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| Utente Tractorum.it
| Rendiamoci conto della realtà Poso il mio commento sulla base dell'articolo che segue. Nel corso della riunione annuale di Zespri a Tauranga, in Nuova Zelanda, il presidente John Loughlin e l'amministratore delegato Lain Jager della compagnia hanno presentato i risultati di un decennio di conferimenti ai produttori: ben 800 milioni di dollari, derivati dalla vendita di 100 milioni di vaschette di kiwi. I due manager hanno fatto notare che Zespri ha raddoppiato con successo le dimensioni del suo giro d'affari e i proventi derivanti dalle esportazioni, con un tasso annuo composto dell'8%. In occasione della riunione annuale, è stato annunciato ai 500 azionisti il pagamento di un dividendo finale per i coltivatori di 56 centesimi per azione, cosa che porta il dividendo per l'intero anno a 98,41 centesimi per azione, il 22% in più rispetto all'anno scorso. I 2.700 produttori neozelandesi soci di Zespri possiedono 3.110 frutteti, che quest'anno hanno prodotto oltre 390.000 tonnellate di kiwi. Nel corso della riunione, il rappresentante della compagnia Turners & Growers, la quale di recente ha accusato Zespri di monopolio sul mercato del kiwi, ha declinato l'invito rivoltogli del presidente affinché prendesse la parola di fronte all'assemblea dei soci.(fonte fresch plaza) ebbene. rendiamoci conto della realtá: domando: quanto kiwi produce l'italia? circa 450.000 ton. (direte voi: e quindi qual'è il problema?). il problema è che viene venduto da oltre 10000 operatori commerciali (faccio per dire.. nn so quanti siano). ma il fatto che dovrebbe far riflettere è che zespri è una unica grande societá per azioni (e nn coop) che raggruppa quasi tutto il kiwi neozelandese (tanto che è stata accusata di monopolio). Ha soci azionisti, un gruppo di ricerca all'avanguardia che sperimenta gia migliaia e migliaia di selezioni di kiwi nuove, ha un marchio commerciale unico che raggruppa tutto il kiwi NZ tanto che non si parla + di kiwi ma d Zespry. E noi che siamo i maggiori produttori di kiwi subiamo pesantissime carenze in concorrenza, perdiamo clienti e non coquistiamo nome nel mercato. Ormai il kiwi è diventato un prodotto talmenete globalizzato che non ha + senso mettersi a "litigare con il vicino per dire qual'è il + bello" e ne tantomeno le coop (riferendomi alle principali che lavorano kiwi quali intesa e apofruit) dovrebbero cercare una base comune e linee guida per unire la produzione italiana, accordarsi con le raccolte e le qualitá del prodotto, nonchè sulle vendite e sulle strategie commerciali. Sembra un sogno, ma io nn vedo molte alternative se vogliamo ragguantare un primato di un prodotto che ormai non abbiamo +! le idee sarebbero tante ma la limitata visione di alcune persone nn permette di muoversi in molti modi (visto che è l'assemblea dei soci che ha l'ultima parola).. quindi..si..farei anche un'atto d'accusa alle strutture coop, troppo lente e macchinose a prendere decisioni, lente nell'aggiornamento e obbligate a subie le lamentele dei soci sui listini.. A voi la parola.. Ciao..un kiwicoltore.. | |||||
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| | #2 (permalink) | |
| Utente Tractorum.it | Quote:
![]() E che finché gli agricoltori non la smetteranno di voler fare anche i dirigenti d'azienda le cose non andranno meglio? Lorenzo | |
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| | #3 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| eh cio..azzo..ho anche 22anni..me lo rendo conto adex. cmq "E che finché gli agricoltori non la smetteranno di voler fare anche i dirigenti d'azienda" Non intendo che vuoi dire.. che devono smettere di fare i dirigenti o che dovrebbero svegliarsi e farlo seriamente? cmq..dipende di chi parli. ci sono consigli dove agricoltori nn sono altro che sudditi che alzano la mano per dare il voto e basta. altre dove invece i consigli sono un po + movimentati... cmq io critico da mia parte il sistema coop perchè anche nn ritengo giusto che un socio che mi conferisce 2q.li di pesche abbia lo stesso peso rispetto a me o a un'altro che ne conferisce 10000q.li!non so se intendo. poi ci sono altri motivi..cmq il mio discorso nn si voleva solo soffermare alle coop, ma anche al fatto che noi che saremo il KIWI nel mondo, in realtá non lo siamo perchè nn siam buoni di metterci d'accordo per avere un prodotto unico con un nome unico. Vorrei sapere anche che ne pensa GON.. | |||||
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| | #4 (permalink) | |
| Utente Tractorum.it | Quote:
Un conto è volerlo fare come si faceva vent'anni fa: andando al mercato e sperando di vendere. Anche perché ora esistono figure professionali manageriali che assolvono ottimamente al loro compito e penso che l'imprenditore agricolo debba scegliere se occuparsi principalmente di coordinare produzione e commercializzazione o se vuole insistere nel fare entrambe le cose personalmente (facendole male, probabilmente, tutte e due). Dal punto di vista commerciale e strategico, gli agricoltori italiani rappresentano la categoria più frammentata, egoista, miope e ottusa che esista nel paese. Il fatto che esistano quattro associazioni ne è la prova lampante. Il non riuscire a mettersi d'accordo nasce da un'ignoranza diffusa nel mondo agricolo e da chi, su questa ignoranza, guadagna. Quindi ritengo che anche in un'ottica cooperativa, il consiglio d'amministrazione (come giustamente scrivevi pure tu) debba essere organo operativo gestito da chi CAPISCE quello che accade a livello economico e non, come spesso accade, da agricoltori messi lì perchè sono sì soci, ma non arrivano a capire molto di più oltre a come si munge una vacca o come si pota una vite. Questo non per stupidità, affatto! E' una questione di SPECIALIZZAZIONE in un determinato campo. Oggi esistono i buyer e i sellers: pensiamo davvero di mandare un presidente di cooperativa a trattare con un buyer che magari rappresenta milioni di potenziali utenti finali del prodotto? Credo che il buyer si cucinerebbe per cena il presidente di cooperativa.... ![]() Il discorso è molto vasto, ma non trovo colpe esterne al mondo agricolo (qualcuna sì): diciamo che in Italia, innanzitutto, dovrebbe cambiare la testa dell'agricoltore. Questo è il vero ostacolo. Ciao! Lorenzo | |
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| | #5 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| Azz!!! avrei pagine da scrivere sulle mie opinioni personali in merito (e sarebbero pure abbastanza colorite)... peccato che oggi sono di frettissima, stasera vedo di riordinare un po' le idee e di mettere giù qualcosa | |||
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| | #6 (permalink) | ||||||
| Utente Tractorum.it
| Quote:
Il pesce puzza dalla testa? Penso proprio di no, la improfumano bene, altrimenti gli italiano se ne accorgono ![]() | ||||||
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| | #7 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| Be hp90. Sul fatto che siamo italiani purtroppo lo sappiamo..e le nostre care frodi alimentari lo dimostrano. Lorenz: è bello sentire ste cose dette da un'agricoltore. è proprio quello che penso pure io.. le parole chiave sono SPECIALIZZAZIONE, ORIENTAMENTO AL CLIENTE, E CONCENTRAZIONE. E la specializzazione sta diventano troppo importante; a dire: specializzazione nel processo produttivo in parte gia l'abbiamo..(e anche no), ma quello che ci manca sono specializzazioni + spinte e che vadano oltre il livello produttivo, ma verso la gestione aziendale, verso la gestione dei mercati, delle strategie commerciali..(vorrei sapere chi tra le nostre aziende possiede un piano di marketing..forse tu..)...insomma un sacco di cose..che ovviamente una unica figura nn puo fare. (in sto caso il nostro caro agricoltore). Ed è qui che viene fuori un livello di aggregazione orienta alla specializzazione.. Ha riguardo ho molte idee pure io..e di fatto penso che mettere insieme un certo numero di aziende per formare un'unica grande azienda con figure professionali specializzate potrebbe essere una soluzione. | |||||
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| | #8 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| e così anche Frio alla bella età di 23 anni si è reso conto delle conseguenze di quella che io chiamo da tempo "La guerra dei poveri"... purtroppo tutto si trascina da quando negli anni Settanta del secolo scorso nacquero tante piccole Cooperative di tutti i colori (ma soprattutto Bianche e Rosse) per dare una nuova possibilità ai frutticoltori che non fosse il "solito "commerciante" da frutta che ti viene a casa, e contratta partita per partita. Negli anni, queste Cooperative, che con tutte le buone intenzioni dovevano essere "DEI SOCI, PER I SOCI", sono diventate le "Padrone" dei piccoli soci conferenti: così i nostri genitori e nonni che con tanta fatica e sudore si erano "affrancati" dalla Mezzadria per diventare Proprietari si sono ritrovati sotto al giogo di Direttori stravaganti che spesso hanno badato negli anni più al proprio tornaconto personale che al reale beneficio per l'intera base sociale. Se aggiungiamo poi che la varietà di "colori" delle diverse Cooperative non ha certo mai giocato a favore della specializzazione e della possibilità di fare un Fronte COMPATTO contro quello che negli anni è diventato il principale interlocutore per la commercializzazione di Nostri prodotti, vale a dire la GDO. E' vero che piano piano si sono create le OP (che non sono di certo poche!), in cui sono confluite molte di queste piccole cooperative, ma tutto ciò non ha di fatto cambiato la situazione per chi produce frutta: Tutti pronti a calare le brache davanti alle pretese spesso sempre più assurde della GDO (imballaggi pesonalizzati, offerte al ribasso "che tanto qualcuno prima o poi qualcuno cede", addirittura opzioni di fornitura con tanto di "resa" dell'invenduto!!! ) Ma scherziamo??? Se io produttore ti vendo 500 Qli di pesche in Cassettine, mi riporti indietro tra 10 giorni quello che ti è rimasto sugli scaffali??? Ma quando si è mai visto? Per quel che riguarda il discorso prezzi, Idem come sopra, se tutti gli operatori si accordassero una buona volta, e tenssero duro, i Commerciali delle varie catene se vogliono portare sui loro banchi la NOSTRA frutta sarebbero costretti a riconoscerci il Giusto compenso! Quando vedo sul banco del supermercato le pesche a € 2,80 e io andrò a prendere (se va bene) €0,24 (VENTIQUATTRO CENTESIMI) mi girano un bel po' gli ammenicoli con tutti gli annessi e connessi!!! Anno scorso costavano al consumo gli stessi soldi, ma per noi agricoltori era un po' più incoraggiante. Allora bisogna trovare il modo di accociare la filiera, organizzare meglio la commercializzazione, imporre i NOSTRI marchi sul mercato (altro che pesche COOP, abbiamo Pesche e Nettarine di Romagna IGP!) e lasciare che gli Spagnoli le loro pesche le vendano ai Marocchini, non che ci tocca di sorbirci tutto il prodotto iberico quando noi abbiamo pesche da far letto ai porci. Quello che hanno fatto i Neozelandesi con "Zespri" sarebbe da fare alla grande con tutti i nostri prodotti d'eccellenza, Pesche, Albicocche, Fragole, Kiwi, Pere e Mele. Sì anche Mele! Quello che hanno fatto gli Altroatesini con Melinda, Marlene e ValVenosta (e anche qua non sono comunque UN solo organo) bisognerebbe che lo si riuscisse a fare anche in altri ambiti, ma per una serie di motivi che mi sfuggono (ottusità mia o di chi queste decisioni dovrebbe prenderle?) sembra una vera e propria chimera. In questi anni iniziano a diffondersi alcune formule di "CLUB" per prodotti che si devono distinguere dalla massa (Modì, PinkLady e Melapiù per le mele, JinGold il kiwi giallo che vorrebbe dare filo da torcere a Neozelandese Zespri) ma a volte ho l'impressione che i Colossi della GDO non siano interessati a queste novità e allora diventa difficile proporle alla massa dei consumatori. A voi la palla (Scusate la lunghezza e soprattutto se ho scritto cose un po' sconfusionate, ma ho scritto di getto e non ho riletto quello che mettevo giù)... | |||
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| | #9 (permalink) | |
| Utente Tractorum.it | Quote:
![]() ![]() :clapcla p: | |
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| | #10 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| 2 calci alla palla mah! è difficile la soluzione...una potrebbe essere quella adottata dai zelandesi con il kiwi(sempre sia vero ciò che leggo) i quali negli anni di surplus di produzione lasciano una percentuale di frutti in CAMPO , vorrei vedere io come attuarla da noi....tutti furbeggierebberocomunque quando la roba è troppa dappertutto è inevitabile ciò che stà succedendo al mercato riguardo alla grande distribuzione organizzata oramai è un pezzo che fanno il bello e il brutto tempo..arduo contrastarli meglio bere per dimenticare AZ si consola | ||||
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