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Vecchio 21-05-09, 23: 57   #1 (permalink)
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L'avatar di Mapomac
 
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Quote latte - Cosa sono, cosa è successo.

Credo non possa esistere una sezione zootecnica dove non si parli di quote latte.
Anche per i non addetti ai lavori, la cosa non è sfuggita, avendone dato notizia anche a livello nazionale su stampa e telegiornali.

Per chi però, non ne sa nulla, vedi il sottoscritto, non sarebbe il caso di spiegare:

- cosa sono ?
- cosa è cambiato di recente ed in passato ?
- quali sono stati i problemi ?
- quali quelli non ancora risolti ?

Capisco che l'argomento è complesso, pertanto i diretti interessati, vedi Angelillo , prendano i dovuti tempi tecnici per spiegare il tutto...ma fateci capire che ci siete !
Capisco inoltre che l'argomento è altrettanto spinoso, vale quindi sempre l'indicazione di contenere i toni ed esporre in modo chiaro le proprie opinioni, altrimenti ne capiamo ancora meno.
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Vecchio 27-06-09, 19: 04   #2 (permalink)
Utente Tractorum.it
 
L'avatar di Gianpi
 
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Ho mi scuso per il ritardo con cui rispondo e sottolineo che le mie saranno solamente risposte di tipo tecnico.

D: Cosa sono?
R: Sono una sorta di autorizzazione amministrativa a produrre. In realtà non è corretto parlare di "regime quote latte" ma di regime del "prelievo supplementare". Di fatto il regime del prelievo supplementare è uno strumento di politica agraria comunitaria atto a contingentare la produzione di latte disincentivando l'imprenditore a produrre oltre alla quota assegnata. Esso viene applicato con il reg. CE 1788 del 2003. A livello italiano la legge 119/2003 del 2003 e l'attuale "decreto Zaia" da poco convertito in legge (non mi ricordo il numero...)

D: Quali sono stati i problemi?
R: Il problema nasce nel 1984 quando la comunità europea ha varato il sistema quote latte (reg. CE 856 del 1984) chiedendo agli stati membri il quantitativo di latte che essi producono annualmente...come al solito l'italia non ne aveva idea e ha dato un numero un pò spannometrico (9.900.000 tonnellate) che di fatto non copriva la produzione italiana che si attestava e si attesta sulle 10.500.000 - 11.000.000 tonnellate. Tutto bene fino all'annata agraria 1994/95 quando la comuntà europea ha aperto la solita infrazione nei confronti dell'Italia configurando come aiuto di stato il pagamento del prelievo supplementare che doveva avvenire da parte degli allevatori e non da parte dello stato, l'Italia è corsa hai ripari inviando le cartelle esattoriali agli allevatori che producevano fuori quota e da lì è successo il pasticcio.
In pratica molti hanno scelto di pagare pochi anno scelto di non pagare e questo si trascina fino a oggi.

D: Cosa è cambiato di recente ed in passato?
R: In passato ben poco, le aziende hanno continuato a produrre e la produzione di latte è rimasta stabilmente fuori quota a livello italiano di 600.000-400.000 ton.
Oggi è cambiato che l'Italia grazie al lavoro dell'atuale ministro Zaia è riuscita ad ottenere un incremento di quota di 600.000 ton che sommate agli incrementi passati (fino a due anni fa la quota italiana era di 10.400.000 ton circa) ci permette di coprire tutta la produzione di latte italiana portando la quota nazionale a 11.000.000 ton.

D: Quali i problemi non risolti?
R: Buona parte delle pendenze del passato in fatto di superprelievo che secondo il decreto Zaia dovrebbero essere rateizzate.

Siccome un capito della mia tesi verte su questo argomento credo di essere ben informato quindi chiedete pure.

Nb: conoscete la mia appartenenza quindi risponderò solamente a domande di tipo tecnico non replicerò ad altro (onde evitare di creare polveroni) se ciò dovesse accadere i moderati sono pregati di chiudere il tread.
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Vecchio 27-06-09, 20: 33   #3 (permalink)
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L'avatar di Filippo B
 
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Ottima relazione Giampi, ti ringrazio a nome di tutti.

Grazie anche per aver scelto di partecipare in maniera "tecnica", condivido il Tuo pensiero, qui polemiche pro o contro questo o quello non ce ne saranno.

Ti pongo una domanda, da assoluto profano: secondo Te o secondo anche altri beneinformati, TEORICAMENTE e ripeto TEORICAMENTE il regime di quote latte potrebbe servire anche per garantire stabilità di prezzo alla stalla?
Mi spiego meglio, avendo una produzione "monitorata" e contingentata a livello nazionale, non si corre pertanto il rischio di ritrovarci poi ad avere esuberanze o carenze a fine anno (o quello che è). Poi naturalmente ci saranno periodi in cui si produce lievemente di piu e altri lievemente di meno, ma se il conteggio annuale è per X tonnellate da lì (teoricamente) non si sfora.
Quindi, ripeto, il regime potrebbe essere utile per dare stabilità al prezzo del latte e, al contempo, non dico garantire un guadagno ma almeno sapere per tempo a cosa si va incontro?
Se si, perchè cio' non avviene o avviene solo in parte?
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Frase celebre del giorno: "IO TI PAGO CON IL CONTROLLO DELLO SFORZO DISINSERITO"
Filippo B non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 27-06-09, 20: 40   #4 (permalink)
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L'avatar di Alessio
 
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Scusate,io sono un perfetto ignorante in materia,ma funziona come per le viti?cioè se hai 100 mucche e 100 quote latte,vuol dire che puoi produrre 100 quintali di latte al massimo,oppure se hai 100 mucche e compri altre 50 quote,puoi produrre 150 quintali di latte?Scusate il mio paragone terra terra,ma non sono mai riuscito a capire come funziona........scusata le mia ignoranza abissale.........
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A pensar male si fa peccato.....ma ci si azzeca sempre!!!!!!:
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Vecchio 27-06-09, 21: 41   #5 (permalink)
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Scusate,io sono un perfetto ignorante in materia,ma funziona come per le viti?cioè se hai 100 mucche e 100 quote latte,vuol dire che puoi produrre 100 quintali di latte al massimo,oppure se hai 100 mucche e compri altre 50 quote,puoi produrre 150 quintali di latte?Scusate il mio paragone terra terra,ma non sono mai riuscito a capire come funziona........scusata le mia ignoranza abissale.........
Tu compri le quote in base a ciò che vuoi produrre.... quindi in base al numero di capi che uno ha in stalla, la terra (oramai il caso nitrati entrerà nel vivo tra pochi anni) e se uno vuol espandersi il regime delle quote è servito e serve a frenar gli abbassamenti dei prezzi.... sennò noi tutti chiudiamo.
nel tuo caso esempio semplice 100 vacche che mi producono 100q di latte annui mi servirà una quota di 100*100=10000q di quote annue.... se invece nè ho 130 e queste mi producono 100q 130*100=13000q però se nè ho solo 10000q in teoria dovrò o mettermi in regola quindi o affittandone o comprandone 3000q.... sennò in teoria devo pagar una multa riguardande la sovraproduzione di 3000q.... ahimè in Italia fatta la legge trovato l'inganno... e non vado oltre
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Bisogna rimanere sempre al passo con i tempi ed evitare le mode.
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Vecchio 27-06-09, 21: 53   #6 (permalink)
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Ottima descrizione Giampi!

Per rispondere a Filippo porto solo un dato di fatto: Nel 1994, quando scoppio il pasticcio, dicevano che le quote avrebbero difeso il prezzo del latte. Allora 1 litro valeva circa 850 lire, oggi vale 0,30 centesimi.
Il latte ha sempre perso valore, e le spese son sempre aumentate, questo non è per fare il solito allevatore che si lamenta, ma purtroppo è andata così.
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Angelo
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Vecchio 27-06-09, 22: 12   #7 (permalink)
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Ti pongo una domanda, da assoluto profano: secondo Te o secondo anche altri beneinformati, TEORICAMENTE e ripeto TEORICAMENTE il regime di quote latte potrebbe servire anche per garantire stabilità di prezzo alla stalla?
Mi spiego meglio, avendo una produzione "monitorata" e contingentata a livello nazionale, non si corre pertanto il rischio di ritrovarci poi ad avere esuberanze o carenze a fine anno (o quello che è). Poi naturalmente ci saranno periodi in cui si produce lievemente di piu e altri lievemente di meno, ma se il conteggio annuale è per X tonnellate da lì (teoricamente) non si sfora.
Quindi, ripeto, il regime potrebbe essere utile per dare stabilità al prezzo del latte e, al contempo, non dico garantire un guadagno ma almeno sapere per tempo a cosa si va incontro?
Se si, perchè cio' non avviene o avviene solo in parte?
Di fatto le quote latte hanno mantenuto il prezzo stabile. Il caso italiano è tutalpiù un anomalia, in effetti anche in italia il prezzo è rimasto stabile (o meglio è oscillato fra 0.40 e 0.30 euro) ma perchè nonostante tutto anche la produzione è rimasta stabile, insomma si gioca sempre sul filo e l'economia insegna che i mercati dei prodotti agricoli sono rigidi, un lieve incremento della domanda fa decollare i prezzi, un lieve aumento dell'offerta li fa crollare.
Altro punto è il prezzo di intervento, oltre a cercare di mantenere la produzione la comunità europea ha fissato un prezzo sotto il quale il latte non può scendere, se scende interviene la comunità che ritira dal mercato ingenti quantitativi di latte che viene polverizzato e stoccato. Attualmente il prezzo di intervento è di 25 cent, che è discreto per un allevatore tedesco o francese ma è un disastro per un allevatore italiano.
Attualmente il prezzo del latte si aggira intorno a 28 cent, i consumi tengono ma si spostano verso prodotti di minor costo che vengono prodotti con latte straniero (attualmente sta 18-22 cent) ed ecco spiegata la crisi dei grana ed il conseguente calo del prezzo del latte alla stalla italiano...

Oramai è certo che le quote latte finiranno nel 2015 (sempre se il mondo non finisce nel 2012 ) ma sicuramente saranno studiati altri sistemi indiretti per tenere a bada la produzione. Toxi parlava della direttiva nitrati (è vero il bello deve ancora venire.....) a cui si aggiungeranno altre normatiive sulla condizionalità ambientale e sul benessere animale che via via faranno chiudere le stalle non in grado di adempiere e comunque c'è sempre il mercato che tiene a bada le produzioni.

Tutto bene (anzi male ) fino a qui però c'è un altra cosa che pian piano sta tornando: questa crisi sta mettendo in luce come il nostro sistema sia debole, inefficiente, troppo ingarbugliato e c'è un ritorno verso una certa forma di autarchia almeno dal punto di vista alimentare che dovrebbe in un certo senso ridare un pò di impulso ai nostri prodotti però noi dobbiamo cercare di ottimizzare al massimo i costi e cercare di impadronirci di tutta la filiera (Noi non nostri delegati).
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Ultima modifica di Gianpi : 27-06-09 a 22: 19.
Gianpi non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 27-06-09, 23: 01   #8 (permalink)
Utente Tractorum.it
 
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Quindi,se ho capito bene con più quote compro,più latte posso produrre........
per gianpi:impradronirsi della filiera,sarebbe un grande paso in avanti per l'agricoltura in generale,ma la vedo un'impressa difficicile,se non impossibile,finchè quando vendi il prezzo lo fanno gli altri,e quando compri pure!sembra una barzelletta ma purtroppo è cosi............
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Alessio non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 27-06-09, 23: 05   #9 (permalink)
Utente Tractorum.it
 
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Ubicazione: alto varesotto
Messaggi: 397
Quote:
Originariamente inviata da Gianpi Visualizza il messaggio
noi dobbiamo cercare di impadronirci di tutta la filiera (Noi non nostri delegati).
soprattutto quella a valle della stalla,visto che rende molto di più la commercializzazione che non la produzione
ricky75 non è in linea   Rispondi quotando
Vecchio 15-07-09, 12: 21   #10 (permalink)
Utente Tractorum.it
 
Registrato dal: Jul 2009
Ubicazione: Treviso
Messaggi: 23
per non parlare poi di paesi come il Belgio che hanno il doppio circa delle nostre quote...assurdo!!
jdsimo non è in linea   Rispondi quotando
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latte, quote latte

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