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  1. #11
    Utente Tractorum.it L'avatar di diego furii
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  2. #12
    Utente Tractorum.it L'avatar di diego furii
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    Qui da me c' era un terzista ( e c'è ancora ) che nei primi 70 portava a spasso un ad 10 fiat con l' aratro su un vecchio carrellone a culla ( quelli che ci sale di lato )
    tirato da un 75 LEONE
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  3. #13
    FONDATORE L'avatar di Filippo B
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    Il 4 agosto 1962 Same depositò, presso l'ufficio Brevetti, i progetti per un nuovo tipo di motori con architettura dei cilindri a V. La motivazione riportata fu "sistema di bielle per motori endotermici a V a quattro tempi".
    Si trattava, appunto, di un nuovo tipo di motore con i cilindri non piu disposti in linea ma a V. La particolarita' maggiore pero', peraltro vera motivazione del brevetto, era il sistema di bielle: queste ultime erano chiaramente una per ogni cilindro, ma sull'albero a gomiti vi era un manovellismo ogni due cilindri; questo era possibile in quanto le bielle erano accoppiate tra loro. Nel caso di un motore a 4 cilindri, in sintesi, vi erano 4 bielle ma due soli manovellismi sull'albero.

    I motori a V Same vennero utilizzati in ambito agricolo per la prima volta sui trattori 450V e SamettoV, macchine facente parte della serie "Automazione" (ecco la discussione ) . Le due macchine menzionate, dotate di motore a V,arrivarono sul mercato intorno al 1964.

    Verso la seconda meta' degli anni 60, Same inizia a sviluppare un trattore completamente nuovo. Parliamo del Same Centauro.Non si trattava di un evoluzione dei precedenti trattori, ma un vero e proprio trattore inedito. Nuova carrozzeria, nuova trasmissione, nuova Sac, nuovo motore.






    I primi esemplari di Centauro pare risalgono alla seconda metà del 1965. Con l'occasione fu presentata tutta una serie di macchine nuove (alcune contemporaneamente al lancio del Centauro, altre si aggiunsero successivamente), ma per buona parte di queste si trattava di migliorie ad una meccanica gia' esistente. Ad esempio, l'Atlanta aveva una catena cinematica ripresa da quella del Puledro e motore derivato dal 450V, l'Italia utilizzava un propulsore derivato dal SamettoV ,cosi pure la trasmissione era anch'essa derivata dai modelli precedenti. Addirittura l'Ariete era in pratica un "restiling" del precedente 480 Ariete "Automazione".
    Il Centauro invece era un progetto completamente nuovo. Progetto che trovera' continuita' solo sul fratello maggiore del Centauro, ossia il Leone (arrivato qualche tempo dopo, e presentato ufficialmente in Italia alla Fiera di Verona del 1967, assieme alla nuova versione dell'Atlanta, il 45).
    In pratica, la "famiglia V" è cosi composta:

    • SamettoV (restiling del precedente SamettoV "Automazione");
    • Italia (evoluto poi in Italia 35);
    • Atlanta (evoluto poi in Atlanta45);
    • Centauro (evoluto poi in Centauro 60&65);
    • Leone (evoluto poi in Leone75);
    • Ariete (dapprima rimase in commercio il "vecchio" 480Ariete, successivamente venne ristilizzato con la nuova carrozzeria "spigolosa", comunque sempre con motore in linea);
    • Samecar V (il celebre mezzo multiuso).
    Vi sono poi altri modelli, quali ad esempio il Samecar Elefante, che pero' non erano destinati ad uso agricolo, oppure macchine che rimasero a livello prototipale, quale il Dinosauro; si trattava di un trattore di 160cv dotato di un poderoso motore V8. Altra macchina prodotta in pochissimi esemplari fu il BuffaloV6.
    Alcuni dei trattori sopra elencati furono messi in commercio quasi contemporaneamente al Centauro (per SamettoV, Italia e Atlanta la presentazione pare sia stata qualche mese prima del Centauro, tanto che i primissimi esemplari avevano ancora la meccanica grigia in loco del nuovo blu) altre si aggiunsero col tempo, ma comunque tutte erano accomunate (escludendo l'Ariete) dall'architettura dei motori a V. Architettura che trovera' la sua massima espressione con il 1158V, il motore ad otto cilindri a V utilizzato nei gia citati Dinosauro e Samecar Elefante.
    La genesi dei trattori Same con motore a V si estendera' fino alla prima meta' degli anni 70, ma gia con l'avvento del Minitauro50 nel 1969 inizierà lo sviluppo di una nuova famiglia di propulsori , con disposizione dei cilindri in linea,che via via sostituiranno i precedenti motori a V e che porteranno Same fino agli anni 80 inoltrati.


    Per quanto riguarda la "genesi" dei motori Same a V, proviamo a fare un riassunto delle principali evoluzioni in materia:
    • 1962 Same brevetta il sistema a bielle "accoppiate" (ne riparleremo piu avanti)
    • 1964 presentazione dei modd. SamettoV e 450V, rispettivamente dotati dei motori 952V e 954V, entrambi con bielle accoppiate.
    • 1965 arrivano i primi V con "cofano squadrato" , Italia, nuovo SamettoV e Atlanta. Strettamente derivati dai modelli precedenti ma con nuova carrozzeria.
    • 1965 seconda metà: prime comparizioni del nuovissimo Centauro, macchina rivoluzionaria per l'epoca. Dotato dello stesso motore del 450V e Atlanta
    • 1966 alla fiera di Verona viene "ufficialmente" presentata la nuova Gamma. Il Centauro dovrebbe subire una modifica, venendo dotato della versione con bielle divise (sigla 037)
    • 1967 viene presentato il Leone, motore a V 1004 (alesaggio maggiorato) e meccanica direttamente derivata dal progetto Centauro. Al contempo nuovo Atlanta45, sparisce il motore bielle accoppiate e viene montata la versione a bielle divise
    in maniera molto sintetica possiamo dire che le versioni e le varianti tecniche sono molte, anche l'apertura delle bancate puo' variare in base alle versioni (vi erano versioni con apertura a 40° e altre con apertura a 60°). Molte di queste versioni vennero utilizzate anche per impieghi industriali. Le stesse caratteristiche tecniche riconosciute nel brevetto menzionato, non rimasero immutate nel tempo, ma vi furono altre tipologie di bielle e manovellismi. Peraltro va precisato che gran parte dei motori Same a V costruiti non era piu dotato dei menzionati manovellismi uniti (riconducibili alla prima parte della produzione), ma dei piu classici manovellismi divisi (la stessa tipologia presente in qualunque motore con disposizione in linea, per capirci).
    Torneremo nell'argomento a seguire, nella speranza di ricevere il sempre graditissimo aiuto dell'Amico Tiziano, grazie al quale in passato ho scoperto molte cose che non sapevo proprio in merito alla Storia e alle vicende dei trattori Same dotati di motore con disposizione a V.







    Tornando al Centauro 55: il motore era come detto, con architettura a V. Abbiamo notizie circa il fatto che i primi Centauro usciti da Treviglio fossero dotati del propulsore "a bielle accoppiate" (lo stesso, come detto in precedenza, utilizzato sul Same 450V), ma che evidentemente tale variante ebbe vita relativamente breve, in quanto debutto' una nuova versione del motore 954V con albero a gomiti e bielle tradizionali; quindi di fatto venne mantenuta la particolare architettura (disposizione a V dei cilindri), ma non le particolari bielle accoppiate e il particolare albero motore con un manovellismo ogni due cilindri.

    Con il tempo, anche gli altri modelli di trattori Same dotati di propulsore a bielle accoppiate verranno aggiornati con la variante a bielle divise. Ad esempio l'Atlanta (coevo del Centauro), dopo circa 3000 esemplari prodotti con il primo motore, verra' aggiornato con la versione a 4 manovellismi.
    Il motore del Centauro è siglato 954V, come detto ad architettura a V (40°)e la "seconda versione" portava un ulteriore codifica (021) per distinguerlo dal 954V a bielle accoppiate.
    La sigla 954, come da tradizione Same, indica alesaggio 95mm (la corsa è la classica 120) e 4 cilindri. Cilindrata totale 3400 cm3. Potenza dichiarata SAE 55cv a 2000 giri. Chiaramente, come tutti i trattori Same, il raffreddamento era ad aria forzata.
    Per il successivo modello 60 la potenza lievito' al pari della nomenclatura, mentre nel 65 venne impiegato il motore in versione 1004V con canna maggiorata a 100 in loco dei 95mm della versione 954.
    Questo propulsore è lo stesso che venne impiegato fin da subito sul fratello maggiore del Centauro, ossia il Leone.
    La pompa di iniezione su questi motori era la classica in linea, ne furono pero' utilizzate sia Bosch, sia Disa, a seconda della fornitura e del periodo di costruzione. Abbiamo inoltre notizie di esemplari anche con pompa iniezione Spica.

    Oltre al motore, il Centauro introduceva tutta una serie di novità anche nel resto della meccanica (ed alcune di queste caratteristiche lo rendevano praticamente unico nel panorama trattoristico del tempo).
    Partiamo dalla DT: il 23 marzo del 1965 Same deposita un brevetto per un particolare tipo di Doppia trazione. Nella descrizione del brevetto stesso si evince che le motivazioni dello stesso sono date dalla trasmissione del moto all'assale anteriore del tipo coassiale all'asse di oscillazione del ponte stesso. Tradotto, significa che l'albero che porta il moto alla coppia conica, non ha alcun giunto cardanico (come invece avevano tutte le doppie trazioni fino ad allora utilizzate in ambito agricolo) ed è direttamente callettato a valle dell'uscita dal cambio e a monte del pignone della coppia conica stessa. L'albero inoltre non è telescopico, per evidenti motivi. Questo porta dei grandi vantaggi anzitutto sulla compattezza della meccanica che beneficia di ampia luce da terra e alla semplicità del tutto. Il brevetto inoltre menziona anche altri sistemi, che però non mi risulta siano stati poi utilizzati.
    Altra cosa sempre inerente questo sistema, era il moto dato all'albero da una cascata di ingranaggi direttamente nel cambio e non più da un secondo pignone sulla coppia conica (tipico di altre soluzioni).
    Questo brevetto ha avuto ampio successo però grazie ad un altro colpo di genio della Dirigenza Same di allora; l'utilizzo di riduttori epicicloidali ai mozzi anteriori.
    Perche?
    Utilizzare una riduzione finale ai mozzi, permette di avere un regime di giri di tutta la catena cinematica della dt molto più elevato in quanto, appunto, poi a ridurli ci pensano i riduttori; aumentando i giri si possono ridurre in maniera esponenziale i dimensionamenti ed i diametri dei congegni in atto, e questo porta ad una decisa e drastica riduzione dei dimensionamenti; basti vedere la coppia conica, che in questo nuovo e eccezionale ponte anteriore risulta avere una cassa molto più compatta ed è anche per questo che è stato poi possibile utilizzare il brevetto menzionato poco sopra; oltre a vantaggi di riduzione di masse dinamiche ed ingombri, vi sono poi vantaggi evidenti fin da subito per l'utilizzatore; la doppia trazione così dotata risulta molto più fluida nel funzionamento, e non si assiste più a quell'odioso slittamento "a strattoni" tipico invece delle DT prive di riduzione finale. Gli stress meccanici diminuiscono, aumentando teoricamente l'affidabilità del treno anteriore. Inoltre il tilt del ponte anteriore conosce angoli di inclinazione fino ad allora sconosciuti, proprio per via dell'albero di trasmissione laterale oppure se centrale limitato dalle dimensioni della cassa della coppia conica. E questo come ben sappiamo è un grande vantaggio su terreni accidentati o difficili ma non solo; basti pensare che molti Same antecedenti al Centauro (per rimanere in casa Same, ma si potrebbero citare molte altre macchine di altri Costruttori) avevano evidenti difficoltà a tenere entrambe le ruote anteriori appoggiate al terreno durante la risalita dal solco di aratura (ovviamente parliamo di arature con profondità di almeno 40cm).

    Questo ponte anteriore farà scuola negli anni seguenti a praticamente tutti i Costruttori, il brevetto riguardava solo il moto coassiale e quindi, anche e soprattutto su macchine italiane, si assistette ad un ricorso sempre maggiore della riduzione finale (fiat 1968, gli altri a seguire), mentre per quanto riguarda la trasmissione in casa Fiat, per citare un esempio, la si potè utilizzare proprio a ridosso della scadenza del brevetto stesso, con i fiat 780 ed 880.


    Anche il resto della meccanica aveva varie migliorìe o novità: rimanendo nella zona trasmissione, il cambio di marcia è un 8 marce avanti e 4 retromarce, su due gamme piu gamma dedicata alle retro; per la categoria di appartenenza del Centauro, questo frazionamento era una novità; la riduzione finale delle ruote posteriori diventa a cascata, ma non la classica con riduttori finali a ridosso delle ruote (e che nei modelli antecendenti aveva costituito uno dei talloni di Achille) bensì con riduttori a ridosso della cassa del cambio e che poi danno il moto alle ruote con dei robusti semiassi. I freni a nastro sono integrati nelle riduzioni, grazie a dei tamburi callettati. Questo tipo di riduzione supera gli svantaggi dei riduttori finali a cascata di tipo classico (sollecitazioni, specie con pesanti carichi sul sollevatore) ed al contempo volta pagina con la riduzione finale pre-differenziale, utilizzata sugli Automazione di fascia alta (anche questo tipo di riduzione diede qualche grattacapo, con autentici sbriciolamenti del differenziale in alcuni esemplari).





    Capitolo sollevatore: la SAC viene ulteriormente migliorata prevedendo uno sviluppo verticale della stessa e non più orizzontale come i precedenti modelli; ne giova la capacità di sollevamento e in generale gli ingombri specie per il posto di guida. Le stegole ed il rilievo dello sforzo hanno conformazione di tipo "classico" e non più con fulcro anteriore ai semiassi posteriori con parallele sagomate, tipiche invece dei precedenti modelli.



    In sintesi, come detto, il Centauro è in tutto e per tutto un nuovo progetto su tutti i fronti e che chiude drasticamente con le macchine Same del passato.
    Trattore che rimarrà "figlio unico" fino all'avvento del Leone, come detto Trattore strettamente derivato dal Centauro stesso, ma con dimensionamenti e potenza maggiori.


    Il Centauro nasce come "55", con le caratteristiche già citate; nel 1968 viene evoluto in "Centauro 60" con un aumento di potenza di circa 5 cv ma mantenendo lo stesso motore del modello precedente, mentre nel 1971 debutta il Centauro 65, per il quale il Costruttore utilizza il motore 1004V, lo stesso del Leone.
    La produzione cessa circa a metà anni 70, già in piena era motori serie L.

    A seguire parleremo degli altri V, ed inoltre come detto vedremo di snocciolare un po' le differenze tecniche tra le varie versioni di questi curiosi e "coraggiosi" (a livello progettuale) motori.
    non contattatemi per copie di manuali, ho venduto la mia collezione

  4. #14
    FONDATORE L'avatar di Filippo B
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    Quando ho un po' di tempo porto avanti questo argomento, nel frattempo segnalo foto di un bell'esemplare di Leone 70, notare prego il doppio scarico verticale (fantastico).




    Non fate caso ai fari, il cofano non è il suo. Se non ricordo male infatti, assieme ad Angelillo avevamo verificato trattarsi proprio del 70, il quale ovviamente non ha mai avuto i fari inglobati sulla mascherina.


    Vediamo inoltre se riesco ad attirare le attenzioni dell'Amico Tiziano :



    Ultima modifica di Filippo B; 07-10-10 a 23: 47
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  5. #15
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    Se non fosse che mi sembra di abitare in Cambogia (qui non c'è l' adsl !!) e che la chiavetta internet va a seconda come gli girano i bit, avrei già messo una bella foto di un leone a doppio scarico in esercizi di fresatura.
    Personalmente maldigerisco assai tale soluzione degli scarichi, è sin troppo facile farli, fanno molta scena ma non lasciano alcuna soluzione ai flussi gassosi di collaborare; molto meglio quelli "sinuosi" originali sottocarro a connubio, per non parlare di quelli con motore a bielle affiancate con gli scarichi che circumnavigano attorno al motore.
    Il Buffalo 6V, eh!, che dire, se non fosse per la bandella laterale presa in prestito da un Taurus (o simile) sarebbe perfetto. A quando un video per sentirlo in moto?.
    Il mondo è mezzo da vendere e mezzo da comperare

  6. #16
    Utente Tractorum.it L'avatar di Ross
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    Leone 70 "bimarmitta" in aratura

    Giuseppe

  7. #17
    Utente Tractorum.it L'avatar di Tiziano
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    Bello il bi-scarico qui sopra, ora allego una immagine d'epoca (fine anni 60) quando con rimorchi gemellati ex autocarro, si andava allo zuccherificio con le bietole, magari caricate ancora manualmente con il forcone.
    Il mondo è mezzo da vendere e mezzo da comperare

  8. #18
    Utente Tractorum.it
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    Ciao Ragazzi,
    il mio centauro ha sul blocco motore scritto DM954 (954 è la circonferenza del pistone e 4 cilindri ma il DM che indica? la matricola 1250 è la prima serie vero?
    Grazie

  9. #19
    Utente Tractorum.it
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    io possiedo un same leone da 48 anni è una bomba

  10. #20
    Utente Tractorum.it L'avatar di DL30
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    Quote Originariamente inviato da fiat1380 Visualizza il messaggio
    io possiedo un same leone da 48 anni è una bomba
    impossibile.......il Same Leone viene prodotto a partire dal 1967.......

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