| Le tecniche di semina del riso possono essere distinte principalmente in due categorie, la semina in asciutta e la semina in acqua. Ci sarebbe anche una tecnica di semina nel fango ma è molto limitata.
Per quanto riguarda la semina in asciutta essa avviene, come dice il termine stesso, su terreno asciutto. In genere, in questo caso,la semina è effettuata con normali seminatrici a righe, da sole o in combinata con erpici rotanti. In alternativa si possono utilizzare seminatrici da sodo oppure svariati tipi di macchine artigianali, che depongono il seme tra i 12 e i 25 cm tra le file ed una distanza sulla fila tale da permettere di raggiungere la corretta densità di semina (circa 180-200 kg all'ettaro). In genere in seguito bisogna effettuare la rullatura del terreno.
La semina in acqua avviene su terreno allagato, in genere utilizzando uno spandiconcime centrifugo.
Con la semina in acqua molti agricoltori bagnano il seme circa 1 giorno prima della semina, così da renderlo più pesante, in modo da permetterne l'affondamento al momento della semina, per evitare deriva.
Una ulteriore tecnica consiste nel seminare il riso a spaglio con spandiconcime (o deponendolo sul terreno con altri tipi di macchine) su terreno asciutto, per poi sommergerlo subito dopo. Questa tecnica, nonostante la semina si effettui su terreno asciutto con le gomme, è sostanzialmente equiparabile ad una semina in acqua.
Con una semina in acqua le piantine di riso sviluppano prima la piumetta e poi la radichetta, mentre con la semina in asciutta la pianta sviluppa prima la radichetta ed in seguito la piumetta.
Le differenze principali riguardano il fatto che la semina in asciutta richiede un affinamento del terreno molto più spinto, ma consente di allagare i terreni molto più tardi, con conseguenti minori problemi legati ad argini da controllare ed insetti che si possono sviluppare nell'acqua. Inoltre la semina in asciutta permette di lavorare con le gomme fino almeno al primo passaggio di diserbo. Per la semina in acqua è sufficiente anche un terreno meno affinato, di contro però è necessario utilizzare trattori con le ruote di ferro ed allagare le risaie molto più precocemente. Con la semina in acqua inoltre è possibile combattere efficaciemente il riso crodo con la tecnica della falsa semina, cosa che invece non si può fare con la semina in asciutta, in quanto il terreno asciutto non consente la precoce emrgenza delle infestanti, inoltre i più diffusi diserbanti per il riso crodo vanno distribuiti su terreno allagato o quantomeno bagnato. La tecnica di semina in asciutta infatti è spesso utilizzata per seminare la varietà di riso denominata Libero che, per ora, è l'unica che permette, grazie ad una resistenza genetica, di sopportare la distribuzione di un diserbante totale con la coltura in atto.
Con la semina in asciutta il terreno serve ben affinato ed anche in tempera, perchè con terreno troppo secco ci possono essere problemi di emergenza, un po' come succede per il mais. La semina in asciutta inoltre è caratterizzata dal favorire lo sviluppo di infestanti da asciutto, da mais, mentre la semina in acqua favorisce lo sviluppo di infestanti palustri.
Per quanto riguarda la semina su sodo serve terreno non troppo bagnato, privo di carreggiate e di tessitura non troppo pesante, in quanto ci sarebbe un compattamento troppo eccessivo dello strato superficiale, mentre servono almeno 15 cm di terreno smosso per permettere una efficacie penetrazione delle radici.
Sia per la semina in asciutta che per quella in acqua è possibile fare le lavorazioni primarie del terreno in modo tradizionale (aratura-livellatura-erpicatura) oppure utilizzare la minima lavorazione (estirpatura-erpicatura), con differenze produttive poco rilevanti.
Io utilizzo la semina in acqua, effettuando la falsa semina sulla maggior parte dei terreni. Come lavorazioni del terreno eseguo circa un 30% di lavorazioni tradizionali e, nella parte restante, attuo la minima lavorazione, cercando di impostare una "rotazione" che consiste nel fare due anni di fila di minima lavorazione alternati da un anno di lavorazioni tradizionali.
Ultima modifica di albe 86 : 29-10-08 a 21: 48.
|