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Vecchio 24-12-11, 10: 22   #11 (permalink)
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Pure io soffro di allergia,e devo dire che si sta male,a volte rischi anche di andare in seria difficolta.
Questa allergia,mi rimane del tutto nuova,mai sentito persone,che la nominassero!E' propria una bella gatta da pelare....non si finisce mai di imparare!
Toso non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 24-12-11, 12: 27   #12 (permalink)
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Pure io soffro di allergia,e devo dire che si sta male,a volte rischi anche di andare in seria difficolta.
Questa allergia,mi rimane del tutto nuova,mai sentito persone,che la nominassero!E' propria una bella gatta da pelare....non si finisce mai di imparare!
il favismo non è un'allergia "classica" assimilabile a quelle più comuni che si manifestano con disturbi respiratori, shock anafilattici ecc ecc, non si hanno manifestazioni acute tamponabili con antistaminici e cortisonici, semplicemente dopo aver ingerito delle fave ti scoppiano i globuli rossi, non è una cosa che si manifesta subito, quindi mi sembra pure strano il discorso di persone che si sentono male passando vicino ad un campo di fave...
pinox non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 27-12-11, 22: 11   #13 (permalink)
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Dice bene Pinox, il favismo non è un'allergia ma una reazione aspecifica (idiosincrasica) dei globuli rossi che si "sfasciano" (emolizzano) con gravi conseguenze, a causa dello stress ossidativo determinato da molte sostanze, in soggetti carenti di un enzima (G6PDH) il cui gene si trova sul cromosoma X.
Generalmente, dato il tipo di ereditarietà, le femmine affette lo sono in proporzione variabile ( il più spesso portatrici o talvolta malate, nel caso di una o due copie dell'X portanti il gene malato). I maschi avendo un solo cromosoma X, o sono affetti o non lo sono.
Tuttavia il termine favismo è fuorviante per due motivi:
- la crisi emolitica non si verifica solo per le fave, ma per tutte quelle sostanze che possono dare stress ossidativo, per cui oggi si preferisce a dare la definizione di G6PDH carenza.
- la crisi emolitica non si manifesta sempre all'ingestione delle fave, né delle altre sostanze.

In pratica è una reazione estremamente infrequente negli stessi malati; ciò non significa che non sia possibile o che non sia pericolosa per la vita.

Va detto che il quadro normativo attuale, basato su Art. 13 legge 833 del 23.12.1978 e Art. 54 D. Lgs. 267 del 18.08.2000, sia estremamente severo, basato su conoscenze sulla patologia errate che si avevano ai tempi della formulazione dei suddetti provvedimenti. Il rischio infatti è attualmente ritenuto nullo (dal punto di vista scientifico) per quanto concerne l'inalazione di pollini o di polveri di lavorazione, mentre rimane considerato valido per l'ingestione delle fave, fresche o secche che siano.

Avere il "favismo" rende i globuli rossi resistenti alla malaria, quindi le popolazioni dove questa era diffusa, hanno selezionato, come individui più resistenti, quelli con questa "anomalia" sono diventati sempre più presenti numericamente nella popolazione.
Infatti il "favismo" si distribuisce in Sardegna, Delta del Po e in tutte le ex aree paludose del Meridione.
Dove ci sono persone che originano da questi luoghi, queste si portano dietro la "genetica" e quindi la malattia.

La reazione è comunque molto più comune in seguito all'assunzione di numerosi farmaci, piuttosto che le fave, dove la sostanza potenzialmente incriminata è la divicina.

Io stesso sono "fabico" e non ho mai avuto alcun problema, pur essendo venuto a contatto da sempre. La legge tuttavia è questa e, in Sardegna, dove la percentuale di fabici nella popolazione, come si capisce anche da quanto scritto da Gianlu81, è molto elevata, in forza alle norme dette sopra, non si possono seminare fave negli orti urbani, ad esempio, o fave da consumo alimentare o favino in prossimità dell'abitato. Se qualcuno contravveniva a quanto sopra poteva subire, specie in passato, in Comuni molto ligi, la visita della polizia municipale, e un'ordinanza di estirpazione o, pare addirittura, nel caso di inadempienza ulteriore, l'estirpazione coatta con relativi contravvenzione e addebito dei costi.
Mi spiace, quindi, per quanto successo a azagrbandinelli.

Ultima modifica di MassimilianoC : 27-12-11 a 22: 33.
MassimilianoC non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 01-01-12, 11: 48   #14 (permalink)
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Originariamente inviata da MassimilianoC Visualizza il messaggio
Dice bene Pinox, il favismo non è un'allergia ma una reazione aspecifica (idiosincrasica) dei globuli rossi che si "sfasciano" (emolizzano) con gravi conseguenze, a causa dello stress ossidativo determinato da molte sostanze, in soggetti carenti di un enzima (G6PDH) il cui gene si trova sul cromosoma X.
Generalmente, dato il tipo di ereditarietà, le femmine affette lo sono in proporzione variabile ( il più spesso portatrici o talvolta malate, nel caso di una o due copie dell'X portanti il gene malato). I maschi avendo un solo cromosoma X, o sono affetti o non lo sono.
Tuttavia il termine favismo è fuorviante per due motivi:
- la crisi emolitica non si verifica solo per le fave, ma per tutte quelle sostanze che possono dare stress ossidativo, per cui oggi si preferisce a dare la definizione di G6PDH carenza.
- la crisi emolitica non si manifesta sempre all'ingestione delle fave, né delle altre sostanze.

In pratica è una reazione estremamente infrequente negli stessi malati; ciò non significa che non sia possibile o che non sia pericolosa per la vita.

Va detto che il quadro normativo attuale, basato su Art. 13 legge 833 del 23.12.1978 e Art. 54 D. Lgs. 267 del 18.08.2000, sia estremamente severo, basato su conoscenze sulla patologia errate che si avevano ai tempi della formulazione dei suddetti provvedimenti. Il rischio infatti è attualmente ritenuto nullo (dal punto di vista scientifico) per quanto concerne l'inalazione di pollini o di polveri di lavorazione, mentre rimane considerato valido per l'ingestione delle fave, fresche o secche che siano.

Avere il "favismo" rende i globuli rossi resistenti alla malaria, quindi le popolazioni dove questa era diffusa, hanno selezionato, come individui più resistenti, quelli con questa "anomalia" sono diventati sempre più presenti numericamente nella popolazione.
Infatti il "favismo" si distribuisce in Sardegna, Delta del Po e in tutte le ex aree paludose del Meridione.
Dove ci sono persone che originano da questi luoghi, queste si portano dietro la "genetica" e quindi la malattia.

La reazione è comunque molto più comune in seguito all'assunzione di numerosi farmaci, piuttosto che le fave, dove la sostanza potenzialmente incriminata è la divicina.

Io stesso sono "fabico" e non ho mai avuto alcun problema, pur essendo venuto a contatto da sempre. La legge tuttavia è questa e, in Sardegna, dove la percentuale di fabici nella popolazione, come si capisce anche da quanto scritto da Gianlu81, è molto elevata, in forza alle norme dette sopra, non si possono seminare fave negli orti urbani, ad esempio, o fave da consumo alimentare o favino in prossimità dell'abitato. Se qualcuno contravveniva a quanto sopra poteva subire, specie in passato, in Comuni molto ligi, la visita della polizia municipale, e un'ordinanza di estirpazione o, pare addirittura, nel caso di inadempienza ulteriore, l'estirpazione coatta con relativi contravvenzione e addebito dei costi.
Mi spiace, quindi, per quanto successo a azagrbandinelli.
praticamente io ho speso per la semina e devo spendere anche per distruggerle senza che lui cacci fuori un euro si vede propri che siamo in italia
azagrbandinelli non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 02-01-12, 17: 16   #15 (permalink)
Utente Tractorum.it
 
Registrato dal: Sep 2009
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Dici bene... purtroppo è capitato pure a noi diversi anni fa e non c'è stato nulla da fare per impedire l'estirpazione coatta...
Ripeto: leggi fatte male e applicate peggio perché il "pericolo" è solo se le fave vengono mangiate... mah... siamo in Italia!
MassimilianoC non è in linea   Rispondi quotando
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