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| MOTOAGRICOLE a motore centrale anteriore Nate e sviluppatesi come evoluzione delle motoagricole originarie ossia di quelle dotate di motore anteriore a sbalzo, le motoagricole a motore centrale anteriore con il passare degli anni hanno subito delle evoluzioni tali che ormai l'unico punto in comune con le loro progenitrici è quello dettato dal codice della strada che le inserisce nella stessa categoria di veicoli. Infatti oggi guardando una motoagricola a motore centrale si ha più la sensazione di trovarsi di fronte ad un camion di piccole dimensioni che ad altro, tale sensazione è motivata per un verso dall'impostazione tecnica del progetto (tipo del telaio, posizione motore ecc) per l'altro dal livello raggiunto nelle finiture, ormai in certi casi prossimo a quello dei mezzi commerciali da trasporto leggero. Detto ciò approfondirei per quanto ne sono capace il discorso relativo alle tipologie costruttive di tali macchine: MOTOAGRICOLE CON TELAIO RIGIDO: Quando circa quaranta anni fà (secondo le informazioni in mio possesso, se avete dati più precisi corregetemi) si sviluppò la commercializzazione di tali macchine, lo standard costruttivo era costituito da mezzi dotati di telaio in longheroni a C o tubolare sospensioni con molle a balestra, ponti di derivazione FIAT 1100 ,il cambio 4+rm del fiat 1100 aveva il riduttore e l'innesto della trazione anteriore fatti realizzare dai costruttori da terzi specializzati in ingranaggeria, scatola dello sterzo sempre 1100 fiat e motori centrali anteriori, ossia posti subito dietro al ponte anteriore, monocilindrici Diesel ad iniezione diretta di fabbricazione nazionale (Ruggerini, Slanzi, Lombardini) con potenze dai 14 ai 18 cv, infine sempre a richiesta era disponibile la PdF posteriore usata per lo più nell'azionamento di pompe irroratrici . Le sovrastrutture erano invece costituite da un cassone fisso, in optional era disponibile il ribaltabile posteriore per mezzo di un pistone idraulico azionato da una pompa innestata meccanicamente e dotata di un serbatoio olio dedicato, il cassone aveva il fondo in lamiera, le sponde apribili dello stesso materiale e dell'altezza quasi sempre di 30 cm., per quanto concerne la cabina di guida era montata rigidamente sul telaio ed il confort assicurato era praticamente nullo, posso affermare con certezza (perchè provato direttamente) che non c'era niente di più spartano e scomodo sul mercato, al confronto l'Ape Piaggio era una berlina di lusso, la cabina era posizionata sopra il motore che faceva sentire la sua presenza trasmettendo agli occupanti dei due sedili, un sottofondo sonoro talmente forte che per parlare con il vicino si doveva urlare, inoltre in estate l'unità motrice una volta in moto scaldava la lamiera del cofano motore sotto la quale si trovava rendendo audace il gesto di appoggiare per sbaglio la mano sulla lamiera posta fra i due sedili in ferro rivestiti con uno strato di gomma nemmeno troppo morbida e senza il benchè minimo sistema di smorzamento delle vibrazioni, per fortuna almeno in inverno il tepore trasmesso dava un pò di sollievo agli occupanti, naturalmente non c'era la purchè minima presenza di materiale fono-termoassorbente, ma questo penso che si fosse già capito dalla mia precedente descrizione, in molti casi la cabina era parzialmente smontabile ossia per facilitare il transito negli impianti arborei, gli sportelli e tutta la parte superiore della cabina(dal cruscotto in su) realizzata in vetroresina poteva essere sganciata per mezzo di ganci o bulloni. Viaggiare su tali mezzi era specie di tortura che durava per tutto il tragitto da compiere e la limitazione della velocità a 40km/h non veniva vissuto come un limite perchè difficilmente lo si raggiungevano in quanto la rigidità delle sospensioni e l'assenza di sistemi ammortizzanti in cabina obbligava ad andature molto basse per evitare alla prima buca capocciate sotto il tetto della cabina o colpi alla schiena ed al suo nobile fondo, nel caso in cui si fosse avuta la sfrontatezza di affrontare buche ed avvallamenti delle sedi stradali anche di quelle asfaltate senza la dovuta cautela e pacatezza. Però questi mezzi nonostante i molti difetti, ebbero un successo travolgente, tale che almeno dalle mie parti i motocarri in pochi anni quasi sparirono dalla circolazione, secondo me i motivi di tale affermazione furono dettati dal fatto che anche essendo una motoagricola, l'utilizzatore percepiva tale mezzo alla stregua di un camioncino con tutti i vantaggi del caso, con in più il plus della trazione 4x4 che per la prima volta permetteva di scendere in campo con una macchina agricola cassonata (precedentemente c'era stato il samecar ma quella è un'altra storia) e quindi in grado di facilitare le operazoni di carico e scarico ed alleviarne la fatica, inoltre l' essere un mezzo agricolo consentiva di pagare un premio assicurativo molto più basso rispetto ai motocarri e rimanendo sempre in ambito economico il consumo di gasolio era basso, la capacità di carico fuoristrada era molto alta, non di rado capitava di vedere mezzi con oltre 15 q.li sul groppone arrampicarsi per le ripide coste delle colline, anzi per la circolazione fuoristrada la presenza del carico sopratutto sull'asse posteriore rappresentava un vantaggio, perchè andava a limitare la rigidità dell'insieme telaio-sospensioni, migliorando di molto la capacità trattività del mezzo. Purtroppo le capacità fuoristradistiche peggioravano in caso di fondo bagnato, di avvallamenti troppo pronunciati e di terreno soffice in tali condizioni molti, forse tutti sono rimasti impantanati, affossati con le ruote giù fino a far toccare i ponti e la terra che strusciava sulla coppa del motore magari al termine di una giornata di lavoro, proprio al momento di uscire dal terreno e tornarsene a casa quando l'unica cosa che si voleva era quella di andarsene via, lui "lo scimiotto" verseggiativo usato all'ora ed ora dalle mie parti per indicare questa tipologia di mezzi si piantava e li ci volevano una buona capacità fuoristradistiche nella guida, qualcuno che spingeva da dietro o che mettesse qualcosa sottole ruote per tirarti fuori ed infine una buona dose di cu...lo e comunque alla fine anche un prete per confessarti, nei casi peggiori se non c'era qualcuno che ti trainava fuori con un trattore od un'altra motoagricola a casa non ci tornavi, purtroppo non essendo dotati di blocco differenziale e sospensioni adeguate anche essendo dei fuoristrada erano in parte limitati, ma la loro fortuna commerciale è stata quella di essere i primi mezzi del genere. Nei primi anni '80, in campagna incominciarono a circolare mezzi più evoluti, erano dotati dello stesso schema costruttivo, però ora i motori erano bicilindrici con potenze fino a 26 cv. le cabine erano interamente in metallo leggermente più confortevoli, i cassoni erano di poco più lunghi un paio di mt e larghi qualche cm in più rispetto ai primi da 1,40mt. Sempre nello stesso decennio si incominciarono a vedere le cabine con una foggia più camionistica cioè dotate di sportelli ad apertura normale non controvento come nei primi modelli e con accesso dotato di poggiapiede interno alla cabina e non con gradino esterno, le cabina per contro avevano perso la possibilità di essere snmontate per consentire il passaggio sotto le coltivazioni arboree più basse, dal punto di vista meccanico però erano sempre più o meno uguali, unica novita di rilievo fu l'adozione su alcuni modelli della sospensione anteriore con lo schema McPerson mutuata dal FIAT 128 che garantiva un livello di confort di guida nettamente superiore. Un nuovo step evolutivo si ebbe all'inizio degli anni '90 ormai il materiale fiat 1100 era di scarsa reperibilità, inoltre era disponibile la trasmissione del FIAT 131 che da allora venne utilizzata, in quegli anni le motoagricola di cui stiamo parlando dal punto di vista meccanico si presentano con motore bicilindrico diesel con potenze prossime ai 30cv, telaio sempre in longheroni, sospensioni a molla con balestre paraboliche ed ammortizzatori, cambio fiat 131 5+rm, riduttore e innesto 4x4 fatto realizzare dal costruttore della motoagricola da terzi, ponti fiat 131 con i tubolari più resistenti autocostruiti dai costruttori per garantire maggior resistenza al carico. MOTOAGRICOLE CON TELAIO SNODATO: Dal punto di vista telaistico una grossa novità usata tutt'oggi fu l'introduzione del telaio a snodo centrale, era costituito da due semitelai in longherono resi solidali per mezzo di uno snodo, nel quale la parte esterna detta femmina era solidale con un semitelaio, la parte interna solidale con l'atro semitelaio detta maschio si innestava sulla prima, inframmezzate da una boccola e dotate di ingrassatore per la lubruficazione delle parti in contatto andavano a formare lo snodo, l'oscollazione del telaio snodato dava maggiore tratività al mezzo nella circolazione fuoristrada, stressava meno le sospensioni, il telaio e le sovrastrutture, insomma una rivoluzione dal punto di vista telaistico che migliorò di molto le facolta fuoristradistiche di tali mezzi, ne aumentò il confort stradale e ne ridusse anche il consumo degli pneumatici posteriori non più costretti a sgommare o slittare ad ogni minimo avvallamento della sede stradale o del fondo sterrato, unico neo di tale sistema era costituito dalla maggiore oscillazione in caso di carico alto, ma per ovviare a cadute accidentali di cassette piene di frutta bastava legare tutte le file delle casse da dx a sx utilizzando i ganci di cui era fornito il cassone. Passando alle sovrastrutture, cassoni lunghi circa 2,30mt. e larghi poco meno di 1,50mt con sponde a partire da 30cm fino a 40cm di altezza, ribaltabile trilaterale, cabine finalmente ospitali con i loro occupanti. Sempre negli stessi anni vennero commercializzati modelli ancora più grandi che montavano in alcuni casi motori tre cilindri lombardini o di altre case cambi fiat 131 riduttori e innesti 4x4 cime sempre fabbricati da fornitori esterni dei costruttori di motoagricole e per la prima volta venivano montati i ponti dell'IVECO DAILY con semiassi sfilabili, più performanti e sicuri in caso di rottura su quelli del 1100 e del 131 la rottura del semiasse comportava la perdita della ruota, non pochi sono stati quelli che in discesa si sono visti sorpassare da una delle ruote posteriori staccatesi per il motivo sopra citato, oppure di persone che guardando nello specchietto retrovisore esterno si sono accorte di andare a tre ruote. Oggi la tipologia di motoagricole di cui stiamo parlando presenta ulteriori evoluzioni, dal punto di vista motoristico abbiamo assistito alla scomparsa di alcuni marchi come Slanzi assorbita dalla Ruggerini a sua volta confluita in Lombardini, inoltre la richiesta di motori più prestanti e meno inquinanti, ha portato ad uno sconvolgimento delle tipologie, oggi abbiamo una piccola fetta di mercato coperta con biclindrici Lombardini raffredddati ad aria, che probabilmente sparirà con il passare del tempo, poi abbiamo tri e quadricindrici sempre in linea ma raffreddati ad acqua, in tale settore c'è da notare l'entrata in campo di un costruttore come VM che motorizza parte dei mezzi di categoria superiore mentre Lombardini detiene la quasi totalità della restante fetta di mercato, qualcuno ha provato a montare anche unità Isuzu senza grande successo vista la qualità dei motori nazioznali, la disponibilità di ricambi a buon mercato delle unità motrici Italiane e la gran quantità di meccanici in grado di operare la manutenzione. Sempre per quanto riguarda la parte telaistica oggi esistono modelli che sono tornati ad adottare la sospensione anteriore McPerson a tutto vantaggio del confort di guida, insomma le motoagricole vanno piano ma non si fermano mai nemmeno dal punto di vista evolutivo. La mia prefetità oggi è un modello dotato di motore raffreddato ad acqua con telaio snodato e sospensione anteriore McPerson, unico neo i differenziali senza bloccaggio. Ultima modifica di MCT : 26-12-08 a 00: 07. | |||||
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| Co-Fondatore
| Riprendo questo argomento evidenziando alcune pagine di siti relativi a costruttori di motoagricole: CAMISA Fratelli Camisa R. e M. & C. snc CARON Transporter 4 ruote motrici per uso agricolo e forestale- Caron Trattrice agricola a trazione integrale – Caron 800 Veicoli agricoli veicoli forestali- Caron 900 COMACA Mini Pantera 4x4 Pantera 4x4 Mithos 4x4 ERREPPI Erreppi - Vehicles At Work FERRANTE ..::Ferrante::.. ..::Ferrante::.. ..::Ferrante::.. ..::Ferrante::.. RVM RVM Veicoli S.r.l.
__________________ CHE MAKINA… Ultima modifica di MCT : 25-12-08 a 23: 58. | |||||
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| | #3 (permalink) | |||||
| Co-Fondatore
| Usando motoagricole da molti anni, posso affermare con certezza che purtroppo quelle non dotate di bloccaggio differenziale hanno il grande limite di non riuscire ad avanzare nella circolazione fuoristrada quando questa diventa impegnativa per via del fondo sconnesso o peggio ancora nel caso di fondo bagnato. Cosa ancora peggiore è data dal fatto che i ponti di origine fiat 1100 o 131 non possono essere modificati per farli diventare autobloccanti o dotati di bloccaggio a comando, quindi niente da fare e si continua a rimanere impantanati o addirittura si rimane a slittare sull'erba bagnata ancor prima di entrare nel terreno. Anni fa avevo sentito parlare di differenziali autobloccanti di origine Fiat Abarth montati sul 131 Rally degli anni '70-80 ma il loro prezzo 2000 euro l'uno, mi fece desistere da qualsiasi tentativo d'acquisto tanto che non chiesi nemmeno se a tale prezzo si dovesse aggiungere l'iva, quindi ho perso la speranza ed ho continuato a maledire motoagricole e terreno bagnato ogni volta che sono rimasto impantanato. L'altro giorno per caso mentre guardavo siti x fuoristrada o visto che esiste una casa la ARB che costruisce accessori per fuoristrada, compresi differenziali autobloccanti, secondo loro adattabili a tutti i modelli, guardate qui e ditemi cosa ne pensate 4 technique [OFF ROAD DIVISION] --- portale di vendita e distribuzione di articoli per l'off-road, verricelli, warn, winch, old man emu, modena, italia, italy
__________________ CHE MAKINA… | |||||
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| | #4 (permalink) | |||||
| Co-Fondatore
| Purtroppo oggi ho contattato la ditta che avevo evidenziato nel collegamento sul messaggio precedente e mi hanno detto che non hannoa listino differenziali bloccabili al 100% per nessun tipo di differenziale FIAT compresi quelli del Fiat 131, insomma una speranza vanificata da una telefonata, eppure di mezzi in grado di montare un differenziale del genere ce ne sono a migliaia, visto che la quasi totalità delle motoagricole di questa categoria con potenze fino a 35 cv monta ponti del Fiat 131, insomma avrebbero pure un bacino d'utenza molto grande, come dire pazienza continueremo a slittare sul baagnato e nel fango. La ditta vende solo prodotti adattabili a fuoristrada stradali, come dire per fare fuoristrada nelle zone permesse per divertimento si trova tutto, invece per andare a lavorare in campagna niente, naturalmente questo è solo uno sfogo personale che niente a a che fare con la ditta il cui personale è stato molto disponbile e gentile nel darmi le informazioni da me richieste, questo è solo un pensiero su come oggi venga tenuto più in considerazione il divertimento che il lavoro nei campi.
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| Utente Tractorum.it
| Io ho una vecchia motoagricola (Transporter) Camisa con motore ruggerini da 16 cv e fuoristrada non andava da nessuna parte a causa della rigidità delle balestre da scarica non copiava il terreno ed aveva meno trazione di un auto a due ruote motrici, per farla andare l'ho modificata con uno snodo come quelle più recenti e ora va. Secondo voi è meglio la soluzione con motore centrale o a sbalzo per arrampicarsi in posti impossibili teoricamente sembrerebbe migliore la soluzione centrale(per una miglior distribuzione di pesi tra l'anteriore e il posteriore ) però vedo che i maggiori costruttori di motoagricole da montagna usano sbalzi anteriori notevoli tali da pregiudicare l'angolo d'attacco. C'è qualcuno che ha fatto esperienza su quelli che oggi chiamano transporter su forti pendenze come si comportano rispetto alla motoagricola tradizionale? | ||||
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| | #6 (permalink) | |||||
| Co-Fondatore
| Fubiano scusa del ritardo con il quale ti risponso, relativamente al tuo quesito pennso cheuna parte della risposta te la sei dato da solo quando hai detto di aver modificato il telaio della tua Camisa da rigido a snodato. Infatti io penso che a prescindere dalla posizione del motore la condizione principe da rispettare per aver una buona trazione in fuoristrada sia quella di avere un mezzo con il telaio snodato. Per quanto concerne la questione dellaposizione del motore secondo me in salita il motore a sbalzo da qualche vantaggio ma in discesa il motore anteriore a sbalzo diventa come una pietra al collo. Se vuoi parlare delle motoagricole con motore a sbalzo anteriore lo possiamo fare tranquillamente nella discussione dedicata che trovi in questa sezione del foru,. Ciao.
__________________ CHE MAKINA… | |||||
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| | #7 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| Negli anni 70 c'era un fuoristrada (Ferves) piccolo dotato di meccanica fiat 500, per ovviare alla mancanza del blocco differenziale venne dotata di due leve che andavano ad azionare separatamente relativo freno a mano delle ruote posteriori, ovvero: se slittava la ruota sinistra, tramite la leva si frenava quella ruota in modo che trasmettesse il moto a quella che aveva più aderenza; lo so è un ripiego, ma se non c'è altra soluzione.... | |||||
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| | #8 (permalink) | |||||
| Co-Fondatore
| Si Tiziano quello indicato da te è un rimedio anche se credo improponibile ai giorni nostri per motivi di praticità, comunque la soluzione del freno sulla ruota che non fa il suo dovere, mi sembra che ora sia usata nel campo automobilistico in sistemi di sicurezza attiva tipol'ESP. Certo niente a che fare con le motoagricole con motore sentrale anteriore o transporter che dir si voglia, la mia speranza è che presto i vecchi ponti del Fiat 131 vengano sostituiti con modelli di derivazione giapponese nei quali il bloccaggio del differenziale c'è di serie, oppure è possibile montarlo in after market.
__________________ CHE MAKINA… | |||||
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| | #9 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| Sì, comprendo, io mi riferivo a chi avese un mezzo vecchio e volesse porre un rimedio senza modificare radicalmente il mezzo. All'epoca la Fiat 132 I.e. e l' Argenta corrispondente disponevano come optional il differenziale autobloccante, chissà perchè non fu preferito quello. | |||||
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| | #10 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| salve io ho una OMAS se ricordo bene, ha più di 30 anni, ho continui problemi con il ponte anteriore, si sara rotto almeno una decina di volte. Monta un motore ruggerini da 18cv accoppiato ad un cambio a 3 rapporti e due gamme più retro( anche questo revisionato un paio di volte). Ponte ant e post non hanno il bloccaggio ma si arrampica un po d'appertuto spece quando ha sul groppo 7/8 quintali. Chi di voi ha avuto problemi con il ponte ant? | ||||
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