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Vecchio 01-03-10, 21: 04   #1 (permalink)
Utente Tractorum.it
 
L'avatar di Tiziano
 
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Scaldiglia motore

Ogni volta che arriva l’inverno emergono tute le difficoltà che comporta l’avviamento di un motore diesel, ma non mi riferisco ai motori “freschi” e pimpanti, bensì a quelli con molte ore di lavoro sul groppone, con batteria così, così, magari fermi da un mese in un capannone freddo come la Siberia.


Inoltre il funzionamento dei primi minuti è fonte di notevole usura per la disomogeneità delle temperature interne al motore, combustioni incomplete, difficoltà di lubrificazione, dilatazioni termiche poco controllabili, ecc.
Alcuni motori destinati ad uso particolare e che debbono essere sempre “pronti” ad erogare la massima potenza istantaneamente (gruppi elettrogeni d’emergenza) vengono tenuti sempre caldi attraverso l’uso di resistenze elettriche immerse nell’impianto di raffreddamento nel monoblocco, così da rendere sempre disponibile la potenza occorrente senza aspettare il riscaldamento del motore e la relativa fase tribolatissima della dilatazione termica testa-basamento e pistoni-canne.
In alcuni campi ferroviari i motori sono asserviti da apposite caldaie a gasolio che si incaricano di portare a temperature prestabilite il motore prima della messa in moto da parte del personale di condotta (procedura tassativa, esclusi eventi emergenziali).
Nei motori raffreddati ad aria esistono apposite resistenze da posizionarsi sotto la coppa dell’olio.
Anche nei motori dei nostri trattori è possibile inserire una resistenza elettrica, alimentata dalla corrente di rete, che rende possibile l’innalzamento della temperatura del motore.
In alcuni casi vi sono apposite predisposizioni con fori filettati nel basamento motore, mentre in altri viene creato un piccolo circuito idrico in parallelo in cui viene inserito un contenitore con all’interno presente una classica resistenza elettrica.
In due trattori della nostra azienda ho applicato entrambe le soluzioni ricavandone, sostanzialmente, un ottimo risultato; non ho operato questa scelta per difficoltà d’avviamento, ma per un cruccio e curiosità mista a desiderio prettamente personale.
Nel NH45-66 il motore della serie 8000 con corsa da 115mm, nel monoblocco (lato iniezione) è presente un foro filettato chiuso da tappo dove può essere posizionata una resistenza elettrica appositamente conformata (DEFA scaldiglie) dalla potenza di circa 800 W (vedasi immagine).


Il kit apposito l’ho reperito da un concessionario IVECO-AIFO di Calderaia di Reno (BO), poiché la rete di vendita e ricambi NH non prevedeva simile componente accessorio dedicato post vendita.
La scatola di montaggio prevedeva la resistenza elettrica (dotata di terminali pin appositi), un interruttore termostatico da inserire sulla pompa acqua, un bocchettone elettrico passaparete e il restante cavo per congiungersi alla rete.
La resistenza elettrica l’ho fatta montare dal meccanico di fiducia, mentre l’interruttore termostatico elettrico non è stato posizionato poiché della resistenza ne viene fatto un uso saltuario e non ho la necessità di lasciare 24 ore su 24 acceso l’impianto, inoltre non credo che se anche la lasciassi accesa inavvertitamente, abbia a danneggiare il motore per surriscaldamento.
Nel Fiat 600, che non dispone della predisposizione del basamento, ho comprato un dispositivo specifico composto da un cilindro metallico contente un resistenza elettrica e dotato di quattro uscite filettate, due di servizio e due per lo sfogo aria ed eventuale drenaggio.





Il collegamento al motore è stato effettuato sfruttando i rubinetti originali di drenaggio del circuito di raffreddamento, togliendone però uno per comodità di collegamento, mentre quello presente nel gomito uscita radiatore è stato lascito in sede per evitare che a motore in moto il liquido refrigerante circuiti all’interno del riscaldatore invece che nel radiatore.
Poi ho approntato la parte elettrica predisponendo un spina elettrica classica (occultata nella carrozzeria) per la corrente di rete, che raggiungo con una prolunga.

In entrambi le soluzioni i tempi per portare il blocco motore e testata ad una temperatura di circa 30° (partendo da 0°) si attestano sulla mezz’ora, logico quindi attenersi ad un minimo di programmazione per non farsi trovare impreparati; in alcuni casi risulta utile dotarsi di un timer giornaliero (5-8 euro) in modo da delegare all’automatismo l’inserimento del riscaldatore nel caso di avviamenti programmati.

La soluzione con resistenza annegata nel basamento è di gran lunga più efficiente, e con minore assorbimento di energia elettrica riesce a garantire eguale risultato, mentre la soluzione “esterna” incontra difficoltà per le strozzature dovute alle tubature e al fatto che la circolazione (per semplicità di esecuzione) avviene per semplice principio del termosifone.
Si noti che il cilindro è stato posizionato obliquamente (originariamente era orizzontale) per favorire la circolazione dell’acqua sempre nella stessa direzione, in quanto è capitato che col trattore parcheggiato non in piano, la circolazione partisse in direzione rovescia con effetti negativi sul rendimento.
Sempre con questa soluzione, la resistenza elettrica (1500w) è dotata di interruttore termostatico incorporato.
Potete ben capire quale differenza vi sia tra avviare un motore a 0° o a 30°, anche in termini di usufruibilità dello stesso, poichè i tempi di riscaldamento risultano quantomeno dimezzati.
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Vecchio 01-03-10, 21: 56   #2 (permalink)
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L'avatar di Angelillo
 
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Caspita Tiziano! Complimenti!
Sai che mi hai messo la pulce nell'orecchio? Nel trattore che uso ogni giorno a fare l'unifeed sarebbe utile, ora lo metto a dormire in stalla nelle notti fredde, anzichè nel capannone, per fare in modo che sia un po' più tiepido, non per difficoltà di avviamento, come ben spieghi Tu, ma per avere il motore fruibile nel minor tempo possibile (in questo senso sono avvantaggiato del raffreddamento ad aria che va in temperatura, soprattutto i cilindri, prima rispetto ad uno ad acqua).
Bravo Tiziano!
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Angelo
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Vecchio 02-03-10, 20: 56   #3 (permalink)
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L'avatar di sten
 
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...un mio cliente in austria possiede un vecchio ford 3600 equipaggiato con un sistema simile a quello illustrato da tiziano,...ebbene sono rimasto esterefatto quando con una temperatura di - 18 gradi il vecchio trattore non ha battuto ciglio ed e' partito al primo colpo,....incredibile la facilita' di avviamento,...nel suo impianto e' previsto pure il riscaldamento del filtro gasolio e serbatoio carburante,...veramente una cosa utilissima e a quelle temperature direi indispensabile,...appena ci torno faccio un po' di foto....
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Chi cambia l'avatar se la vedrà con Gordon Ramsay...
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Vecchio 02-03-10, 22: 10   #4 (permalink)
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Questo è il dispositivo per i raffreddati ad aria, serve per portare in temperatura l'olio, e di riflesso anche la parte inferiore dei cilindri.



Per esperienza di diversi anni, posso garantire che avviare, d'inverno, un motore preventivamente portato a 35-40° è TUTTO UN ALTRO MONDO, come si tocca la chiave...brumm.
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Vecchio 02-03-10, 23: 29   #5 (permalink)
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Per i trattori raffreddati ad acqua è possibile montare anche un riscaldamento autonomo tipo Webasto, sono muniti di cronotermostato e non richiedono allacciamenti alla rete elettrica, quindi possono funzionare anche in aperta campagnia e all'arrivo dell'operatore (se adeguatamente programmato) trova il trattore con motore e cabina caldi!
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Vecchio 03-03-10, 12: 50   #6 (permalink)
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L'avatar di Dinosaurer
 
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Ubicazione: Latina
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Bhe il Webasto è tutto un'altro mondo, è un sistema autonomo costruito ad hoc con tanto di bruciatore a gasolio programmabile che ti scalda motore e cabina, ha una pompa dedicata che mette in circolo l'acqua del motore e quindi lo riscalda uniformemente, come già detto volendo si occupa anche del riscaldamento cabina un pò come se installassimo il caldobagno de longhi .
E' un sistema intelligente in quanto arrivati alle temperature programmate per motore e cabina le mantiente per il tempo da noi voluto e si autoesclude in casi limite con batteria insufficiente e con basso livello di gasolio nel serbatoio per evitare brutte sorprese.
Logicamente è un'impianto un pò costoso e forse più indicato per camion da autotrasporto.
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Vecchio 15-03-10, 12: 54   #7 (permalink)
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Scaldiglia motore

Articolo della modifica di Tiziano pubblicato sul portale.
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Vecchio 12-02-11, 21: 38   #8 (permalink)
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L'avatar di Tiziano
 
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Ubicazione: Sermide (MN)
Messaggi: 860
Segnalo che la prima sezione del post, assieme all’omologo articolo riportato sul portale, è stato pubblicato sulla rivista “Macchine agricole” (edizioni Tecniche Moderne); ovviamente con significativa variazione del testo per renderlo maggiormente aderente alla linea editoriale.
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Tiziano non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 13-02-11, 06: 13   #9 (permalink)
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L'avatar di lumy
 
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Complimenti Tiziano per le informazioni date.
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Vecchio 13-02-11, 12: 00   #10 (permalink)
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L'avatar di Giordy
 
Registrato dal: Jun 2009
Ubicazione: Provincia di Novara
Messaggi: 1,271
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Originariamente inviata da Tiziano Visualizza il messaggio
Segnalo che la prima sezione del post, assieme all’omologo articolo riportato sul portale, è stato pubblicato sulla rivista “Macchine agricole” (edizioni Tecniche Moderne); ovviamente con significativa variazione del testo per renderlo maggiormente aderente alla linea editoriale.
Complimenti a Tiziano!! anche te hai fatto una puntata nella squadra di macchine agricole
Giordy non è in linea   Rispondi quotando
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defa, defa scaldiglie, scaldiglia, scaldiglia motore, scaldiglie, webasto

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