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Vecchio 15-11-11, 11: 23   #1 (permalink)
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trasmissioni idrostatiche ed evoluzioni di tale sistema

visto che nel topic delle trasmissioni elettriche e in altri si parla spesso di trasmissioni idrostatiche ho pensato di aprire questo dedicato esclusivamente a questo tipo di trasmissione.

Iniziamo a parlare del Warrior uno dei pochi mezzi con trasmissione completamente idrostatica insieme al poco felice 180-55, mezzi molto maneggevoli ma che pagano qualcosa come rendimento rispetto a trattori dotati di cambio IVT o power shift a causa delle temperature dell'olio della trasmissione che come si sa più si alza e più perde di viscosità.
In questo settore però vi sono stati negli ultimi anni dei grossi passi in avanti, tali da far si che case nel movimento terra applicassero tale tecnologia anche nelle ruspe vedi liebherr, ovviamente tale sistema di trasmissione ha i suoi pregi e i suoi difetti, tra i pregi quello di avere una velocità di traslazione come un ivt senza gamme o altro, il vantaggio che tra motore e trasmissione non vi sono collegamenti rigidi e nella maggior parte dei casi ciò comporta di ottimizzare notevolmente le dimensioni, di contro possiamo dire che il problema principale è la dissipazione del calore, dove con l'aumento della temperatura si ha un calo delle prestazioni come spiegato prima.

Ovviamente anche in questo settore sono stati fatti passi da gigante, l'elettronica è entrata prepotentemente in questo settore per facilitare l'uso e la gestione di sistemi come l'antislittamento e il cambio di cilindrata, se si pensa che ad oggi esistono motori lenti (vedi poclain Poclain Hydraulics > Home) dove è possibile avere addirittura 4 marce gestite dall'elettronica, la Krone per esempio utilizzava nella Big X la trasmissione idrostatica a gestione elettronica della Poclain, su molti irroratori la trasmissione e l'antispin è fatta con questi sistemi.

Se avete pazienza a navigare sul sito Poclain troverete anche le animazioni nel setore training che spiegano i funzionamenti dei vari componenti.

voi che dite delle trasmissioni idrostatiche?
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Vecchio 15-11-11, 13: 26   #2 (permalink)
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Originariamente inviata da mikyxt Visualizza il messaggio
visto che nel topic delle trasmissioni elettriche e in altri si parla spesso di trasmissioni idrostatiche ho pensato di aprire questo dedicato esclusivamente a questo tipo di trasmissione.

Iniziamo a parlare del Warrior uno dei pochi mezzi con trasmissione completamente idrostatica insieme al poco felice 180-55, mezzi molto maneggevoli ma che pagano qualcosa come rendimento rispetto a trattori dotati di cambio IVT o power shift a causa delle temperature dell'olio della trasmissione che come si sa più si alza e più perde di viscosità.
In questo settore però vi sono stati negli ultimi anni dei grossi passi in avanti, tali da far si che case nel movimento terra applicassero tale tecnologia anche nelle ruspe vedi liebherr, ovviamente tale sistema di trasmissione ha i suoi pregi e i suoi difetti, tra i pregi quello di avere una velocità di traslazione come un ivt senza gamme o altro, il vantaggio che tra motore e trasmissione non vi sono collegamenti rigidi e nella maggior parte dei casi ciò comporta di ottimizzare notevolmente le dimensioni, di contro possiamo dire che il problema principale è la dissipazione del calore, dove con l'aumento della temperatura si ha un calo delle prestazioni come spiegato prima.

Ovviamente anche in questo settore sono stati fatti passi da gigante, l'elettronica è entrata prepotentemente in questo settore per facilitare l'uso e la gestione di sistemi come l'antislittamento e il cambio di cilindrata, se si pensa che ad oggi esistono motori lenti (vedi poclain Poclain Hydraulics > Home) dove è possibile avere addirittura 4 marce gestite dall'elettronica, la Krone per esempio utilizzava nella Big X la trasmissione idrostatica a gestione elettronica della Poclain, su molti irroratori la trasmissione e l'antispin è fatta con questi sistemi.

Se avete pazienza a navigare sul sito Poclain troverete anche le animazioni nel setore training che spiegano i funzionamenti dei vari componenti.

voi che dite delle trasmissioni idrostatiche?

ottima idea, direi però che il rendimento meno alto è dovuta alla perdita di carico dell'olio in movimento..

la variazione della viscosità dell'olio, influenza la costanza di funzionamento, ed il fatto che il funzionamento non è costante..




anche se oggigiorno si è lavorato molto bene sullo studio dei flussi..

quando ho tempo posto qualcosa di più..


ciao
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Una critica costruttiva è un buon consiglio. Quindi è sempre ben accetta.
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Vecchio 15-11-11, 14: 09   #3 (permalink)
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Se l impianto e' ben fatto il problema maggiore lo da la temperatura te lo dico per esperienza.
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Vecchio 15-11-11, 15: 31   #4 (permalink)
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Se l impianto e' ben fatto il problema maggiore lo da la temperatura te lo dico per esperienza.

da cos'è dato l'aumento di temperatura? dal calore ceduto dal motore, vero, ma soprattutto dall'attrito dell'olio, per il fatto che si muove..

se si sceglie l'olio giusto, la variazione di viscosità tra le varie condizioni di lavoro è controllabile, il problema sono le perdite di carico dovute al circuito idraulico..

ciao
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Vecchio 15-11-11, 17: 51   #5 (permalink)
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Certo che si ma l olio giusto e i tipi di applicazioni e le ore di lavoro fanno si che le temperature si alzino, cosi come anche l ambiente di lavoro ha il suo impatto intasando o meno il radiatore
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Vecchio 15-11-11, 17: 55   #6 (permalink)
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Certo che si ma l olio giusto e i tipi di applicazioni e le ore di lavoro fanno si che le temperature si alzino, cosi come anche l ambiente di lavoro ha il suo impatto intasando o meno il radiatore
Le perdite di carico dovute al circuito se questo viene fatto con certi criteri non ti porta mai ad un eccessiva temperatura dell olio, i fattori esterni e in particolar modo l impiego e il ciclo di lavoro crea i problemi, infatti i radiatori per il raffreddamento vengono dimensionati in maniera ottimistica come calorie da smaltire.
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Vecchio 15-11-11, 22: 37   #7 (permalink)
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L'avatar di Silvestro
 
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Come rendimento la trasmissione idrostatica è inferiore alla trasmissione meccanica per 2 motivi.
Oltre al rendimento meccanico abbiamo un rendimento volumetrico e un rendimento idraulico della pompa ( e del motore).

Il rendimento volumetrico è dovuto ai reflussi che per forza avvengono dal circuito di mandata alla pompa, il rendimento idraulico è dato dalle perdite di carico che si hanno nel circuito e nelle valvole.

Se poi scaldandosi l'olio cambia le proprietà, diventa più comprimibile più viscoso la situazione peggiora ulteriormente
__________________
Ciao SuperSic
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Vecchio 15-11-11, 22: 46   #8 (permalink)
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L'avatar di fatmike
 
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Invia un messaggio tramite MSN a fatmike
Adesso dico una delle mie solite cassate.
E se ci si inventasse un sistema per riuscire a 'sostituire' tutto l'olio che lavora nella trasmissione? Visto che da quel poco che ho capito il problema deriva da li.
Magari, 2 serbatoi, l'olio che serve alla trasmissione viene pescato da uno, quando questo viene giudicato troppo 'caldo', (non so, dopo 3 4 ore? ) via che si pesca dall'altro serbatoio...

Ok la boiata l'ho detta, però l'ho premesso che lo dicevo...
__________________
C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica...la fi*a. (A.Einstein)
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Vecchio 15-11-11, 23: 40   #9 (permalink)
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Molto spesso innovazioni importanti sono partite da "cassate".Come tutti i campi della tecnica anche l' idraulica fa passi da gigante anno per anno. Credo che con queste pompe e motori a pistoni e cilindrata variabile il problema delle perdite volumetriche si sia ridotto di molto,il prossimo passo lo fara' la chimica sfornando oli dalle caratteristiche chimico fisiche piu' stabili in modo da non farci stare a cavallo di stufe cosicche' l'idrostatica finira' di assere relegata al movimento terra ,alle macchine raccoglitrici ed al garden per offrirci i suoi vantaggi anche in applicazioni in campo aperto con richiesta di potenza piu' continua a costi di gestione accettabili.In fondo anche un FullPowershift mangia piu' potenza di un cambio meccanico ma chi lo usa difficilmente ne fara' piu a meno.SALUTI
miro filippucci non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 15-11-11, 23: 56   #10 (permalink)
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Originariamente inviata da miro filippucci Visualizza il messaggio
Molto spesso innovazioni importanti sono partite da "cassate".Come tutti i campi della tecnica anche l' idraulica fa passi da gigante anno per anno. Credo che con queste pompe e motori a pistoni e cilindrata variabile il problema delle perdite volumetriche si sia ridotto di molto,il prossimo passo lo fara' la chimica sfornando oli dalle caratteristiche chimico fisiche piu' stabili in modo da non farci stare a cavallo di stufe cosicche' l'idrostatica finira' di assere relegata al movimento terra ,alle macchine raccoglitrici ed al garden per offrirci i suoi vantaggi anche in applicazioni in campo aperto con richiesta di potenza piu' continua a costi di gestione accettabili.In fondo anche un FullPowershift mangia piu' potenza di un cambio meccanico ma chi lo usa difficilmente ne fara' piu a meno.SALUTI
La soluzione c'è già e si chiama Vario a cui si lascia trasferire alla parte idraulica solo una parte della potenza garantendo allo stesso tempo la variazione di velocità richiesta.

Le perdite maggiori non sono dovute al fatto che si riscalda l'olio (quello usato nel Vario ha già una stabilità di funzionamento molto elevata) ma al funzionamento intrinseco della pompa e dei circuiti idraulici, fare due circuiti distinti non servirebbe a molto.
__________________
Ciao SuperSic
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