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| | #1 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| Coltivazione SRF per produzione di biomassa E' da parecchio che si prova a far decollare questo genere di coltivazione. Ma oltre a quelle a livello sperimentale qualcuno ha incominciato a farla in modo continuativo? Ultima modifica di Rtr : 25-10-09 a 13: 04. Motivo: non finito | ||||
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| | #2 (permalink) | |||
| FONDATORE
| Qui da me mi par di vedere piano piano una timida ma costante diffusione di parcelle piantumate a tali scopi. Due aziende che hanno discrete piantumazioni in tal senso, qui in zona, sono: - TENUTA CIVRANA - NEW - http://www.tenutadibagnoli.it/index.php? Ce ne sono poi molte altre, in particolar modo la seconda pare utilizzare un sistema a "tampone" mettendo 3-4 file di cedui tra un appezzamento e l'altro di seminativo. Vi sono poi aziende che raccolgono il prodotto, con opportuna trincia, e lo stoccano. Per quanto ho potuto vedere, questo tipo di piantumazione pare attechire maggiormente nelle zone vocate alla pioppicoltura classica (...ovviamente....) ovvero le zone delle grandi bonifiche padovane e veneziane. | |||
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| | #4 (permalink) | |||||
| Collaboratore
| Penso che in un'ottica di sviluppo diffuso delle SRF e simili, non sia da sottovalutare l'eventuale diffidenza da parte degli agricoltori nel convertire i loro raccolti da erbacei ad arborei. Ho avuto modo recentemente di occuparmi, se pur in minima parte, di sorgo da biomassa, coltura dal ciclo grosso modo "normale". Ancorché i metodi di coltivazioni, lavorazioni incluse, poco si discostino dai prodotti convenzionali si riscontra spesso diffidenza e difficoltà nell'accettare questa sostanziale inversione di rotta nell'uso dei propri terreni. Considerando che la maggior parte dei progetti di impianti a biomasse, prevede di appoggiarsi agli agricoltori per il fabbisogno della biomassa, penso non sia un'aspetto da sottovalutare e che nel caso di specie arboree, per l'appunto, il fenomeno si accentui. A differenza delle biomasse erbacee, le arboree presentano ulteriori problemi che non sono di certo nevralgici, ma al momento rallentano o rimandano una decisa entrata sulla scena delle agroenergie in Italia. - Costi d'impianto più elevati. E' si vero che gli impianti durano più anni, ma si tratta di mettere a dimora dalle 10.000 alle 20.000 talee/ha. - Le macchine impiegate durante il ciclo colturale nella maggioranza dei casi, vedasi trapianto e raccolta, sono ancora a livello di prototipo o comunque non ragionevolmente mature per un loro impiego su larga scala. - Specie per la raccolta si tratta quasi sempre di modifiche a macchine originariamente impiegate per altri scopi. Un'esempio su tutte le trincicaricatrici. - Sul panorama globale delle macchine forestali o comunque per la gestione delle specie arboree, le tecnologie e le attrezzature di certo non mancano. Ma si tratta di rivolgersi a tutt'altra tipologia, diversa anche per costi e gestione, affidandosi quindi al settore forestale. Settore dove l'Italia non è di certo all'avanguardia, basti pensare alle realtà scandinave per avere un confronto. - Nel caso quindi di volessero coinvolgere i terzisti, gli stessi avrebbero, probabilmente, preoccupazione nel fatto di dover investire in tipologie di macchine che non conoscono e che possono essere impiegate solo per un periodo limitato di tempo. - Un'ultimo aspetto che ritengo importante è come viene lasciato il campo alla fine dei cedui. Si pone il problema delle ceppaie e delle radici da rimuovere, aspetto assente per quanto riguarda le specie erbacee. Concludendo, quanto esposto oltre ad essere una personale visione delle cose, è inoltre una semplice analisi di alcuni problemi ancora ben presenti e spesso trascurati. Non sono di certo elementi, questi, che privilegiano un tipo o l'altro di biomassa. | |||||
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| | #5 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| L'altro giorno sono stato ad una riunione dove COPROB e AIMAG hanno illustrato i nuovi impianti in programma di costruzione nel modenese. Il primo converte lo zuccherificio di Massa Finalese. Impianto che dovrebbe essere pronto per il 2012 ed abbisognerebbe di circa tremila ha di sorgo da biomassa. AIMAG invece costruirebbe nel mio comune una centrale che fornirebbe di acqua calda la zona industriale e per questo abbsognerebbe di circa 300 ha di biomassa che potrebbero essere sarmenti,paglia, ecc. Speriamo bene. Certamente a mio avviso sarebbe un motore di crescita anche per i prezzi degli altri cereali.
__________________ IN MEDIO STAT VIRTUS ![]() QUELLO CHE CI VUOLE CI VUOLE MA GUAI A SPENDER | |||
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| | #9 (permalink) | ||||||
| Collaboratore
| Quote:
Inoltre, parliamo di sorgo da biomassa per biogas o centrale termica ? | ||||||
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