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Discussione: Biogas senza incentivi

  1. #71
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    Erg - Falck Renewable - Iniziative Bresciane - Utilities sector - Rinnovabili: decreto sui nuovi incentivi 2018-2020. Consentiti ulteriori 6300 MW di capacità. Positivo per Erg, Fkr, Inbre e Alerion

    13/03/2018 11:40 EQ
    A sostegno della nostra view positiva sul settore delle rinnovabili, il governo ha anticipato la prima bozza del nuovo decreto sugli incentivi per il periodo 2018-2020. Indicati nella bozza:
    - Meccanismi simili al sistema già in vigore con `registri` per gli impianti sotto 1 MW e procedure ad aste competitive al ribasso per gli impianti di taglia superiore
    - Su impianti >1 mw prevista incentivazione per 4800 MW di Eolico e Solare; 245mw per Idroelettrico e Biogas; 490 MW per rifacimenti di impianti esistenti
    - Su impianti <1 mw prevista incentivazione per 580 MW di eolico e solare; 140 MW di idroelettrico e biogas e 70 MW per i rifacimenti di impianti esistenti
    - Sull`eolico e solare previste tariffe a partire da 70 €MWh con aste al ribasso (ultime aste aggiudicate a 66 €/MWh per il wind)
    - Sull`idroelettrico previsti incentivi a registro tra 90 e 110 €/MWh
    - Prevista la formulazione dei criteri per creare una piattaforma di negoziazione energia di lungo termine (PPA)
    Notizia positiva per il settore e prima risposta regolatoria agli obblighi comunitari di formazione di un framework entro il giugno 2019. Si da quindi visibilità alla crescita renewables in Italia per i prossimi 2 anni e sia avvia finalmente la possibilità di chiudere contratti di vendita energia di lungo termine (PPA) su una piattaforma dedicata. Ulteriori indicazioni sono attese per il periodo post 2020.
    Ribadiamo view positiva sul segmento, si aprono potenzialità di investimento aggiuntivo per i titoli del settore che dovrà raddoppiare le sue dimensioni nei prossimi 10 anni.
    Notizia positiva in particolare per Erg (ERG.MI) , FALCK RENEWABLES, INBRE ed ALERION.


    Titoli correlati a questa news: FALCK RENEWABLES FKR.MI (News, Quotazione), ERG ERG.MI (News, Quotazione), INBRE IB.MI (News, Quotazione),






    Vediamo quando esce il definitivo

  2. #72
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    http://www.repubblica.it/economia/20...C6-P11-S3.2-T1

    Snam punta dritto sul biometano

    Nell'aggiornamento del piano industriale al 2021 la società prevede un aumento della produzione, forte anche di 4,7 miliardi di incentivi al settore di parte di Bruxelles
    dal nostro inviato LUCA PAGNI


    14 Marzo 2018


    19

















    LONDRA - All'apparenza, potrebbe sembrare che ormai basti piazzare il suffisso bio davanti a qualsiasi parola per creare un business. Nel caso del biometano, però, i soldi ci sono veramente: almeno 4,7 miliardi di incentivi da parte di Bruxelles per il 2018, per favorire la crescita di un settore, in cui si incrociano più interessi industriali. Quello della filiera agricola, innanzitutto, con migliaia di imprese che sono riuscite a sopravvivere al calo dei prezzi delle derrate realizzando impianti per la conversione degli scarti in biogas, per poi allacciarsi alla rete nazionale.

    Ma anche quello di utility come Snam: nella revisione del piano industriale al 2021 appena presentato a Londra, la società controllata da Cassa Depositi Prestiti ha molto insistito su questo punto. In particolare, il biometano può diventare una risorsa per il nostro paese per due motivi: può supplire al calo della produzione di gas naturale dai giacimenti presenti sul nostro paese (a causa delle riserve che vengono meno, ma soprattutto per il calo degli investimenti nella ricerca di idrocarburi), dall'altra parte può contribuire allo sviluppo del mercato della distrubuzione di gas per autotrazione.

    Secondo i dati forniti da Snam a Londra "l'attuale produzione nazionale di biometano è gia equivalente a quanto necessario per ricavare circa 3 miliardi di metri cubi all'anno". Non è poco, se si considera che negli anni pre-crisi, il fabbisogno nazionale di gas è arrivato fino agli 80 miliardi di metri cubi all'anno e ora si aggira attorno ai 65 miliardi. La produzione viene vista in crescita, tenendo conto che a tutt'oggi Snam - che gestisce la rete nazionale di distribuzione - ha già ricevuto 500 domande di allacciamenti da parte di imprese agricole che immettono nei gasdotti la loro produzione di biometano. Tra l'altro, il governo ha provveduto a tutelare la filiera, approvando regole che comportano incontri bilaterali con gli altri paesi. In pratica, le importazioni da altri paesi saranno consentite solo in condizioni di reciprocità: per ogni quantitativo importato, un uguale quantitativo dovra' attraversare il confine in uscita.

    Un business - come si vede - che non è peculiare del nostro paese, ma su cui sta investendo tutta la filiera agricola dell'Unione Europea. Secondo un recente studio di Ecofys, società di consulenza del settore energia, nel continente c'è un potenziale di 122 miliardi di metri cubi all'anno di biometano (ma anche di idrogeno rinnovabile) che potrebbe contribuire non solo alla decarbonizzazione dell'Europa, ma anche a far risparmiare fino a 140 miliardi di euro da qui al 2025.
    Si fa presto a capire il perché: con la chiusura dei primi impianti nucleari e l'uscita di scena delle centrali a carbone, la Ue avrà bisogno nei prossimi anni di maggiori quantità di gas per la produzione di energia, visto che i grandi giacimenti nel Mare del Nord sono in via di esaurimento. In realtà, ne ha già bisogno, visto che dal 2014 il fabbisogno del'Europa è cresciuto del 30 per cento.

    Se questo è il quadro generale del biometano, Snam non vuole solo essere un veicolo per la sua diffusione attraverso la rete, ma ha deciso di entrare direttamente nel business: anche il gruppo guidato da Marco Alverà diventerà produttore di biometano, sia acquistando società che già se ne occupano, sia costruendo impianti "greenfield". Confermando che la società non vuole solo essere un gestore di gasdotti ma anche un soggetto che riesce a determinare le politiche energetiche, in Italia come un Europa.


  3. #73
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    Il matrimonio italiano tra biogas e agricoltura sostenibile

    (Rinnovabili.it) – Oggi è possibile rendere l’agricoltura sostenibile e il biogas due elementi co-dipendenti l’uno dall’altro. Come? Attraverso il concetto di biogasdoneright o “biogas fatto bene”. L’idea è quella di assegnare un ruolo primario alla digestione anaerobica all’interno delle attività delle aziende agricole e trasformare quest’ultime da produttori di emissioni climalteranti ad armi climatiche proattive. E come dimostrano le realtà associate al Consorzio Italiano Biogas (CIB), i benefici ottenibili vanno oltre la mera riduzione delle emissioni. Il consorzio promuove ormai da anni il Biogasfattobene® come modello sostenibile e concreto per la produzione di alimenti, foraggi ed energia: un “tutto compreso” che permette di ottenere vantaggi anche in termini di resa produttiva, con risparmi su acqua, carburanti e fertilizzanti.



    E il sistema oggi fa scuola anche in Germania, uno dei più grandi mercati al mondo per il biogas assieme a Italia e Cina. Oggi, in occasione del simposio internazionale “Soil organic matter management in agriculture Assessing the potential of the 4per1000 initiative” sulla gestione della sostanza organica nei suoli agricoli, a Braunschweig, il CIB ha presentato il caso della società agricola Palazzetto di Grumello Cremonese (CR). La storia “energetica” della Palazzetto inizia nel 2009 con l’introduzione dei doppi raccolti, l’installazione di un biodigestore e il conseguente utilizzo del digestato con fertilizzante naturale. In questi anni l’azienda ha sensibilmente aumentato la produzione di mais da foraggio, che è passato dalle 65 tonnellate per ettaro di solo mais a oltre 100 tonnellate per ettaro in doppio raccolto, arrivando a coprire più del 70 per cento degli oltre 250 ettari di terreno per tutto l’anno. “I doppi raccolti, non sottraggono spazio al food indipendentemente dalla loro tipologia e dal loro contenuto amidaceo, – spiega Piero Gattoni, presidente CIB – poiché si tratta di raccolti aggiuntivi che permettono di accrescere le produzioni agrarie in modo sostenibile per rispondere ai nuovi mercati della bioeconomia”.



    >>Leggi anche Biogas: il primo impianto bi-stadio in Europa è italiano<<



    Impiegare il digestato contribuisce a sostenere lo svuluppo di un agricoltura sostenibile migliorando la fertilità del suolo: si favorisce lo stoccaggio del carbonio organico mentre si taglia l’apporto di chimica nei campi (antiparassitari e diserbanti). Per la Palazzetto è stato rilevato un incremento del carbonio organico nel suolo compreso tra 0,5 e 1 tonnellata per ettaro, pari a 4 tonnellate di emissioni di CO2 evitate. Queste pratiche, unite a tecniche di agricoltura di precisione e semina su sodo o con minima lavorazione, hanno comportato un aumento del 49% della resa produttiva per ettaro, permettendo di ridurre del 16 per cento i consumi di carburante per le macchine agricole e del 20 per cento l’acqua per l’irrigazione.

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