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Carraro turbo

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About Carraro turbo

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    Utente Tractorum.it

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    Prov. Cuneo

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    Macchine agricole d'epoca
  1. Certo che i trattori a petrolio di Davide sono ottimi e funzionano! Ma non è detto una macchina delicata come un motore a ciclo otto non deve funzionare bene a prescindere. Ovvio che se il collezionista medio non distingue un magnete da una dinamo allora il discorso cambia, se manca la cultura e la competenza si continuerà sempre a sostenere che se un trattore non parte o non funziona a dovere è perché è una cattiva macchina. Su tantissimi raduni continuo a vedere gente che mette in moto orgogliosamente il proprio trattore, ma alla prima domanda tecnica non sa da che parte girarsi, come i famosi sapientoni che incantano il pubblico con le loro teorie che vanno dal field marshall che è un testacalda "perchè ha i volani" o al landini 45 che "tira come un cento cavalli" senza aver mai sentito parlare di giri, coppia, rendimenti,... Tutti i giorni nel mio lavoro opero su macchine industriali che valgono centinaia di migliaia di euro, e sono ben più complesse dei nostri amati trattori storici; mi riesce impossibile pensare che una macchina costruita a inizio secolo non sia possibile metterla a punto nel 2013; non raccontatemi che non si trovano i ricambi, nel 2013 qualsiasi pezzo si può riprodurre. Mi è capitato su una fiera di assistere a un personaggio che millantava per 40 e più minuti le sue abilità nell'individuare la giusta tipologia di sfera e molla per la valvola di ritegno del suo L25, a suo dire operazione estremamente complessa che implica la disponibilità di ricambi introvabili... per me era quasi comico. Per farvi un esempio sono stato a Panningen a Luglio, su 2000 e più trattori presenti la tipologia di motore era estremamente varia, e ben distribuita dal testacalda, ciclo otto, diesel, vapore,... Forse solo in Italia si ha la concezione che il trattore vecchio è quello con il ciclo misto di Sabathé, mentre il resto è una baracca. Provate a fare un giro nelle collezioni dei tedeschi, francesi, belga, olandesi, britannici... hanno forse più razionalità di noi, e con questo intendo altri criteri di valutazione del mezzo storico... Mi sta bene che qualcuno possa spendere una cifra notevole per una macchina che piace particolarmente, per la soddisfazione personale di averla. Ma se fra 15/20 anni decido di rivendere il mio mezzo super-raro, bello e potentissimo che ho strapagato siamo sicuri che trovo ancora qualcuno che mi da quella cifra? Questo ragionamento non sta in piedi. La cifra che noi riteniamo alta è tale vista la forte richiesta di prodotto, come in qualsiasi mercato, sia di patate, oro o motoseghe. E quindi vista la forte richiesta il venditore tenta di applicare il prezzo "di mercato" (al quale si suppone siano state effettuate la maggior parte di compravendite). E fino qui è tutto più che corretto. Quello che secondo mio modesto parere non va è l'accanimento ad avere tutti la stessa tipologia di macchine. Il discorso che citi tu non bisogna farlo al venditore, ma fra collezionisti. Se il prezzo è quello è perchè c'è (o c'era?) qualcuno che lo compra(va). Perchè se colleziono trattori devo avere quasi per forza un Landini o simili? Forse perchè gli altri non siamo capaci a metterli in moto? O non sappiamo neanche che esistano?
  2. Quello che non capisco è perchè continuiamo a rigirare la stessa minestra riscaldata di orsi landini fiat e simili. Ci saranno migliaia di marche di trattori, i collezionisti esistono in tutto il mondo, siamo nel 2013 e abbiamo tante belle cose come i mezzi di trasporto, internet e i telefoni che ci permettono di interagire al di là del nostro cortile. Che siamo in italia e diamo la preferenza ai trattori italiani mi sta bene e sono d'accordo, ma è inutile continuare a volere a tutti i costi sempre gli stessi trattori. Le fiere italiane sono molto simili fra di loro come tipologia di macchine. Ricordatevi che possiamo discuterne fin che volete, ma il prezzo lo farà sempre e solo la domanda. Se voglio un mezzo "scenico", vecchio o particolare basta fare un giro su internet o una visita da alcuni rivenditori seri di macchine d'epoca situati a un migliaio di chilometri da noi; troverete certamente dei pezzi sconosciuti che non avete mai visto e sicuramente vi colpiranno. Provate ad acquistare un Mogul 8-16 (forse risparmierete un po' rispetto agli ipotetici 60.000€ di un Argo) e portatelo alla fiera del vostro paese. Dopo aver visto 10 volte l'avviamento di un testacalda sicuramente il pubblico apprezzerà tanto anche il vostro trattore del 1916 che funziona regolarmente (dopo una buona messa a punto da parte di un competente) e magari traina il suo piccolo aratro... A me piacerebbe molto, poi i gusti sono personali e su questo non si discute....
  3. Bravo alfre, mi fa piacere ciò che dici. Sarebbe bello se quello che pensi tu fosse un'opinione più diffusa fra i collezionisti... Per quanto riguarda il circolare/lavorare con un mezzo agricolo... attualmente non vi è una legge che distingua una macchina agricola storica da una operativa. Il trattore, storico o no, è intestato regolarmente al proprietario, che detiene una partita iva e quindi una azienda. Dal punto di vista giuridico il trattore è considerato uno dei mezzi operanti all'interno dell'azienda, quindi deve essere in regola con ciò che dice il dpr 81/08 (che sostituisce la 626). Non è possibile inserire sul libretto la dicitura "veicolo storico" o simili, come invece è possibile fare con altri veicoli. Puoi anche avere targa asi, e puoi anche assicurare un trattore a testa calda... ma se su una qualsiasi fiera qualcuno mette le mani nella puleggia... come lo spieghi che il tuo è un trattore d'epoca? Sicuramente ti diranno che manca un carter... Per circolare devi essere in regola come con un trattore convenzionale, quindi fanaleria, cinture, protezioni varie e via dicendo... Ovviamente si spera che la situazione possa cambiare seguendo la direzione di altri paesi europei, dove un qualsiasi storico con semplici passaggi può circolare in sicurezza.
  4. Io non compro i trattori con l'unico scopo di farli lavorare su una fiera, ma anche per la soddisfazione di riparare e possedere un pezzo che personalmente mi piace. Trovo che stiano benissimo anche sotto il portico o in moto nei miei campi. È possibile arare e lavorare anche con una macchina degli anni 20 o 30, probabilmente sarà più complesso e meno divertente che impennare con un L45. E poi al momento attuale in Italia non è legalmente possibile circolare con un trattore d'epoca, quindi i raduni "stradali" io non li considererei neanche.
  5. Recentemente ho avuto a che fare di persona con la realtà del commercio e delle fiere del nord europa... è tutto un altro mondo. Il mercato italiano continuo a non capirlo, penso che vista la scarsa cultura meccanica e storica si continui a dare importanza (e quindi valore economico) a macchine che non sono vecchie, non hanno rappresentato innovazioni meccaniche e non sono nemmeno rare. Che abbiano fatto la storia della meccanizzazione agricola italiana è vero, erano le macchine dei nostri nonni e vanno rispettate, ma con 40/50.000 euro io preferisco comprare un Rumely Oil Pull prodotto dal 1910 al 1930, vecchio e particolare, per chi lo conosce. Non di sicuro un L55A, che è una macchina scomoda degli anni 50/60 che ha rotto la schiena a molti agricoltori italiani.
  6. La mia opinione è che il collezionismo di qualsiasi cosa deve essere visto a livello più esteso della propria regione, i trattori di interesse storico possono essere stati prodotti a Tortona come a Mannheim o Racine; a mio avviso il valore elevato (e quindi la richiesta) di un trattore dovrebbe giustificarsi con l'età, la rarità o l'innovazione tecnologica del periodo. Io non spenderei mai le migliaia di euro di cui parli per avere dei "cosi" nati fuori tempo e con una tecnologia di 30 anni fritta e rifritta. Un motore a testacalda può andare bene su un HL12 anni 20... ma non di sicuro nel 1960 Che abbiano fatto la storia italiana non lo metto in dubbio, ma mi piacerebbe che alcuni collezionisti costruissero le loro raccolte con un po' più di cultura e conoscenze tecniche dei loro mezzi... è inutile volere a tutti i costi un testacalda grosso per fare rumore alle arature e vantarsi che "tira come un 100 cavalli"... alla fine diventa solo una moda che aumenta la richiesta e di conseguenza i prezzi. Ogni tanto provate ad informarvi sulle quotazioni degli storici sui mercati esteri (americani o europei che siano) in base alle caratteristiche dei trattori proposti... noterete come il mercato sia molto più ragionato. Le storielle delle offerte sentite dire, dell'amico che fa il grande acquisto o dell'affarone che non si è comprato per i più svariati motivi lasciamoli ai discorsi delle cene che si fanno ai raduni di trattori. Questa è solo la mia personalissima idea, per quanto ne possiamo discutere il valore economico sarà sempre determinato dal modello matematico della domanda-offerta. In cosa consista la domanda lo valuta ognuno di noi... Non ti preoccupare, non sono geloso dei trattori di nessuno, nella mia collezione trova posto anche il testacalda anteguerra il quale, assieme ad altri mezzi che mi piacciono molto, ritengo di aver acquistato al momento giusto a prezzi più che ragionevoli. Attualmente penso che nel nostro paese sia opportuno impegnare grossi capitali in cose molto più redditizie del trattore d'epoca, e con le quali si è sicuri di recuperare l'investimento.
  7. Personalmente ritengo che i testacalda prodotti in italia dopo il 1950, di qualsiasi marca, fossero del tutto obsoleti e di concezione antiquata. Prova a paragonare un L45 del 1955 con un Deutz F3L514... Cosa ha in più il tedesco? Un sollevatore idraulico a tre punti secondo gli standard, un caricatore frontale, un cambio stradale, cabina chiusa, assale anteriore balestrato, frenatura pneumatica, puleggia e argano disponibili a richiesta direttamente dalla casa madre. E la cosa più importante, un motore raffreddato ad aria che non conosce manutenzione straordinaria, ha consumi ridotti e si avvia in qualsiasi condizione climatica e anche meccanica. E non dimenticare la comodità di guida, migliore di molti trattori anni '90. Fai conto di essere un agricoltore nel 1960. Compri un Landini 30 nuovo o un Fordson New Major usato? Che siano molto richiesti e vadano di moda è un altro discorso, io però se devo spendere 50.000€ per un testacalda preferisco un 40hp Landini, che aveva un senso nell'epoca in cui è nato, a differenza dell'Argo o del L55.
  8. Sto revisionando un motore 305d montato su un 615N, vorrei sapere dove posso trovare i riferimenti per la messa in fase della pompa iniezione. Sono sul volano o sulla puleggia sull'abero motore? Grazie
  9. Ho notato anche io che sui primi L25 gli iniettori sono diversi... Per il fatto della frizione sicuramente arriverà dell'olio sul disco, io direi di smontare, lavare il tutto e togliere la perdita. Sicuramente il disco sarà pieno d'olio e quindi tende a incollarsi. La pompa del 45 per ora sembra funzionare, con della pasta abrasiva molto fine ho fatto una specie di lappatura a pompante e cilindro. Adesso devo solamente trovargli un aratro!
  10. Sì, succede proprio così e la corsa è molto dura quando riprende. Può essere che il tuo iniettore non polverizzi bene... a me era successo su un SuperLandini Secondo me se il lavoro viene svolto in modo regolare da persone competenti il trattore può anche avere 120 anni ma torna come era quando è uscito dalla fabbrica. Ovvio che se ci mette le mani un pasticcione... Anche se i miei mezzi stanno fermi 11 mesi, personalmente pretendo che se li uso per arare 2 ore l'anno non diano problemi di nessun tipo. La verniciatura è l'ultima cosa, prima di tutto devono funzionare regolarmente e non avere perdite. Tornando al 45, dopo una pulizia generale di impianto e valvole ho trovato il pompante leggermente segnato. Con una lucidatura sul tornio già scorreva più libero, rimontando il tutto il trattore gira meglio e funziona regolarmente sotto carico per circa 3 ore, poi il problema si manifesta nuovamente ma in modo più lieve. Non conoscendo le tolleranze richieste fra stelo e camicia proverò ancora a lucidarlo ulteriormente, se non si risolve provvederò a far ricostruire pompante e cilindro.
  11. Ho un problema con un L45: dopo circa 20 minuti di funzionamento regolare al minimo e accensione perfetta si ferma; azionando quindi la pompa a mano da' qualche colpo ma sembra che l'iniezione non avvenga in modo regolare. Ho controllato filtri e tubazioni e la nafta arriva regolarmente alla pompa, la mia idea è che dopo un po' il pompante tenda a gripparsi... A qualcuno è già successo? Per il momento preferirei escludere problemi al regolatore...
  12. Assolutamente non è un 514 non ne ho mai visti con quei coperchi valvole e senza il coperchio sulla pompa iniezione, è molto simile al 511 ma non sono sicuro sia lui. F indica che è il motore di un trattore (A=motore fisso) 2 indica il numero dei cilindri L = raffreddamento ad aria (M=acqua) 5 = serie 11 = corsa del pistone in cm
  13. La Hg4 è ora nel mio cortile, completa della dotazione di chiavi originale, una ruota di scorta nuova, benna da scavo rovescio, tutta la fanaleria originale. Dalla cantina del vecchio proprietario sono spuntati fuori due semiassi anteriori con le crociere, nuovi ma mai rimontati dopo la rottura; il tutto a prezzo di rottame. Il motore gira libero, e a breve tenterò di avviarlo.
  14. A vedere dalle foto quelli dell'opel blitz sembrano diversi. Quelli dell'hydromac hanno un mozzo particolare, che dalla flangia viene verso l'esterno restringendosi, come un cono. Quando li smonterò vedrò se hanno qualche codice, proverò a vedere se qualche ricambista bpw sa dirmi qualcosa. Però sono sicuro di averli già visti da qualche altra parte... ma non so su quale macchina.
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