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ggb58

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  1. Ciao dove tienili parametro dello sforzo? Considera che a "zero" è il massimo dello sforzo e 100 totale posizione controllata, e soprattutto con che attrezzature lo riscontri
  2. Si ma comunque sarà un palliativo, se consideri che il trattore resta sul piano e la profondità la fa abbassando il sollevatore, al contrario di quando ari (entrosolco) perciò il problema è di concetto
  3. Sicuramente per lavorare devi abbassare il sollevatore completamente, questa situazione elimina o esclude lo sforzo controllato, succede perché il traino è troppo basso, quindi il sollevatore anziché favorire l'affondamento lo neutralizza, la posizione corretta dei bracciali è circa 5/8 cm lato attrezzo più alta del lato trattore in fase di lavoro, questa ti permetterà di regolare il carico con il sollevatore e sarà questo ad intervenire sulla profondità di lavoro non il terreno. Si dovrà modificare anche il supporto del terzo punto, che dovrà essere 10/15 cm più alto del lato trat
  4. Se posso permettermi, l'attrezzo perfetto non esiste, se però faccio in modo che non possa funzionare non esisterà mai! Avete notato che le trattrici hanno diversi fori sul lato terzo punto? Evidentemente quel giorno non avendo nulla da fare hanno pensato di fare qualche foro qui e là. Purtroppo in agricoltura le regole predominanti sono quelle di apparire più che di ragionare. Andrea giustamente faceva i complimenti per il corretto attacco nei fori, immagina se qui fori fossero 20 Cm più alti. Saluti
  5. Ora, il ragionamento deve partire dall'inizio. Per fare la profondità non bisogna abbassare TUTTO IL SOLLEVATORE! Altrimenti si chiamava abbassatore, la triangolazione ed altezza del traino è fondamentale, e' questione di fisica, la trattrice si carica e permette la penetrazione dell'attrezzature in funzione di questo, il peso è ininfluente, avevo già postato foto e risultati in questa discussione, abbiamo modificato diverse macchine (per fare un piacere) ed i risultati sono sorprendenti, non comprendo il perché chi le costruisce non lo faccia o meglio, quale sia il criterio con cui
  6. Che comunque a mio modesto parere sono stati realizzati troppo bassi, se fate una prova ad alzarli di 20 cm il traino e di 30/35 il terzo punto capirete la differenza.
  7. A proposito di interramento residui VID-20220523-WA0008.mp4
  8. Buongiorno, per curiosità personale, dove impostate il parametro dello sforzo controllato in lavorazioni di aratura? Che differenze notate se lo modificate nelle impostazioni? grazie e saluti Gabriele
  9. A mio modesto parere, prima di salire in cabina, dovrebbero aver compreso potenziale e funzionalità del sollevatore, tenditori, geometrie dei tiri e relative altezze! Inutile avere uno shuttle e non saperlo pilotare
  10. Lo sforzo è una cosa, il sollevatore un altra, il parametro dello sforzo va da 0 a 100 ove zero è la massima risposta, però il sollevatore da il carico, lo sforzo controllato da l'analisi, abbassa il sollevatore alla profondità desiderata.
  11. come per il vario fendt, i costi di produzione sono decisamente minori, si strapaga la novità, e faranno la fila per averlo, ma questo è un altro discorso, vedremo le caratteristiche
  12. Capisco, però se non si provano altre strade si "sbaglia" comunque, l'elettrico a batteria sta sostituendo l'aria compressa ed il filo negli utensili portati, la resa è elevata, l'affidabilità e le problematiche, ove ne fossero, verranno eliminate i ridotte, finalmente jd propone qualcosa invece di aspettare o "copiare" altri, e non è poco, poi lavoreranno su bilanciatura e leverismi del sollevatore, a mio parere sono indietro, non solo come collocazione, per loro il sollevatore et un applicazione, non un componente, quando penseranno ad il trattore come un insieme e non ad un assembramento fo
  13. O la disfatta, ricordo quando JD produsse per l'agricoltura la doppia trazione idraulica, impiegata anche su macchine operatrici, fu un disastro, spero per loro non sia così, se non ho capito male si parla elettrico/idrostatico, non critico l'elettrico, l'idrostatico però mi lascia perplesso, sono curioso di vedere.....chiedo venia, elettrico al posto dell'idrostatico, vedremo comunque, se non si cambia non si migliora
  14. A mio modesto parere quella è una rottura da fatica da flessione, il giunto lavora in asse? se i due alberi non sono in asse la resistenza diminuisce enormemente, la prima cosa è verificare se durante il lavoro l'asse dei perni sia in linea, un disassamento dei perni mette in carico crociere e albero riducendo il momento di carico e la durata dei giunti, è evidente che l'albero prima di spezzarsi ha subito flessione non torsione, quindi farei quella verifica. posso sbagliare ma sulle macchine che utilizziamo (foratrici) il cui moto alle punte viene trasmesso tramite giunto ha lo stesso problem
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