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Vecchio 02-10-08, 23: 01   #1 (permalink)
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Irroratrici

Irroratrici portate, trainate, semoventi, da pochi q.li a oltre 30 q.li di serbatoio, con o senza manica d'aria, qui parliamo di tutto questo.

Ecco le irroratrici che abbiamo in azienda:

HARDY TWIN serbatoio 15 q.li, barra 12 metri (5 sezioni) con manica d'aria, pompa 163 litri/min.




BARIGELLI I/R 4x4 serbatoio 25 q.li, barra 21 metri (7 sezioni) con manica d'aria), computer Teejet, motore JD 4045 turbo 120 cv, pompa 280 litri/min, gomme strette 230/95 r 44, e gommoni da 80 cm.

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Vecchio 06-10-08, 22: 47   #2 (permalink)
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io invece mi accontento di cose molto meno efficenti, in particolare di una amas portata da 1000 lt con barra da 15 mt; è dotata di circuito di lavaggio da 60 lt, tanica lavamani, schiumogeno, ugelli antideriva, barra a chiusura idraulica in 5 segmenti.


macchina onesta, affidabile e con una buona qualità di lavoro, anche se non paragonabile ad una manica d'aria.
la utilizzo con 200lt con gliphosate, 250 su cereali e mais in pre e post emergenza e 300-350 se in presenza di molta vegetazione.
la stagione scorsa per aumentare l'autonomia ho costruito un telaietto anteriore (grazie angelillo) per alloggiare una botte da 400 lt, che unita ai 60 del circuito di lavaggio che tengo come scorta, porta la capacità totale a 1500 lt circa..... povero silver con le ruote strette......
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vado matto per le piante a ufficio

Ultima modifica di puntoluce : 23-10-08 a 11: 37.
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Vecchio 16-10-08, 23: 47   #3 (permalink)
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A me piacerebbe affrontare 2 argomenti

- dose distribuita/ha. Come "regolarla" in funzione della tecnologia che abbiamo a disposizione ? Quanto può essere ridotta grazie alla manica d'aria.
Riporto la mia esperienza: anno 2008, annata critica per il pomodoro da industria, peronospora ovunque. 10-12 qli./ha vs 5-6 qli/ha. Risultati identici.

- convenienza delle semoventi. E qui so che c'è un grosso sostenitore delle semoventi.
Sempre per riportare l'esempio del pomodoro, conosco parecchie aziende di 300-400 ha, dei quali in media 100 di pomodoro (mediamente un trattamento a settimana per 2 mesi), che utilizzano trattore + botte semiportata.
Per che superfici diventa economicamente conveniente una semovente ? Come si comportano in caso di terreno bagnato ?
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Vecchio 17-10-08, 00: 38   #4 (permalink)
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Dal 1996 al 2000 abbiamo fatto pomodori (sempre irrorati con manica d'aria) a circa 6 q.li/ha, il vicino aveva sempre pomodori ma lui irrorava senza manica d'aria a circa il doppio della dose di acqua e all'incirca l'incidenza delle malattie era la stessa, quindi la mia esperienza confema quella di Maso.

Riguardo al limite della convenienza tra trainata e semovente il problema maggiore è che sopra i 15 q.li le trainate (soprattutto in condizione di bagnato e con ruote strette che capita spessisimo per i pomodori e i trattamenti fungicidi in spigatura al grano) non sono semplici da tirare e spesso 100 cv non bastano....

Quindi se uno ha bisogno di più di 15 q.li di botte, meglio una semovente che ha molti meno problemi anche sul bagnato (almeno la mia Barigelli anche con le gomme strette non ha problemi, mentre con il TL se avessi una 25 q.li da trainare invece che la 15 molte volte sarei rimasto nel campo, con gravi danni alla coltura per andarlo a tirare fuori).
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Vecchio 17-10-08, 00: 56   #5 (permalink)
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Tralasciando per ora il discorso economico, non che sia meno importante sia chiaro, concordo che una 15 qli. o più sia pesante da tirare (così a titolo informativo nell'ultima campagna pomodori, un conoscente ha battuto il record di 4 trattori, 70 Cv di media, per riuscire a trattare).
Ma nelle situazioni di terreno forte e bagnato, queste semoventi, soprattutto quelle a ruote non isodiametriche, come si comportano ? Tu Dj mi dici che riesci a trattare e ci credo, ma credi anche quando ti dico che da noi si sono salvati solo chi aveva le GROSSE semoventi (ovvio che la fila dove entravano la cancellavano), inquanto le piccolole semoventi, forse a causa della trasmissione idrostatica, non so, ipotizzo, rimanevano letteralmente ferme, anche non essendo necessariamente piantate.

P.S. Ovvio che si sta parlando di situazioni quasi di nicchia...
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Vecchio 18-10-08, 22: 05   #6 (permalink)
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Io possiedo una botte Hardi, modello LY600, da 600 litri con barra idraulica da 12 mt, autolivellante e supporto ugelli treeyet, la pompa, a 3 membrane, ha una portata massima di 100 litri minuto.
Ho anche il computer di gestione Hardi tronic 2000 con tutti i distrubutori elettroattuati, sensore di velocità su ruota, sensore di flusso e di pressione ecc ecc
Ecco il tutto all'opera, sempre azionata dal fido dorado, nel post emergenza del mais.
Per aumentarne l'autonomia, soprattutto per quando facevo pomodori, ho costruito e collegato una botte anteriore da 300 litri (purtroppo non ho foto)






Come tecnica e quantità distribuite è mia consuetudine usare circa 180 litri ettaro in post emergenza per il mais con ugelli a ventaglio e velocità di circa 8 km/h, pressione 2- 2,5 bar
In post emergenza 300 litri ettaro, ugelli sempre a ventaglio un po' piu grandi, e velocità di 6 km/h, pressione 2,5-3 bar.
Quando facevo pomodori, in piena vegetazione, arrivavo ad usare 900 litri ettaro, con ugelli a cono e pressione di 8 bar (per avere una buona copertura anche sotto vegetazione) e velocita di circa 3 km/h (la pompa con pochi litri non mi permetteva di più). Per queste ultime situazione servirebbe una pompa con portata maggiore, ma, avendo comprato la botte usata, ci si deve accontentare

Comunque è una gran botte, quando la uso è sempre una soddisfazione
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Angelo
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Vecchio 19-10-08, 12: 24   #7 (permalink)
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In azienda usiamo una GAMBETTI da 25ql e 21 metri ,5 sezioni a manica d'aria....viene usata su colture orticole quali pomodoro da industria,spinacio ,sedano ,bieta,etc...
L'efficacia tra manica e tradizionale è molto complessa.
1)il paragone dell'incidenza delle malattie tira in gioco molte variabili,quali tipo di malattie,suscettibilità varietale,tipologia del prodotto utilizzato,efficacia della distribuzione.....etc.
Prendo il caso della peronospora dle pomodoro,è una crittogama endofitica,utilizzndo prodotti di sola "copertura" quale il RAME ,implica un'azione antisporulante,cioè previene la diffusione della malattia stessa nella fase di sporulazione ,fase in cui il patogeno evade dai tessuti dalle aperture stomatiche (gli stomi delle foglie,in questa fase del ciclo della crittogama diviene ectofitica),il rame determina un'azione definita multisito ,cioè agisce sul deterioramento delle pareti del fungo,ha azione su alcuni enzimi (coinvolti nella respirazione cellulare ed altri enzimi del metabolismo del fungo stesso).....come si può intuire da solo ha un'efficacia limitata alla sola diffusione, da solo non può essere efficace in un programma di lotta fitoiatrica ,ma buona norma è associare al prodotto rameico (sia esso idrossido ,o poltiglia) un prodotto sistemico o citotropico ,in modo tale da avere un'azione multipla sul ciclo del patogeno in questione ,cioé azione antisporulante dal rame e azione endoterapica (cioè agire all'interno dei tessuti della pianta malata) in modo tale da limitare l'effetto della malttia sulle piante malate.
In questo caso bisogna tenere conto che interventi a "calendario" si rendono necessarie ,tenute in considerazione andamento climatico e pressione della malattia stessa (grado di presenza del patogeno nella zona in cui si opera).....A ciò bisogna associare una rotazione tra i principi attivi sistemici in modo tale da prevenire fenomeni di "RESISTENZA" da parte del patogeno...
2) Tenute in considerazione le parti sopra sommariamente descritte,entra in gioco il fattore meccanico, cioè L'EFFICACIA della DISTRIBUZIONE.....la sola azione della distribuzione determina da sola circa il 50% dell'efficacia del trattamento fitoiatrico..
Faccio un preambolo sulla tipologia di gocce prodotte da un ugello (cioè la popolazione delle gocce di un ugello si possono suddividere in 3 gruppi ,quelle con un diametro eccessivo che saranno soggette una volta giunte sul bersaglio di non aderire alla vegetazione in quanto la forza di gravità fa sì che queste rotolino e cadano a terra ,quindi non hanno efficacia ,quelle con diametro troppo piccolo che saranno assoggettate al fenomeno della deriva ,con conseguenze di solo inquinamento dei campi limitrofi e perdita di prodotto.
Ed infine la produzione di gocce dal diametro ideale ,cioè quelle con diametro tale da permettere l'adesione della goccia alla vegetazione che ne permetta una distenzione quindi copertura della vegetazione stessa ,si intuisce qui che x prodotti di copertura quali il rame l'apetto delle gocce con diametro intermedio sia di fondamentale importanza in quanto perché sia efficace il nostro trattamento gli obbiettivi sono ricoprire la maggior superfice possibile con un film liquido che rimanga aderente alla vegetazione e non sgoccioli.......)
Se noi usiamo ugelli a pressioni non idonee x lo stesso ,faccio un esempio ugello a ventaglio ,la pressione ideale di esercizio è generalmente intorno ai 3/4 bar ,se usiamo pressioni superiori (10 bar) la polazione delle gocce prodotte sarà di un grande numero con diametro finissimo ,troppo piccolo che causano forte deriva in primis ,e quelle che raggiungono la vegetazione evaporeranno troppo rapidamente e concentrare il prodotto chimico solo su piccoli punti,non avremo una copertura utile..

Quindi l'importanza del mezzo è fondamentale,come lo è il corretto utilizzo e lo stato degli organi del mezzo stesso (qualità e stato di usura degli ugelli influenzano negativamente la popolazione di gocce prodotte,riduzione di efficacia del trattamento)(importante lo sono anche tutte le altre parti dell'irroratrice ,quali l'agitatore ,il compensatore delle pressioni,il polmoncino sulla pompa,i filtri......etc.

Partendo dal fatto che noi utlizziamo attrezzature che effettuano la rottura del liquido contenuto nel serbatoio x produrre gocce utili mediante pressione sul liquido stesso mediante gli ugelli ,sono importanti tutte le parti del mezzo utilizzato.....
In entrambi i casi ,sia una irroratrice convenzionale che una manica d'aria usano lo dtesso principio per produrre gocce utili.....la differenza è che nelle macchine convenzionale le gocce prodotte debbano avere una energia tale da raggiungere il bersaglio ,nella manica d'aria l'azione di raggiungere il bersaglio è aumentata dal fronte dell'aria prodotta dal mezzo che aiuta le gocce prodotte dagli ugelli a raggiungere il bersaglio,con evidenti effetti positivi x il trattamneto stesso ,soprattutto x prodotti chimici di copertura....la manica d'aria incide positivamente sia nella riduzione dell'effetto deriva (gocce finissime che raggiungono in maggior numero il bersaglio migliorando l'effetto copertura e riducendo le perdite ).....sia in un'azione penetrante maggiore rispetto ad una convenzionale soprattutto in colture come ad esempio il sedano ,ci permette di raggiungere zone + centrali della pianta difficilmente raggiungibili da gocce prodotte x sola pressione da una irroratrice convenzionale....
Spero di non essere stato troppo prolisso e poco comprensibile....
Rimando ad altra puntata le ulteriori considerazioni di altri aspetti importanti x un efficace trattamento fitoiatrico!!!!
pasqualeJD non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 19-10-08, 12: 35   #8 (permalink)
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Pasquale ti vedo particolarmente esperto di irroratrici. Pertanto ti faccio una domanda.
Se prendiamo una coltura particolarmente vigorosa, ad esempio (guarda caso ) pomodoro o patata, potenzialmente il flusso d'aria della manica, può "schiacciare" la vegetazione, sovrapponendo più foglie, e pertanto limitare la totale copertura da parte del trattamento ?

Questa critica, mi è stata fatta dai sostenitori della barra tradizionale. Possibile che avessero ragione agli albori delle maniche ad aria, dove il flusso non era regolabile, e forse troppo incidente e perpendicolare al terreno ?
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Vecchio 19-10-08, 13: 20   #9 (permalink)
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Mapo ,la sovrapposizione delle foglie è esitente gia naturalmente ,quindi le convenzionali hanno il problema in modo uguale se non sicuramente superiore.
L'obbiettivo utopistico sarebbe ricoprire il 100% ,ma evidentemente non è raggiungibile ,quindi cerchiamo di avvicinarci il + possibile.....
La manica d'aria ha un flusso (anche nel caso di quelle non orientabili e verticali) che potremmo rappresentare a cono ,cioè sottile all'uscita dal foro del condotto dell'aria che si espande man mano che ci si allontana dallo stesso ,quindi lo schiacciamento lo si ha nelle parti esterne ,mi spiego meglio quando noi avanziamo con il flusso dell'aria che come ho detto prima ha un'impronta a cono o meglio vista in senso laterale ha una forma di v rovesciata verso terra ,sui 2 estremi della "V" la forza dell'aria risulta essere maggiore che al centro ,ma quando incontra una foglia all'inizio tende a schiacciarla ,poi arriva nella parte centrale del cono in cui la forza dell'aria e inferiore ed in cui si creano dei vortici proprio dovuto alla differente velocità tra la parte esterna del flusso d'aria e la parte centrale stessa ,è qui la foglia tende a risollevarsi e per azione dei vortici d'aria generati dal flusso tende a far compiere dei movimenti rotatori + o meno evidenti alla foglia stessa ,e se potessi osservare in modo ingrandito noteresti che l'aria che colpisce i bordi della foglia subisce deviazioni che permettono di raggiungere anche la parte della pagina inferiore ,zona difficilmente raggiungibile dalle macchine convenzionali ,in quanto l'energia di ogni singola goiccia sarebbe sempre inferiore ad una goccia di uguali dimensioni ma proiettata sulla vegetazione dal flusso d'aria......
Non so se ti ho reso l'idea.....spero di si.....
é evidente che anche l'utilizzo dell'altezza giusta della manica d'aria sulla vegetazione ha il suo grado di importanza ai fini del trattamento fitoiatrico......
Ecco xchè prima ho detto che rimando ad ulteriori momenti le varie variabili che entrano in gioco nel trattamento.....Cercherò di mettere la mia esperienza universitaria,improntata in campo di protezione delle piante.......cercherò di avvicinare la teoria alla pratica ,e spero di dare un mio contributo al miglioramento dell'aspetto sia dell'uso delle irroratrici (che tutto è tranne che semplice!!!!) ,sia dell'aspetto fitoiatrico strettamente collegato al primo......Partendo dal presupposto che non sono bravissimo.......ma mi ci cimento....
La manica d'aria (definite anche irroratrici ad aeroconvezione, erroneamente dette atomizzatori.....gli atomizzatori sono quelle macchine che effettuano la rottura del fluido per azione dell'aria e non per pressione mediante ugelli.....questo seguendo una certa classificazione delle macchine in base al metodo di rottura del liquido ,cioè in base a come formano le gocce dal liquido intero...),
ha degli evidenti vantaggi di maggiore penetrazione in colture sia orticole che arboree con chioma ben sviluppata e fitta ,in modo da raggiungere zone che con le convenzionali non sarebbe possibile.....perchè ricordo sempre che l'obbiettivo è quello di aumentare l'efficacia del trattamento (a prescindere dal tipo di prodotto chimico usato ,sia esso di copertura ,citotropico/translaminare o sistemico ,certo in quest'ultimo tipo proprio la caratteristica del prodotto che ha capacità di essere traslocato nella pianta rende meno importante l'aspetto di raggiungere le parti + nascoste ,anche se aggiungo che ridurremmo i tempi di distribuzione all'interno dei tessuti della pianta se colpiamo la pianta stessa in + punti possibil con gocce che ne restino aderenti ad essa e quindi permettano al principio attivo di entrare nei tessuti.....esempio abbiamo una sola goccia su una pianta con principio attivo sistemico ,esso entrerà nel tessuto vegetale da un solo punto ,e avrà bisogno di un certo tempo per raggiungere la zona della pianta lontana dal suo punto di penetrazione ,e tale tempo è dovuto alle caratteristiche del vegetale in questione e della molecola di fitofarmaco usato......ma se noi sullo stesso tipo di pianta riusciamo a poggiare 100 gocce in + punti della pianta ,e le 100 gocce conterranno la stessa quantità di fitofarmaco della singola goccia dio prima ,il tempo di distribuzione all'interno della pianta sarà sicuramente inferiore ,e con la stessa quantità di prodotto all'interno della pianta.....spero di essere stato comprensibile.....
pasqualeJD non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 19-10-08, 13: 29   #10 (permalink)
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Ottima descrizione!
Chiedo se è possibile trattare anche il sistema convenzionale, ossia , per avere una maggior resa con molta vegetazione, quali ugelli, velocità e pressioni è meglio utilizzare.
(così vedo se fino ad ora ho fatto bene o se c'è qualcosa da migliorare)
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Angelo
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