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Vecchio 18-05-09, 12: 34   #1 (permalink)
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Le tecnologie avveniristiche...del passato

"" ...Si ritiene che in Italia in un domani se non prossimo, per lo meno non molto remoto si debbano sviluppare anche per l'agricoltura meccanizata gli automatismi, la tecnica dell'azione a distanza, ed il comando multiplo di più macchine motrici ed operatrici...""

Chi 42 anni fa, sulla stampa di settore, avesse letto questo articolo, chissà cosa deve aver pensato !
Ad oggi non dev'essere comunque minore, lo stupore di fronte alle "vecchie" tecnologie del passato, che con il corso degli anni sono sparite o evolute in sistemi irriconoscibili guardando quelli odierni.

Tornando al nostro articolo di apertura a questa nuova discussione, avrete capito che si parla di guida automatica dei trattori in epoca pre-gps, pre-elettronica.
Peccato per la qualità delle foto, ma è stata una coincidenza, un ritrovamento fortuito e avevo solo il cellulare.
Leggendo l'articolo sopraccitato (Il trattorista n°12, anno 1967), così viene descritto:

""...I singoli comandi della trattrice (frizione, frizioni di sterzo, cambio ecc) venivano azionati da martinetti a richiamo a molla, azionati a loro volta da apposito gruppo programmatore (a nastro magnetico, schede perforate). La direzione di marcia veniva garantita da un giroscopio di derivazione aeronautica...""
""...Nelle esperienze eseguite a Fano nel giugno 1960, tale trattrice autoprogrammata potè eseguire senza alcun comando, bensì in base alla programmazione prestabilita, le seguenti evoluzioni:
- avviamento motore trattrice
- due giri attorno all'appezzamento rettangolare, perciò otto virate ad angolo retto
- arresto del motore...""


Coetanee erano anche altre realizzazioni, che miravano soprattutto alla guida parallela automatica, con intervento dell'operatore per le manovre a fine campo.

- Telecomando o radiocomando. Gran Bretagna, USA, Italia.
- Comando automatico della sola sterzatura. USA, Gran Bretagna. La macchina seguiva mediante opportuni tastatori un filo "traccia" appeso o steso al suolo, in grado di inviare segnali elettrici per il controllo dello sterzo.
- Comando automatico per la sola aratura. URSS. Tastatori meccanici entro solco per guida parallela, all'operatore presente solo in cappezzagna era affidato il compito di effettuare la manovra. Si racconta di prove effettuate nelle vaste pianure russe di 6 trattori gestiti da 2 soli operatori.
- Automazione di tutti i comandi della trattrice. Italia. Si tratta del modello in foto.

________________________________

Ed ora sotto con le domande: chi lo conosceva ? chi l'ha visto ? chi ha idea di come, indicativamente, funzioni ? c'erano altre soluzioni simili ?
La discussione ovviamente è aperta anche a tutte le altre tecnologie avveniristiche del passato.

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Vecchio 18-05-09, 14: 17   #2 (permalink)
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Molto interessante, mi piacerebbe proprio capire come era realizzata la parte elettromeccanica di comando, visto che ho spesso a che fare con automazioni industriali odierne. Sembra che ci siano solo relè e contatti azionati da tamburi a camme, mentre le leve del trattore (sarà con frizioni di sterzo, mi pare che i Rossi utilizzassero il brevetto OTO) avranno motori passo-passo (sempre che esistessero già) e attuatori elettromagnetici per i piccoli comandi.

PS: ma quello è il paradiso terrestre... vedo dei pavesi p4, R25 dt, mietitrebbie, meravigliose trebbie...

Ultima modifica di Carraro turbo : 18-05-09 a 16: 32.
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Vecchio 18-05-09, 17: 09   #3 (permalink)
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Il trattore è appunto un Rossi con sterzo a frizioni, tipo cingolato. Forse, la scelta non è casuale e non si disponeva di un controllo adeguato per lo sterzo, vedi motori passo-passo.
Vedo però che le 2 stegole sono azionate da una vite calettata ad un motore....il mistero si infittisce.

Carraro, vedo che hai l'occhio lungo...
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Vecchio 18-05-09, 18: 43   #4 (permalink)
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Oltre ai trattori d'epoca mi è sempre piaciuta l'elettrotecnica di quegli anni...
Sì, appunto i motori passo-passo potrebbero comandare con precisione le stegole, ma ho dei dubbi che all'epoca fosserò già disponibili. Però guardando meglio potrebbero essere normali motori elettrici con un riduttore, vedo anche due finecorsa sulle stegole.
Secondo me un sistema con quella tecnologia sarebbe più affidabile di uno pari gestito elettronicamente (plc o simili circuiti), basta pensare alle ferrovie, che ancora oggi impiegano in larga parte logiche elettromeccaniche con relè; ovviamente i consumi e le dimensioni non sono indifferenti, e sarebbe impensabile dotare di una simile attrezzatura tutti i trattori.

Tornando a parlare di trattori, sembra strano quel sollevatore con un solo pistone decentrato... sarà un'applicazione apposita per la sperimentazione?
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Vecchio 18-05-09, 22: 35   #5 (permalink)
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PS: ma quello è il paradiso terrestre... vedo dei pavesi p4, R25 dt, mietitrebbie, meravigliose trebbie...
Mi domando come tu sia riuscito a scorgere il p4... io che so che c'è (me lo ha detto il mapo..), nelle foto non riesco a vederlo...

Per la 25 DT, credo in realtà sia una Calzolari TC27 (spero ricordare giusta la sigla). Sempre se stiamo parlando di cio' che si vede in questa foto:



Il Rossi in oggetto è un bocconcino prelibato per palati fini (anche senza "l'autotrack"....), purtroppo di elettrotecnica di qualunque epoca non mi intendo e mi riesce difficile capire il funzionamento dell'esemplare ritratto.

Bello scoop davvero, Mapo

Ultima modifica di Filippo B : 18-05-09 a 22: 39.
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Vecchio 18-05-09, 22: 39   #6 (permalink)
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Il P4 si vede...poco, nell'ultima foto. L'ho detto io che Carraro c'ha l'occhio lungo...
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Vecchio 19-05-09, 12: 46   #7 (permalink)
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Non dovrebbero essere stati utilizzati motori passo-passo, nella foto si scorge l'alimentazione composta solamente due fili (cerchio rosso).


Da quello che ho visto si tratta di portarsi dietro un computer elettromeccanico certo che ne serve di inventiva per fare una cosa del genere!

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Secondo me un sistema con quella tecnologia sarebbe più affidabile di uno pari gestito elettronicamente (plc o simili circuiti), basta pensare alle ferrovie, che ancora oggi impiegano in larga parte logiche elettromeccaniche con relè; ovviamente i consumi e le dimensioni non sono indifferenti, e sarebbe impensabile dotare di una simile attrezzatura tutti i trattori.
Bè dipende dalla complessità del circuito per fare tutto quel lavoro oggi basterebbe un PLC semplice semplice oppure un microcontrollore che tramite dei transistor di potenza comanda elettrovavalvole e motori (un pò quello che succede nelle centraline dei trattori odierni). Certo che per comandare un paio di motori basta ed avanza la logica cablata
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Ultima modifica di Gianpi : 19-05-09 a 12: 58.
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Vecchio 19-05-09, 16: 20   #8 (permalink)
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Già, non avevo fatto caso all'alimentazione.

Però, visto che si controlla un macchinario che può diventare pericoloso in caso di guasto, (per esempio se continua ad avanzare per conto suo) io ritengo sia meglio logica cablata o magari plc con uscite a relè... è più probabile che si bruci il contatto di un transistor che un relè rimanga incollato.

Eh, ormai sono abituato a vedere ruote del P4... le odio quasi...

Sì, quello che ho chiamato 25DT sarebbe il Calzolari isodiametrico.
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Vecchio 19-05-09, 22: 24   #9 (permalink)
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Però, visto che si controlla un macchinario che può diventare pericoloso in caso di guasto, (per esempio se continua ad avanzare per conto suo) io ritengo sia meglio logica cablata o magari plc con uscite a relè... è più probabile che si bruci il contatto di un transistor che un relè rimanga incollato.
Ma di solito il tutto viene progettato in modo tale che in caso di problemi (linee di controllo e assenso) il tutto si fermi onde evitare pasticci e questo è più facile da fare con qualche integrato rispetto alla logica cablata ma come al solito entra in ballo la complessità del circuito.
Non me ne volere Carraro anche a me piacciono moltissimo quei vecchi quadri ricolmi di relè, lampadine e pulsantoni con chilometri e chilometri di cavi ma oggi l'elettronica permette cosa che poco tempo fa ci si sognava la notte.
Il giroscopio (complicato e delicato che mal si adatta alle lavorazioni agricole) è sostituito da un ricevitore GPS, il computer elettromeccanico con tanto di lettore perforate è sostituito da una centralina CAN BUS in grado di "dialogare" anche con le attrezzature (e magari con ingresso USB) ed il tutto ha l'affidablità dell'elettronica odierna.
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Vecchio 21-05-09, 07: 23   #10 (permalink)
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Vado con le domande, visto che mi sembrate preparati:

- A grandi linee, indicativamente, come funziona un sistema simile a quello montato sul Rossi ? Tralasciando il come lo si farebbe adesso, qualcuno sa indicare per chi come me è a quasi totale digiuno dell'argomento, cosa intendete per logica cablata ?
- Come "capisce" il trattore, dove si trova e di conseguenza cosa fare. Ovvero ad esempio, quando/come decide di alzare l'aratro perchè il campo è finito ?
- I motori passo-passo, cronologicamente, quando sono usciti ? Quando hanno trovato applicazione diffusa ?
- Carraro perchè ti incuriosisce il sollevatore con pistone decentrato ? Magari è semplice comodità, o esigenze di spazio ?

Grazie !
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Tag
automatismi, giroscopio, guida automatica, rossi, veicoli sperimentali

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