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Vecchio 08-11-08, 02: 12   #21 (permalink)
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Effettivamente ci vorrebbe una discussione intitolata "rapporto tra media ed agricoltura".
Per caso qualcuno ha visto l'ultima puntata di Rosso Malpelo di Sortino (La7) sulla moria delle api ?
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Vecchio 08-11-08, 18: 11   #22 (permalink)
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Sul discorso qualità forse hai ragione, ma a mio avviso non sempre si ha un consumatore che è in grado di apprezzare la qualità e a volte non è anche in grado di comprarla (mi sembra palese che oggi, recessione vera o finta, non si possa andare a chiedere al consumatore medio di spendere anche un solo cent in più del necessario).
Aggiungerei che (non vorrei passare per un difensore dell'import ad ogni costo) bisognerebbe sempre valutare caso per caso la qualità del prodotto che arriva da noi. Gli scandali ci sono ogni giorno, ma più che colpa dei produttori nelle zone d'origine, a mio avviso è il commerciante (o industriale) che va alla ricerca del prodotto meno caro possibile. Ergo, i \"cinesi\" si mangiano il riso buono ed esportano quello cattivo.
Io non me la sento di criticare il consumatore che, al momento dell'acquisto, spesso e volentieri sceglie il prodotto meno caro. Purtroppo la situazione è effettivamente di crisi e bisogna arrivare alla fine del mese, purtroppo a volte anche a discapito della qualità di ciò che si mangia. (Già invece me la prenderei con quei consumatori che comprano il prosciutto cinese per spendere poco e poi però non rinunciano ad andare al ristorante una volta a settimana, a fare un viaggio costoso durante le ferie o ad avere una bmw nel box sotto casa pur non potendoselo permettere, ma questo è un altro discorso).
Quello che volgio dire è che noi non è che "scegliamo" di produrre di qualità, se fosse solo una scelta avremmo fatto i nostri calcoli costi-benefici e avremmo appunto "scelto" di produrre in un certo modo. La nostra però non è una scelta, bensì è un obbligo. Dobbiamo sottostare a miriadi di regole e imposizioni che di fatto ci obbligano a produrre in un certo modo, e non mi riferisco solo alla qualità dei prodotti ottenuti, che è molto alta, ma anche al fatto che ad esempio ci obbligano a produrre in un modo che è più rispettoso dell'ambiente, oltre che salutare. Io non sono contrario al fatto di produrre in modo più eco-compatibile e quindi sostenibile, però il problema è che, pur essendo obbligati a produrre così, con conseguenti costi molto più alti, il nostro prodotto viene poi considerato alla stregua di tutta quella porcheria (tanto per voler essere educati) che proviene dall'estero, che invece dovrebbe essere bandita perchè non sottostà alle nostre stesse regole di salubrità. Ci obbligano ad esempio a produrre non utilizzando determinate sostanze, perchè nocive alla salute o all'ambiente, e poi permettono l'ingresso di prodotti che invece sono stati coltivati utilizzando proprio le stesse cose che da noi sono vietete perchè fanno male, ma in quel caso va tutto bene perchè si importa e non si può andare contro il commercio internazionale. Oltre a questo problema etico-salutistico c'è poi da aggiungere che a livello politico non interessa niente a nessuno del fatto di farci produrre in modo competitivo con gli altri, a loro basta imporre, poi fa niente se su questa linea le nostre aziende saranno destinate a chiudere e quindi ci mangeremo tutto quello che viene prodotto fuori, senza nessun controllo e garanzia. E' come volerci mandare in guerra dotati di forchetta e cucchiaino perchè, per noi, le armi sono vietate. Pretendendo il massimo da noi, di fatto favoriscono i prodotti più scadenti che arrivano dall'estero e che purtroppo ci fanno diretta concorrenza. I nostri prodotti hanno una maggiore qualità intrinseca, che merita di essere ripagata e non è giusto equiparare sullo stesso mercato i nostri prodotti e quelli esteri, anche perchè, se così non fosse, arriveremo al punto di doverci proprio fermare perchè produrre diventa sempre più anti economico. E la cosa mi darebbe anche parecchio fastidio perchè, oltre a tutti gli altri problemi su cui potremmo starci su parecchio a disquisisre, non mi sembra concepibile parlare di non produrre quando nel mondo c'è ancora gente che muore di fame. Eppure ci costringono ad arrivare a fare questi discorsi.
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Vecchio 09-11-08, 10: 17   #23 (permalink)
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(Già invece me la prenderei con quei consumatori che comprano il prosciutto cinese per spendere poco e poi però non rinunciano ad andare al ristorante una volta a settimana, a fare un viaggio costoso durante le ferie o ad avere una bmw nel box sotto casa pur non potendoselo permettere, ma questo è un altro discorso).
Qui ci sarebbe da discutere un bel pò...avete mai pensato a quanti soldi vanno bruciati ogni giorno con quei c..zo di cellulari, se si fa un giro per il centro di una qualsiasi città tutti stanno al telefono, purtroppo si vuole si vuole si vuole e si vuole ancora poi se busta non basta più si piagnucola.

Il discorso qualità ci viene imposto dall'alto tutti dobbiamo sottostare ad una serie di regolamenti che dovevano incrementare il valore aggiunto delle nostre produzioni ma che alla fine non ha fatto altro che caricare le aziende di burocrazia e di costi unitili. L'esempio lampante è quello dei grana tanto di DOP certificazioni, filiere controllate, tracciabilità, analisi su analisi e alla fine il formaggio non si vende, lo stesso discorso si potrebbe fare con il prosciutto, la frutta, il vino ecc....
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Vecchio 09-11-08, 11: 15   #24 (permalink)
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Effettivamente ci vorrebbe una discussione intitolata \\\"rapporto tra media ed agricoltura\\\".
Per caso qualcuno ha visto l'ultima puntata di Rosso Malpelo di Sortino (La7) sulla moria delle api ?
L'ho vista nel sito internet, MALPELO - LA MORIA DELLE API (Prima Parte - Terza Puntata) - La7.it Purtroppo la verità è quella che dicono nella puntata sulla moria delle api, ovvero, non conta la genuinità del prodotto ma come si presenta, e alla fine il produttore produce ciò che la gente compra. e se per fare frutta e ortaggi belli da vedersi bisogna usare prodotti che avranno effetti collaterali sugli insetti e le api non importa a nessuno, sopratutto a quelli che stanno in alto (industria/politica).
MA E' IL CONSUMATORE CHE APPROVA TUTTO CIO'
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Vecchio 09-11-08, 13: 15   #25 (permalink)
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tra le varie cose si ci mettono pure quelli che hanno pagato il grano a 35 a giugno e che fanno grano da seme e oggi vendono a 57 piu iva.
quelli che fanno concimi e poi il sottoscritto li analizza e non risultano mai i valori scritti....
quelli che fanno concimi e non tutti i "chicchi" hanno gli stessi valori dei titoli scritti....
quelli che permettono alle navi dal kuwait o non so dove di scaricare grano in puglia
quelli che permettono di far arrivare in sicilia al porto di catania navi dalla francia o da chissà dove...
nel frattempo nella mia zona:
commercianti leggono il giornale
agricoltori fanno lavori a cavolo perchè non possono spendere ciò che non hanno
molti non si son fatti pagare il grano e ora se lo vedono a ribbasso continuo anche se i future di chicago portano aumenti dopo metà dicembre(sarà vero?).....
C'e' chi mi parla di sfruttare nuove varietà, chi di cambiare concime (apposto del 18-46 in presemina), c'e' chi mi dice che un azienda bisogna fare tutto al top, se non ho i valori esatti io neanche scarico il mio grano per fare un buon pane......ma il prezzo dove sta?
cosa costa tutto sto bel lavoro?

e c'e' da dire che in questa guerra io faccio questo mestiere per passione , ma molti qui , al agricoltura, mi dispiace dirlo , ma non ci credono piu....
la prima colpa?
i prodotti che arrivano dal estero, come se qui mancasse qualcosa, questa è L'Italia, per i soldi ti sputano in faccia e ti fanno morir di fame.

Scusate ma quando ci vuole ci vuole.
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Vecchio 11-11-08, 07: 37   #26 (permalink)
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Sono andato a fare i conti all'agraria....ragazzi male, molto molto male

Piano d'azione: eliminare le concimazioni primaverili, dimezzare le concimazioni sul mais, dimezzare i diserbi e seminare più prati.
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Vecchio 11-11-08, 08: 40   #27 (permalink)
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Sono andato a fare i conti all'agraria....ragazzi male, molto molto male

Piano d'azione: eliminare le concimazioni primaverili, dimezzare le concimazioni sul mais, dimezzare i diserbi e seminare più prati.
sono pienamente d'accordo con te Giampi, infatti è incredibile non vedere più un prato....
Secondo me adesso che la tecnologia è arrivata così in alto e gli allevamenti hanno raggiunto grandi produzioni utilizzando molte materie prime con i relativi costi e impatti ambientali, mi sa che se si dovesse tornare ad allevare le vacche come si faceva una volta(non sono passati moltissimi anni) con i prati, sicuramente non si avranno i livelli di produzione attuali, ma si avrebbe un prodotto forse ancora migliore ma soprattutto minori costi negli allevamenti e sicuramente molti problemi di livello ambientale in meno.
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Vecchio 11-11-08, 16: 08   #28 (permalink)
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i prodotti che arrivano dal estero, come se qui mancasse qualcosa, questa è L'Italia, per i soldi ti sputano in faccia e ti fanno morir di fame.
.
Table 02 Wheat Area, Yield, and Production

Quant'è il fabbisogno italiano ?
In che misura è soddisfatto dalla produzione nazionale ?
Che potenzialità produttiva hanno buona parte delle regione, menzionate in tabella, se si producesse con tecniche moderne ?
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Vecchio 16-11-08, 15: 59   #29 (permalink)
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a parte tutto è una valle di lacrime sarebbe opporyuno per il reddito coltivare certe erbaccee come canapa coca ecc le vedo di un grande futuro...
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Vecchio 17-11-08, 21: 30   #30 (permalink)
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Mercoledì a Bologna ci sarà una manifestazione per cercare di farci sentire un po', visto che l'ultima novità è che lo stato non darà più nessun aiuto per le campagne assicurative, il che vuol dire che le nostre spese aumentano ulteriormente, in un periodo già nero e minato dall'incertezza. Io personalmente dovrei partecipare con l'unione di Vercelli, ma penso che più gente ci sia, meglio sarà. Anche perchè bisogna farci sentire, visto che questa novità delle assicurazioni è solo l'ultima di tutta una serie, e purtroppo mi testimonia il fatto che anche l'attuale governo è concentrato solo altrove e dell'agricoltura non importa a nessuno.
albe 86 non è in linea   Rispondi quotando
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borsa, listino, prezzi, prezzi prodotti agricoli, prodotti agricoli

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