| Benvenuti sul forum di Tractorum.it Il Forum dell'agromeccanica e agrotecnica Il luogo ideale per discutere, scambiare opinioni su ogni aspetto di agrotecnica e agromeccanica! | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| |||||||
| Registrazione | Mercatino - Annunci | Galleria | Galleria Video | FAQ | Lista utenti | Calendario | Cerca | Messaggi odierni | Segna i forum come letti |
![]() |
| | LinkBack | Strumenti della discussione | Modalità di visualizzazione |
| | #1 (permalink) | |||
| Utente Tractorum.it
| segnalare i furbetti Ultimamente e' venuto di moda il biologico nella coltivazione riso. Nella mia zona ci sono diversi agricoltori anche grossi (oltre i 300ha) che vendono riso biologico, ma non rispettano minimamente le regole dato che hanno campagne pulitissime utilizzando pesticidi proibiti anche per chi il bio non lo fa, figuriamoci per chi lo fa. Ovviamente la produzione bio dovrebbe essere inferiore perche il prodotto e' più naturale e meno curato con fertilizzanti e pesticidi. Questa minor produzione e' incentivata da un prezzo di circa 10€/quintale in più rispetto al normale. Ovviamente dovrebbero esserci dei controlli a campione su chi fa bio ma nessuno e' mai stato beccato. Non c'e' neanche da dire che chi fa la certificazione intasca la sua percentuale, cosi come chi deve fare i controlli Questi furbetti pero fanno riso come tutti gli altri (60/70 quintali per ha) e lo vendono a 10€ in più. Su lotti di 10'000 quintali si parla di 100'000€ puliti in più che questa gente mette in tasca tutti gli anni. E in certi casi si va ben oltre queste cifre. Ora mi chiedo, e' possibile fare qualcosa contro questo marciume? A chi ci si dovrebbe risolgere per far partire una bella serie di controlli da autorita' che non hanno interessi in ballo con questa bisca? Cosa si puo fare? In che stato ci siamo ridotti, che tristezza... | |||
| | |
Pubblicità | |
| | #3 (permalink) | |||||
| Utente Tractorum.it
| Il fatto è che, se non erro non sono un conoscitore del settore, il bio non è come la ex 20/78 con contirbuti statali e allora controlli statali, ma il biologico viene certificato da enti terzi che l'agricoltore paga di tasca propria...vorrei proprio vedere questi enti che vengono pagati dall'agricoltore se trovano qualche problema...perderebbero seduta stante il lavoro visto che ce ne sono molti altri...purtroppo è un circolo vizioso...
__________________ | |||||
| | |
| | #4 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| Quote:
GON, le certezze le ho perche conosco gli operai di quelle aziende e ingenuamente dicono cosa fanno. Fanno delle vaccate allucinanti (sotto indicazione dei loro titolari). Giusto per capirci di cosa stiamo parlando, Giordy che sei anche tu della mia zona, quelli fanno 1,5 hg/pm di Frontier su tutte le piane, che sono poi pulite come dei campi da biliardo. E anche se non conosci il regolamento del biologico, il Frontier e' un pesticida che e' stato proibito a tutti (a maggior ragione per chi fa bio) da qualche anno... | ||||
| | |
| | #6 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| Dal sito della Camera di Commercio di Milano: Quote:
| ||||
| | |
| | #8 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| Se vengono utilizzati principi attivi non ammessi nel biologico dovrebbe essere facile rintracciarli facendo analizzare le piante. E' il controllo che fanno anche a noi che non siamo in biologico, ma le analisi sulle pesche le fanno per verificare che non ci siano residui non ammessi. A tutela di tutti i coltivatori onesti e dei consumatori che pagano per il biologico è giusto impedire queste frodi. A chi conferiscono questo riso? Chi lo ritira non fa nessun controllo? A me sembra un po strano, secondo me prudenzialmente bisognerebbe prima analizzare le piante per essere sicuri che non siano solo chiacchiere, magari sentendo un'associazione dei consumatori e/o ambientalista, poi loro sicuramente sanno meglio come denunciare certe cose. | ||||
| | |
| | #10 (permalink) | ||||
| Utente Tractorum.it
| a questo punto io ti consiglierei di rivolgerti ad un'associazione dei consumatori, a loro suggerirei, se lo ritenessero utile, eventualmente di contattare le associazioni dei produttori (non esporti tu che non si sa mai, poni la condizione di rimanere anonimo) per portare avanti congiuntamente le analisi e gli esposti del caso. E tienici aggiornati su questa faccenda | ||||
| | |
![]() |
Pubblicità | |
| Strumenti della discussione | |
| Modalità di visualizzazione | |
| |