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Vecchio 26-10-08, 16: 13   #1 (permalink)
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Storia ed evoluzioni della DOPPIA TRAZIONE sui mezzi agricoli

La doppia trazione sui trattori agricoli è indubbiamente una delle più importanti innovazioni del secolo scorso.
Certamente è stata una soluzione apprezzata a livello mondiale; di sicuro nel nostro Paese (ed in altri Paesi con morfologia simile) ha attechito con certo riscontro numerico fin dalle prime produzioni "industriali" dei mezzi con DT. Vuoi per la presenza di vasti territori collinari, vuoi per la presenza di terreni non sempre facili da lavorare, In Italia fin dagli anni 50 si è avvertita la necessità di avere nei listini trattori con tali tipologie di trazione. Ci sono stati poi Costruttori che ne hanno fatto il proprio "cavallo di battaglia", altri hanno affidato la costruzione e l'allestimento dei propri mezzi a Ditte specializzate, altri (Costruttori stranieri in primis) invece non hanno considerato l'ipotesi di proporre i propri gommati in versione 4 ruote motrici (spesso nel Paese di origine del marchio non vi era necessità di questi mezzi), costringendo i relativi Importatori Italiani di tali Marchi a coraggiose trasformazioni pur di rimanere anche nel mercato di questo "nuovo segmento", che nel frattempo cominciava a raccogliere consensi dai clienti.
L'alternativa ai trattori Doppia Trazione (o 4 ruote motrici, che dir si voglia) erano i trattori cingolati. Ma è pur vero che, con il passare degli anni, tali trattori cingolati non si prestavano più a determinati impieghi. Impieghi che, invece, si confacevano ai trattori DT.
Possiamo citare quale esempio la movimentazione ed il trasporto, impieghi boschivi, lavorazioni su vigneto e frutteto in collina e/o montagna. Ma anche lavori in campo aperto in pianura. Possiamo pensare ad esempio a terreni con scarsa portanza, lavorazioni in risaia, lavorazioni effettuate in stagioni piovose, ma anche semplici lavorazioni primarie (aratura etc) su terreni particolarmente tenaci, che notoriamente mostravano tutti i limiti dei trattori a 2 ruote motrici. E per le quali, non sempre era possibile ricorrere all'impiego di trattori cingolati.

I gommati 4 ruote motrici, in confronto ai cingolati, vincevano nettamente sui trasferimenti, sui trasporti, sulla velocità di esecuzione e, a parità di potenza, anche sul prezzo di acquisto. Certamente pagavano dazio, invece, su capacità di trazione (un cingolato trasforma tutto il proprio peso in capacità di trazione, il trattore DT invece circa il 60%), e su stabilità nelle pendenze.
Per molte aziende agricole, si rendeva necessaria la presenza sia del gommato, sia del cingolato. E non tutti potevano permettersi un parco macchine così "vasto".
Il trattore a doppia trazione è stata una soluzione a questo problema; si poteva disporre infatti di una macchina veloce, che potesse circolare su strade pubbliche e anche su strade ponderali in assoluta tranquillità e senza alcun danno, e che, all'occorrenza, potesse esercitare sforzi di trazione maggiori rispetto ad un semplice gommato 2 ruote motrici (o semplice trazione), con buona dinamicità anche su fango o terreni impervi.

La storia dei mezzi agricoli a DOPPIA TRAZIONE ha radici lontane, in questo argomento cercheremo di raccontarne la storia e le evoluzioni.
Anzitutto, va subito precisato che i Nostri Costruttori Nazionali hanno giocato un ruolo da protagonisti assoluti.
E' infatti, riconosciuto abbastanza unanimamente, che il primo trattore agricolo prodotto con sistema a 4 ruote motrici sia stato il PAVESI-TOLOTTI, risalente al 1918. Va precisato che, in qualche parte del Mondo, è possibile siano stati fatti esperimenti ed anche siano state costruite macchine prima della data menzionata, ma al momento non vi sono notizie in tal senso.
Il Pavesi-Tolotti è una macchina davvero capace di stupire ancor oggi per le soluzioni tecniche in essa utilizzate. La Doppia trazione infatti non sarà l'unica grande innovazione.
Anzitutto, va precisato che le velleità del mezzo erano più orientate agli impieghi militari che civili, comunque la macchina era proposta anche come mezzo agricolo.
Le caratteristiche erano uniche: telaio portante suddiviso in due unità, una supportante l'avantreno, l'altra il retrotreno. In mezzo, a raccordare le due unità, uno snodo centrale doppio, con funzione sterzo e bascula.
Le intuizioni in questa macchina sono molteplici: una distribuzione dei pesi prettamente all'anteriore (che permetteva di enfatizzare le doti di traino), grande capacità di adattamento alle asperità del terreno. La doppia trazione rendeva il mezzo un grande "scalatore", riusciva ad arrampicare in posti inacessibili fino ad allora ad un mezzo meccanico a ruote.



Fig 1 : trattore PAvesi Tolotti, datato 1918



Fig 2: chassis del mezzo, di vede bene il particolare telaio snodato


Fig 3: meccanica posteriore del trattore Pavesi



Fig 4 vista da sopra schematizzata del trattore Pavesi-Tolotti



Questa macchina in Agricoltura non ebbe un particolare riscontro, tuttavia ebbe un discreto-buon successo quale veicolo militare adibito al traino di pezzi d'artiglieria. Per questo impiego erano previsti vari accessori ed allestimenti, quali ad esempio il verricello con eventuale portale per il sollevamento verticale, oppure il timone frontale che permetteva di poter accoppiare due o piu Pavesi (modelli P2 e P4) per il traino di pezzi d'artiglieria particolarmente impegnativi da trainare.
Nell'immagine sotto possiamo vedere un esemplare dotato di argano per aratura funicolare:


Fig 5: Pavesi con argano

Queste macchine, hanno uno schema meccanico che vari anni dopo verrà ripreso negli USA per dar vita ai celebri trattori snodati-articolati che tanto successo hanno avuto dalla metà del secolo scorso in avanti, e che hanno motorizzato le immense pianure statunitensi, permettendo di poter scaricare le elevate potenze dei propulsori in essi installati, e dei quali certamente torneremo a parlare in questo argomento a seguire.

E' necessario a questo punto, precisare che gli "esperimenti" circa la Doppia Trazione furono molteplici, anche su macchine a tre ruote, disposte due anteriori ed una posteriore con trasmissione a catena; la stessa John Deere realizzò un modello così costruito. Alcune realizzazioni furono anche antecedenti alla costruzione del primo Pavesi a 4 ruote motrici. Al momento le menzioniamo soltanto, se di interesse l'argomento verrà ripreso a seguire.

Ultima modifica di Filippo B : 26-10-08 a 16: 36.
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Vecchio 26-10-08, 16: 22   #2 (permalink)
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Dovrebbe essere databile intorno al 1930 la costruzione del primo esemplare di MASSEY HARRIS GENERAL PURPOSE, macchina a 4 ruote motrici con impostazione molto simile al già citato Pavesi:







Qui lo possiamo vedere all'opera in un bel video, anche se in verità le ruote gommate "stridono" un po':

YouTube - 1935 Massey Harris GP 4WD


Si tratta, in sostanza, con buona probabilità della prima interpretazione delle 4 ruote motrici nei campi americani.

Ultima modifica di Filippo B : 30-10-08 a 12: 50.
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Vecchio 29-10-08, 16: 12   #3 (permalink)
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Filippo b, conosci quali costruttori esteri realizzarono da se i primi ponti anteriori (invece di reperirli sul mercato)? Azzardo, MF....
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Vecchio 29-10-08, 18: 49   #4 (permalink)
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Filippo b, conosci quali costruttori esteri realizzarono da se i primi ponti anteriori (invece di reperirli sul mercato)? Azzardo, MF....
La Tua domanda Nuvola è molto interessante.
Al momento non Ti so rispondere, provo a vedere un po' di materiale cartaceo. Comunque a ben pensarci proprio gli MF costruiti in Inghilterra potrebbero essere "papabili"......
Eventualmente sentiamo se qualche Utente ne sa qualcosa.
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Vecchio 30-10-08, 12: 17   #5 (permalink)
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Negli anni seguenti la presentazione dei Trattori a Doppia Trazione Pavesi, anche altri Costruttori si cimentano nella costruzione di macchine a 4 ruote motrici
Nell'immagine sotto, possiamo vedere un prototipo Ansaldo:



Si tratta di un Trattore progettato dall'Ing Meli, all'epoca "indipendente" da qualunque Casa Costruttrice, che però per produrlo decise di rivolgersi alla Ansaldo di Genova.
La scannerizzazione sopra è tratta da un testo del compianto Cavalier Magnanini.
Gli anni di costruzione al momento sono un po' ambigui, si puo' notare infatti che le immagini riportano la data 1920-1921. Invece lo Stimatissimo William Dozza in una sua pubblicazione ne racconta le vicende, riferendosi però ad un periodo postumo alla data poc'anzi menzionata. Non vi sono indicati anni precisi, ma si parla comunque di un periodo seguente anche alla produzione dei primi Massey Harris GP, quindi anni 30.
Anni di produzione a parte (ed invito qualunque Utente o Lettore a informarci se ha dati piu precisi), rimane comunque un "esercizio" notevole, non fosse altro per la Doppia Trazione isodiametrica, su però una base meccanica standard. Questo potrebbe significare anche un prezzo di acquisto non elevatissimo, perlomeno non molto lontano da un omologo esemplare a 2 ruote motrici dell'epoca.
Risultano prodotti alcuni prototipi, poi la produzione di serie non ebbe seguito.


CONTINUA
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Vecchio 18-11-08, 09: 15   #6 (permalink)
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Filippo b, conosci quali costruttori esteri realizzarono da se i primi ponti anteriori (invece di reperirli sul mercato)? Azzardo, MF....
Per ritornare un attimo al quesito di Nuvola, guardando la produzione europea di trattori in serie,pare che, se non la primissima, una delle prime ad utilizzare assali anteriori autocostruiti sia stata la MAN.
Escludendo l'Italia infatti, all'estero per il momento il piu "vecchio" Costruttore di trattori DT con assali anteriori propri che son riuscito ad identificare è proprio MAN. Anche se non si possono escludere progetti o piccole produzioni precedenti.

In alcuni documenti, trovo trattori MAN doppia trazione in cui si afferma che l'assale anteriore è di produzione propria già a partire dagli anni 50.
Io non capisco il tedesco, ma se c'è qualche Utente che lo "mastica", potrebbe ricercare qualche sito di appassionati Man e verificare se quanto scritto sopra corrisponde a verità? Grazie.
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Vecchio 21-12-08, 18: 39   #7 (permalink)
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storia della doppia trazione negli USA

La storia della doppia trazione negli USA, in realtà è una "conseguenza" della ricerca alla massima potenza.
Nelle immense praterie degli Stati del Nord, le macchine di produzione standard si rivelavano spesso insufficienti per trainare le importanti attrezzature trainate che stavano prendendo sempre piu piede (coltivatori chisel, erpici tipo phoenix, seminatrici e altro).

Proprio per questi motivi, alcuni Agricoltori e fabbri locali iniziarono a realizzare i primi accoppiamenti di trattori in tandem. E' la nascita del trattore articolato.

Il primo accoppiamento "industrializzato" fu ad opera dei Wagner negli anni 50.
Ma è pur vero che i primi esperimenti in tal senso, sono antecedenti e tutti ad opera di Agricoltori, spesso inconsapevoli che quanto stavano realizzando era gia in opera in altre aziende agricole.

Addirittura sembra che vi siano stati alcuni piccoli Costruttori che realizzavano appositi giunti per unire due trattori.

Celebri furono i John Deere bicilindrici (820 e 830 ad es.) che venivano uniti assieme.
Uno di questi realizzatori è Mr. Charlie Inman

E' possibile vedere alcune realizzazioni in questo video di Youtube:

YouTube - Tandem Tractor

Vi sono state realizzazioni sia con posto di guida sul primo, sia con posto di guida sul secondo trattore.
In genere, va precisato, le soluzioni con posto di guida anteriore optavano per un trattore anteriore con assale anteriore sterzante (un normale trattore, in pratica) e unità posteriore semplicemente "agganciata". Le soluzioni con posto di guida posteriore invece prevedevano l'eliminazione dell'assale anteriore, quindi la sterzatura era a carico dello snodo che univa le due unità.
Vi sono poi soluzioni piu o meno complesse per la gestione dei doppi comandi, addirittura sembra che alcune realizzazioni avessero solo il doppio comando per il gas e la frizione, mentre il comando delle marce rimaneva diviso. Problema di poco conto, visto che nelle distese in cui venivano impiegati difficilmente si cambiava marcia........

Quindi, per tornare alle prime righe, i trattori a doppia trazione nel Nuovo Mondo si sono diffusi più per la necessità di accoppiare due trattori insieme che per il reale vantaggio della doppia trazione.

Da questi accoppiamenti in tandem alla realizzazione del primo trattore snodato-articolato fu breve il passo.
Sembra che i Fratelli Wagner (portland oregon) già nel 1949 stessero lavorando al primo trattore articolato, e nel 1953 si ebbe il primo costruito. Snodo, trasmissione e altri componenti furono subito brevettati.
Nel 1954 i primi due modelli, da 110 e 160 cv.

Sull'onda dei nuovi canoni fissati da Wagner, anche altri si cimentarono.
Nel 1957 la famiglia STEIGER costruì il loro primo trattore articolato; si trattava di una famiglia di Agricoltori con il pallino per la meccanica. Realizzarono un autentico gigante per quei tempi, impiegango un motore Detroit Diesel (2T) da quasi 250 cv. Da notare il curioso sterzo,a leva.
Dopo questa prima realizzazione, furono realizzati altri esemplari, dando vita all'Azienda che tutti conosciamo.
Il primo esemplare costruito è attualmente conservato al museo di Bonanzaville Bonanzaville USA - Cass County Historical Society

Furono realizzate, con il tempo, anche alcune alternative al vero e proprio trattore articolato: quale esempio possiamo citare il CASE 1200 Traction King, macchina dei primi anni 60 e che diede vita ad una linea di prodotto Case discretamente apprezzata; stiamo parlando dei trattori a 4 ruote motrici non articolati, ma con ruote sterzanti (nel caso, tutte e 4).
Ecco una foto http://case4wd.toytractortimes.com/i...614-z1200g.jpg
Case sviluppò il progetto anche negli anni seguenti, dando origine a tutta una serie di macchine con le caratteristiche 4 ruote sterzanti.
Tali macchine arrivarono fino agli anni 80 inoltrati.

A proposito di progetti curiosi, un "certo" Knudson (Costruttore di Trattori Articolati) inventò il "self levelling tractor", si trattava di un particolare livellamento laterale istallato su due modelli di trattore articolato, adattati all'impiego collinare.
Su farmphoto si puo' vedere una foto di questo trattore http://www.farmphoto.com/image.aspx?...717-4748-847B-


Quindi, il primo progetto di trattore a Doppia Trazione americano prodotto in serie (il GP Massey Harris gia visto in precedenza), in realtà non lanciò una nuova tipologia di trattore (nel periodo della sua nascita...), ma fu comunque in parte "emulato" dai grandi trattori articolati della seconda metà del secolo scorso....... quasi per caso.

Naturalmente la storia dei trattori articolati è molto lunga e complessa, con centinaia di piccoli e grandi Costruttori che oggi non esistono piu.

La grande crisi degli anni 80, la "globalizzazione", le razionalizzazioni delle produzioni, hanno portato oggi ad avere pochissimi Costruttori, che si possono contare sulle dita di una mano. Ma la storia è comunque zeppa di progetti, realizzazioni (a decine quelle artigianali messe in piedi dentro un fienile) e nomi celebri.
Uno su tutti: Big Bud.

Ultima modifica di Filippo B : 29-04-09 a 19: 02. Motivo: sistemato link non funzionante
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Vecchio 27-12-08, 16: 29   #8 (permalink)
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Qualche immagine "recente" del Massey Harris General Purpose.

1930 Massey-Harris General Purpose 15-22 4 Wheel Drive
Steel Wheels - a website for pre-1930s tractors (dove è possibile vedere anche altri prodotti della Massey-Harris)

Qua invece un vero e proprio test dell'epoca di quello che in base al nome (general purpose = scopo generico, multiuso), si potrebbe definire il primo trattore polivalente...

http://digitalcommons.unl.edu/cgi/vi...actormuseumlit
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Vecchio 21-04-09, 20: 47   #9 (permalink)
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Non conosco bene il periodo italiano, successivo alla realizzazione dell'Ing Meli, comunque non mi risultano altre interpretazioni regolarmente prodotte (sicuramente prototipi e prove varie non saranno di certo mancate).

Con la nascita delle Carioche, in realtà molti Artigiani si ingegnarono nella costruzione anche di mezzi a trazione integrale. Questo avveniva, naturalmente, negli anni successivi seconda Guerra Mondiale.

Come tutti sanno, il mezzo agricolo a cui viene attribuita la diffusione di massa della DT è il Same DA, "inventato" e prodotto da Cassani a partire dal 1952.
L'idea che motivava questa macchina era ottima: offrire un trattore assolutamente standard (quindi nessuna interpretazione nuova del mezzo agricolo) con però la Doppia Trazione; il costo risultava non molto alto, perlomeno in confronto a quello che potevano costare mezzi ispirati alla meccanica del Massey Harris e del Pavesi.

Il DA25 era disponibile sia in versione 2R sia in versione DT. Quest'ultimo aveva, in più rispetto del fratello 2 ruote motrici, un assale anteriore che ospitava al suo interno la coppia conica e tutta la cinematica per dare il moto alle ruote, un albero di trasmissione telescopico e dotato di giunti, posto sul lato sx; una presa di moto dalla corona delle ruote posteriori, tramite secondo pignone;un innesto a manicotto scorrevole.

Sicuramente, la discreta diffusione che ebbe sin da subito il trattore in oggetto, lo si deve anche alla sua totale somiglianza coi mezzi standard, a quei tempi si sa che le novità troppo "appariscenti" venivano guardate con sospetto (ed ora non è che la cosa sia poi molto diversa).

Le fattezze meccaniche della doppia trazione è possibile vederle nell’allegato sotto:



…..che in realtà riguarda il successivo Same 240, ma la DT di quest’ultimo è concettualmente uguale a quella del “papà” DA25.

La nuova DT di Same evidentemente venne considerata anche da molti altri Costruttori, che infatti si adeguarono iniziando a proporre qualche versione DT dei loro trattori. E’ il periodo in cui iniziò ad operare Manuel Selene, con le sue celebri trasformazioni di trattori standard in versione doppia trazione. Fiat all’inizio si affidò proprio a questo Costruttore torinese per alcune modifiche “ufficiali”.

Il “fenomeno” DT era non solo italiano, tanto che anche nel resto d’Europa iniziarono timidamente ad apparire le prime trasformazioni, ad opera di Roadless e della stessa Selene, su macchine di vari Costruttori Europei.

Tutte più o meno somigliavano allo schema utilizzato in Same. Vi erano differenze sulla presa di moto dal cambio, ma assale e albero di trasmissioni riprendevano gli stessi concetti.

Nei primi anni 60, con la serie Automazione, Same inizia a sistemare la coppia conica anteriore sotto la barca (e non più a lato) ed ovviamente anche l’albero di trasmissione inizia a venire collocato nel medesimo posto. Questo solo nelle macchine più piccole, le più grandi rimangono con albero decentrato, probabilmente per limiti di spazio.

Nel marzo del 1965, Same deposita il brevetto per un nuovo tipo di trazione anteriore: si tratta di una DT con albero di trasmissione coassiale al “fulcro” in cui tilta l’assale anteriore.




Questa “intuizione” (brevettatissima) è destinata a rivoluzione il concetto di DT sui trattori di tipologia standard; il nuovo albero di trasmissione non è piu telescopico e non è dotato di nessun giunto cardanico in quanto essendo coassiale al fulcro in cui è imperniato l’assale al relativo supporto, diventano tutti componenti superflui. Ma, a mio avviso, la vera novità che darà una svolta importante alle DT è l’adozione dei riduttori finali di tipo epicicloidale; mi piace pensare che sia stata una “conseguenza” all’adozione di una coppia conica di dimensioni forzatamente inferiori a quelle finora utilizzate, dovendo diminuire la coppia a carico della stessa si rese necessaria una riduzione finale; per l’appunto, gli epicicloidali sui mozzi, a ridosso dei cerchi ruota. Questi componenti però non erano contemplati nel brevetto (curiosità, venne brevettata anche una coppia conica a vite senza fine!), ed infatti molti altri Costruttori (che nel frattempo stavano rivoluzionando le proprie gamme offrendo la possibilità di avere la Doppia trazione su quasi tutti i modelli) iniziarono poi ad adottare tali riduzioni, pur mantenendo lo schema “vecchio stile”, con albero di trasmissione disassato rispetto al fulcro dell’asse (come detto brevettato da Same e quindi legalmente coperto fino a metà anni 70).

Questo schema è perfettamente attuale anche oggi, difatti nelle macchine odierne prive di sospensioni sull’assale anteriore vige ancora lo “schema DT Same”.


L’ultima innovazione che ritengo di un certo rilievo, fu l’adozione del blocco al 100% anche all’anteriore; quest’ultimo ebbe una certa diffusione a partire dalla fine degli anni 70.

Ultima modifica di Filippo B : 22-04-09 a 20: 53.
Filippo B non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 23-12-10, 10: 49   #10 (permalink)
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Ciao,mi avete invitato a visitare questa sezione dedicata alle DT ed io approfitto.
Come Filippo a detto in precedenza, la MAN è stata la prima a costruirsi la DT ,poi successivamente mi pare anche la Steyer su alcuni modelli.La Selene di Nichelino a costruito DT per Fiat(r25 ,piccola),OM(45),Ford (tutti),MF e David Brown.Per i Ford e i MF aveva costruito una modifica (di cui io ho ancora dei pezzi,ma che non riesco a completare) per realizzare dei trattori Dt con ruote isodiametriche come il County ,ma più simile al Northrop.A mio parere più semplice, perchè provvisto di un solo albero di trasmissione e di un ponte utilizzato per altri modelli.Si può trovare una foto di un MF sul sito puddingworld.
fabrizio 73 non è in linea   Rispondi quotando
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