19-01-12, 22: 00
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#21 (permalink)
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| Utente Tractorum.it
Registrato dal: Jan 2009 | Ubicazione: Abruzzo-Lazio |
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Originariamente inviata da MCT In Abruzzo zona della piana del Fucino, conosco delle persone che mi hanno raccontato di nottate passate a festeggiare e più precisamente la notte di S.Antonio è abitudine mangiare la Pecora alla Cottora, ossia pecora bollita per ore in acqua e poi minestre legumi formaggi e chi più ne ha più ne metta, infine il giorno del 17 secondo giro fino alla sera, sti Abruzzesi pe magnà so quasi peggio dei Romani vero TIgre a.c.?!? | Diciamo pure che in Abruzzo (sopratutto in quello interno) si è vissuto per secoli in un certo stato di isolamento che ha portato le popolazioni a sviluppare un forte attaccamento alle tradizioni ataviche legate perlopiù alla pastorizia e all'agricoltura. In questi ambiti il rapporto con il cibo è stato molto stretto e anche se si tratta di prodotti semplici, essi rappresentano la ricchezza e la particolarità di una terra aspra e dura da vivere, ma allo stesso tempo unica e meravigliosa. Questa nostra storia ha fatto sì che l'abruzzese, di norma, trova e cerca nelle gioie della tavola la propria e l'altrui soddisfazione e non per caso in Abruzzo ci sono tra le migliori scuole di cucina (Villa Santa Maria ad esempio) che ha "sfornato" i più famosi cuochi del mondo.
Scusate la passione.
__________________ Il superfluo appartiene ai poveri. |
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