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Vecchio 18-03-11, 21: 25   #1 (permalink)
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Resistenze agli erbicidi: un problema da non sottovalutare....

Dato che l'argomento non è dei più semplici inizio con qualche definizione:

Pressione di selezione

L’intensità con cui si esplica la selezione viene detta “pressione di selezione”: essa è data, semplificando, dal rapporto tra il tasso di sopravvivenza degli individui resistenti e quello degli individui suscettibili. La pressione di selezione è direttamente proporzionale all’efficacia, alla persistenza ed alla frequenza di impiego di un certo erbicida, o gruppo di erbicidi aventi lo stesso meccanismo d’azione. Per cercare di prevenire l’insorgenza e/o ridurre la diffusione delle popolazioni resistenti è necessario ridurre il più possibile la pressione di selezione esercitata sulle malerbe attraverso la rotazione colturale, l’impiego di erbicidi aventi diverso meccanismo d’azione in modo alternato o in miscela, ridurre la carica di infestazione attraverso l’integrazione dei mezzi chimici con i mezzi agronomici a disposizione. L’insorgenza della resistenza è anche funzione della frequenza iniziale degli alleli di resistenza (in pratica del numero di piante resistenti nella popolazione originariamente sensibile).

Tolleranza

Capacità naturale da parte di una popolazione di infestanti di tollerare un erbicida e completare il proprio ciclo vitale quando l’erbicida è usato alla dose normale di campo

Resistenza

E’ la capacità naturale ed ereditabile di alcuni individui presenti in una popolazione di sopravvivere alla dose di erbicida normalmente impiegata per il loro controllo. In tutte le popolazioni infestanti è presente un numero molto limitato di piante in grado di sopravvivere naturalmente al trattamento erbicida. L’uso ripetuto, nello stesso appezzamento, di erbicidi con il medesimo meccanismo d’azione elimina tutte le piante sensibili consentendo alle piante resistenti di sopravvivere e moltiplicarsi, selezionando così nel tempo una popolazione resistente.

Meccanismo di azione

Si definisce come meccanismo d’azione il tipo di alterazione fisiologica (biochimica o biofisica), attraverso cui l’erbicida provoca la sua azione fitotossica sulla pianta su cui viene applicato. La selezione di popolazioni di malerbe resistenti è causata proprio dall’impiego ripetuto di erbicidi aventi il medesimo meccanismo d’azione, assieme a limitate lavorazioni agronomiche e alla mancata rotazione di colture (es. monocolture).

La resistenza agli erbicidi non è un problema da sottovalutare, ne ho avuto esperienza diretta già 5 anni fa quando prima della commercializzazione dell'Axial (graminicida post-emergenza per il grano), sono state fatte pluriennali prove nei nostri terreni e già li si sono visti ceppi resistenti a erbicidi (ACCasi) e cioè quelli che agiscono per inibizione dell’enzima Acetil-CoA Carbossilasi di cui l'Axial fa parte, per cui avevamo zone dove l'Axial non funzionava al 100 %, ma persino l'Atlantis (considerato da molti il miglior graminicida attuale per il grano, il quale ha meccanismo di azione diverso dall'Axial ovvero è un ALS inibizione dell’enzima acetolattato sintasi) non riusciva a dare il 100 % di controllo, l'unico modo per avere il 100 % di controllo era fare un pre-emergenza o post-precoce con diserbanti tipo Dicuran e/o Glean.

Per cui quando posso dove ho i campi con questo lolium resistente cerco sempre di fare varie cose per ridurre il problema resistenza del lolium:
  • Quando possibile intervento post-precoce con diserbanti tipo Glean e Dicuran che avendo un meccanismo di azione totalmente diverso dall'AcCase e dall'ALS, agendo per via radicale con azione antigerminello è molto più difficile che si formino popolazioni resistenti a questo tipo di diserbanti, inoltre anche se qualche infestante scappa a questo intervento si arriva a marzo che comunque di infestanti ce ne sono meno e l'eventuale diserbo post-emergenza ha meno problemi a finire di fare piazza pulita.
  • Diserbo in post-emergenza cerco per quanto possibile di alternare negli anni diserbanti con meccanismo di azione AcCase e ALS.
  • Rotazioni il più possibile lunghe: in modo che ad esempio alternando il grano ai girasoli e alla colza si utilizzano principi attivi con modalità di azione ancora diversa riducendo ulteriormente la pressione selettiva sulle popolazioni resistenti --> i principi attivi che si utilizzano per colza (Metazaclor) e girasole (Pendimetalin, e oxiflurfen) normalmente il lolium non ha ancora sviluppato resistenze (sempre perchè agiscono per via radicale sul germinello).

Quest'anno su 5 ettari di terreno l'operaio quando diserbava la colza in pre-emergenza con il Metazaclor (che funziona molto bene su lolium), non si era accorto che aveva due ugelli otturati, per cui in questi 5 ettari c'erano strisce di lolium. L'andamento metereologico di quest'anno non ha permesso di entrare prima a fare l'intervento graminicida per poter levare quel lolium, per cui l'intervento è stato fatto un mese fa con graminicida Targa a base di Quizalofop-p-ethyl (è un ACCasi) a dose piena, ma dopo un mese ecco il risultato:



Come vedete le altre graminacee sono morte, ma il lolium no...

In un campo dove 5 anni fa problemi di resistenza agli ACCasi non c'era....

In questo caso non è detto che sia stata per forza resistenza, ma può darsi che siamo ancora alla fase di tolleranza, ovvero se invece di 1,5 litri avessi raddoppiato la dose portandola a 3 litri e fossi intervenuto ancora prima (pianta meno sviluppata) probabilmente l'esito sarebbe stato migliore ma molto probabilmente non avrei avuto comunque un controllo del 100 %.

Onde evitare che qualcuno pensi che siano tutte cavolate quelle che dico, riporto una tabella che fa vedere l'incremento delle specie resistenti ai diserbanti negli ultimi 50 anni:



E alcune resistenze presenti in varie parti d'Italia:

Lolium resistente a diserbanti ALS



Lolium resistente a diserbanti AcCasi



Avena resistente a diserbanti AcCasi



Persino il leggendario quanto potente ormonico 2-4D non è esente dall'avere ecotipi resistenti....

Papavero resistente a 2-4D



Per chi volesse approfondire consiglio di dare uno sguardo al G.I.R.E. (Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi) : Sito Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi (GIRE)

Qualcuno ha avuto esperienze simili?
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Ultima modifica di DjRudy : 18-03-11 a 21: 29.
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Vecchio 19-03-11, 11: 11   #2 (permalink)
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L'avatar di Mapomac
 
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Complimenti come sempre all'ottimo Dj, per le sue discussioni. Cosa aggiungere ?

Oltre ai noti, ma fortunatamente non diffusissimi, problemi di diserbo sui cereali, in zona sta superando la soglia della normalità il caso del Solanum nigrum, infestante dicotiledone particolarmente conosciuta su pomodoro e patata. Non siamo ancora a livelli preoccupanti, specie perché, tutto sommato, nelle due colture indicate, infestazioni tardive non danneggiano più di tanto la resa; si evidenzia comunque anche ad occhio un incremento della densità di questa infestante nei campi, avvisaglia quasi certa, di futuri problematiche nella sua gestione.

La resistenza in senso lato ai principi attivi impiegati in agricoltura non è cosa nuova e può essere a ragione considerata fisiologica dell'attività agricola; questo come giustamente indicato, non deve far abbassare la guardia e sottovalutare il fenomeno.
Se si va a verificare com'è distribuita nel mondo la resistenza agli erbicidi, si noterà subito come questa sia correlabile alla "pressione agricola" applicata in quei paesi, ovvero l'uso ed abuso di mezzi tecnici.
Il continuo perfezionamento dell'azione dei moderni principi attivi, ha portato a spostare il loro meccanismo d'azione da una modalità "multi sito" ad uno "mono sito". Va da sé che ogni vantaggio acquisito ha il suo rovescio della medaglia, favorendo così il processo di riequilibrio naturale che appunto la natura applica.

Emblematico è il caso del rame: è molto probabilmente il presidio fitosanitario più largamente e quantitativamente impiegato dalle origini dell'agricoltura; ci si dovrebbe pertanto attendere grossi fenomeni di resistenza, invece grazie appunto alla sua azione multi sito (altro non fa che ustionare i miceli e le ife dei funghi) ad oggi presenta ancora una elevatissima efficacia.
Di converso non sarebbe più possibile basare la difesa fitosanitaria con solo rame, mantenendo gli standard e le modalità attuali.

Cosa aggiungere quindi ? Una soluzione potrebbe essere data, guarda caso, dagli ogm. La produzione in laboratorio di varietà resistenti o "adattate" ad un complementare diserbante è forse la più rapida ed efficiente strada; forse anche la meno costosa se consideriamo come un costo (anche ambientale) l'inefficacia dovuta ai conosciuti casi di resistenza.

Non credo si possa poi escludere completamente, tra le cause delle resistenze sviluppatesi negli anni, l'imperizia più o meno in buona fede di tecnici ed operatori del settore. Motivo in più, qualora ancora non bastasse, che dimostra come l'assistenza tecnica in agricoltura sia cosa imprescindibile e le leggerezze si pagano poi con gli interessi. Il tempo del fai da te deve finire.







Ultima modifica di Mapomac : 19-03-11 a 11: 21.
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Vecchio 19-03-11, 17: 11   #3 (permalink)
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Purtroppo nel riso è già da qualche anno che combattiamo contro una popolazione di una ciperacea (il mucronatus) resistente agli ALS inibitori. Ed il problema è che fino all'anno scorso si poteva utilizzare un diserbante, il propanile, che era molto efficace per il controllo di queste infestanti resistenti perchè, in miscela con ormonici (MCPA), consentiva un loro più facile "ingresso" nelle piante infestanti. Venuto a mancare il propanile sono state fatte svariate prove con ormonici a dosaggi molto più elevati, anche più che doppi rispetto al passato in combinazione col propanile, senza però ottenere i risultati sperati.
Il brutto delle resistenze, così come accade anche per le malattie a livello umano, è che se ti capita un'infestante resistente, ma che ha una scarsa rilevanza a livello mondiale, viene trascurata perchè la ricerca si concentra in altre parti dove i ritorni economici sono più rilevanti.
Se ci mettiamo poi che assurde leggi ci stanno privando delle poche "armi" che ci erano rimaste per difenderci dalle avversità, la situazione appare davvero molto critica.
Come se non bastasse la ricerca moderna per i diserbanti del riso si sta incentrando completamente sullo sviluppo di diserbanti ALS inibitori, che stanno rapidamente generando resistenze vista l'impossibilità pressochè totale di variare meccanismo d'azione.
Nella risaia italiana si stanno sviluppando anche giavoni resistenti agli ALS inibitori (es Viper, Beyond, Nominee), e sfortunatamente in alcuni casi si stanno sviluppando giavoni resistenti ai soli altri due giavonicidi con differente meccanismo d'azione (ACcasi) che sono Aura e Clincher.
Penso che la rotazione, ad esempio con soia, possa migliorare di molto la situazione, fermo restando però la quasi impossibilità su certi tipi di terreni di fare rotazione con gli appezzamenti sistemati a risaia.
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Tractorum.it
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Tag
accasi, acetil-coa carbossilasi, acetolattato sintasi, als, axial, g.i.r.e., meccanismo di azione, pressione di selezione, resistenza, tolleranza

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