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Vecchio 24-10-08, 18: 09   #1 (permalink)
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Minima lavorazione e semina su sodo

Visto che si pubblicizza molto l'agricoltura conservativa apro questo argomento per parlare di come la si può mettere in pratica.

A me interessa in modo particolare la minima lavorazione,in quanto nella mia zona sta prendendo lentamente piede.
Quali sono i presupposti per attuarla in terreni dove è sempre stata praticata l'aratura?
E'necessaria un'analisi del terreno per trovare quale sia la tecnica che più si addice?
Nei primi anni è consigliabile eseguire una ripuntatura profonda per rompere la suola che l'aratro ha creato nel tempo?
Sì può spargere liquame o letame sul campo dove si interverrà con un attrezzo per minima lavorazione?
Ci sono accorgimenti da adottare a seconda della coltura che si vorrà seminare?

Nella mia zona una grossa azienda ha iniziato a praticarla:effettuano una prima passata con un coltivatore portato munito di ancore,una fila di dischi e rullo a gabbia e poi preparano il terreno per la semina con un coltivatore a dischi semiportato.
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Vecchio 24-10-08, 20: 24   #2 (permalink)
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Quanti anni sono che l'azienda che conosci, pratica la minima lavorazione ?
Che risultati ha ?
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Vecchio 24-10-08, 22: 58   #3 (permalink)
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Ma guarda Gian....io ho provato a farla.....col mio estirpatore Mainardi a sette ancore e Combinata da tre metri.
Questa tecnica fino ad adesso l'ho praticata solo su Loiessa....devo dire che a livello di pianta non ho visto molti cambiamenti (sono 2 anni che lo faccio), però a livello di costi si, sicuramente qualche litro di gasolio lo porti a casa rispetto alla tradizionale, unico Handicap è che il terreno (non avendo sistema di mescolamento dei residui) deve essere pulito da residui; e allora appena esaurita la coltura precedente (frumento) passo una dose di Glifosate..così a settembre ho un terreno sgombro!

Ho visto fare la lavorazione come la mia, solo che il coltivatore aveva i dischi e i rulli, sul frumento e insomma la terra ne giova......solamente eliminando la suola di lavorazione!!!!!!

P.S.
per la ripuntatura in profondità (parlo di terreni sciolti) penso no sia indispensabile effettuando l'aratura a 25 cm e il coltivatore a 30cm....

Comunque io l'appoggio come sistema di coltivazione......
__________________
ciao sono MacHale...e questi rotoli parlano da soli....
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Vecchio 25-10-08, 14: 32   #4 (permalink)
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Quanti anni sono che l'azienda che conosci, pratica la minima lavorazione ?
Che risultati ha ?
Sono 2 anni che pratica questa tecnica su parte dei suoi terreni e sinceramente non so che risultati abbia avuto in termini di produzione di mais da granella.
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Vecchio 25-10-08, 23: 26   #5 (permalink)
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Per un buon successo delle tecniche alternative all’aratura bisogna tenere presente alcune cose:

Rotazione: per attuare tecniche alternative all’aratura è indispensabile la rotazione, infatti la monocoltura (di qualsiasi specie) mal si adatta a queste tecniche perché il mancato interramento dei residui colturali si può avere una maggiore incidenza di malattie.
La rotazione delle colture permette anche una lotta agronomica alle infestanti infatti alternando le colture tra microterme (cereali autunno vernini, e brassicacee) e macroterme (colture estive: mais, sorgo, barbabietole, girasoli ecc) si ha maggiore incidenza di disturbo nei confronti delle infestanti microterme (es. lilium), e l’anno successivo di macroterme (es. abutilon), se invece si effettua una monosuccessione per molti anni senza aratura si può andare in contro a un progressivo incremento di una o poche infestanti (spesso arrivare alla flora di sostituzione) difficilmente controllabili con i normali diserbanti. Discorso diverso in Brasile dove grazie alla Soja RR (Roundup Ready) da anni ormai fanno monosuccessione di Soja su sodo con un intervento in presemina e uno in post semina.

La rotazione deve essere impostata in relazione anche al tipo di attrezzatura utilizzata, inoltre cercare di anticipare il più possibile le semine soprattutto delle estive in modo da anticipare la raccolta. Ad esempio è inutile pensare di voler fare semina su sodo di cereali dopo girasoli se i girasoli vengono seminati a maggio che significa raccoglierli a fine settembre con elevata probabilità che al momento della raccolta il terreno non sia in tempera con relative carreggiate da parte della mietitrebbia, se invece i girasoli li seminiamo a fine marzo-inizi di aprile, per la fine di agosto sono pronti da trebbiare ed è molto meno probabile che il terreno al momento della raccolta sia bagnato.

Nella nostra azienda da molti anni effettuiamo lavorazioni alternative all’aratura dove non effettuiamo il ristoppio, dove in questo caso da svariate prove fatte l’aratura è ancora la soluzione migliore per ridurre i problemi derivanti dalle malattie fungine soprattutto fusarium e mal del piede.

Ecco le nostre esperienze nella semina del frumento:

Dopo barbabietole: coltivatore a molle a circa 25 cm di profondità, successivamente su terreno tendenzialmente sabbioso bastava una passata di vibrocoltivatore e si seminava, su terreno tendenzialmente argilloso invece del vibrocoltivatore veniva effettuato un passaggio di erpice rotante.

Dopo girasole: trinciatura stocchi, erpice a dischi o coltivatore a molle e poi si procede come nel caso delle barbabietole. Negli ultimi 2 anni se il terreno al momento della raccolta è in tempera e quindi non ci sono eccessive ruotate della mietitrebbia effettuiamo semina su sodo con 2 kg/ha di gliphosate distribuiti qualche giorno prima della semina.

Dopo colza: a metà estate gliphosate per controllare le infestanti, effettuiamo semina su sodo con 2 kg/ha di gliphosate distribuiti qualche giorno prima della semina.

Lo scorso anno abbiamo effettuato una prova di frumento dopo colza un appezzamento di 15 ha, metà seminato su sodo, metà effettuando: ripuntatura, erpice rotante e semina. Stessa varietà, stesso giorno di semina, stesse concimazioni, la parte dove era stata fatta la ripuntatura ha prodotto circa 5 q.li/ha di più e calcolando i costi maggiori per le lavorazioni il gioco non vale la candela.

Per quanto riguarda la semina dei girasoli, da oltre 30 anni, non eseguiamo più l'aratura, subito dopo la raccolta del grano, effettuiamo una ripuntatura profonda a circa 40-45 cm, successivamente verso fine settembre passaggio veloce di erpice rotante per un primo raffinamento, durante l'inverno teniamo pulito il terreno con 1 passaggio di gliphosate, prima di seminare concimazione con 2 q.li di urea (ricordo che il girasole assorbe il 70 % dell'azoto nei primi 60 giorni di ciclo quindi dare al girasole il concime azotato in sarchiatura non ha senso) e 1,5 q.li di 18/46, passaggio di vibrocoltivatore, semina e diserbo di pre-emergenza.

Quest'anno abbiamo fatto una prova di semina su sodo (tramite seminatrice SPE06 Semeato) di girasole in secondo raccolto dopo colza, con risultati incoraggianti.

Lo scorso anno abbiamo effettuato una prova di frumento dopo colza un appezzamento di 15 ha, metà seminato su sodo, metà effettuando: ripuntatura 35 cm, erpice rotante e semina. Stessa varietà, stesso giorno di semina, stesse concimazioni, la parte dove era stata fatta la ripuntatura ha prodotto circa 5 q.li/ha di più e calcolando i costi maggiori per le lavorazioni il gioco non vale la candela.

Altro vantaggio soprattutto della tecnica sodiva è l’incremento dello spazio temporale per la semina, infatti la semina del frumento su sodo può essere anticipata di qualche giorno senza grossi problemi di eccessiva crescita della coltura in quando su sodo la pianta nei primi stadi di sviluppo ha una crescita più rallentata.

Per evitare insuccessi (soprattutto sul sodo) evitare di seminare con terreno bagnato in questi casi è bene stare sotto la capanna…. In poche parole se si ha un andamento stagionale brutto, e siamo arrivati a dicembre e ancora il grano non è stato seminato evitare di volerlo seminare per forza ed entrare con la seminatrice da sodo facendo ruotate, destrutturando il terreno ecc. in questo caso è meglio seminare un’estiva. Invece molto spesso (almeno nella mia zona) a metà degli anni 90 quando ha iniziato ad affacciarsi la tecnica del sodo gli agricoltori (e spesso anche i terzisti) seminavano su sodo anche in condizioni proibitive ottenendo poi produzioni scarse, dicendo vedi se aravo facevo 20 q.li in più ad ettaro ecc… soliti discorsi da bar. Nella nostra esperienza pluriennale abbiamo visto che le tecniche alternative all’aratura se attuate con criterio permettono un risparmio di tempo, e denaro, senza incidere significativamente sulla produttività.
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Vecchio 26-10-08, 21: 14   #6 (permalink)
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Nella mia zona si produce prevalentemente mais su mais da anni,principalmente per il fatto che gli allevamenti di bovini e suini necesitano di questa coltura:la minima lavorazione non può esprimere la sue potenzialità quindi?
L'unica "rotazione",se così si può chiamare,è quella di seminare loietto a settembre/ottobre,raccoglierlo ad aprile/maggio e successivamente seminare mais.

Potreste per favore farmi un esempio di rotazione ottimale?

Per quanto riguarda lo spargimento di letame e liquame dove si vuole effettuare minima lavorazione che mi dite?
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Vecchio 26-10-08, 22: 53   #7 (permalink)
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Caro gian hai già scritto tutto tu! Nei comprensori maidicoli per l'allevamento c'è poco da fare al massimo puoi fare come dici tu arare leggero dopo il mais per fare oietto, poi affienarlo o insilarlo a seconda delle esigenze alimentari dell'allevamento, e a quel punto fare una minima lavorazione per seminare il mais.

Quest'anno in un'azienda di allevamento da latte a Ravenna hanno proprio fatto così: levato l'oietto (fasciato), distribuzione liquame, rotoaratro (terratech), erpice rotante e semina del mais.

Se invece hai letame beh anche in questo caso l'aratura è obbligatoria, il letame è oro ma ha l'unico difetto che va interrato, altrimenti rompe le scatole alle lavorazioni successive soprattutto quando se ne distribuisce più di 500 q.li/ha.

Se non si distribuisce liquame dopo l'oietto, emmeemme (importatore italiano di seminatrici da sodo Semeato) mi ha detto che ha venduto qualche SPE06 ad aziende zootecniche che dopo l'oietto seminano mais su sodo con buoni risultati.
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Vecchio 01-11-08, 07: 41   #8 (permalink)
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qua ormai sono molti anni che si semina il frumento sul sodo dopo mais bietola e soia (qualcuno anche su ristoppio e medicai)

le produzioni sono simili a quello seminato sul lavorato se seminato dopo bietola o soia invece calano se seminate dopo mais o sorgo

qua la minima lavorazione non ha mai appassionato la praticano pochi chi prova con estirpatori chi con le frese le dischiere nei nostri terreni non servono a niente si rompono in poco tempo....

però è rarissimo che si faccia sodo o minima per piu di un anno infatti raccolto il frumento tutti danno una bella arata a non meno di 35cm

per il mais e la soia si era provato un po di anni fa ma è stato abbandonato dopo un anno

qua la rotazione è grano-mais quindi si ara un anno si e uno no ma ultimamente dopo mais si tende a dare una trinciata agli stocchi e una ripuntatura sui 30 35 cm
poi un colpo di erpice rotante e si semina i risultati sono del tutto simili all'aratura
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Vecchio 01-11-08, 16: 09   #9 (permalink)
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ultimamente dopo mais si tende a dare una trinciata agli stocchi e una ripuntatura sui 30 35 cm
poi un colpo di erpice rotante e si semina i risultati sono del tutto simili all'aratura
Questa non è minima lavorazione?Per il sodo invece come procedete,trinciate gli stocchi o li lasciate in piedi?
Gian81 non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 01-11-08, 16: 21   #10 (permalink)
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be come minima intendevo passaggi con dischiere o grubber...

per il sodo le barre da mais sono dotate di trinciastocchi quindi rimane solo uno stocco di 20 cm che viene lasciato in piedi tanto poi viene sdraiato durante la semina
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Tag
low tillage, minima lavorazione, no tillage, semina su sodo, sodo

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