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Discussione: Biogas senza incentivi

  1. #51
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    Allora la cosa diventa sospetta, qui dovrebbero intervenire e fare analisi approfondite perchè si rischia di rovinare il terreno!

  2. #52
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    Allora la cosa diventa sospetta, qui dovrebbero intervenire e fare analisi approfondite perchè si rischia di rovinare il terreno!
    non a caso era stato chiuso per un periodo l'impianto c era pure l ordinanza del comune di smaltimento e messa in sicurezza

  3. #53
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    non a caso era stato chiuso per un periodo l'impianto c era pure l ordinanza del comune di smaltimento e messa in sicurezza
    Devono essere contenti quelli che hanno affittato il terreno. Si ritrovano con un terreno rovinato e non più capace di produrre.

  4. #54
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    Devono essere contenti quelli che hanno affittato il terreno. Si ritrovano con un terreno rovinato e non più capace di produrre.
    non so se non sara' piu capace di produrre ma bisogna sempre controllare e se pagano fior di quattrini per accaparrarsi i terreni ci sara' qualche cosa sotto,non ho mai trovato nessuno che regala soldi per strada .In effetti se ne vedono un po' di tutti i colori,bisognerebbe avere il campione carrobotte o spargiletame di cio che viene versato nei nostri terreni perche' l'uomo pur di lucrare ci scarica di tutto avvelenandoci noi stessi.Il biogas l'ho sempre detto puo' essere una soluzione per i liquami per accrescere un reddito aziendale pero' i permessi le concessioni vanno verificate e rilasciate in base alle potenzialita' attuali aziendali come scarico non che si debba acquistare materiale a costi esagerati di gasolio per produrre energia pulita (che poi tanto pulita non e')o ci si immette nelle vasche sottoprodotti/scarti previo lauti compensi alla fine pericolosi per l'uomo e la natura.

  5. #55
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    articolo morto interessante!

    Biogas dai reflui: il micro impianto Jolly Cow “copia” le mucche






    • Il primo impianto è stato installato in un’azienda agricola in provincia di Udine. Permette una resa fino a due volte superiore rispetto ai tradizionali digestori



    (Rinnovabili.it) – Nasce dal genio di due start up italiane il più piccolo biodigestore multifase mai realizzato al mondo. Un impianto di dimensioni micro rispetto a suoi “colleghi”, in grado però di produrre biogas dai reflui zootecnici con una resa “maxi”. A creare Jolly Cow, questo il nome del digestore anaerobico, sono state NRE Research e POOPY3ENERGY, due giovani aziende insediate rispettivamente in AREA Science Park e nel BIC FVG di Trieste. La collaborazione ha portato alla creazione di un impianto ad alta efficienza e allo stesso tempo low cost. Il segreto è nel processo biologico sfruttato per ottenere biogas dai reflui: il sistema mima letteralmente l’apparato digerente dei bovininel quale – spiega AREA Science Park – i villi intestinali rendono disponibile una grandissima superficie di scambio, consentendo di digerire giornalmente una quantità eccezionale di alimenti”.
    Nello stesso modo, un letto fisso di batteri anaerobici, ossia in grado di lavorare senza bisogno dell’ossigeno, riproduce quell’estensione superficiale di cui ha bisogno il processo digestivo. I rifiuti organici sono così lavorati ed assorbiti producendo in cambio una biomassa completamente digestata e igienizzata. Il carbonio presente nel prodotto finale, che contiene la maggior parte dell’energia del substrato, viene reso disponibile attraverso un processo di ossidazione anaerobica.
    >>Leggi anche: Biogas, entro il 2030 fino 8,5mld di m3 per l’Italia<<

    La resa, spiegano i progettisti, arriva a essere fino due volte superiore rispetto quella dei tradizionali; questo permette di utilizzare per il suo funzionamento il 5% dell’energia prodotta. “Altra caratteristica interessante è che l’intero sistema, costruito in azienda, viene successivamente spedito ed assemblato con pochi interventi di posizionamento e connessione, facilitando le operazioni di installazione che richiedono pochi giorni”, si legge nella nota stampa. Inoltre, grazie al sistema di omogeneizzazione, il liquame digerito attraverso il processo di mineralizzazione, oltre ad eliminare gli odori, si riduce in volume, diventando compost. “Per l’allevatore, una minor quantità di residui da smaltire rispetto ad altri processi di degradazione”. Il primo Jolly Cow prodotto commercialmente è stato istallato nell’Azienda Agricola Michele Pecile di Mereto di Tomba (UD).

    link : http://www.rinnovabili.it/energia/bi...-biodigestore/

  6. #56
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    • Biogas: il primo impianto bi-stadio in Europa è italiano








    • Il sistema divide la digestione anaerobica in due fasi permettendo così di aumentare la produttività del processo e riducendo nel contempo i tempi di lavoro




    Taglio del nastro per primo impianto bi-stadio di digestione anaerobica

    (Rinnovabili.it) – L’Italia è il secondo mercato europeo per il biogas. Una medaglia d’argento, quella ottenuta, che va spartita non solo tra le tante aziende produttrici ma anche tra le diverse sperimentazioni tecnologiche di questi ultimi anni. Una di queste è quella che ha dato vita a il primo impianto bi-stadio in Europa per la produzione di biometano e idrogeno.
    La struttura è stata realizzata a Soliera, in provincia di Modena, dalla start up Biogas Italia. La giovane società ha ottenuto la licenza per impiegare il brevetto depositato da ENEA e da CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) su un nuovo procedimento di digestione della biomassa.
    Il sistema in questione divide la digestione anaerobica in due fasi permettendo così di aumentare la produttività del processo, riducendo nel contempo i tempi di lavoro. Nel dettaglio, si ha un primo stadiodurante il quale il substrato organico viene idrolizzato e in cui avviene contemporaneamente la fase acida rilasciando idrogeno, e un secondo stadio dove si verifica la fase metanigena, con la produzione del metano.A questo punto, l’idrogeno può essere utilizzato in loco in impianti a fuel cell, venduto o usato per incrementare il tenore in metano del biogas, facilitandone il successivo processo di upgrading.
    I risultati in termini di output sono quelli che più convincono L’innovativa tecnologia l’impianto bi-stadio di digestione anaerobica è caratterizzato da una resa del 20 per cento superiore ai biodigestori tradizionali. E grazie ai tempi ridotti di digestione della biomassa, i costi di realizzazione sono più contenuti. Inoltre questo sistema permette di impiegare, senza i problemi di stabilità biologica, biomasse a elevato contenuto di zucchero come il siero di latte, la scotta, la sansa di olive o il pastazzo di agrumi.
    «Ancora una volta – dichiara Piero Gattoni, presidente del CIB – Consorzio Italiano Biogas – il settore del biogas/biometano si dimostra in grado di trainare l’innovazione tecnologica, stimolando la ricerca di nuove soluzioni e favorendo l’instaurarsi di collaborazioni proficue tra soggetti pubblici e privati. Il biogas/biometano italiano è 100% Made in Italy perché nasce dai sottoprodotti dell’agricoltura e della zootecnia italiana: è programmabile, flessibile e capace di valorizzare il settore primario. Col giusto supporto del legislatore – conclude il pres. Gattoni – il comparto potrà offrire un contributo importante allo sviluppo del Paese».

    Link http://www.rinnovabili.it/energia/bi...nto-bi-stadio/

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