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| | #431 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| io sono daccordo con tony la schmak è una ottima azienda e secondo me bisogna anche sapersi fidare. non credo che con tutti gli impianti e l'esperienza che hanno, facciano un mescolatore che si rompe. siamo andati sulla luna 40 anni fa e ci mancherebbe che oggi non ci sia qualcuno capace di progettare un mescolatore comunque secondo me, oltre alla parte specifica, è importante capire l'idea che c'è dietro e sicuramente a me piace molto quella di miscelatori a grandi pale, con basse potenze installate e funzionamento in continuo quando sono stato ad Hannover ho visto che molte aziende si stanno convertendo a questa filosofia e da quello che ne so la schmak è stata la prima ad introdurla e quindi esperienza ne ha | |||
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| | #433 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| Per chi chiedeva della schmack...Io ho 3 impianti schmack a cremona i primi due ormai funzionano da 3 anni, se volete venire a vederli nessun problema. I micro impianti della schmack sono molto seguiti e in tanti li attendono sono in test da ormai quasi più di un anno, aspettiamo che arrivino anche in italia!!!! (Mi pare questa primavera) Non è vero che gli impianti non vanno solo a mais, necessitano di integrazioni con alcuni oligoelementi altrimenti calano di resa perchè vanno in carenza (esperienza diretta). Tonytorri hai un impianto schmack? di dove sei? Non è ancora passato nulla della nuova normativa, anche se tra le righe si legge che si apre in direzione rifiuti, posto comunque l'attività connessa. Per valutare le quantità che entrano in impianto: 1) Si compra a peso 2) Esistono i facsicoli aziendali e comunque non puoi inventarti numeri fuori molto dalle medie. Per dire che è molto difficilie fare tornare i numeri se non si è in regola (anche perchè se non dimostri l'autorizzazzione te la sogni) | ||||
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| | #434 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| No, non ho impianti ma ho sempre seguito con interesse questo mondo. Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa. Ma ho trovato mille ostacoli(dimensioni impianto terra dove farlo soci non adatti ecc.), a volte serve fortuna a fare le cose...... Mi pare che tempo fa ci fossimo sentiti e mi avevi appunto invitato. Poi ho sospeso tutto e non ti ho disturbato.... Per il discorso della schmack, e dei loro impianti piccoli, ho sentito che dovrebbero presentare qualcosa in fiera a Verona.... | |||
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| | #435 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| Riporto da News Coldiretti Vercelli-Biella. ilpiccoloagricoltore.vc@coldiretti.it N. - 27/01/2012 Le energie rinnovabili rappresentano una concreta opportunità economica per le imprese italiane, offrendo nuove opportunità di lavoro per uno sviluppo compatibile con l’ambiente: l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili contribuirà in misura sempre maggiore a soddisfare il fabbisogno energetico del Paese. In questo scenario, l’utilizzo di queste tecnologie avrà un impatto sul territorio e sulle produzioni agricole da non sottovalutare: se da un lato si calcola che dalle campagne italiane sia possibile ottenere nei prossimi dieci anni energia rinnovabile in grado di sostituire tre centrali nucleari (con il diretto coinvolgimento delle imprese agricole e senza causare danni al territorio), dall’altro già da mesi stiamo assistendo a pratiche speculative che stanno compromettendo fortemente tutta una serie di equilibri, dal prezzo degli affitti dei terreni, all’ecosistema, alle produzioni agricole. Il mondo agricolo può giocare un ruolo decisivo poiché si propone di contribuire al bilancio energetico nazionale con una produzione di energia verde effettivamente sostenibile per l’ambiente ed integrata col territorio, privilegiando l’efficienza energetica anche grazie alla possibilità, tipica degli impianti agricoli di piccole dimensioni, di impiegare l’energia prodotta evitando gli sprechi e valorizzando i residui delle attività agricole, forestali e zootecniche. La produzione di energia rinnovabile da biomasse, per esempio, avrebbe ricadute positive sia sul mondo agricolo che sull’ambiente: le coltivazioni alternative (quali sorgo e triticale) comportano un utilizzo minore delle risorse idriche e dei fertilizzanti rispetto ad altre coltivazioni; impianti aziendali o collettivi possono agevolare lo smaltimento dei liquami o contribuire ad un utilizzo alternativo delle produzioni maidicole in eccesso. “Però, al di là di questi aspetti di opportunità (per le imprese, per l’ambiente, per la collettività), siamo fermamente contrari - commenta il Direttore della Coldiretti di Vercelli e Biella, Domenico Pautasso - a quelle iniziative che creano speculazione sul mercato fondiario dei terreni. Non accetteremo più proposte di realizzazione di impianti in cui per il mantenimento delle stesse venga sottratto terreno ai coltivatori offrendo canoni d’affitto a cifre totalmente fuori mercato.” La Coldiretti di Vercelli e Biella chiede alle istituzioni di farsi parte attiva affinché negli iter autorizzativi della Conferenza dei Servizi venga richiesta la provenienza della materia prima impiegata, e che si rilascino autorizzazioni solo nei casi in cui almeno il 50% della materia prima derivi da reflui zootecnici (liquami e letame) oppure da coltivazioni alternative (sorgo e triticale, ecc.). “Se così non fosse - prosegue il Presidente Paolo Dellarole - andremo ad impoverire pesantemente il tessuto imprenditoriale locale, con il rischio concreto che le aziende, private dei terreni destinati alle coltivazioni tradizionali a fini alimentari, debbano chiudere.” Ultima modifica di Alberto64 : 05-02-12 a 17: 28. | ||||
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| | #436 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| Le solite trovate della Coldiretti.... Ma quando sono stati fatti gli incentivi uguali fino a 1 MW loro dove erano? Se si fossero fatte delle tariffe tipo fotovoltaico forse sarebbe stata diversa.... Ho forse pensavano che noi agricoltori/allevatori avessimo 5 mil. di euro da spendere per un impianto.... Per fortuna che ci fanno loro i bilanci..... Saltano fuori adesso che sono quasi scaduti gli attuali incentivi?.... Insomma questo nuovo mondo può essere una opportunità, per l'agricoltura. Ma deve essere messo giù un pò bene. Altrimenti come spesso succede diventa un problema..... Adesso vediamo l'anno prossimo cosa fanno sia come incentivi e sia come regole..... | |||
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| | #437 (permalink) | |||||
| Collaboratore
| Pare che il nuovo conto energia offra un prezzo al kWh più basso, ma con un contributo della durata di 20 anni. Come cifre sembra ci si aggiri su una base di 0,19 €/kWh, con vari premi in base all'utilizzo di liquami e reflui vari o sottoprodotti. Un impianto da megawatt che andrà solo a biomassa agricola dubito che supererà i 0,22 €/kWh, mentre per impianti piccoli che utilizzano in prevalenza reflui si dovrebbe poter arrivare a massimo 0,24 o 0,26 €/kwh. Con questa nuova formula di incentivi penso che saranno scoraggiati impianti grandi, soprattutto per aziende non strutturate per sopportarli, mentre dovrebbe esserci un proliferare di impianti piccoli, più a misura d'azienda e che utilizzano molti reflui.
__________________ Tractorum.it | |||||
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| | #438 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| Il problema sono i costi di partenza..... Lo sai meglio i m'è che con il liquame si fa poco, anche se è importante perchè per o meno non va ad inquinare lui..... E gli impianti piccoli costano di più al KW. Se poi si prende meno, diventa difficile rientrare.... Poi magari anche le aziende, che fanno gli impianti si adeguano, specialmente se si fermano quelli grossi..... Staremo a vedere.... Però per m'è sarebbe più giusto cosi. | |||
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| | #439 (permalink) | |||||
| Collaboratore
| Penso che il costo degli impianti, soprattutto quelli piccoli, scenderà parecchio, comunque è prematuro parlarne ora, bisognerà vedere come cambierà effettivamente il conto energia.
__________________ Tractorum.it | |||||
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| | #440 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| La pura che mi fa il nuovo conto energia è che c'è una linea implicita che comincia ad aprire ai rifiuti. Le analisi economiche le si faranno quando ci sarà qualche cosa di sicuro, comunque sotto i 22 centesimi non ci si sta dentro, e già a 22 bisogna ragionarci su molto bene. Il problema grosso è anche il credito, alcuni impianti autorizzati non partono per problemi di finanziamento da parte delle banche, è per quello che molti cercano soci industriali con capitali, e a suo tempo lo avevo detto, che le aziende che hanno potuto farlo lo avevano già fatto, poi sono arrivate le aziende che erano già indebitate per quote/stalle/capannoni ecc, e queste nonostante abbiano magari anche l'autosufficienza più dell'80% faticano a farsi prestare soldi, è questo è grave perchè anche per loro sarebbe una validissima opportunità di integrare il reddito (e non parlo di impianti necessariamente grossi). | ||||
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