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Vecchio 04-01-09, 23: 44   #1 (permalink)
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Bruciatura delle stoppie

Fortunatamente nella mia zona da qualche anno ormai questa pratica è sparita, ma soprattutto nel Sud Italia tale tecnica è non solo ancora molto praticata ma spesso è vista come la panacea di tutti i mali.

Vediamo di riassumere i vantaggi:
  • Riduzione della flora infestante
  • Riduzione incidenza malattie fungine
  • Azzeramento dei residui colturali (facilitazione delle successive lavorazioni)
  • Disponibilità immediata degli elementi nutritivi (più che un vantaggio è uno svantaggio perchè è molto più facilitato il dilavamento del poco azoto presente nelle paglie).

Gli svantaggi agronomici sono molto maggiori:
  • Riduzione attività batterica (e relativa capacità di rendere disponibili gli elementi legati ai colloidi organici)
  • Elevata riduzione della sostanza organica ---> ulteriore abbassamento della carica microbica, riduzione elementi nutritivi del terreno, riduzione capacità di ritenzione idrica, maggior tenacità per le lavorazioni estive ecc
  • Maggiore facilità dilavamento elementi nutritivi
  • Minor presenza di residui colturali nel terreno ---> maggiore capacità erosiva delle piogge
  • Rischio che l'incendio sfugga al controllo con relativi disastri ambientali

Ora mi chiedo come mai in molte zone d'Italia si vedono ancora mietitrebbie (anche di recente acquisto) senza trinciapaglia, e quindi relativa bruciatura delle andane perchè chiaramente poi è una rottura di scatole e perdita di tempo andare a trinciarla con il trattore (mi chiedo io ma quanto costerà mai un trinciapaglia per la trebbia?).

Spesso la scusa più frequente è: brucio la paglia perchè altrimenti l'aratura non viene bene. E mi chiedo: e come fanno allora al nord ad interrare senza problemi anche 100 q.li/ha di stocchi di mais? Forse perchè usano aratri con avanvomeri efficenti?
In altri casi addirittura viene fatta la bruciatura delle stoppie giustificando il fatto che così l'anno dopo si può fare di nuovo grano con la minima lavorazione, magari passando con coltivatore o erpice a dischi poi capita un'annata piovosa come quest'anno e senza nessun tipo di residuo colturale e a causa bassa rugosità del terreno lasciata da tali lavorazioni ----> via giù mezza collina.

Fino a 50 o più anni fa poteva essere una pratica "giustificata" considerando che:

non c'erano diserbi,
non c'erano fungicidi,
si arava con buoi o cavalli (e la paglia poteva rompere le scatole) allora in quel caso i vantaggi del debbio erano tangibili proprio perchè non vi erano mezzi alternativi di controllo, ma continuare con questa pratica ancora oggi non ne vedo proprio l'utilità tanto più che in molte parti d'Italia è divenuta pratica proibita e se non sbaglio anche per avere l'ecocondizionalità della PAC non bisognerebbe bruciare le stoppie.

Scusate il tono leggermente polemico ma a mio parere continuare a bruciare le stoppie nel ventunesimo secolo non mi sembra una gran cosa.

Ecco qualche documento relativo all'argomento trovato in rete:

http://www.oseap.it/Lupo/La%20brucia...%20stoppie.htm

una visione "moderna"

http://www.lagazzetta.info/archivio/...o_20081201.pdf

le conseguenze

http://www.uncem.it/gems/art_08_02_18-1.pdf

normativa di Foggia

www.provincia.foggia.it/files/File/st2.doc
__________________
Tractorum Staff

Ultima modifica di DjRudy : 05-01-09 a 00: 01.
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Vecchio 05-01-09, 11: 51   #2 (permalink)
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Ottima discussione !
Magari ci sfugge qualcosa, vediamo se qualche "piromane" può far luce, motivando la tecnica.
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Vecchio 05-01-09, 14: 19   #3 (permalink)
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Che bello argomento!
Inizio col dire che in Sicilia da quando sono nato ad oggi , moltissimi danno annualmente fuoco alle stoppie.

I motivi possono essere :

1) impossibilità di usare trincia (attrezzo portato) dati terreni con presenza di pietrisco o per meglio dire non omogenei(non son tutti ma c'e' ne ).

2)la maggior parte di mietitrebbie a stento ha i cavalli(del suo motore) per tirare il motore e l apparato trebbiante altro che trinciapaglia e chi c'e' l 'ha (lo usa come contropeso per le discese).

3)ove c'e' pietrisco i mezzi vengono facilitati dalle operazioni di raccolta(pietrisco) proprio perchè i terreni sono "puliti" .

4)non sempre si può trebbiare con la "barra" a terra perchè molte volte ci si ritrovano frane, dislivelli , scalini .....quindi un terreno ripulito non fa ingolfare gli attrezzi.

5) molti non usano ripuntatori anche perchè non ci sono molti mezzi grossi e la maggior parte va col cingolo che può tirare un bivomere trainato (per chi ha mezzi piu grossi cingolati 3 vomeri) e data l impossibilità in certe zone di usare erpici rotanti (che poi a chi li mettono se i cingoli non hanno pdf tipo 70c) si usa il "coltivatore " che ove non si è bruciato il terreno col suo lavoro fa fuori uscire tutte le stoppie..........addio seminare, w le porcate, ingolfamenti col bagnato....

6)il fuoco in sicilia è anche provocato da persone .....per invidia, per far danno a terzi, per altri vari motivi. Proprio questo è il vero problema, dato che non essendoci fatti (i taglia fuoco con l arato) può essere veramente pericoloso. (dare la colpa a chi?)

7) qui si dovrebbe poter dar fuoco in un certo periodo (tipo inizi di ottobre) , comunque ci son leggi che parlano di fare i taglia fuoco in tutti i terreni (in larghezza rispetto al tipo di strada che lo limita).

8) questione arato e avanvomeri: perchè nessuno li fa?
qui la maggioranza usa arati con pistoni non stop, basta un corpo estraneo che è capace di mozzare un ala di un qualsiasi arato che non sia non stop idraulico, quindi un avanvomere in molte zone durerebbe poche decine di minuti.

Queste non sono affatto scusanti, comunque chi da fuoco ai propri terreni difficilmente da guai a terzi poichè tutti fanno i taglia fuoco con l arato.

C'e' anche una realtà qui che è diversa da altre zone, ci son terreni poco produttivi che non avrebbero reddito , quindi neanche li arano da diversi anni e con il solito coltivatore impossibile lavorar la terra in modo decente.
La realtà siciliana non sono i 100 quintali ad ettaro di grano che si fanno in francia , molti per farne 40 firmerebbero carte false, non tutti posso permettersi mezzi gommati grossi(come la maggioranza italiana ha) non tutti hanno disponibilità per comprare attrezzi costosi,perchè la produzione non ripaga molto(sempre in alcune zone).
Riportando un esempio pratico per farvi un esempio da noi un 3 vomeri portato costa al incirca 8 mila euro di buona marca e per molti è un assurdita (troppo caro).
Infatti molte persone hanno oggi difficoltà ad acquistare un erpice a dischi ultima generazione, un mezzo con pto da 40 mila euro, rivoluzionare le lavorazioni , quindi figuriamoci se si eviterà mai di dar fuoco alle stoppie.

Può esser anche un problema di ignoranza in materia (perchè la Sostanza organica se ne va.....ma il carbone ....) di non conoscere cosa si va a distruggere(che è piu facile di bonificare) però vi assicuro che nessuno lo fa per "piacere" o per moda, a tutto c'e' un vero motivo .

Cosa ne penso io?
Che non si può tirar il collo alle persone o fare una legge senza conoscere le caratteristiche morfologiche delle varie zone d 'Italia.
Riportando un esempio pratico, son stato a vedere le colline del pisano.
Totalmente differenti dalle nostre , pendenze irrisorie, terreni con pochi dislivelli, molto piu semplice da lavorare .......insomma tutto ciò per farvi capire , anche se da lontano è molto difficile che la passione dei piromani non è uno spasso .

Io per esempio quest anno la maggior parte dei miei terreni li ho arati con le stoppie ,la paglia la imballo con la rotopressa , l arato lo calo a telaio, dopo sul ripasso zero problemi(ma ho le ali da 50cm che non tutti possono avere perchè potrebbero andare tutti di monovomere). infatti cercherò sempre di far cosi perchè si deve crescere anche mentalmente e non solo dire non c'e' rimedio.infatti monterò delle ali (deflettori sui versoi) che fanno ribaltare prime le stoppie.

se avete qualche altro quesito a disposizione.
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Vecchio 05-01-09, 14: 21   #4 (permalink)
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i motivi sono quello detti sopra, soprattutto per quanto riguarda le problematiche relative alle lavorazioni. se vogliamo scendere nel particolare poi, si deve tenere conto del rapporto carbonio azoto nella catena del detrito, che appunto per la scarsa presenza di azoto nei terreni meridionali rende più lenta la decomposizione delle paglie, ricche di carbonio e anch'esse povere di azoto.
pertanto ciò si aggiunge a una serie di cause, come ad esempio la mineralizzazione spinta della sostanza organica che fa si che i suoli mediterrani si caratterizzino per un basso contenuto in humus. ciò pertanto innesca un vortice che porta i suoli a impoverirsi e le produzioni a scadere qualitativamente.
dal punto di vista gestionale molte aziende per tutelarsi da incendi o da una bruciatura incontrollata delle stoppie si avvalgono di copertura assicurativa contro incedi; nel mese di luglio bastano pochi minuti per veder ridotto in fumo il lavoro di un anno.
per quanto riguarda la paglia, il suo utilizzo varia da area in area. ad esempio nelle zone del palermitano e del nisseno dove l'allevamento del bestiame è abbastanza presente, la paglia viene andanata e imballata per poi successivamente essere venduta. ciò spesso non avviene nelle zone dell'agrigentino dove la carenza di allevamenti rende la paglia un sottoprodotto scomodo che deve essere eliminato. la convenienza nell'imballare o meno la paglia può variare anche di anno in anno, quindi, anche l'uso di un trinciapaglia è abbastanza variabile nel tempo. inoltre da non sottovalutare il risparmio di costi..."tanto poi ci pensa il fuoco". storicamente nei tempi addietro la bruciatura delle stoppie poteva avvenire unicamente dopo il ferragosto. nel periodo che andava dalla mietitrbbiatura al ferragosto sulle stoppie (un tempo molto alte) si facevano pascolare le pecore.
__________________
Giuseppe
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Vecchio 05-01-09, 16: 50   #5 (permalink)
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proprio per questo ripeto sempre : non generalizziamo col dire che i terreni siciliani fanno scarsa produzioni, perchè anche l 'uomo come dice giustamente il giuba, ha le sue colpe nel l impoverimento dei terreni e non tutti usano queste tecniche ed oltretutto , l incendi dolosi in estate sono al ordine del minuto e non sempre la colpa è del proprietario.
Sicuramente la cenere delle stoppie fertilizza il terreno (credo per poco tempo) ,però i suoi effetti distruttivi (accellerando le erosioni,ed abbassando sempre piu humus)si hanno proprio sul habitat.

Infatti oggi ci son leggi severe , fino al punto di non ricevere la cosidetta "pac" (per dirla facile) e secondo me fanno benissimo .
Dal mio punto di vista cercheremo di abbandonare questa pratica a favore del aumento del tenore in humus del terreno(microflora, sostanza organica, azoto presente, quindi analisi ....) ma anche per dare un esempio in una "cultura" che ahimè ha piu contro che pro.
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Vecchio 05-01-09, 16: 54   #6 (permalink)
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...non so forse sarebbe meglio parlare di bruciatura dei residui colturali... per dire che nella mia zona è ancora diffusa la pratica di bruciare le "sgarbazze" dei pomodori....e mapomac lo può cofermare..., mentre nel basso ferrarese si bruciano le stoppie (con paglia annessa) delle risaie, per eliminare le pericolose spore del brusone.
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Vecchio 05-01-09, 20: 52   #7 (permalink)
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...non so forse sarebbe meglio parlare di bruciatura dei residui colturali... per dire che nella mia zona è ancora diffusa la pratica di bruciare le \"sgarbazze\" dei pomodori....e mapomac lo può cofermare..., mentre nel basso ferrarese si bruciano le stoppie (con paglia annessa) delle risaie, per eliminare le pericolose spore del brusone.
Putroppo posso confermare.
Ma posso aggiungere come solo nella realtà piacentina (a mio avviso una delle realtà agricole più avanzate d'Italia) ho potuto constatare come alcuni avessero previsto la trincia, anche dietro alle raccoglitrici da pomodoro (e se non sbaglio Sandei la proponeva come optional). Inutile dire come questa piccola modifica, faccia svanire molti problemi inerenti alla vegetazione del pomodoro, che una volta seccata (dopo anche solo alcuni giorni) è praticamente ingestibile anche con normali trinciastocchi.
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Vecchio 05-01-09, 21: 45   #8 (permalink)
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Qualcuno mi spiega come si semina una foraggera tipo veccia sulla paglia del grano?
Bisogna arare il terreno? e il conto chi lo paga?
Se si riesce a vendere la paglia allora è possibile, altrimenti si deve fare il maggese e a primavera interrare le infestanti verdi e la paglia.
Mi pare che non ci sono discussioni sui erpici a dischi, qualcuno che li conosce potrebbe iniziare un report? Mi interessa qualcosa di leggero, che si potrebbe usare sulla paglia e che faccia un lavoro tra 5 e massimo 10 centimetri
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Vecchio 05-01-09, 21: 50   #9 (permalink)
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Molti secondi raccolti simili alla veccia (per tipologia di seme) si fanno dopo frumento. Nessuno ara (o quasi), ma ci sono ottimi attrezzi. Erpici a dischi, e combinati (erpici + ancore).
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Vecchio 06-01-09, 10: 09   #10 (permalink)
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Qualcuno mi spiega come si semina una foraggera tipo veccia sulla paglia del grano?
Bisogna arare il terreno? e il conto chi lo paga?
Se si riesce a vendere la paglia allora è possibile, altrimenti si deve fare il maggese e a primavera interrare le infestanti verdi e la paglia.
Mi pare che non ci sono discussioni sui erpici a dischi, qualcuno che li conosce potrebbe iniziare un report? Mi interessa qualcosa di leggero, che si potrebbe usare sulla paglia e che faccia un lavoro tra 5 e massimo 10 centimetri

potresti informati da siderman che fa un ripuntatore con una dischera posteriore(dentata) che dopo averlo provato fa veramente un bel lavoro. in caso prima della semina veccia apposto del ripasso una botta di erpice a dischi e addio paglia.
senno comprare un trincia e trinciare le andane di paglia .
IlCoNtE non è in linea   Rispondi quotando
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Tag
bruciatura stoppie, debbio, ecocondizionalità, pac

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