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Vecchio 15-08-09, 00: 32   #1 (permalink)
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Geometrie del sollevatore come influenzano la capacità di trazione?

Ultimamente sul forum vi sono varie e accese discussioni sulla ripartizione dei pesi, l'efficienza dei vari assali ammortizzati ecc, sicuramente parametri che influenzano la capacità di trazione di un trattore, e anche la sua stabilità e volontà di tenere il muso alto o basso, ma a mio parere il fattore che influenza ancora in maniera preponderante la capacità di trazione di un trattore è il sollevatore sia la componente elettro-idraulica (lo sforzo controllato) ma anche la geometria stessa del sollevatore, posizione parallele e pistoni rispetto all'assale posteriore, altezza terzo punto ecc sono tutti fattori che influenzano enormemente la capacità di un sollevatore di caricare il trattore in condizioni dinamiche.

Sono anni ormai che ho fatto questa prova e ogni tanto ci ripenso su come sia possibile.

TL 100 senza zavorre peso poco più di 40 q.li, TS 110 senza zavorre peso circa 45 q.li. Ad entrambi ho attaccato un erpice a dischi da 15 q.li portato, ed entrambi buco più basso del terzo punto sul trattore.

Con il TL 100 senza zavorre certo non aveva una grande stabilità si faceva presto a impennarlo ma comunque si poteva lavorare, mentre con il TS 110 nonostante il peso maggiore praticamente potevo girare solo con i freni per cui se non montavo 3-4 q.li di zavorre all'anteriore non si poteva lavorare.

Da cosa poteva dipendere questo comportamento? Sicuramente dalla diversa geometria del sollevatore, dato che il TL 100 ha il sollevatore tipico Fiat, mentre il TS 110 monta il sollevatore Ford della serie 40 con bracci molto più spostati all'interno per capirci vicino all'assale, praticamente il gruppo sollevatore è sopra l'assale mentre sul TL sono almeno 10 cm più avanti, questo fatto a mio parere faceva si che il sollevatore facesse più leva e momento sull'assale (sul TS 110 di più rispetto al TL 100) e questo provocava un maggiore impennamento del trattore. Sia chiaro che queste sono solo supposizioni, anche perchè non ho dei fondamentali di meccanica e fisica tali per riuscire a interpretare questo fenomeno, quindi chiedo supporto e informazioni ad altri più ferrati in materia o con più esperienza.

Stessi trattori entrambi zavorrati ma con l'aratro bivomere da 12 q.li, il TS 110 (con sollevatore elettronico) aveva uno sforzo controllato migliore del TL 100 (con sollevatore meccanico), ma indipendemente da questo fatto anche in condizioni dinamiche (in aratura) il sollevatore del TS 110 tendeva a "caricare" maggiormente il posteriore del trattore e nei terreni difficili era più facile vedere il TS con il muso alto che il TL, nonstante il TS pesasse il 10 % in più del TL.

Per cui molte volte la voglia di un trattore di alzare il muso, oltre che dalla distribuzione dei pesi, dall'efficienza dell'assale anteriore sospeso, è influenzata anche (e soprattutto) dalla geometria del sollevatore.

Voi che ne pensate? Altre esperienze simile alla mia?
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Vecchio 15-08-09, 07: 43   #2 (permalink)
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Geometrie ....e non solo.
Mi riferisco alle considerazioni di Conte e di Albe. Il Conte ci dice che il sollevatore JD va molto bene in terra sicula, Albe che riporta la mediocrità del sollevatore JD in terra Veneta, magari con un pò di liquame sopra e quant'altro....

Da parte mia posso solo dire di riscontrare una certa coerenza di comportamento dei sollevatori JD su tutte le serie, dai 6000 ai 7000 agli 8000 ...dagli '00 ai '30.....coerenza che ritrovo financo sui vecchi serie 40 e 50 - 55 pur nell'essenzialità di macchine su cui l'elettronica non esisteva affatto.

L'elemento comune che caratterizza le reazioni dello sforzo controllato del sollevatore JD è la scarsa attitudine alla gestione dei lavori leggeri ...tipo il controllo dell'aratro durante la chiusura dei solchi o la gestione del traino di attrezzi in condizioni estreme di aderenza. Non ho difficoltà ad ammettere che, ai tempi delle bietole, i 6920 avevamo difficoltà a sostenere "a pelo" i cavatori dei cantieri separati in condizionidi terreno molle...così come gli 8000 (dall' 8400, all' 8410, 8420 ..e sicuramente 8530) da che mondo è mondo, chiudono i solchi solamente con il comando del sollevatore in mano, mentre mi dicono di come gli MX (e probabilmente i TG o i T 8000) alleggerendo a modo la sensibilità chiudono i solchi senza alcun bisogno di intervenire....

La faccenda si fa diversa sui lavori di traino pesante...aratura su terreni duri, cracker, ripper vari, dove a mio parere il sollevatore JD dà il meglio di sè, con reazioni misurate e lineari e rivestendo evidentemente anch'esso un ruolo nella proverbiale e riconosciuta capacità di trazione delle macchine JD nei lavori pesanti, oltre alle performance delle sospensioni TLS o ILS (anche se i JD erano "strong" al traino anche prima della loro introduzione), e/o dalla distribuzioni dei pesi (da molti criticata, soprattutto per i serie 6000 e 7000 ma quando ci si trova sul campo molte volte i critici rimangono male..).

Chiaramente appare molto più spettacolare e scenografico assistere alle performance dello sforzo controllato in condizioni di aderenza al limite ..oppure controllare l'attrezzo al millimetro in condizioni di sforzo di trazione zero rispetto a quando invece ci si trova di fronte a lavori massacranti dove invece l'incremento di trattività e stabilità del mezzo sono meno spettacolari e scenografici, ma di certo non meno importanti del controllo "figo" dell'attrezzo in finitura o sul fango.

E' evidente che, durante la progettazione del trattore e del sollevatore, l'ingegnere è chiamato a tener conto delle diverse tipologie di utilizzo della macchina, e a questo punto sono convinto che in JD, alla ricerca del giusto compromosso di sensibilità del sollevatore, si tenga maggiormente conto dell'utilizzo per le lavorazioni pesanti rispetto alle esigenze operative in situazioni di aderenza precaria o di scarsa trazione richiesta..."sò macchine nate pè faticà".

Un breve "flash back": estate 1980 (avevo 17 anni e i capelli lunghi !!!!!), John Deere 3140 2RM appena consegnato, entriamo in campo con un coltivatore a 7 ancore (nuovo anch'esso): leva dello sforzo sul 4 di 5 tacche, mettiamo la 4° marcia, accelleriamo moderatamente ed il trattore avanza saltellando come una capretta...mettendo lo sforzo sul 3 o sul 2 otteniamo solo l'effetto che, oltre a saltellare, calando la sensibilità, la macchina si ferma proprio, slittando sul posto. Chiamiamo il conce, che arriva poco dopo, sale sul trattore, vede la tacca sul 2 e dice ok, va bene qui, poi mette il motore a regime nominale (con somma sofferenza mia , del mì babbo e di mio fratello) inserisce la sesta marcia, abbassa il sollevatore e parte a razzo, slittamento ridottissimo e reazioni controllate...il sollevatore funzionava benissimo, il trattore era guarito con l'accelleratore a manetta e 2 marce in più.....Per quei pochi che non lo sapessero (!!), ricordo che il 3140 aveva (anzi ..ha) 8 marce con hi-lo, per cui in quarta va a 5-6 km/h ed in sesta va a 9-10 km/h.


Da quell'esperienza capii che il sollevatore JD non va usato come un fioretto, ma come una sciabola...allora come oggi. E questo al di là delle geometrie degli impennamenti e quant'altro, ed in questo potrei anche non cogliere alcuna contraddizione da quanto riportato da Conte e da Albe....
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Andrea jd_fan


Ultima modifica di jd_fan : 15-08-09 a 08: 21.
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Vecchio 15-08-09, 08: 25   #3 (permalink)
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Ottima descrizione del comportamento del sollevatore JD caro Jd Fan, ma forse era più da argomento sullo sforzo controllato che sulle geometrie del sollevatore, comunque continuiamo pure qui.

Confermo anch'io che è più facile fare le rifiniture con il sollevatore del T6080 che con il 6620 per quel discorso della precisione che hai ben descritto, mentre per quanto riguarda caricare il trattore si certo il sollevatore del 6620 carica la macchina ma nelle reazioni è un po' lento, quando metto il coltivatore rossetto a 17 ancore al 6620 (attrezzo sovradimensionato per la macchina), senza dischiera se non hai un buon sollevatore vai poco lontano, il 6620 lo tira si ma come dici tu di prepotenza, ma lo può fare perchè ho la terretta, quando vado nella terra un pelo più dura la mancanza di uno sforzo controllato "alla same" si fa sentire.

Riguardo al fioretto e sciabola, il conte sicuramente usa il trattore come una sciabola, ma anche albe non è certo uno che lo risparmia da quello che so gas sempre a manetta e giù le marce, ma nel molle c'è poco da fare quando il sollevatore è un poco lento, oppure non è troppo preciso, il trattore va un in crisi ma poi grazie al motore e all'aiuto del peso (acqua nelle gomme nella già pesante struttura del 7710) si riescono a eguagliare le prestazioni di un MTX 200 con sollevatore decisamente migliore.
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Ultima modifica di DjRudy : 15-08-09 a 08: 30.
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Vecchio 15-08-09, 09: 15   #4 (permalink)
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Quel che voglio sottolineare è che i sollevatori JD vanno così perchè sono concepiti per andare così. Mi sembra oramai riduttiva la presunzione che il sollevatore Same va così bene perchè Cassani con i modelli 240, 360 ecc. ecc. introdusse la stazione di controllo con l'automazione o che i Massey Ferguson hanno il sollevatore buono perchè il sign. Ferguson inventò il sollevatore col relativo brevetto della sensibilità sull'attacco del terzo punto e di conseguanza anche il sollevatore Ford - New Holland va così bene perche rubò a Ferguson il brevetto. I sollevatori NH, SLH, MF si comportano meglio perchè concepiti con un determinato target. Allo stesso modo il sollevatore JD è configurato con un target diverso, e mi rifiuto di credere che, qualora lo volessero, in JD non riescano a mettere a punto un sollevatore con requisiti simili ai competitor....evidentemente reputano che mediamente il sollevatore così configurato è quello che il customer gradisce meglio....per chi ha esigenze diverse, i competitor stanno lì apposta, con i loro pro e contro.....
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Andrea jd_fan

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Vecchio 15-08-09, 10: 53   #5 (permalink)
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Tornado alle geometrie del sollevatore ,sono pienamente d'accordo con DjRudy, sul mio same a sollev.meccanico ho la possibilità di regolare il terzo punto (sul trattore ) in 3 differenti posizioni , questo mi ha dato la possibilità di provare che ,nelle diverse posizioni, iltrattore si comporta +/- bene a seconda di quello che scelgo , questa differenza si sente solo quando lo sforzo di trazione è elevato , quando la terra o il lavoro viene bene non si percepisce, per farla breve se devo tirare tanto , e in più ho poche zavorre lo metto nel foro + in alto dei 3 , se posso , nell'attrezzo lo metto in basso ,in modo da ottenere che l'asse teorico che passa sugli stegoli e quello che passa nel terzo punto si vadano a congiungere (punto teorico di intersezione fra due linee rette) oltre l'assale anteriore , cosi facendo le forze che si creano al traino ( es. un aratro) avranno il loro punto di rotazione nella intersezione delle rette provocando uno schiacciamento di tutto il trattore e riducendo o addirittura eliminando l'impennamento .
Come ho già detto ad un nostro amico lettore , la teoria di questa operazione l' studiata innumerevoli anni fa su un testo universitario della facoltà di meccanica agraria di Bologna , e mi ero ripromesso che quando fossi riuscito a ritovarlo in soffitta, avrei pubblicato le pagine dedicate per informare tutti coloro che fossero interessati.
Unico lato negativo dell'operatzione precedente è che l'attrezzo ,quando sale , ha una traiettoria molto simile al parallelo , la punta posteriore si laza poco , per cui se non hai un sollvetore che ha una buona alzata ciccia non lo riesci a mettere in pratica.
Per Dj_Fan sul JD (parlo di quelli da me provati 5820 - 5100R) non si può fare ,gli attacchi del 3°punto sul trattore sono troppo bassi.
ciao
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Vecchio 15-08-09, 16: 54   #6 (permalink)
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io uso i john deere come dice il jdfan , perchè è proprio il mio metodo(ricordo infatti le parole con puntoluce dove evidenziavo il fatto che l' 8520 deve cantare per andare al max delle sue prestazioni) andare alla ricerca del limite del veicolo, qualsiasi peso, cavallaggio e attrezzo si ha dietro.

l operaio del mio caro parente mi faceva notare dove sono messi gli attacchi sui bracci e sul terzo punto ed ha detta sua non sono un peso sul collo , ma sulla schiena , in modo tale che non fanno una leva sul posteriore che poi ti fa impennare l anteriore.ma poi il john deere ha la coppa del olio che è veramente bassissima da terra rispetto al mio t7000, posso misusarla , ma almeno è 20cm piu bassa se non di piu.quindi tutto il mezzo sta piu basso.

Beh , nessuno di entrambi , ha una laurea in fisica , eppure ci siamo accorti , che dove lavoriamo noi, nessun mezzo della stessa categoria portatoci in prova e stato mai capace, di
salire, far manovra, slittare il giusto, non incularsi dietro e cosi via.
sarà un caso?
ma può essere che solo 9 quintali al anteriore , reggono 5,5 metri di arato(definito su questo forum arato da buoi?).

continuo a dire non lo so , non ne capisco , ma sicuramente se dovessi alzare lo stesso peso col mio t7000, son sicuro che dovrei montargli i miei 1550 kg che tutt oggi ho sul anteriore , piu in avanti, perchè già una volta per fare una prova con lo stesso arato, sono finito a ruote in aria, fortuna che non mi son ribaltato.e da li comperai la controzavorra da 450kg.

Dopo tutto ciò , anche sul claas axion montavo lo stesso arato lunghissimo, ma sul t7000, c'e' una bilancia, che non ti permette di svoltare in sicurezza, perchè basta la minima sconnessione , che è come se dietro hai molto piu peso(cosa accentuata dai terreni collinari ma usando un 4 vomeri).

A parte che non credo , ne che può riuscire a portare con i soli 10 quintali grossi pesi e a parte che ho fatto un video dove con 550 kg al anteriore si impennava in piano d avanti casa col 4 vomeri a un rilascio di frizione.

il bello della storiella è che il claas axion pesava circa 8 quintali in meno...
che era pure in sagoma.....a differenza del mio che è quasi 3 metri.

infatti per andare piu tranquillo ho la controzavorra da 450kg proprio per tener la bilancia piu ferma possibile, ma provando d avanti ad un tecnico ufficiale della casa a camminare a vuoto sul aratura, con l arato alzato(il 4 mica il 5 non sono ancora fuori di testa), si impenna ugualmente ed in salita se il mezzo slitta e si vuol staccare l arato "al volo" e risalire , ti trovi le gomme in aria.

Ma se pesa avanti e dietro uguale come fa?

mi son preso la briga di attaccare il 4 vomeri al claasettino piccolo , ma neppure sfrizionando si alza.
c'e' un signore che ha il 6830 con un arato come il mio 4 vomeri cambia solo il castelletto , ma non si impenna.

ma il trucco dove sta?

secondo me ritorniamo al titolo della discussione, geometria del sollevatore e leve varie.....

Eppure son sicuro che se per follia, montassi un Tls john deere sul mio t7000 , incernierato in avanti , apposto che dietro come il terraglide, son sicuro che renderebbe al lavoro di piu(perchè chiude sui battenti e sta piu basso al anteriore) e magari che si impennerebbe di meno.

ma son supposizioni , senza nessuna prova che potrò mai fare, inquanto impossibile.
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Vecchio 16-08-09, 01: 48   #7 (permalink)
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Guarda Conte,come debbano essere i bracci del sollevatore per dare più peso al trattore senza che intervenga lo sforzo controllato non lo sò, ma ad attrezzo sollevato che l'insieme trattore aratro vanno visti come una cosa sola, in quanto sono saldamente vincolati e fissi tra di loro, valgono solo le distanze dei baricentri dell'attrezzo e quello del trattore rispetto all'asse posteriore. Però quando vai in salita diventa fondamentale anche l'altezza del baricentro ed il raggio della ruota. Cerco di spiegarmi,più il baricentro del trattore è basso quando lo metti in salita meno arretra, se per assurdo il bricentro fosse più in basso del centro delle ruote posteriori in salita si allontanerebbe. Altra dimensione fondamentale è il raggio della ruota, già in pratica se hai le ruote più piccole l'attrezzo è più vicino all'asse delle ruote posteriori,quindi a vantaggio del rapporto tra le distanze dei baricentri, inoltre di enorme importanza a parità di salita più la ruota è piccola meno coppia serve a salire, in quanto se mai dovrai farle girare più velocemente per avere la stessa velocità, quindi meno coppia è uguale a meno momento torcente che in pratica è causa dell'impennamento del trattore. Se non ti è chiaro eventualmente faccio un disegno che semplifica il discorso.
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Vecchio 16-08-09, 08: 17   #8 (permalink)
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Ma le ruote piccole si scavano il fosso più facilmente, anche le grosse se per non farle saltellare se si da acceleratore si scavano il fosso, o se c'è terra dura e bagnata fanno la danza del ghiaccio. Secondo me bisogna puntare su attrezzatura che non si allunga molto, ovvero che senso ha un'aratro lungo duanto un'autotreno che nell'attaccatura e nell'uscita ti lascia metri di terra non lavorata e ti sbilancia troppo il trattore. Meglio gli attezzi alternativi all'aratura di cui c'è una discussione apposita, che fanno più larghezza e meno lunghezza, e che sono anche carrellati, e se al carrello dassero un po di trazione tramite pdf/oleodinamica gli slittamenti si potrebbero ridurre. I prezzi aumenterebbero, però se si vogliono o si devono fare certi numeri in ettari bisogna spendere.
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Vecchio 16-08-09, 10: 25   #9 (permalink)
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Ma inubbiamente un'attrezzo corto ha un baricentro che dista meno dalle ruote posteriori e che quindi và a vantaggio della stabilità, e se ti metti in condizioni di non slittare non scavi buche. Ma il conte si chiedeva come mai il trattore piccolo ad attrezzo sollevato si comporta meglio di quello grande. Poi indubbiamente se l'aratro come in questo caso lo pianti funziona meglio quello grande
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Vecchio 16-08-09, 10: 51   #10 (permalink)
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io l ho sempre detto che da noi le gomme basse vanno meglio.
ho sempre detto pure che un mezzo come 8000 john deere che è bassissimo è ineguagliabile in collina da tutti i gommati possibili ed immaginabili, perchè in salita , lavorando in solco, la coppa del olio , strofina quasi per terra, quindi la gomma sinistra(che lavora sul sodo) posteriore, ha sempre un grande grip.
Se prendiamo lo stesso mezzo con una coppa del olio e quindi tutto il resto piu alto, si dovrà lavorare molto piu "inclinati" quindi per far entrare l arato i bracci del sollevatore dovranno stare piu obliqui e quindi il trattore sta sempre appeso al dietro perchè non cammina , con un livello che pende poco verso dietro , ma con un livello sul posteriore esagerato. complice la gommatura alta.

Quando prendiamo come esempio una salita , non lo so se è la geometria del sollevatore che fa impennare il mezzo , ma di sicuro , essendo molto alto, se per puro caso alzi l arato, se a due ruote.
oltre al pericolo umano, il vero problema è che in salita, non si riesce a fare arature dignitose, poichè il mezzo ha le gomme avanti che tirano poco , se non nulla.

In questo credo che pure il disegno della geometria del sollevatore qualcosa la faccia, ma io non me ne intendo .
Di sicuro non venderò e finirò mai di arare i terreni per colpa di un mezzo fatto male e ripeto , con un mezzo di pari cavalli al mio , che pesava pure di meno , portavo in tutta tranquillità un attrezzo piu lungo di 1,5 metri e che pesava di piu, senza aver mai problemi in nessun tipo di salita(ed i terreni son sempre quelli) magari era piu basso , ma c'e' troppa differenza.

metalmorfosi, dato che son ignorante in materia, potresti mettere qualche disegno , cosi magari ci capisco di piu?
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