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Vecchio 29-10-08, 09: 24   #1 (permalink)
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Colture da sovescio

Inserite nel piano di rotazione colturale anche coltivazioni per il sovescio?
Io è un paio di anni che alterno il grano tenero al lupino, ancora presto per fare "bilanci" ma pare che nelle nostre terre per dare rotazione al grano ci siano ben poche alternative......

Ultima modifica di SteManto : 29-10-08 a 09: 26. Motivo: ho sbagliato il titolo!!!
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Vecchio 08-11-08, 13: 41   #2 (permalink)
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Bene ottimo argomento. Approfittiamone per fare un po' di chiarezza in merito e per dare alcune indicazioni sul sovescio.

Credo sia superfluo indicare cosa sia il sovescio, ma nel caso qualcuno non lo sapesse, possiamo riassumere molto brevemente dicendo che è una pratica agronomica, consistente nel coltivare una specie erbacea, principalmente leguminose o graminacee, per poi interrarla. A seconda della specie adottata si avrà un risultato diverso.
Obiettivo primario è sempre quello di apportare fertilità al terreno, ma non sono da meno anche molti altri benefici che un sovescio apporta, come l'azione erbicida, il contenimento dell'erosione, la conservazione od il miglioramento della struttura ecc.
Molto indicativamente possiamo affermare che:
  • Leguminose: grazie all'attività azotofissatrice, consentono un'apporto di N nel terreno, specie se con apprato radicale profondo. Hanno poco apporto di Sostanza organica (S.O.), in quanto interrandole in fioritura o pre-fioritura, sono costituite da una biomassa composta dal 70-80 % d'acqua.
  • Graminacee: a differenza delle leguminose, sono ricche di fibra (cellulosa ecc) ed in tempi più lunghi forniranno materiale per la formazione di S.O. e Humus.

Quanto N può produrre un determinato sovescio ?

Occorre partire dal dato si sostanza fresca prodotta, ovvero la biomassa sintetizzata dalla pianta; da essa calcolare la sostanza secca; infine convertire questo dato in unità di N.
Per convertire il valore di S.S. di in N, si deve dividere per 6,25. Questo fattore è ottenuto calcolando che mediamente il contenuto proteico è formato da circa 1/6 di N. Indi per cui 100g di proteine/16g di N = 6,25.

Il risultato di un sovescio è comunque da considerarsi un intervento ammendante e non fertilizzante. Come sappiano l'ammendante principe è il letame, pertanto sarebbe lecito chiedersi a quanto letame corrisponde un sovescio.

Quanto Humus può produrre un sovescio

L'umificazione è un processo che porta alla trasformazione della S.O. dei tessuti vegetali in una forma stabile, chiamata appunto Humus. La sua composizione è estremamente variabile e di difficile analisi analitica.
Una buona umificazione si ha quando si parte da materiale organico di provenienza diversa ed eterogeneo. Questo per avere popolazione microbica estremamente variabile, che ricordiamo essere la principale artefice della decomposizione della S.O.

Il coefficiente isoumico K1 esprime la resa in Humus della sostanza organica tal quale. Questo valore può essere molto basso partendo da un 10-20% delle paglie, fino ad arrivare ad un 50% del letame maturo.

Il rapporto C/N

A questo punto è bene anche introdurre il rapporto C/N. Questo valore infatti esprime la "convenienza" o meno di un sovescio, e più in generale, indica il bilancio dell'N quando si va ad interrare una massa vegetale. Sia essa derivante da sovescio che da residuo colturale.
Come è noto i microrganismi responsabili della degradazione della S.O. utilizzano l'azoto e il carbonio contenuto in essa, per trarne energia e costruire proteine necessarie al loro sviluppo.

Generalmente i batteri mediamente necessitano per fini metabolici, di 30 parti di C e 1 parte di N, il rapporto ideale della S.O. (sost. organica) quindi sarebbe 30.

Esempio

Nella paglie in generale (quindi nel materiale prodotto da graminacee), abbiamo generalmente un C/N > 30.
In questo caso i batteri si trovano ad esaurire l'azoto contenuto nella S.O. prima di aver finito il C.
Pertanto iniziano ad utilizzare quello del terreno.
In un sovescio di legumisose invece abbiamo un C/N < 30.
In questo caso l'N è in esubero rispetto alle necessità di degradazione del C e pertanto rimane disponibile nel terreno.
Ad esempio la pollina ha un C/N basso, e il rilascio di N può arrivare all' 80% del totale.

C'è comunque da dire che l'N eventualmente "rubato" dai batteri, è solo momentaneamente reso indisponibile, in quanto alla morte degli stessi viene nuovamente reso al terreno. Infatti le stesse pareti cellulari ed i contenuti vacuolari sono costituite da componenti proteiche e cellulosiche che torneranno di nuovo in ciclo.

Vediamo quindi di dare qualche numero

Contenuto di S.fresca e S.S.



Coefficiente K1




A breve vedrò di trattare il K2, ovvero il coefficiente di mineralizzazione. Ovvero se come abbiamo detto l'Humus è una forma stabile della S.O. che rilascia lentamente N, vedremo come calcolare questo dato.
Sarà mia cura inserire anche qualche esempio pratico come modello...perchè a voi alla fine è questo che interessa vero ?

Ultima modifica di Mapomac : 08-11-08 a 13: 45.
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Vecchio 11-11-08, 22: 04   #3 (permalink)
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Coefficiente di mineralizazione

Come detto in precedenza l'Humus presente nel terreno può essere rinnovato ed in alcuni casi aumentato con l'ausilio di sovesci di graminacee ed ovviamente con l'apporto diretto di S.O. e di letame o compost.
L'Humus presente nel terreno non è però fisso, infatti è costantemente degradato in forme minerali dei singoli elementi.

La quantità annualmente "distrutta" viene definita con il K2, ovvero il coefficiente di mineralizzazione. Esso varia tra 1 e 2,5 %. La variabilità del dato è data da diversi fattori, su tutti prevale il terreno.
E' un dato sperimentale, quindi la sua veridicità è da ricercare nelle numerose prove sperimentali.

In Italia si ha un K2 di:

1,8 % nei terreni pesanti
2% nei terreni di medio impasto
2,2 - 2,5 nei terreni sabbiosi
Come calcolare quanto humus viene mineralizzato in un anno ?

Diamo qualche dato ipotetico: terreno di medio impasto
densità 1,25g/cm3
strato lavorato 30 cm
S.O. da analisi 2,3%
K2 1,95%

Massa totale

1 cm3 = 1,25 g
pertanto se un m3 = 1000 L ed un L = 1000 cm3
1,25 *1.000.000 = 1.250.000 g = 1250 Kg = 1,25 t/m3
10.000 m2/ha * 0,30 cm = 3000 m3
3000 * 1,25 = 3750 t/ha di terreno interessato al calcolo

Humus totale

3750 * 2 % = 75 t

Humus degradato annualmente

75 * 1,95% = 1,463 t/anno

Come rimediare a ciò ? Cosa e quanta biomassa interrare per ripristinare l'Humus mineralizzato ?

Il calcolo più facile è con il letame, specie se maturo (il cosiddetto burro nero). Come si può vedere in tabella il K1 di un letame bovino è di 30%, la S.S. di 22%.
Una t di letame contiene pertanto 220 Kg di S.S.
Moltiplicando quindi questa per il K1 si avra: 200 * 30 % = 66 Kg di Humus prodotto.

Se la perdita è di 1, 463 t/anno, ovvero 1436 Kg, saranno sufficienti 1436 / 66 = 21,75 t di letame.

Questo dato va ovviamente ponderato con l'apporto di Humus di eventuali scarti e residui colturali.

Ricordo inoltre come tutti i dati riportati in tabella siano quasi tutti di origine esclusivamente sperimentale. Nella letteratura, potrete sicuramente trovare differenze.




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Vecchio 12-11-08, 17: 30   #4 (permalink)
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diciamo che alla fine molti terreni con questa tecnica si potrebbero migliorare alterando un cereale autunno vernino (per esempio) ad un sovescio, molto utile su terreni poco produttivi.

In caso farò una prova seppure senza molti conti (non sono mica mapomac) , tra sfalcio e sovescio , vediamo che si vedrà....anche se approssimativo e gia qualcosa.
Interessante la teoria ma mapomac tu fai pure la pratica?
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Vecchio 12-11-08, 18: 52   #5 (permalink)
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io adotto la tecnica del sovescio prima di trapiantare il tabacco...infatti nei terreni dove andrà il tabacco dopo una bella aratura semino il favino che poi trincerò subito prima della preparazione del terreno per la nuova cultura....
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Vecchio 12-11-08, 19: 54   #6 (permalink)
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Interessante la teoria ma mapomac tu fai pure la pratica?
Effettivamente faccio fatica a riscontrare il favore di qualcuno che vuole fare prove.
Ma comunque non mancano !
Principalmente nella mia zona, il sovescio principale è rappresentato dal rafano.

Alla luce però di quanto detto, e vedendo come sia sempre più frequente il ristoppio di grano, io vedo bene un sovescio estivo per contenere le infestanti, e fertilizzare il terreno.
Tu Conte lo faresti ?
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Vecchio 12-11-08, 20: 00   #7 (permalink)
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sovescio estivo? da noi in estate, neanche crescono le malerbe se non si irriga il terreno; lo vedo molto difficile. semmai, potrebbe essere interessante fare un soveglio autunno-invernale, sempre che in un così breve arco di tempo si riesca a produrre una adeguata copertura vegetale, prima di effettuare una minima lavorazione per la semina successiva.
__________________
Giuseppe
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Vecchio 12-11-08, 21: 14   #8 (permalink)
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Beh certo ovvio, che va valutato in base alla zona.
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Vecchio 02-12-08, 19: 23   #9 (permalink)
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Effettivamente faccio fatica a riscontrare il favore di qualcuno che vuole fare prove.
Ma comunque non mancano !
Principalmente nella mia zona, il sovescio principale è rappresentato dal rafano.

Alla luce però di quanto detto, e vedendo come sia sempre più frequente il ristoppio di grano, io vedo bene un sovescio estivo per contenere le infestanti, e fertilizzare il terreno.
Tu Conte lo faresti ?

io lo farei , di solito nella mia zona non ho particolari problemi di pioggie.....
farei però anche una prova prima di seminare .....proprio come dice il giuba....

vabbè ma ormai io faccio campo sperimentale, farò grano su sodo, sovescio ,faccio già rotazioni con leguminose(Veccia o favino).....proverò anche questi.....
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Vecchio 02-12-08, 22: 39   #10 (permalink)
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Il problema maggiore delle colture intercalari estive è che si possono anche seminare ma soprattutto al sud se non piove non nascono fino alle prime piogge di settembre e quindi sono soldi buttati.
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Tag
ammonizzazione, asporti, concimazioni, humus, mineralizzazione, rapporto c/n, sovescio, umificazione

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