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| Raccoglitrici per pisello da industria - colture industriali E ci risiamo...vi chiederete voi, ma a chi interessano le raccoglitrici per pisello ? ![]() Quindi ecco i miei motivi: - In Italia abbiamo zone molto vocate per la produzione di questa coltura industriale. Mi riferisco alle provincie di Ferrara, Ravenna, Piacenza, Mantova, Verona, Lodi, Milano ed in misura minore alcune zone delle marche e dell'abruzzo. Oltre al pisello vengono coltivati anche fagioli borlotti. Per la raccolta si utilizzano le stesse macchine. - Ultimamente vedo nel nord Italia, un'incremento delle colture industriali, dovuto forse anche alla scomparsa della bietola. - Sono macchine particolari, che mi sono sempre piaciute. Vuoi per le dimensioni, vuoi perchè ce ne sono poche in giro, vuoi perchè tutto il cantiere di raccolta è una cosa a mio avviso "affascinante". Sarà anche che quando si passa in strada con il convoglio (furgone officina + 2 trebbie) tutti si voltano a guardare... ![]() - Dopo le raccoglitrici per pomodoro da industria sono forse le macchine che conosco meglio... ![]() Indicazioni generali sulla coltura ![]() La pianta nei climi italiani ha un ciclo di circa 4-5 mesi che si conclude con la raccolta nel periodo di maggio-giugno. Senza dilungarci nella tecnica colturale, possiamo però dire quali siano le principali caratteristiche: - pianta C3, pertanto molto importante l'acqua e il LAI (leaf area index) - importante nella scelta varietale, così come nella pratica agronomica, l'uniformità di fioritura, importantissima per poter effettuare la raccolta meccanica con la miglior resa possibile. - al nord rendono sempre meglio le varietà precoci (compatibilmente con il rischio gelate) in quanto i facili incrementi di T in primavera portano ad un'indurimento del seme troppo rapido. - può crescere in asciutta se le precipitazioni nel ciclo raggiungono gli 800 mm - ricordiamo come sia una leguminosa, pertanto l'attività di azoto fissazione è senz'altro gradita. L'attività del rizobio è molto ridotta nel primo mese del ciclo. - le rese per il prodotto fresco sono di 3-6 t/ha (per il secco 2,5-3 t/ha) Breve storia delle raccoglitrici Credo che questa serie di immagini possa essere abbastanza esplicativa. Come potete vedere in un primo momento in campo avveniva solo la raccolta della pianta, per la sgranatura ci si affidava a macchine fisse in stabilimento. A mio avviso quello che ha rallentato il progresso tecnologico, è stata la solo "recente" applicazione dell'idraulica in agricoltura, tale da permettere alle raccoglitrici di raggiungere le attuali produzioni e rese. Le componenti e i vari meccanismi richiesti per ottenere una COMPLETA meccanizzazione della raccolta e delle sgranatura, sono talmente tanti che senza l'attuale conoscenza dell'oleodinamica, ha portato ad avere le prime macchine considerate moderne solo circa 15 anni fa. Aggiungo che tutte le macchine per effettuare una sgranatura efficiente, devono essere autolivellanti, cosa di certo non possibile 30 anni fa. ![]() ![]() Come funziona indicativamente una raccoglitrice per pisello da industria ? Possiamo riassumere brevemente il funzionamento così: - il pickup molto simile a quello di una rotoimballatrice effettua il distacco dei baccelli dalla pianta. A seconda della cultivar e delle condizioni di raccolta, spesso anche buona parte della pianta viene strappata e di conseguenza immessa nel canale di alimentazione. - il prodotto viene portato nel cestello posteriore (quel lungo cilindro che è molto facile individuare). All'interno di questo vi sono a seconda del modello e della casa costruttrice 5 battitori. Questi non sono altro che cilindri sprangati lunghi quanto il cestello. Di questi uno è detto battitore principale, gli altri satelliti. - il cestello è in continua rotazione, stesso dicasi per i battitori. Grazie alla rotazione di tutto il sistema trebbiante il prodotto viene fatto muovere secondo il flusso che vedete in figura, passando, sempre in rotazione, per spessori sempre inferiori. Questo provoca l'apertura del baccello e la fuoriuscita dei semi. - il cestello funge da griglia rotante, i semi escono da esso e vengono intercettati dai nastri laterali inclinati che potete vedere. Questi allontanano la vegetazione residua. I semi, in quanto tondi più pesanti, rotolano in fondo fino ad essere raccoltri dal nastro inferiore in posizione centrale. - il prodotto viene spinto nella parte frontale della macchina, dove una facchiniera lo solleva per portarlo nel cassone. Durante il salto tra questa ed il contenitore, una serie di ventole provvede alla pulitura della granella. Importante al fine di una raccolta ottimale è la regolazione dell'inclinazione longitudinale del cestello. Questo infatti in linea di massima ha sempre una leggere pendenza posteriore, per facilitare la fuoriuscita della massa trebbiata. Tale regolazione è di fondamentale importanza in quanto un'inclinazione troppo blanda porta ad una permanenza del prodotto nel sistema trebbiante, troppo prolungata, con conseguente perdita di granella per rottura o schiacciamento. Altresì un'inclinazione troppo elevata porta ad una azione trebbiante meno aggressiva, pertanto le perdite sono da ricondursi a baccelli non sgranati. ![]() Alcune macchine moderne ![]() Queste le principali case costruttrici: PMC PMC Harvesters Diffusa in Italia Ploeger PLOEGER Diffusa in Italia Oxbo Oxbo International Corporation Sono presenti solo alcune raccoglitrici per mais dolce. Alcuni video "carini" Potete vedere qualche situazione un po' a rischio, qualche ribaltamento, non dico che sia all'ordine del giorno, ma credetemi capita spesso...ed è anche per questo che mi piacciono queste macchine. ![]() Sperando di aver fatto cosa gradita, lascio a voi la parola. Ultima modifica di Mapomac : 01-11-08 a 11: 36. | |||||
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| | #3 (permalink) | |||||
| Collaboratore
| Come indice di raccolta non si utilizza l'umidità. Questa è comunque in misura di circa 75 % in fase di raccolta. Ci si avvale invece del grado tenderometrico, ovvero la pressione necessaria per schiacciare un dm3 di granella ( per il prodotto inscatolato si aggira sui 115-125 mentre per il prodotto surgelato 90-110). Da notare come il prezzo sia fortemente in proporzionalità inversa in relazione del grado tenderometro. Per quanto riguarda le perdite, a mio avviso sono distinguibili in 2 tipi - perdite "tecniche", assimilabili a qualsiasi macchina raccoglitrice, come ad esempio le trebbie allestite a soia. Direi che un 3-5 % sia da attribuire alla mancata raccolta da parte dell'aspo, sgranatura al momento del distacco dei baccelli (problematica che si aggrava più si raccoglie prodotto maturo), errata sovrapposizione delle passate ecc - perdite dovute ad una errata regolazione della macchina. Soprattutto con prodotto molto tenero, è letteralmente molto facile schiacciarlo e distruggerlo durante i passaggi nella macchina. La questione diventa sempre un compromesso nel momento in cui si abbia in campo la presenza di baccelli maturi e giovani, richiedendo pertanto una, ovviamente impossibile, regolazione doppia. Aggiungo che spesso il cantiere di raccolta prevede oltre ai 2 operatori anche un meccanico sempre presente in campagna, che oltre ai normali compiti di manutenzione, prevede alla regolazione delle macchine, che sembrerà assurdo, ma hanno i principali comandi per la regolazione dell'apparato trebbiante, raggiungibili da terra e non in cabina. Questo perchè la regolazione non è immediata e richiede di vedere il lavoro della macchina da diversi punti. | |||||
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| | #4 (permalink) | |||||
| Relazioni Pubbliche
| Mi viene da pensare che prima di iniziare a produrre una macchina di questo tipo si passi un certo lasso di tempo che magari quantificherai ad aprire il campo e fare regolazioni fini???? Quanto tempo ci vuole a metterla operativa? è quantificabile o ci sono troppe variabili? oltre al prodotto maturo/no tenero o duro cos'altro? Ultima modifica di puntoluce : 23-10-08 a 23: 41. | |||||
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| | #5 (permalink) | ||||||
| Collaboratore
| Quote:
Diciamo che le regolazioni si fanno anche mentre stai aprendo il campo. Per queste colture infatti, vengono quasi sempre scelti dai tecnici delle industrie conserviere, campi grandi, ben sistemati e con una buona superficie libera. Pertanto anche già nella prima andata di apertura del campo è possibile effettuare le regolazioni. Queste se il campo non differisce molto da quello precedente, non richiedono molto, se proprio dovessi indicare un tempo, direi 15-30 minuti. Altre variabili extra grado tenderometrico, direi lunghezza della pianta, lunghezza di questa, presenza o meno di terreno bagnato, presenza come già indicato di di prodotto maturo a diversi stadi. | ||||||
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| | #7 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| Adesso siamo praticamente a fine stagione, vero mapomac? Ti ringrazio per le spiegazioni, son venuti due giorni fa da me a trebbiare il pisello e mi era proprio venuta la curiosità di come funzionano queste macchine! (visto che di persona mi son scordato di chiedertelo... )Un'informazione, la velocità di avanzamento mi sembrava abbastanza spedita, tu sai quali sono in media? considera una vegetazione omogenea e abbastanza 'pulita' alta circa30-40cm, produzione media... Tra l'altro dovrei mettere 3 ha a borlotto tra poco, la macchina è proprio la stessa con le regolazioni cambiate?cioè sempre in una passata si fa tutto? Grazie!
__________________ C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica...la fi*a. (A.Einstein) | |||||
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| | #8 (permalink) | |||||
| Collaboratore
| Produttività indicativa di 1/ha ora. Velocità variabile da 1-5 km orari, direi 2-3 di media. Per il borlotto la macchina è la stessa, cambia un po' la regolazione. Discorso diverso per la velocità, dove con le PMC si "vola" anche a 7-8 km/h...uno spettacolo ! | |||||
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| | #10 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| scusate io ho notato in una foto un modello della Ploeger che raccoglieva anche le fave! ma è una macchina specifica per le fave oppure una qualunque raccoglitrice per piselli la si può adattare alla raccolta delle fave? grazie ![]() | |||
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| oxbo, pisello da industria, ploeger, pmc, raccoglitrici pisello |
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