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  1. #341
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    Anche le azioni finche' non vendi realizzano solo un loss/gain teorico ma questo non vieta a chi investe di valutare anche il rendimento teorico.
    Attento, la campagna e la finanza non sono una comunanza... si potrebbe cadere nella nota differenza tra la teoria e la pratica. (nella barzelletta in teoria il tizio aveva 2 miliardi in casa, in pratica 2 prostitute...)

  2. #342
    Utente Tractorum.it
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    Comunque il fenomeno nordest non è nato 10 anno fa col Prosecco. I diritti di reimpianto dalla Sicilia, dalla Toscana, dall'Umbria, dal Lazio, dalla Puglia...arrivavano più di 15 anni fa. Ciò vuol dire che già allora il valore aggiunto dei vigneti delle nostre zone era più elevato di altre, altrimenti sarebbero rimasti in loco. Si acquistavano per piantare lo sconosciuto (allora ma in parte anche adesso) Pinot Grigio. Inoltre si è sempre investito in tecnologie e macchine come da poche parti al mondo, tant'è che, già più di 5 anni fa ed ora a maggior ragione, era difficile trovare, al mondo, una zona viticola così moderna ed organizzata su una tale superficie. Il Prosecco è un picco di questa lunga storia. Oltre a quello, però, negli ultimi anni altre zone si sono sviluppate (penso all'Amarone e, se non erro, al Soave, per non parlare dell'Alto Adige) e altre avrebbero le potenzialità per svilupparsi e diventare dei riferimenti assoluti (penso al Collio friulano, purtroppo adagiato sui suoi allori). Il Prosecco non è piovuto dal cielo per grazia ricevuta, è stato un progetto nato in una terra che aveva già un fertile substrato coltivato parecchi anni prima e che continua a svilupparsi, visto che, nei discorsi con i colleghi si affronta sempre la tematica del "come differenziare, cosa fare di nuovo". E le alternative non mancano, se penso alla Ribolla Gialla Friulana e alle varietà resistenti, che, 5 ettari qua e 5 là, stanno prendendo piede, penso al Prosecco Colfondo, ad altri vini bianchi di relativo valore in campagna ma di gran pregio in bottiglia che potrebbero essere utili per far conoscere una zona e far diventare il nome di quella zona essa stessa un brand. 20 anni fa le Grave friulane producevano bianchi buoni per ubriacare i ragazzini. Oggi il livello è cresciuto esponenzialmente, tanto per citare una zona che conosco. E nonostante tutto, sembra che, finito il Prosecco (che non finirà, ne sono abbastanza sicura), non resti nulla. Questa percezione, tra l'altro, credo sia una peculiarità italiana,,visto che all'estero siamo famosi non solo per il Prosecco, che comunque si è ritagliato un ruolo importante.

    Quote Originariamente inviato da BIANCO86VE Visualizza il messaggio
    L'unico problema che secondo me avrà il sistema prosecco sarà dato dal fatto che, paradossalmente alla luce anche delle ultime restrizioni sul trasferimento autorizzazioni, mancherà prodotto (uva) appunto per impossibilità di realizzare nuovi impianti. Il consorzio doc prosecco si guarda bene dall'esplorare nuovi mercati (vedi ad esempio cina e Russia) a causa della mancanza di prodotto tale da garantire una fornitura continuativa. Parliamoci chiaro il sistema com'è adesso non funziona,ed anzi sta impedendo ad aziende valide che avrebbero tutte le caratteristiche per "spiccare il volo", di farlo.
    Che io sappia, non sono da sottovalutare la Scandinavia, per restare in Europa e il sud est asiatico.
    Ultima modifica di Toso; 12-01-18 a 20: 06

  3. #343
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    In poche parole..." dobbiamo morire" !!!!!!.....mo uscirà fuori ....ma tiriamola sta linea sul po e stscvhiamo sta zavvora del sud che vive alle spalle del nord...

  4. #344
    Utente Tractorum.it L'avatar di BIANCO86VE
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    Scusa ma allora non vuoi proprio capire. Alefriuli mi sembra abbia fatto un ottima analisi della situazione nord-est a cui da risposta a molte domande che sono uscite dalle pagine precedenti. Cosa c'entrano sti discorsi pseudopolitici di staccare l'Italia ecc. Allora mi viene da pensare che uno dei problemi principali del centro sud Italia (la scarsa aggregazione dei produttori ) sia imputabile a una scarsa volontà da parte di voi produttori stessi. Perché diciamocelo sinceramente l'atteggiamento che scaturisce dai tuoi commenti non ha niente di costruttivo.

  5. #345
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    I diritti di reimpianto dalla Sicilia, dalla Toscana, dall'Umbria, dal Lazio, dalla Puglia...arrivavano più di 15 anni fa. .
    Anche da 20 anni.....
    Ed oltre al prosecco, ricordiamoci anche la Franciacorta, dove hanno saputo sfruttare un territorio vocato e valorizzare al meglio le loro bollicine.... (lo scorso anno alcune cantine sono arrivati a pagare l'uva 3.00 €/kg).

  6. #346
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    Quote Originariamente inviato da SAN64 Visualizza il messaggio
    In poche parole..." dobbiamo morire" !!!!!!.....mo uscirà fuori ....ma tiriamola sta linea sul po e stscvhiamo sta zavvora del sud che vive alle spalle del nord...
    Forse mi sono spiegato male, ma non intendevo dire ciò. Ad ogni modo, se vi staccaste da noi,secondo i tuoi ragionamenti avreste solo che da guadagnarci. Nessuno verrebbe più a portarvi via le autorizzazioni. Da quel che ho capito, semmai siamo noi la vostra zavorra che vi impedisce di svilupparvi. Io ho cercato di descrivere (per sommi capi e magari con qualche inesattezza) una situazione. Se la tua reazione a tutto ciò è quella di piangerti addosso drammatizzandola....auguri!

    Quote Originariamente inviato da BIANCO86VE Visualizza il messaggio
    Scusa ma allora non vuoi proprio capire. Alefriuli mi sembra abbia fatto un ottima analisi della situazione nord-est a cui da risposta a molte domande che sono uscite dalle pagine precedenti. Cosa c'entrano sti discorsi pseudopolitici di staccare l'Italia ecc. Allora mi viene da pensare che uno dei problemi principali del centro sud Italia (la scarsa aggregazione dei produttori ) sia imputabile a una scarsa volontà da parte di voi produttori stessi. Perché diciamocelo sinceramente l'atteggiamento che scaturisce dai tuoi commenti non ha niente di costruttivo.
    Aspettiamo CBO prima di definirla "ottima"..
    Scherzi a parte, è una mia personale visione. Ridurre tutto ad uno spumantino da 4 soldi magicamente ipervalutato è un concetto che non rende giustizia a tutto il gran lavoro che si è fatto.
    Ultima modifica di Toso; 12-01-18 a 20: 03

  7. #347
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    E' un mondo difficile e chi non si adegua e' destinato ad estinguersi. San ha le sue ragioni e noi le nostre. Ci stiamo accapigliando solo perche' nel 2012/13 chi paghiamo profumatamente per legiferare ha voluto fare economia di penna e non se l'e' sentita di aggiungere due righette che sono il contenuto del provvedimento che sta tenendo molti colleghi svegli in questo inizio anno. Due righette che avrebbero tagliato le gambe ad un vuoto normativo che si conosceva avrebbe portato all'attuale situazione.

    Un noto politico sosteneva che un popolo ha il governo che merita. In tutta sincerita' e con tutti i difetti che ho non credo di meritarmi un governo che non puo' non sapere ma interviene ex post per risolvere un problema.

    Torniamo al vero tema del thread. C'e' qualcuno che vende il proprio vigneto? L'offerta vale anche per San ovviamente. All'estirpo ci pensiamo noi

    Buon w.e. colleghi

    aboliamo l'alcol test dal 15 agosto al 15 gennaio

  8. #348
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    Vedi dopo tutto oltre che stafottente sei anche sfacciato...almeno lasciami l'estirpo

  9. #349
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    Tanto per dire della situazione paradossale creata dai nostri amici a Roma: un conoscente che ha una grossa azienda cerealicola, un paio d'anni fa s'ingolosisce del businness dei vigneti e decide, essendo relativamente giovane, di buttarsi in questa avventura. Dopo avert partecipato a due bandi ed aver ottenuto pochissimi ettari (comunque tanta roba, trattandosi di autorizzazioni..) decide di procurarsi, col famoso metodo, circa 10Ha di autorizzazioni. Oggi lo incontro e mi dice che sta riflettendo sul fatto di piantarle oppure....rimetterle sul mercato! Sulle prime son rimasto un pò così, lui era tra il serio e il faceto. Però, a ben vedere, in 3 mesi guadagnerebbe almeno almeno il 25% secco (ma si potrebbe arrivare al 35-40%)! Uno giustamente ci pensa...E se arriva quello che glieli dà, secondo me farebbero anche l'affare (lui sicuramente). Questa storia, per me, rappresenta il compendio di tutte le storture createsi dal momento in cui son state istituite le autorizzazioni. E intanto in alcune zone viticole vocate non sanno dove andare a raccimolare qualche ettaro per piantare. Pensatela come volete, ma, anche secondo me, i problemi sono a Roma.
    Ultima modifica di alefriuli; 12-01-18 a 23: 16

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