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Vecchio 01-10-11, 20: 49   #1 (permalink)
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Perdita olio sollevatore NH/Fiat 45-66

Nel nostro NH/FIAT 45-66S è comparsa una sensibile perdita di olio nel perno dov’è infilata la parallela del sollevatore, che poi è la barra di torsione per il controllo dello sforzo.
Ovvero qui (vedasi immagine)
A rigor di logica parrebbe aver ceduto una tenuta o paraolio, avvenuta proprio mentre usavo l’estirpatore; dovrebbe essere abbastanza facile effettuare la sostituzione, tuttavia se c’è qualcuno che ha già compiuto tale operazione, potrebbe darmi qualche dritta o se vi siano procedure particolari?
Grazie.
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Vecchio 11-11-11, 19: 24   #2 (permalink)
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Segue info paraolio sollevatore 45/66

Ovviamente la perdita era di quelle che rendeva improrogabile la sua sostituzione, in pratica si produceva, a trattore fermo e sollevatore senza carico, una goccia di olio ogni5 minuti e ancor più con sollevatore lavorante.
Per ragioni varie ho dovuto lavorare una decina di ore con la perdita e durante il fermo macchina ho posizionato un recipiente per il recupero olio, oltre che tenere sotto stretto controllo il livello olio del complessivo cambio-sollevatore.
A intuizione e dopo aver visionato (su trattore.it) la disposizione della meccanica relativa,


ho constatato che il posizionamento del paraolio e la sua sostituzione non prevedevano sostanziali difficoltà o attrezzi particolari; perciò ho ritenuto fattibile la sostituzione direttamente dal sottoscritto e che passerò ad illustrarvi allorché qualcuno di voi necessiti di tale operazione.
Innanzitutto conviene svuotare la trasmissione dall’olio lubrificante tramite i tappi appositi; personalmente ho preferito cogliere l’olio drenandolo dall’uscita della flangia asportata, tuttavia si rischia di creare spandimenti involontari e perciò premunirsi di capaci e larghi recipienti (il flusso olio in uscita risulta notevole).
Ovviamente si consiglia vivamente di pulire scrupolosamente la zona di operazione e badare che le scaglie di vernice che si staccano dai bulloni da svitare, non finiscano nei recipienti raccolta olio.
Per operare in libertà è indispensabile asportare i bracci paralleli sollevatore e i relativi tiranti verticali.
Ho proceduto svitando le due viti di fissaggio flangia e poi, con un martello di gomma, ho battuto in diverse posizioni per smuovere la flangia, successivamente (con tutte le precauzioni del caso), con un grosso cacciavite ho fatto leva per smuovere assialmente la flangia, che una volta sfilata ha lasciato defluire copiosamente l’olio contenuto nella scatola trasmissione.


La barra di torsione ( facente funzione di sensore dello sforzo controllato), che fa da fulcro porta parallele, rimarrà in sede, seppur libera di muoversi.
La flangia racchiude nel proprio interno il paraolio e lo speciale “cuscinetto sferico” di guida della barra di torsione, che in pratica è una “noce” del tutto simile a quelle dei bracci sollevatore, ma molto più precisa (marchiata SKF) e che va estratta per accedere al famoso paraolio vero e proprio.


Il cuscinetto è montato a lieve interferenza e per estrarlo bisogna prima togliere l’anello seager che lo trattiene in sede, nel mio caso non c’è un seager vero e proprio, ma solo un anello elastico senza nessun tipo di presa e che per poterlo scalzare ho dovuto usare un cacciavite ben affilato e un po’ di perizia battendo leggermente con martelletto per poterlo scavare dalla sede.
Per estrarre il cuscinetto ho posizionato la flangia sulla morsa a cavallo delle ganasce, ho girato la noce in modo da accludere il foro, e poi, tramite un cavicchio di legno ho battuto col martello, dapprima in modo lieve, poi aumentando di forza fino ad ottenere una graduale espulsione( e sufficiente battere moderatamente).


Espulso i cuscinetto è bastato fare leva con un cacciavite per estrarre il paraolio usurato; questo elemento di tenuta è particolare e non si trova presso le normali rivendite di oleodinamica ma è un ricambio specifico che ho comprato presso la rete ufficiale, alla Pegaso di Ferrara (conce NH) al prezzo di euro 9,75 al pezzo (ne ho comprati 2).
Parlando con l’addetto alla vendita, mio ha spiegato che se sulla barra di torsione si notassero delle scanalature, ovvero una pista di usura nella zona di lavoro del paraolio, è bene cambiare anche la barra stessa (circa 90 euro scontata e ivata ) poiché, altrimenti, il paraolio durerebbe poco e la sostituzione inutile.
Nel mio caso la superficie di lavoro della barra si mostrava perfettamente levigata al tatto, senza usure apparenti.
Da notare che il paraolio nuovo (originale NH) è di differente fattura e colore rispetto all’originale, in quanto di tipo modificato e che presenta un diametro interno di 1,5 mm inferiore rispetto la barra sua cui andrà calzato.


L’inserimento di quest’ultimo all’interno della flangia è stato decisamente difficile e delicato, poiché l’interferenza con la sede è elevata; per agire correttamente ho predisposto un cilindro di legno di diametro adeguato e inserito il tutto nella morsa, che ha garantito la perpendicolarità del pressaggio del paraolio all’interno della sua sede (battere col martello era facile “intraversarlo”).
A ciò è seguita l’inserzione del cuscinetto e la verifica del sottile o-ring di gomma della tenuta esterna flangia.
Rimontare la flangia e chiudere il tutto non è stato facile, il diametro minore del paraolio oppone resistenza e la barra tende a spostarsi assialmente verso l’esterno dell’altra parte; perciò ho dovuto approntare uno distanziale di legno e posizionarlo nel lato opposto tra la barra e il riduttore ruota in modo da impedirne lo spostamento assiale.
Ho poi “forzato” la messa in sede della flangia battendo col martello di gomma e poi interponendo un tubo di ferro di diametro adatto per posizionarla definitivamente, a seguito ho messo i bulloni di fissaggio e, infine, le parallele con relativa tiranteria.
Attenzione nel collocare la bussola che fa da spessore per la tipologia di lavoro nell’uso con lo sforzo controllato, da posizionare simmetricamente a quella della parte opposta.
Infine ho rimesso il lubrificante nella trasmissione usando un imbuto a rete finissima, che mi ha reso l’operazione malto lenta, ma ha salvaguardato dall’introduzione involontaria di particelle indesiderate.
Ad oggi, dopo circa 40 giorni dalla riparazione la tenuta appare perfetta.
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Ultima modifica di Tiziano : 11-11-11 a 19: 25.
Tiziano non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 02-02-12, 12: 11   #3 (permalink)
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bella spiegazione!
michele 780 non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 02-02-12, 20: 37   #4 (permalink)
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Complimenti Tiziano ottimo lavoro
A quante ore sei col 45/66?
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fa-baldo non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 02-02-12, 22: 48   #5 (permalink)
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Consegnato in gennaio del 1997, ora ha 4700 ore; è questo:
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