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  1. #21
    Utente Tractorum.it L'avatar di dino62
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    Ma roba da mati... Io qualche anno fa ero intenzionato a mettere su un impianto fotovoltaico da 30kw. Ma eravamo in una fase in cui gli incentivi erano già piuttosto bassi. Ricordo che in un anno il guadagno era striminzito a 2-3000€/anno. Con il senno di poi sono fortunato che sia andato a monte tutto il progetto.

    Altra domanda. un mio cliente ha fatto partire quest'anno un cogeneratore a cippato caldaia-vapore-turbina a vapore. Se non ricordo male la potenza elettrica generata è di 200kw. Il calore lo usa per riscaldare il suo ristorante di discrete dimensioni. Il cippato deve comprarlo tutto e ne consuma mi pare uno o due bilici al giorno. (Dino62 sa di chi parlo)
    Secondo voi un impianto del genere installato nel 2017 è remunerativo?
    Ieri sera ero lì a mangiare,l'impianto lo visto un paio di mesi fa,inoltre ha il fotovoltaico nel terreno dietro,100 ql al giorno di cippato consuma.

  2. #22
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    Ma roba da mati... Io qualche anno fa ero intenzionato a mettere su un impianto fotovoltaico da 30kw. Ma eravamo in una fase in cui gli incentivi erano già piuttosto bassi. Ricordo che in un anno il guadagno era striminzito a 2-3000€/anno. Con il senno di poi sono fortunato che sia andato a monte tutto il progetto.

    Altra domanda. un mio cliente ha fatto partire quest'anno un cogeneratore a cippato caldaia-vapore-turbina a vapore. Se non ricordo male la potenza elettrica generata è di 200kw. Il calore lo usa per riscaldare il suo ristorante di discrete dimensioni. Il cippato deve comprarlo tutto e ne consuma mi pare uno o due bilici al giorno. (Dino62 sa di chi parlo)
    Secondo voi un impianto del genere installato nel 2017 è remunerativo?
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    Ieri sera ero lì a mangiare,l'impianto lo visto un paio di mesi fa,inoltre ha il fotovoltaico nel terreno dietro,100 ql al giorno di cippato consuma.
    dipende sempre da come si impostano le operazioni...ormai i tempi del fotovoltaico a terra per vendere la corrente in toto, o dei motori a olio vegetale senza utilizzo del termico son finiti, però gli impianti si fanno cmq, con le accortezze del caso è su business plan fatti su misura...
    Ad esempio se non fosse per i problemi riguardanti le procedure del cpi, noi a lavoro avremmo fatto due anni fa ( quindi senza incentivi) un 300 kw sul tetto, i più ottimisti ci davano rientro in 7 anni, altri in 9, cmq sarebbe un ottima operazione...ma noi di corrente ne consumiamo una barca, e lavorando su due turni sarebbe stato altissimo l autoconsumo, praticamente 5 gg su 7
    Il mio vicino l ha fatto quest'anno non avendo problemi ne finanziari ne burocratici, anzi con le celle frigo che consumano sempre e presumo sfruttando il super ammortamento del 140%

    Due bilici al gg mi sembrano eccessivi, anche perché dovrebbe avere uno stoccaggio da almeno 10 15 bilici per tamponare le emergenze.. 100q gg mi sembra già più giusto...sarebbero tre bilici scarsi a settimana con una scorta Max di 4 5...il termico penso lo abbia messo per recuperare qualcosa e soprattutto per farsi fare meno storie sulla pratica di autorizzazione...

  3. #23
    Utente Tractorum.it L'avatar di Edo
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    Ieri sera ero lì a mangiare,l'impianto lo visto un paio di mesi fa,inoltre ha il fotovoltaico nel terreno dietro,100 ql al giorno di cippato consuma.
    il cippato costa dai 3.5 ai 5 euro q.le consegnato a casa col bilico.

  4. #24
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    Via libera dall’Europa al decreto biometano

    La Commissione europea approva il DM italiano per l’utilizzo del biometano e dei biofuel avanzati. Vestager: “Un passo avanti per le rinnovabili europee
    Dopo quasi 2 anni finisce l’attesa sul decreto biometano

    (Rinnovabili.it) – Via libera al decreto biometano (DM Biometano). Per la Commissione europea il provvedimento è perfettamente in linea con la normativa comunitaria sugli aiuti di stato e può dunque entrare in vigore, una volta firmato dai ministri competenti. Ad annunciarlo è Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la concorrenza, che definisce il nuovo decreto “un altro passo verso un maggiore uso delle energie rinnovabili in Europa”. Si tratta di un momento a lungo atteso dal comparto energetico italiano: annunciato fin dal 2016, l’atto è l’ultimo tassello legislativo necessario a liberare il mercato nazionale dei biocombustibili avanzati.Più specificatamente, quello che gli operatori hanno ribattezzato come “decreto biometano bis” definisce il quadro regolatorio in cui inserire il nuovo sistema d’incentivazione per questi prodotti energetici, definiti di II e II generazione perché non legati alla produzione su terreni agricoli. “Il regime – commenta Vestager- incoraggerà la produzione e il consumo di biocarburanti avanzati in Italia, limitando al contempo distorsioni della concorrenza”.

    Nel dettaglio, il sistema incentivante ha un bilancio indicativo di 4,7 miliardi di euro e si applica a tutti nuovi impianti per la produzione di biometano e bicarburanti ottenuti da rifiuti, residui agricoli e alghe, e a quelli esistenti riconverti, che entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2022. I produttori di biofuel riceveranno un premio che permetterà loro di compensare i maggiori costi di produzione e competere con i combustibili fossili nel settore dei trasporti. Il livello dell’incentivo sarà aggiornato ogni anno in base ai costi di produzione per garantire che non vi siano compensazioni eccessive. Lo schema impone comunque un limite massimo di producibilità, complessivamente incentivata, di 1,1 miliardi di metri cubi all’anno. Raggiunto tale tetto potranno beneficiare dei sussidi unicamente le strutture che avranno presentato richiesta di qualifica e che siano entrate in esercizio entro i 12 mesi successivi.

    Per il biometano immesso nella rete del gas naturale e utilizzato per i trasporti, l’incentivo ha una durata di venti anni ed è emesso sotto forma di certificati di immissione in consumo (CIC) di biocarburanti. Il ritiro di quello “avanzato” verrà effettuato a un prezzo pari a quello medio ponderato con le quantità, registrato al Punto di Scambio Virtuale (PSV) nel mese di cessione, che il GME rende disponibile sul suo sito internet, ridotto del 5%. Per quello senza destinazione specifica di uso è prevista invece l’emissione di Garanzie d’Origine (GO) e l’istituzione presso il GSE di un “Registro nazionale” delle garanzie. “Il regime – spiega ancora l’esecutivo europeo – incoraggerà gli agricoltori a produrre biometano e biocarburanti da stallatico e da altri residui derivanti dalle attività agricole e ad avvalersene per alimentare macchinari agricoli e veicoli” e “sarà finanziato dai commercianti al dettaglio di carburanti per trasporto”.
    La notizia è accolta con soddisfazione dal Consorzio Italiano Biogas che attraverso le parole del suo presidente, Piero Gattoni, fa sapere che “si tratta di un momento di svolta dopo una lunga battaglia che ci ha visti impegnati in una vasta campagna di sensibilizzazione sulle caratteristiche di qualità e di sostenibilità del biometano agricolo italiano[…] Ci auguriamo ora che il decreto venga firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel più breve tempo possibile”.

    Link. http://www.rinnovabili.it/econormati...eto-biometano/


  5. #25
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    "La Cometa Bianca di Akagi"
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  6. #26
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    per gli impianti di taglia grande puo' essere un'opportunità
    ma l'upgrade non è banale nè come costi nè tecnicamente
    devi consegnare davvero puro per non rischiare danni alle infrastrutture

    si addice bene soprattutto alla frazione organica dei rifiuti, per dimensione economica

  7. #27
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    • Il biometano e la rete: cosa sta succedendo in Italia?








    • Dal convegno del GSE, la Snam aggiorna i dati degli allacciamenti agli impianti di biometano: 20 in fase di realizzazione e oltre 600 contatti preliminari


      Focus sul biometano tra aspettative e possibilità

      (Rinnovabili.it) – Il parere positivo concesso dalla Commissione europea, lo scorso marzo, al decreto biometano dell’Italia ha spalancato le porte a un mercato energetico in fermento. La filiera del biogas italiano aspettava da tempo la conclusione dell’iter normativo, arrivata quest’anno nel migliore dei modi: il nuovo provvedimento stanzia 4,7 miliardi di euro di incentivi a supporto del settore dal 2018 al 2022.Il GSE, in collaborazione con le Istituzioni che hanno portato all’emanazione del decreto, ha organizzato la scorsa settimana un incontro dedicato a tutti gli stakeholder per indagare le prospettive e le opportunità di sviluppo legate l’attuazione della norma. Una di queste opportunità è quella riferita da Massimo Ricci, Direttore responsabile della Direzione Mercati elettricità e gas ad ARERA, che associa il biocarburante al settore dell’energy storage.Spesso si ragiona in termini di stoccaggio guardando allo stoccaggio elettrochimico e a pompaggio, che hanno un rapporto tra potenza ed energia […] tale per cui possono ‘spostare energia’ da quest’ora all’ora dopo, da questo giorno a quello dopo, da questa settimana a quella dopo. In un sistema integrato con fonti rinnovabili come il fotovoltaico si richiede anche di spostare energia tra l’estate e l’inverno”, ovvero di avere energia disponibile anche quando certe fonti ci sono. E in questo contesto, spiega Ricci il gas, ma soprattutto il biometano, in termini di stoccaggio dell’energia del sole, vanta “uno spazio d’accumulo molto inferiore rispetto alle altre tecnologie”. Sul fronte ARERA, Ricci ha anticipato la pubblicazione, nelle prossime settimane, di una nuova consultazione sull’integrazione fisica della qualità del gas.
      >>Leggi anche Il biometano “made in Italy” può ridurre la dipendenza dal gas estero<<

      Uno dei dati più interessanti emersi dal convegno riguarda l’evoluzione della rete nazionale, in termini di allacciamenti ai nuovi impianti produttivi. Come spiegato Gianluca Zonta, vice presidente commerciale senior alla Snam, la principale utility regolata del gas in Europa, negli ultimi 12 mesi il biometano sta diventando una presenza costante nelle offerte di allacciamento della società ai produttori che ne fanno richiesta. “Sta diventando un elemento sempre più consolidato”, afferma Zonta. Un dato che va a braccetto con quello del metano per autotrazione CNG, “confermato anche da come il mercato sta rispondendo a questo tipo di opportunità”.
      Da un punto di vista prettamente geografico il settore appare essere più avanti l’Italia settentrionale. Ad oggi la Snam registra 20 offerte accettate, ossia allacciamenti in corso di realizzazione agli impianti di produzione che nei prossimi mesi entreranno in esercizio. Si trovano per lo più nel Nord (14 delle 20), 3 nel Lazio e i rimanenti nel Sud. Nel complesso tuttavia vi sono ben 600 contatti preliminari e 200 richieste di allacciamento formalizzate. “Abbiamo un impianto già in esercizio da circa un anno a Montello, in provincia di Bergamo e sono previste quattro nuove entrate in esercizio nei prossimi mesi”, aggiunge Zonta. “Questa è la fotografia più aggiornata per quanto riguardi gli allacciamenti di biometano”.

      clicca sul link originale per il video http://www.rinnovabili.it/mobilita/b...allacciamenti/







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