alte per avere una lavorazione uniforme.

Il comportamento del sollevatore nel controllo di profondità, sforzo e slittamento si è rivelato eccellente; ad esempio appena si supera la percentuale di slittamento impostata, il sollevatore interviene alzando l’attrezzo in tempi brevissimi e di un tanto che basta per farla tornare sui valori predefiniti. Anche lo sforzo controllato si comporta in modo egregio.
Abbiamo altresì apprezzato l’aderenza evidenziata in lavorazioni collinari di traverso, effettuate proprio per cercare di mettere in crisi il mezzo; anche in queste condizioni sia l’aderenza che la trazione sono parse buone, grazie anche al lavoro svolto dall’assale Dana. Proprio il contributo di quest’ultimo è parso imprescindibile soprattutto in lavorazioni veloci su terreno sconnesso. Anche attraversando le tracce della trebbiatura presenti, il trattore non ha mai perso la traiettoria; nel caso invece venga bloccato il molleggio anteriore, il trattore inizia a “saltellare” perdendo stabilità e tende a scendere verso valle, costringendo l’operatore a continue correzioni sul volante.
In queste operazioni abbiamo rilevato un consumo di 40 litri/ora di picco, con una media di 30-32 litri/ora.

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Coltivatore

La prova successiva si è svolta con un coltivatore idropneumatico SiderMan a 15 ancore e sistema 4,20 metri di lavoro sempre su terreno argilloso in tempera, precedentemente arato o lavorato con erpice a dischi.
In collina con pendenza del 25% circa si è rivelato molto stabile, non perdendo la trazione, anche lavorando di lato su terreno arato (quindi sullo sconnesso e su superfici con poca aderenza); abbiamo ancora apprezzato il sollevatore, sempre reattivo grazie al preciso sforzo controllato.
Le stesse considerazioni le abbiamo avvalorate su terreno lavorato precedentemente con erpice a dischi; in questo caso, essendo più agevole la marcia, abbiamo raggiunto rese orarie ragguardevoli con consumi di circa 5 litri ad ettaro, quindi molto contenuti.

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Aratro

Per trovare il limite al mezzo, abbiamo infine attaccato un pentavomere a larghezza di lavoro variabile, con sistema no-stop idropneumatico sempre della ditta Sider-Man, entro-fuori solco (ma usato solo entro solco). Terreno tendenzialmente argilloso in tempera ed in leggera collina.
Lavorando entrosolco, larghezza di lavoro di circa 2 metri, profondità di 35cm, la macchina ha tenuto una velocità di circa 5 km/h, slittamento 15%, consumo istantaneo indicato dal Cebis 40 litri/ora; il mezzo ha sempre un gran tiro e un buon motore. Anche in questo caso la resa oraria è buona, anche tenendo conto che le manovre ed i passaggi sullo sconnesso vanno fatti con molta cautela dato il peso a sbalzo dell’aratro.

Ottimi come sempre sollevatore e sforzo controllato, un po’ deludente la funzione del cambio marcia automatico: troppi passaggi di rapporto, sicuramente dovuti alla natura del terreno, alla sua giacitura e forse anche ad una mancata taratura preventiva.
Comoda invece la funzione che permette di impostare 2 regimi motore da richiamare durante le lavorazioni; ad esempio noi abbiamo registrato i 2200 giri/min per la salita ed i 1700 in discesa.

I consumi si sono attestati sui 30 lt/ora, media tra salita e discesa.

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Manutenzione

Buona l’accessibilità al motore ed agevole la pulizia dei radiatori (necessaria ogni giorno viste le alte temperature ambientali) ed il controllo dei livelli di liquido e lubrificanti, meno comodo il posizionamento del filtro aria della cabina, posto sopra al cofano vicino al vetro. Pochi inoltre i punti di ingrassaggio dell’assale e i classici punti sul sollevatore posteriore.


Comments  

 
0 #15 pasqualeJD 2008-12-27 15:57
X TEVERE: Dipende dalla larghezza del solco che effettua la tua aratro, il tipo di terreno....se sono terreni tenaci e ti capita di ararli in periodi siccitosi il rischio maggiore è far rosicchiare la spalla del pneumatico, ovviamente lavorando entrosolco..... io li terrei, e per evitare il problema dell'usura laterale applicherei all'ultimo corpo dell'aratro un fendente che eviti di lasciare la spalla del solco dritta e tagliente.....
 
 
0 #14 albe 86 2008-12-10 10:03
Quote:
tienile e non dargli niente di giunta



Può provare a fare così però, per quanto a mio avviso il prezzo della macchina fosse alto, le 710/70 R 38 sono gomme che valgono decisamente di più (soprattutto anche per la spalla più alta), soprattutto se raffrontate a delle 650/65 R 42 che immagino siano le gomme in questione.
 
 
0 #13 puntoluce 2008-12-10 09:42
tienile e non dargli niente di giunta
 
 
0 #12 albe 86 2008-12-10 09:28
Tevere secondo me dipende da cosa devi farci, le 650 sarebbero più adatte se devi fare molta aratura entrosolco, però io terrei le 710 che mi sembrano più adatte per una macchina di quella stazza.
 

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