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  1. #3061
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    Quote Originariamente inviato da ALAN.F Visualizza il messaggio
    Beh adesso si compra seme e urea....se hai compensazioneè periodo giusto per stangare.
    Ne ha venduto intendevo ai molini cmq

    Mosconi avra' a mente i casi umbri.. Non c'e' molino non coperto dal psr.. Tutti nuovi de pacca, e agroambiente e biologico bandi chiusi per mancanza di fondi e quelli in essere in arretrato da due anni

    Terra di trasformatori di grano estero coi soldi del psr e aziende agrarie pubbliche (enti morali fondazioni etc) dati in mano ai soliti ignoti..

    W la politica locale

    Tra un po' rimpiangeremo la mezzadria
    Ultima modifica di FIAT100C; 12-10-18 a 06: 26

  2. #3062
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    Quote Originariamente inviato da casemx240magnum Visualizza il messaggio
    x questo è il sistema x far fallire definitivamente le aziende agrarie...
    noi facciamo i produttori e vogliamo un prezzo giusto....giustamente chi trasforma avrà anche esso il suo guadagno
    punto
    tutto il resto è fumo negli occhi x i soliti chiacchieroni.........tutta fuffa come al solito......
    5000 ettari un pastificio......da me sorgerebbero 100 pastifici con i soldi a fondo de chi???????????????
    ma andiamo proprio scemi non siamo
    imho
    Beh no questo non è vero. Il grosso del guadagno lo hai con le lavorazioni e la vendita di farine e semole. Il punto è che diventa una guerra con l'industriale. Nel vero senso della parola. Come minimo non devi più vendere un chicco di grano e lo devi trasformare tu. Quindi hai che l'industriale del posto non ha più grano locale e ti porta il grano estero che comunque lo paga una miseria. Lui avendo capitali esorbitanti riesce a vendere quasi senza profitto ma tu se hai mutuo etc etc ed in più la coltivazione a quanto puoi vendere? Perchè altrimenti dovresti fare semole , farine, e poi pane e pasta e biscotti e poi venderli. Ma a che prezzi? Perchè se tu proponi una semola ad un pastificio a 30 vai tranquillo che l'industriale la porta a 20 . E non è detto che sia più scadente. Questa scelta "inustriale" la avrebbero dovuta fare i nostri genitori come minimo ma 50 anni fa l'industriale non era avido come oggi e ti lasciava campare. L'idea non è male ma la dimensione deve essere moolto più piccola se si vuole parlare di libera associazione altrimenti serve un vero progetto industriale completo però non solo molino e pastificio. E noi purtroppo industriali non lo siamo nè abbiamo gli agganci per poterlo fare.

  3. #3063
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    Finché vedrò tutti gli anni dei trattori nuovi da 400cv / 500cv vuol dire che l'agricoltura non è in crisi. Probabilmente è un passaggio fisiologico obbligato di restrizione del numero di aziende agricole. Cm ho sempre detto, tutti noi piccoli spariremo nel giro di pochi decenni x via dei prezzi da noi non più sostenibili. Quante industrie sono rimaste a conduzione familiare?? Loro hanno già superato questo processo, noi ci siamo appena entrati, l'agricoltura arriva sempre dopo nelle fasi economiche. È solo questione di tempo, credo sia inevitabile.

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  4. #3064
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    Quote Originariamente inviato da Gianni il Folle Visualizza il messaggio
    Finché vedrò tutti gli anni dei trattori nuovi da 400cv / 500cv vuol dire che l'agricoltura non è in crisi. Probabilmente è un passaggio fisiologico obbligato di restrizione del numero di aziende agricole. Cm ho sempre detto, tutti noi piccoli spariremo nel giro di pochi decenni x via dei prezzi da noi non più sostenibili. Quante industrie sono rimaste a conduzione familiare?? Loro hanno già superato questo processo, noi ci siamo appena entrati, l'agricoltura arriva sempre dopo nelle fasi economiche. È solo questione di tempo, credo sia inevitabile.

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    Quanti ne vedi poi alle aste fallimentari? Se mi vieni a dire che i piccolo agricoltore sparirà ok anche perchè non ci sono eredi però non è questo il nocciolo della questione perchè alla fine non è che se uno smette di coltivare i terreni finiscono in mano ad altri. Il problema è che alla fine tutti i governi puntano al made in italy come fonte di reddito però fanno i conti in tasca prima ancora che ce li facciamo noi. E noi il nostro prodotto non lo vendiamo come made in italy

  5. #3065
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    Quote Originariamente inviato da superbilly1973 Visualizza il messaggio
    Quanti ne vedi poi alle aste fallimentari? Se mi vieni a dire che i piccolo agricoltore sparirà ok anche perchè non ci sono eredi però non è questo il nocciolo della questione perchè alla fine non è che se uno smette di coltivare i terreni finiscono in mano ad altri. Il problema è che alla fine tutti i governi puntano al made in italy come fonte di reddito però fanno i conti in tasca prima ancora che ce li facciamo noi. E noi il nostro prodotto non lo vendiamo come made in italy
    Non ho le cifre billy, ma fidati che ormai tutte le grosse aziende che hanno la possibilità di acquistare queste macchine sono state scemate negli anni, ormai sono rimaste solo le più solide e sono molto meno esposte rispetto alle piccole aziende. Io vedo che pur lavorando ininterrottamente il reddito cala inesorabilmente mentre i grossi terzisti che hanno investito anche nel terreno proprio e le grosse aziende riescono ancora ad investire in innovazione ed aumentare il gap, avendo alla lunga ulteriori benefici in abbattimento dei costi ed attrezzature sempre più funzionali. Cosa che noi ci sogniamo, se va bene a fine anno siamo ancora salvi, in caso contrario....puff
    Quanta gente vedo che possedeva 30 o 40 ettari e decide di smettere andando a lavorare x una delle aziende più grandi di zona, dandole a volte in affitto la terra....
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  6. #3066
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    forze a molti non è chiaro che x fare impresa ci vuole PROGRAMMAZIONE.......
    qui invece siamo più o meno tra il gioco del lotto e il tiro dei dadi......

  7. #3067
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    Quante industrie sono rimaste a conduzione familiare??
    non riesco a capire la domanda, credi che veramente esista ancora il concetto di famiglia 7/8 persone in cui tutti ci si aiutava per mandare avanti l'azienda agricola? è un punto fondamentale questo, perchè se oggi le grandi aziende di produzione/distribuzione spadroneggiano è grazie al fatto che non esiste più l'autoproduzione alimentare..

  8. #3068
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    Non ho le cifre billy, ma fidati che ormai tutte le grosse aziende che hanno la possibilità di acquistare queste macchine sono state scemate negli anni, ormai sono rimaste solo le più solide e sono molto meno esposte rispetto alle piccole aziende. Io vedo che pur lavorando ininterrottamente il reddito cala inesorabilmente mentre i grossi terzisti che hanno investito anche nel terreno proprio e le grosse aziende riescono ancora ad investire in innovazione ed aumentare il gap, avendo alla lunga ulteriori benefici in abbattimento dei costi ed attrezzature sempre più funzionali. Cosa che noi ci sogniamo, se va bene a fine anno siamo ancora salvi, in caso contrario....puff
    Quanta gente vedo che possedeva 30 o 40 ettari e decide di smettere andando a lavorare x una delle aziende più grandi di zona, dandole a volte in affitto la terra....
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    Sta iniziando a succedere anche qua con più o meno stesse dinamiche! La "colpa" secondo me è della globalizzazione fatta con regole in favore delle grosse aziende e i grossi riescono a fare quel che vogliono della nostra agricoltura frazionata. Le soluzioni per la nostra agricoltura? Boh, forse essere più uniti per cercare di valorizzare meglio il made in Italy....ma in agricoltura forse siamo ancora troppo lontani dal riuscire a far unione
    , ,
    l tempo è la moneta della tua vita. E’ l’unica che possiedi e che puoi decidere come spendere. Stai attento non permettere ad altri di usarla al tuo posto
    (Carl Sandburg)

  9. #3069
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    Quote Originariamente inviato da Argilloso Visualizza il messaggio
    non riesco a capire la domanda, credi che veramente esista ancora il concetto di famiglia 7/8 persone in cui tutti ci si aiutava per mandare avanti l'azienda agricola? è un punto fondamentale questo, perchè se oggi le grandi aziende di produzione/distribuzione spadroneggiano è grazie al fatto che non esiste più l'autoproduzione alimentare..
    Secondo me più che altro perchè le aziende a conduzione familiare riescono a gestire meglio il lavoro dividendosi un pò i compiti, chi la parte burocratica, chi i lavoro dei campi, chi la commercializzazione e chi la manuntenzione sei mezzi....
    l tempo è la moneta della tua vita. E’ l’unica che possiedi e che puoi decidere come spendere. Stai attento non permettere ad altri di usarla al tuo posto
    (Carl Sandburg)

  10. #3070
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    Sta iniziando a succedere anche qua con più o meno stesse dinamiche! La "colpa" secondo me è della globalizzazione fatta con regole in favore delle grosse aziende e i grossi riescono a fare quel che vogliono della nostra agricoltura frazionata. Le soluzioni per la nostra agricoltura? Boh, forse essere più uniti per cercare di valorizzare meglio il made in Italy....ma in agricoltura forse siamo ancora troppo lontani dal riuscire a far unione
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    Non è solo il discorso dell'unione. E' che alla fine il made in italy è solo per l'estero. Qua si va nei discount che della produzione italiana non frega nulla. Conta solo il prezzo e fanno quello che vogliono anche solo per un millesimo di euro. E' un'idea che è entrta persino nel pubblico che razionalizzano l'istruzione raggruppando gli alunni, la sanità chiudendo i piccoli ospedali o la giustizia accorpando i tribunali. Così loro possono mettere un milione di euro in più di risparmio nel DEF. Cioè la grande distribuzione non ci pensa neanche a fare contratti con associazioni di produttori medio-piccole. E ormai sono spariti anche i supermercati a conduzione familiare

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