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| | #1 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| Rotazioni colturali Volevo aprire una nuova discussione in merito alle rotazioni, quali praticate in azienda, se le ritenete importanti e così via, chi più ne a ne metta. Personalmente ritengo che una buona rotazione sia la migliore concimazione che si possa fare. Ormai in molte zone si stanno abbandonando puramente per una questione economica, si tende sempre più a seminare la coltura maggiormente redditizia e a semplificare il parco macchine al massimo. In azienda pratico un rotazione sessenale, con 4 anni di medica e 2 di frumento. Stavo pensado di sostituire un anno di frumento con un erbaio annuale, visto il crescente bisogno della mia azienda in termini di foraggio. Qualche consiglio? A voi la palla per le vostre considerazioni. ![]()
__________________ I LOVE LAMBO | ||||
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| | #2 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| gli avvicendamenti colturali oltre a legare la loro importanza alla fertilità intrinseca del terreno, sono un valido metodo, se non a volte l'unico per contrastare l'insorgenza di alcune patologie o l'attacco di patogeni. la loro importanza è stata riconosciuta anche dall'unione europea che ha imposto tra i cgo il divieto di monosuccessione per 5 anni per quanto riguarda i cereali. la loro attuazione nelle aziende è divenuta sempre più complicata a causa, da un lato della specializzazione delle aziende (quelle che non allevano bestiame spesso trovano poco conveniete coltivare essenze foraggere), dall'altro a causa della rincorsa alle esigenze del mercato. nella collina interna della sicilia la rotazione colturale che comunemente veniva condotta era quella Grano-Fava. purtroppo venuto meno l'interessamento a produrre fava, nel tempo la sua coltivazione si è andata riducendo a favore di quella del grano, istaurando di fatto una monosuccessione. per quanto riguarda la tua di successione potresti provare con un erbaio misto di cerali-leguminose.
__________________ Giuseppe | |||||
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| | #4 (permalink) | |||||
| Collaboratore
| La rotazione è importante anche per non fare specializzare le infestanti. Purtroppo spesso le rotazioni sono poco redditizie e, pur non facendole, si è riusciti a mantenere un buon grado di fertilità senza incorrere in troppi problemi, leggi monocolture di mais e riso al nord. Va da sè che la rotazione, agronomicamente parlando, è la soluzione migliore, ma spesso bisogna scontrarsi con discorsi puramente economici in quanto non tutte le colture sono redditizie (e ciò varia anche da zona a zona) e spesso l'azienda si è specializzata anche come competenze e, soprattutto, come parco macchine. Avere un parco macchine specializzato per più colture diviene spesso anti-economico per la vita dell'azienda stessa. | |||||
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| | #5 (permalink) |
| Utente Tractorum.it | albe , ma e' vero che in risaia in certe stanza sono 20 anni che fate sempre riso? io faccio la rotazione mais mais grano nei terreni fertili in quelli poco fertili faccio prato pilifita a sciutto x 2 anni e poi grano , nei terreni piu ostici come argilla , faccio 4 anni erba medica , ciclo cortissimo di mais , seminato in prima epoca e trebbiato all'inizio di agosto e poi grano letame ad libitum |
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| | #6 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| Quote:
Guardiamo puramente il lato economico, tralasciando per il momento quello ambientale ( che non sarebbe assolutamente de trascurare in quanto noi agricoli ne dobbiamo essere i garanti); I concimi sono alle stelle, Per non parlare poi dei vari diserbanti ecc. Non sarà conveniete fare un passo indietro? MAgari orientarsi verso nuove colture distaccandosi da quelle canoniche delle nostre zone per cercare di rimettere in piedi ua rotazione? Parlando con un mio amico che, per lavoro, ha girato varie aziende agricole nel cremonese, mi diceva che la ora stanno reintroducendo la medica, naturalmente in successione con il mais, per cercare di limitare l'utilizzo di diserbanti. Mi diceva che cominciavano ad instaurare rotazioni del tipo 3 anni mais e 3 anni medica. tutto questo lo facevano per cercare di disinfestare i campi dalla butilon. X ggyno: Quanti sfalci fai con il prato asciutto in un anno? non sarebbe conveniente sfruttarlo dipiù?
__________________ I LOVE LAMBO | |||||
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| | #7 (permalink) |
| Utente Tractorum.it | i prati asciutti 2 tagli di fieno e uno di erba . il problema di riuscire a sfruttare di piu i prati e' che quelli perenni sono delle rive con una pendenza dove non si riesce ad arare e ad andare su con lo spandiletame di traverso.e sono talmente magri che a volte cresce sono ginestrino qualche ciuffo di erba medica e un 'erba che qui chiamiamo bus om, che dovrebbe essere salvia selvatica, non da chissa quanto fieno nel secondo taglio , ma alle vacche data verde fa un gran bene , sopratutto a quelle che danno problemi di ipofertilita'. il fatto che in fieno ti escono fuori solo 4 rotoballe x ettaro nel secondo taglio , allora inizio campagna butti un po di ternario e via. su quelli avvicendati , al terzo , il cotico si impigrisce e non fai neanche il secondo taglio, allora tanto vale dopo il secondo anno , e se vedi che inizia a diradarsi , butti giu letame ari , e semini il grano, un anno o due , e poi ricominci da capo ,letami . ari e semini il prato a inizio settembre per i mediacai discorso simile , quando vedi che sono stanchi , letami in autunno ari ein primavera sfrutti un po di fertilita del terreno con un ciclo corto di mais (dkb440 la faceva da apdrone , ora son andato sui LG per problemi di stabilita pianta) gli anni dopo si vede come va l'autunno se ripetere mais o andare sul grano , e si ricomincia il ciclo facendo precedere l'erna medica dal grano |
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| | #8 (permalink) |
| Socio Fondatore | Nella nostra azienda facciamo una rotazione grano-grano-colza o girasole poi fuori rotazione abbiamo 20 ha di erba medica oltre a fare un po' di oietto. Fino a 3-4 anni fa nella nostra zona (compresa la nostra azienda) era quasi una monosuccessione di grano duro. Oggi con l'incremento dei costi colturali (concimi, gasolio ecc), e il disaccoppiamento (mi ricordo aziende che fino a 2002 seminavano con lo spandiconcime il grano anche a Marzo per prendere il contributo ad ettaro e qualche volta nemmeno trebbiavano....) la monosuccessione non è più redditizia. E' vero che con il girasole o il colza si può guadagnare qualcosa meno che con il grano, ma bisogna considerare anche i vantaggi agronomici (ed economici indiretti che queste colture danno): permettono di ridurre gli input di concime rispetto a un ringrano, permettono la semina su sodo che invece sul ringrano non si può fare ecc, tutte cose da mettere in conto. Infatti nella nostra azienda l'obbiettivo è arrivare a 50 % di cereali e 50 % di oleaginose in modo da poter fare solo minima lavorazione e sodo e abbandonare completamente l'aratura (indispensabile quando si fanno i ringrani).
__________________ Tractorum Staff |
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| | #10 (permalink) | |||||
| Socio Fondatore
| la tua non deve essere una domanda, ma un'affermazione; gli uccelli oramai sono diventati una piaga tanto da causare perdite di raccolto anche del 50% visto che si danno da fare sia alla nascita sia prima della raccolta...... ovviamente non conviene nemmeno fare richiesta di risarcimento.......... è solo tempo perso | |||||
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| Tag |
| ringrano, ristoppio, rotazioni, rotazioni colturali, sovesci |
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