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Vecchio 19-03-11, 11: 50   #1 (permalink)
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Micotossine: il vero problema nel futuro dei cereali....

Apro questo argomento per parlare di un problema da non sottovalutare in futuro, e cioè quello delle micotossine nei cereali soprattutto grano duro e mais.

Molte specie fungine (Aspergillum,fusarium,Penicillum) dopo essersi accresciute su substrati alimentari, hanno la capacità di produrre come metaboliti secondari sostanze ad azione tossica denominate Micotossine.

Ogni tossina è prodotta da una o più specie fungine, ma in ogni caso una singola specie può essere in grado di produrne più di una in ambienti umidi igienicamente non idonei. Quasi tutte le materie prime di origine vegetale sono suscettibili di contaminazione da micotossine; questa può aver luogo in campo, nelle fasi di coltivazione e raccolta, in magazzino e nelle diverse fasi di trasformazione delle industrie alimentari, oltre che nel trasporto.

Le micotossine possono facilmente essere rinvenute nei mangimi e negli alimenti, quali prodotti da forno, cereali fioccati, birra, vino e distillati, succhi, carni e uova, latte, formaggi. Tutto ciò è dovuto al fatto che questi metabolici secondari sono molecole chimicamente stabili in grado di resistere ai trattamenti termici e ai processi di trasformazione e cottura.

Le micotossine costituiscono un numeroso gruppo di composti fra loro chimicamente diversi, in grado di causare una reazione tossica ogni qualvolta vengono ingerite dall’uomo e dagli animali, provocando l’insorgenza di micotossicosi croniche o acute.

Le micotossine riscontrate nelle produzioni di grano duro sono dovute principalmente alle infezioni di Fusarium graminearum e F.culmorum.



Negli ultimi anni si sono registrati forti attacchi di questi patogeni. Poiché la principale
fonte di infezione è dovuto alla presenza di inoculo nel terreno, il ringrano protratto per più anni,l’utilizzo di seme non conciato, la presenza di residui colturali infetti, sono stati responsabili di un incremento della carica di spore di Fusarium nel terreno.

A questo possiamo aggiungere che un'elevata piovosità nei mesi di aprile e maggio (come è avvenuto in molte parti d'Italia lo scorso anno) possono incrementare il rischio DON.

Tale problema si ha anche sul Mais, soprattutto quello molto attaccato dalla piralide, oppure trebbiato tardi (novembre, dicembre ed oltre) ecc.

Qualcuno si potrebbe chiedere e a me che me ne frega se il mio grano o il mio mais hanno il DON? Fino a qualche anno fa poteva essere anche una risposta giusta, ma ora è ben diverso...

Tabella dei limiti di micotossine per granelle a destinazione umana:



Tabella dei limiti di micotossine per granelle a destinazione animale:



Negli ultimi anni al momento della trebbiatura oltre ai tradizionali parametri del grano come proteine e peso specifico alcuni stoccatori hanno iniziato a rilevare anche il livello di micotossine, e se alcune partite hanno livello di micotossine elevato viene declassato il prezzo, ad esempio se ho un grano tenero con caratteristiche perfette (di peso specifico e proteine) tanto da poter essere classificato come grano duro Fino (dove spunto sicuramente un prezzo più alto), ma poi ho livelli di micotossine superiori ai 1750 microgrammi/kg tale prodotto mi verrà declassato a grano ad uso mangimistico.... con perdita di valore anche di oltre 5 €/q.le.....

Per non avere problemi nel mais è semplice:


  • Trattamento contro la piralide
  • Cicli più corti nei terreni dove sappiamo già che se arriviamo tardi alla raccolta si rischia di raccogliere a novembre inoltrato
  • Aratura su mais su mais in modo da ridurre l'azione della piralide
  • Raccolta al 20-25 % di umidità --> evitare di lasciare il mais sulla pianta un mese in più per cercare di risparmiare 1 € di essiccatura.

Mentre per i cereali autunno-vernini la cosa è più complicata per cui vi allego in interessante file dove vi sono ben riassunte le linee guida.

In azienda per ridurre il problema delle micotossine sul grano duro usiamo i seguenti accorgimenti:
  • Rotazioni (evitare assolutamente i ringrani)
  • Nei pochi rigrani effettuiamo sempre l'aratura ad almeno 30 cm in modo da ridurre il potenziale di inoculo.
  • Doppio trattamento sia al diserbo sia in spigatura, (quello in spigatura è fondamentale per ridurre il rischio micotossine)
  • Evitare di seminare su sodo il grano in successione ad altri cereali (compresi sorgo e mais) che incrementano il potenziale di inoculo.

Con questi accorgimenti, anche lo scorso anno nonostante l'annata eccezionalmente favorevole allo sviluppo di micotossine (continue piogge da aprile a giugno e temperature medie elevate), non abbiamo avuto nessun problema, e i livelli di DON sono sempre stati sotto i limiti imposti dall Reg. (CE) N. 1126/2007.

Chi ha esperienze di problemi a commercializzare partite di cereali con eccessive micotossine?
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Vecchio 20-03-11, 07: 45   #2 (permalink)
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Mi ero dimenticato di allegare le linee guida per i cereali autunno-vernini.
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Vecchio 21-03-11, 14: 11   #3 (permalink)
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Ottimo argomento Dj Rudy , lavorando in un centro raccolta e lavorazione cereali so bene di questi problemi ...inoltre tempo fa avevo aperto una discussione, senza peraltro nessuna risposta, sul fatto che potesse/può esistere un certo vantaggio sul raccogliere il mais con una trebbia non convenzionale (visto che tutte le guide ne parlano assieme alle buone pratiche agronomiche ecc) rispetto ad una a scuotipaglia per non maltrattare la granella con conseguenti rotture e successivi inoculi di patogeni durante lo stoccaggio.
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Vecchio 21-03-11, 21: 13   #4 (permalink)
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Una rotativa migliora la qualità della granella perchè rompe meno, ma non penso che ci siano reali vantaggi sulla diminuzione delle micotossine.
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Vecchio 22-03-11, 08: 04   #5 (permalink)
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In effetti si dice anche che basta una tradizionale a patto che sia regolata al meglio. Il fatto è che (lungi da me il fare dell'erba tutto un fascio) molti operatori cominciano la campagna di raccolta con una regolazione e la mantengono per tutto il periodo della raccolta; questo forse potrebbe essere evitato se si informassero in qualche modo dei rischi/pericoli che si corrono nelle fasi successive se si maltratta la granella. Inoltre la mania di aspettare che il mais faccia 18 di umidità per la raccolta di certo non aiuta...arrivano spezzati a go go e le tossine vanno a nozze. Diciamo che un problema innato in Italia è l'eccessiva parcellizzazione e quindi un operatore ha a che fare con molte situazioni che il più delle volte non vanno d'accordo con qualità. Altro discorso è la situazione climatica e ogni stagione è a se stante, con andamenti che possono favorire o meno l'una o l'altra tossina.
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Vecchio 22-03-11, 08: 55   #6 (permalink)
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questo problema sarà sempre, giustamente, più sentito in Italia, già oggi parlando di frumento duro alcuni stoccatori si sono visti rifiutare partite o silos interi dalla barilla dopo che i saggi hanno evidenziato un elevato livello di don.
queste cose sono successe anche da me, e dire che la mia non è zona di ringrani pluriennale, ma basta una tecnica colturale errata a far aumentare esponenzialmente i livelli di micotossine, è inutile infatti fare la rotazione per poi seminare grano dell'ammasso non trattare con fungicidi e mantenere sempre la coltura in uno stato di stress.

per quanto riguarda il mais qui si vedono cose imbarazzanti, ma per ora non pare essere una discriminante gravosa per quanto riguarda la quotazione.
avevo sentito dire invece che alcuni stoccatori del nord rifiutavano di ritirare mais trebbiato con trebbe convenzionali. è vero?
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Vecchio 22-03-11, 09: 50   #7 (permalink)
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Puntoluce, ti rispondo da stoccatore. Non mi risulta, almeno qui in zona Padova Sud che venga rifiutata merce trebbiata con trebbie convenzionali, a meno che la merce non rispetti i contratti nazionali tipo delle associazioni e che quindi non sia merce buona sana e mercantile. Dipende anche l'uso al quale è destinato il prodotto, se è destinato a produrre mangimi per vacche da latte il livello di aflatossine deve essere più basso rispetto a quello destinato ad altri animali e quindi servono analisi e i costi aumentano e questo si fa solo se la merce corrisponde prima a dei prerequisiti (sanità della granella, impurità entro i limiti, assenza di corpi estranei ecc); se la merce deve poi essere destinata, direttamente o indirettamente a molini, le tossine sono analizzate di continuo e sono un problema ormai da alcuni anni perenne. Da qui la necessità di rifornirsi di materia prima da altri paesi dell'UE dove le condizioni climatiche e ambientali in genere consentono raccolti ampiamente sicuri dal punto di vista delle tossine.
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Vecchio 22-03-11, 13: 38   #8 (permalink)
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Qua alcuni centri di ritiro hanno delle raccomandazioni ben precise in merito alla raccolta del mais, non si è ancora arrivati a discriminare i carichi, ma è probabile (auspicabile ?) che questo avvenga nei prossimi anni; in particolare umidità ed impurità. Ad ogni carico comunque, v'è il controllo sotto lampada UV.

Per quanto riguarda il frumento, nell'annata 2010 tutto il Mieti (f.tenero) è stato classificato come mangimistico in quanto al 90 % pregerminato.
Il tipico "fumo" nero delle trebbie non sarà indice scientificamente corretto, ma da campo a capo a volte v'è differenza sostanziale.
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Tag
aflatossine, aspergillum, deossinivalenolo, don, fumonisine, fusarium, limiti micotossine, micotossine, penicillum, zearalenone

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