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landini 13500 C

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  1. Come va questa soluzione in collina, è abbastanza precisa?
  2. Tanto impegni altro che soldi 😅😅😅 Non ho avuto il tempo di pesarlo. È una macchina che sta facendo provare Stefani. Da noi per Landini c'è Abbondanzieri, Stefani copre la zona alte Marche e parte della Romagna ma fa tutto Pesaro-Urbino per Mc Cormick
  3. And Andrea fortunamente non è successo a me. È una delle prime storie che stanno raccontando da noi a Pesaro. Ieri è uscita una storia simile per un uomo di 46 anni.
  4. Le colpe di chi sono? Questa è la domanda che ci facciamo tutti. A livello internazionale certamente della Cina. Adesso viene omaggiata come se salvasse il mondo...semmai sono i medici cinesi e non certo lo stato cinese che è stato molto omertoso che ha osteggiato ogni blocco degli arrivi da e per la Cina che, è questa è l'origine di tutto, nel 2020 ha ancora dei livelli di igene da medioevo. È mai possibile che ci siano mercati dove si possano vendere animali selvatici come pipistrelli assieme a pesce e cibo fresco in genere! Che si possa macellare nelle strade, gli stessi senza alcuna norma di sorta! In questi giorni è girata la fake news del fatto che il virus sia stato creato in laboratorio. Molto macchinosa come ipotesi e molto più probabile invece l'ipotesi di pipistrello infetto. Si pensa che mentre veniva macellato, abbia ferito una persona e lo abbia infettato. Sempre dalla Cina vengono tutti questi virus e sempre per questo motivo è ora di finirla! In Italia la colpe sono già state ampiamente illustrate da voi... Sulla morte di gente giovane vi posto un racconto, un fatto successo a Pesaro. " Scusatemi ma ho bisogno di sfogarmi, forse anche per il fatto che ormai sono più di 14 giorni che sono in quarantena senza vedere nessuno ma cosa ancor più grave senza sentire nessuno di coloro, come viene tanto pubblicizzato, che dovrebbero seguire il mio percorso di salute, questo anche per far presente che ci raccontano ciò che vogliono nascondendoci/vi la verità. Certo è che non è come la raccontano in tv, se è perché non vogliono fare allarmismi, se è perché non ci stanno capendo niente, o altro, non so. Rimane il fatto che non ci dicono il vero. E ognuno è abbandonato a sé stesso. Fatta questa premessa ci tengo a portare a conoscenza la mia recente storia, perché ora più che mai sono convinto di non essere il solo. Tutto iniziò quel maledetto venerdì 28 febbraio. Mio padre, uomo forte e in perfetta salute di soli 55 anni, quella sera tornò dal lavoro dicendo di non sentirsi bene. Io non ho ricordi di averlo mai visto ammalarsi di influenza, eppure ho 26 anni. Comunque sia aveva la febbre elevata. Ma essendo ancora agli inizi di questa pandemia non pensammo subito al coronavirus. Il giorno seguente, visto che la febbre non accennava a diminuire nonostante gli antipiretici, interpellammo dapprima il medico di base, il quale sosteneva che non era altro che influenza e si è sempre rifiutato anche nei giorni successivi venire a visitare mio padre per paura di mettere a rischio la propria salute. Sosteneva che siccome il servizio sanitario non gli aveva passato quanto necessario, lui, non sarebbe venuto a visitarlo. Vale a dire, detta in maniera crude, non avrebbe mosso il suo sedere dalla sua poltrona. Quindi curò mio padre via telefono. Chissà! Forse sarà riuscito anche a capire se i suoi polmoni erano in sofferenza. Proprio in gamba questo medico. Terapia: tachipirina 500mg (su un uomo di 90kg) da prendere ogni 4 ore e basta. Nient’altro. La settimana successiva chiamammo il 1500, il 112, il 118, il numero verde regionale ma niente nessuno ci prese mai sul serio dicendo sempre a mio padre, e anche a me, che era solo una febbre influenzale e che sarebbe passata da sola con la semplice assunzione della normale tachipirina senza dover fare altro a maggior ragione un tampone per allontanare un qualsiasi dubbio. Il 118 ci disse perfino che se ci avessero inviato un’ambulanza, per visitarlo più approfonditamente, lo avrebbero portato al pronto soccorso con la certezza che, una volta li, avrebbe preso sicuramente il virus nel caso non lo avesse avuto. Mio padre sentendo questo di spaventò e preferì non andare in quel momento. Non potendo fare molto di più aspettammo e sperammo che avessero tutti ragione. I giorni passarono e arrivammo a giovedì 5 marzo dove mio papà, oltre ad aver mangiato quasi niente nei giorni precedenti a causa di un sapore metallico che diceva di sentire, ancora continuava ad avere febbre elevata. Per l’ennesima volta chiamammo il suo medico curante che per metterci a tacere ci prescrisse una lastra ai polmoni per vedere se ci fosse nulla. L’appuntamento fu per sabato 7 marzo. A questo punto mio padre non riusciva più a stare in piedi ed era così debole che a fatica riusciva ad alzarsi anche per andare in bagno, o provare a mangiare. Disperato provai a chiamare il 118 per richiedere un’ambulanza per portarlo a fare la radiografia, ma è stato tutto inutile. Il 118 scaricava il problema sul medico di base e viceversa come purtroppo è consuetudine oltre al fatto che chiunque ne avesse fatto richiesta la cosa richiedeva tempo, giorni (cosa poi verificatosi falsa). Rimane il fatto che non ottenendo nessun aiuto, alla fine di tutti questi discorsi da parte di chi invece di parlare avrebbe dovuto agire, discorsi allucinanti per me cittadino, mi armai di forza e coraggio e riuscì a portare mio padre a fare queste lastre in macchina. Preso dalla disperazione scrissi perfino un messaggio su facebook al vostro amato sindaco, implorandogli o un tampone o almeno un’ambulanza, un aiuto insomma… ma forse era troppo impegnato a farsi bello difronte alle telecamere… anziché prodigarsi per i propri cittadini, certo non si parlava di suo padre. Comunque attendo ancora una risposta…forse perché è ancora troppo occupato ad andare in TV a dire che a Pesaro è tutto sotto controllo e quanto sia bravo a gestire la situazione. Chissà. Ci armammo di guanti, mascherine e andammo in ospedale da soli e tra uno sforzo e l’altro riuscimmo a fare queste benedette lastra che mio padre inviò subito al suo medico curante via mail. Rispose che era tutto a posto e gli prescrisse sempre per telefono un antibiotico a base di cortisone. Domenica 8 marzo a mio padre andò apparentemente via la voce, è difficile da far capire ma era come se fosse sfiatato. Lunedi 9 marzo la febbre arrivò a 40, la tosse era sempre più forte, non riusciva più né a parlare né ad alzarsi o muoversi e faceva fatica a respirare. A questo punto finalmente i soccorsi arrivarono, ma ben dopo 10 giorni che mio padre stava male sottovalutato da tutti. Certo non era il padre di nessuno di quelli che avrebbero dovuto intervenire, accertarsi che forse non era influenza o almeno averne la certezza. Comunque quando arrivarono i soccorsi e mi dissero che lo portavano al pronto soccorso ad Urbino, mi sentì sollevato perché almeno sarebbe stato seguito e curato. Mai avrei pensato che quella poteva essere l’ultima volta che avrei visto mio padre. MAI! Da qui in poi non ebbi più sue notizie se non tramite due telefonate che mi fece lui, di un minuto o poco piu’, dove inizialmente mi chiedeva di portargli un pigiama e nella seconda telefonata (il giorno dopo, quindi il 10 marzo) che lo avrebbero intubato per una polmonite virale e che sarebbe stato trasferito a Jesi. Dopo questo trasferimento (faccio notare che a questo punto siamo al 12esimo giorno dove nessuno si è preso la briga di fargli un tampone o quanto meno visitarlo) gli fecero il tampone che risultò positivo e lo sedarono, infatti la chiamata dove mi avvisava che stava venendo trasferito fu l’ultima che mi fece. Mi chiamarono il giorno seguente dicendomi se ero stato a contatto con mio padre e rispondendo affermativamente mi dissero che dovevo stare a casa 14 giorni dato che manifestavo anche alcuni sintomi simili a quelli di mio papà ma senza farmi nessun tampone perché ormai eravamo entrati nello stato di pandemia e quindi per loro ero positivo a prescindere. Quindi anche per me non era previsto un tampone perché scontato che io ero positivo. Quindi perché spendere altri soldi? La cosa allucinante è che sembrava che mio padre fosse svanito nel nulla! Dopo insistenti telefonate all’ospedale di Jesi, finalmente il reparto di terapia intensiva dove era stato ricoverato mio padre, mi informarono che sarebbero stati loro, quotidianamente, a contattarmi per informarmi sul suo stato di salute. Anche se difficile mi sono adeguato al sistema. Ma dopo ben 10 giorni lasciato a casa senza una terapia adeguata, tanto per tutti era semplice influenza, ribadisco che la febbre elevata è iniziata il 28 febbraio e ritengo normale per qualsiasi fisico, persone in salute e giovani sentirsi poi dire che, siamo arrivati al giorno giovedì 12 marzo, il medico del reparto intensiva che aveva in cura mio padre mi riferisce mi telefona, mi dice che il mio papà era in condizioni critiche, per meglio dire gravi e comunque mi preparava al peggio. Quella maledetta telefonata mi è arrivata proprio il giorno della festa del papà. Quel giorno il medico del reparto, come tutti i giorni mi chiama, mi lascia solo la speranza in quanto l’ultima a morire, allora gli chiedo la cortesia di mettere la cornetta del telefono all’orecchio di mio padre, volevo fargli sentire la mia voce, fargli gli auguri per la festa del papà, volevo ringraziarlo per quanto avesse fatto per me fino ad ora, volevo dirgli di lottare che non era solo, che sia io che mio fratello facevamo il tifo per lui e tante altre dimostrazioni di affetto come un qualsiasi figlio desidera fare con il proprio papà. Mi è stato negato anche questo. Mio padre, Giancarlo Attarantato, di soli 55 anni, in perfetto stato di salute (non aveva malattie pregresse come cercano di farci credere per quanto riguarda le persone decedute) è morto senza che io potessi ne parlargli ne vederlo né stargli accanto il 19 Marzo (festa del papà) alle ore 20:00 circa. E’ morto perché ignorato da tutti quelli che hanno il compito e dovere di garantirci assistenza, soprattutto in questo momento di emergenza, ignorato e, certamente non è stato e non sarà certamente l’unico, da tutti quelli che invece avrebbero dovuto aiutarlo, visitarlo, capire il suo male e cercare di aiutarlo, a partire dal suo medico di base che ha sottovalutato la situazione perché ha pensato a preservare la sua salute anziché rispettare il giuramento di Ippocrate, al sindaco che ci ignorò completamente e da tutti gli enti messi a disposizione del cittadino che continuavano a ripeterci le regole emanate dal governo ma senza fare nulla di concreto per aiutarlo. Tutto questo perché nessuno fin dall’inizio, ha avuto il buon senso di fargli un maledetto tampone per verificare se si trattasse di influenza o altro. Abbiamo dovuto aspettare la bellezza di più di 10 giorni per un accidenti di tampone. Se il problema è economico bastava dirlo…in un modo o nell’altro lo avremmo pagato. Ma non si può far morire persone perché, non si fanno, o non si vogliono fare, tamponi per avere la certezza della malattia in corso. Per quanto riguarda mio padre, oltre a tutto al calvario che ha dovuto affrontare, nell’indifferenza delle istituzioni e di coloro che le rappresentano, a partire dai primi cittadini di ogni rispettivo comune, non risulta neanche fra i deceduti di coronavirus. Certo avrebbero potuto scrivere che aveva malattia pregressa quando così non è. Io ora temo quanto ci raccontano, o meglio quanto non ci raccontano, perché niente è vero e chi come me lo ha vissuto in prima persona sa bene che siamo continuamente presi per i fondelli. Balle, balle, balle, … Non posso nascondere che mi fa schifo tutto e tutti quelli che in qualche modo e nelle diverse mansioni, devono gestire e continueranno a gestire la vita di tutti i sopravvissuti. Non posso credere che tutto questo sia successo solo a me, che io sono l’unico sfigato, no, non ci credo, non è possibile, anzi lo so per certo! Altra cosa incomprensibile, per non usare termini ancora più duri riguarda il mio percorso in seguito al ricovero di mio padre. Io che gli sono stato accanto per tutta il periodo della sua malattia fino al ricovero. Io che ho solo 26 anni e che se ancora sono qua a scrivere certo non devo ringraziare la così illuminata organizzazione di cui il sindaco della città di Pesaro va fiero. Non posso certo dire che è vicino ai cittadini…ritengo che è solo vicino alle telecamere delle TV. Dal momento che mio padre è risultato positivo al coronavirus, erano 10 giorni che lo urlavo con tutti quanti ho avuto modo di parlare ai diversi call center che ho contattato, che urlavo, metaforicamente parlando, che intervenissero in aiuto a mio padre, lo avevo capito io senza tampone e non sono medico ma non sono stato ascoltato come sicuramente tanti altri. Per quanto mi riguarda mi è stato detto di chiudermi in casa, che sarei stato monitorato e tante altre belle cose, che sarei stato seguito e curato. Tutte balle niente di tutto questo è avvenuto. Non ho sentito nessuno, solo una volta sono stato contattato per sapere come stavo. Questo durante la bellezza di ben 16 giorni. Fate voi i conti dal 9 marzo, giorno in cui sono finalmente venuti a prendere mio padre per portarlo in ospedale, ad oggi 25 marzo. Anzi siamo arrivati a 17 giorni. Certo che se fossi stato solo al mondo e mi fossi ammalato allo stesso modo di mio padre ormai, scusate il termine…ma puzzavo e anche tanto. Una nota positiva e un elogio da parte mia e dal resto della mia famiglia, tanto che ne faccio anche il nome perché secondo merita, va a Milena Orlandi, comandante del corpo della polizia municipale del comune di Terre Roveresche, che non so come, e neanche mi interessa, suppongo sia venuta a conoscenza di quanto stavo affrontando, mi ha contattato per sapere se poteva essermi utile. Grazie, sentitamente grazie, perché mi hai fatto sentire che ancora esisto. Tornando al mio problema, io sono ancora in attesa di sapere come comportami, in teoria ho finito la quarantena, a seconda delle persone che ti trovi a parlare con chi risponde al nr. Verde si hanno informazioni diverse. Da quanto si legge e tutti quei bravoni che vanno in TV a parlare dovrei fare il tampone e deve risultare negativo prima di uscire dalla quarantena. Anzi 2 tamponi a distanza di giorni. Chi dice di aspettare dall’ultimo colpo di tosse, una settimana. Faccio presente che io ho avuto tutti i sintomi riferiti a questo maledetto virus, ad eccezione della febbre elevata. Ora non sta a me dirne il significato. Certo è che io sto sicuramente meglio, ma non so…sono un asintomatico? Sono un pericolo per la mia famiglia? La posso raggiungerla senza mettere in pericolo nessuno? Ancora una volta abbandonato. Detto questo vorrei fare capire a quelli che ancora pensano che a 20, 30, 40 o anche 50 anni si è, non dico immuni, ma senza malattia pregresse, a casa ci torni. Non è così. Da quanto visto, secondo me, se a casa non ci torni dipende solo dal fatto che intervengono quando ormai è troppo tardi. Mio padre, come detto all’inizio non aveva nessuna malattia pregressa. Il suo decesso è dovuto al fatto che lo hanno tenuto ben 10 giorni a casa con febbre elevata prima di intervenire e curarlo adeguatamente. Certo …dicevano che era influenza …ma nessun medico si è presentato alla porta, in particolare il primo che avrebbe dovuto farlo il cosiddetto medico di famiglia. Mio padre, il cui nome è Giancarlo Attarantato, viveva nel comune di Pesaro, a Borgo Santa Maria e per quanto possa sembrare strano, ma solo per chi non ha vissuto questa brutta esperienza, non risulta neanche fra i deceduti per coronavirus. La cosa strana è che se si leggono gli elenchi sembra che tutti quanti avessero malattie pregresse ma questo non è assolutamente vero. A questa malattia non importa l’età o la tua salute prima di prendertela. Ritengo responsabile anche il governo che non sta facendo assolutamente nulla, dal mio punto di vista, e sta palesemente barcollando nel buio diffondendo notizie non vere solo per tenere sotto controllo la popolazione. Quando ti prende, se ti prende bene, ti porta tra le braccia di Dio. Questo è per chiunque, giovane o meno giovane, malattie pregresse o no." Una polmonite se non curata in tempo può uccidere chiunque. Il problema è sempre lo stesso. La teoria dice una cosa ma la pratica mostra altro. Noi agricoltori sappiamo bene che spesso quello che ci dicono non sempre coincide con la realtà" non devi seminare adesso è presto" ci sentiamo dire dai teorici ma noi sappiamo bene che in quel terreno non è presto. Così molti virologi teorici hanno detto che è poco più di una influenza, in condizioni ideali se presa in tempo, ma se uno rimane con una polmonite per settimane...uccide
  5. Quello era il vecchio decreto con questo nuovo il settore non è più essenziale quindi chiuso a prescindere. Sacrosanto se non ci sono le condizioni di sicurezza ma alla fine questo settore industriale è essenziale quanto quello farmaceutico o tessile legato alla sanità!
  6. https://www.trattoriweb.com/covid-19-la-meccanizzazione-agricola-non-e-attivita-essenziale/ Vi risulta questa decisione? Se fosse così sarebbe da scellerati bloccare questo settore!
  7. Quali trekker f e m o std? Hanno motori e postazioni totalmente diverse. Il frutteto e il montagna costano meno ma hanno anche molto meno...
  8. Quelli che davano problemi al cambio erano quelli col cofano quadrato e in ferro. Per gli ultimi onestamente non ho mai sentito nessuno lamentarsi. Premetto che sono solo piccole migliorie, ho notato un cambio meno rumoroso rispetto il mio. Il vano motore del trattore si presenta più lungo di 10cm. Altra modifica notata il filtro del cambio/sollevatore non più in rete, il sedile pneumatico. La presa di forza è elettroidraulica ma si arresta se ci si alza dal sedile. Per i lavori da fermo occorre procedere come nei vecchi. Le luci del cofano mi sembrano migliorate. Per il resto è come il vecchio trekker.
  9. Salve ragazzi è da un pò che non scrivo più 😅. Questi giorni ho avuto la possibilità di provare il nuovo trekker in versione Mc Cormick TX 4.70. Il trattore in prova aveva 56 ore con carro leggero e senza cabina. Ho fatto 10ore di lavoro con vibrocoltivatore trainato da 4m, quello che uso abitualmente col mio trekker 105. Rispetto al vecchio Perkins è molto performante e consuma molto meno. Per passare un ettaro col nuovo occorrono 7 litri mentre con il mio trekker 10. Nei consumi orari si passa dai 13/14 litri /ora del Perkins agli 11 del Deutz. Posto anche alcuni video
  10. Lo immaginavo non era una critica. Tranquillo che ci passiamo tutti e si sbaglia anche ?
  11. Anche un occhio alla scelta delle varietà meglio quelle fogliose e in più alte che coprono il terreno. Aumentare la fittezza della coltura aiuta e arare ognitanto che a forza di minima e sodo si rischia di fare danni.
  12. Perché tutta questa bagarre…semplice, come al solito si parte con l'idea che quello che va bene a casa propria sia universale e mai ci si immedesima o si cerca di comprendere le realtà altrui . Ci sarebbe da tirare le orecchie a tanti…sul raffronto quadtrack vs track vs gommati over 300cv (nella fattispecie fendt 1000) si fatica a credere a chi dice che un gommato come il 1000 fendt non calpesti di più di quadtrack o un track classico. Avrà dei vantaggi nei trasferimenti, su strada avrà di certo un'usura inferiore ai cingolati ma nei lavori pesanti e preparatori è nettamente deficitario. Farei fatica a credere che un STX tiri in salita un aratro a 10 vomeri se considerassi i terreni marchigiani. Se però i terreni sono leggeri, pendenze non eccessive e profondità di lavoro ridotte è plausibile. Invece, a chi dice che un track classico sia da usare con attrezzi portati lavorando sempre di traverso gli vorrei fare notare che questo sistema di lavoro va bene in terreni non soggetti a frane e con pendenze non eccessive. Dove per trebbiare si va con una semi livellante si può arare anche su e giù e di traverso senza problemi , ma con pendenze del 35/40% meglio un corpo in più e lavorare ad una mano. Questa filosofia è vincente anche nei passaggi con ripuntatore e attrezzi combinati pesanti =più larghi e ritorni a vuoto->i cingoli e i rulli ringraziano… Ribadisco forti pendenze, perciò cercate di fare meno i partigiani perché se si vuole i discorsi si fanno con civiltà basta usare i toni giusti!!!!
  13. In realtà un po' tutti avete ragione e un po' tutti avete torto. In prezzi non sono calati se consideriamo l'inflazione. In passato il mercato europeo era protetto e i prodotti fortemente sovvezionati, si ritiravano gli eccessi per esempio. I mezzi tecnici anche lì dipende. Il gasolio non costava nulla, sul seme dipende... Ho fatture del 97/98 beh era attorno le 90.000 lire non poco... i concimi,negli ultimi15 anni, con alti e bassi hanno avuto aumenti in linea con l'inflazione. Invece i prodotti fitosanitari sono aumentati molto, ma sopratutto sono i trattori e le attrezzature meccaniche che incidono molto di più !!! Pensate al fieno... Fino a 30 anni fa si facevano le balline, si caricavano spesso a mano, oppure si seminava con la meccanica da 2 metri con omino dietro...trattore con aria condizionata...freddo in inverno e caldo in estate il comfort c'è ma si paga. Comunque quello che manca è un idea d'azione condivisa, siamo disuniti. A tutti capita di parlare con i colleghi, quello che sopporto di meno (lo ribadisco:D) sono le lamentele sterili... E dobbiamo smettere, tanto tocca chiudere, il grano dovrebbe essere pagato 35 euro ecc... Ok ma se non arriviamo nemmeno a prendere il prezzo medio degli ultimi 10 anni!!! Il fatto che così si chiacchera e non cambia nulla!!!
  14. Ma il costo di produzione cambia da azienda ad azienda !!! Per ogni azienda è diverso! E poi io non ho messo i prezzi degli anni '80 ma di pochi anni fa. Altra cosa dovremmo pensare al nostro prodotto a difendere i nostri interessi fissando alcuni punti da raggiungere soprattutto sul prezzo!!! Troppe chiacchiere, troppi discorsi diventano vuoti e non portano a nulla.
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