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Primo

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About Primo

  • Rank
    Utente Tractorum.it
  • Birthday 03/29/1985

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  • Paese o zona di provenienza
    Orciano di Pesaro (PU)

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  • Interessi
    enduro

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  • Occupazione
    Operaio Agricolo

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  1. Primo

    Fiatagri 180-55

    Non credo, anche perchè è stato venduto nel 1995, probabilmente dato indietro al Consorzio Agrario di Ancona. Quello di Zetamacchine, mi pare prima sia andato sulle colline tra Umbertide e Gubbio a Montelovesco, per poi essersi spostat più a sud credo, dove si trova ora. non so se la riverniciatura è stata rifatta da Zetamacchine, ma sarebbe da spelarli vivi per come l'hanno conciato, tentando di imitare la livrea degli ultimi 160-55 NH.
  2. Primo

    Fiatagri 180-55

    Considera che io sono nato 3 anni prima che l'acquistassero... Ed in azienda dove mi trovo ora ho iniziato a lavorare nel 2014, quindi ne ho sentito soltanto parlare. foto, per quanto abbia cercato, non ne ho ancora trovate. Questo mezzo non era in Umbria, ma nelle Marche, in provincia di Ancona e, più nello specifico, nel comune di Senigallia. Il 155-55 credo sia stato il primo prototipo, poi chiamato 160-55
  3. Primo

    Fiatagri 180-55

    110.000.000 di lire dovrebbe essere senza cabina e sollevatore, che costavano 15.000.000 . Il numero di telaio, purtroppo, nella fattura di acquisto non è nemmeno riportato. Proverò ad eseguire ricerche più approfondite, ma dubito di potervi risalire. Era versione full optional, ed è stato venduto nel 1995. Le ore che ha fatto non saprei.
  4. Primo

    Fiatagri 180-55

    Ecco risolti i dubbi... La brochure ed i dati sono di marzo 1987. L'azienda il 180-55 lo acquistò nel 1989, usato, con 2.500 ore pagandolo 70 milioni di lire.
  5. Primo

    Fiatagri 180-55

    Oggi non ho avuto tempo di approfondire il discorso del 180-55,ma appena posso lo faccio. Nel 1998 il ch55 he tutt'oggi ancoraabbiamo fu pagato 240.000.000 di lire
  6. Primo

    Guida Satellitare

    Che bug ha la guida Agco? Se vuoi puoi anche rispondere con un messaggio privato.
  7. Primo

    Fiatagri 180-55

    In azienda dovrei avere la brochure originale (forse presa all'epoca alla fiera agricola di Verona?) sulla quale dovrebbe esserci scritto anche il prezzo, ma non vorrei sbagliarmi con quella di un 160-55. In azienda in passato hanno avuto un 180-55, mi pare acquistato usato dalle parti di Latina, forse a fine anni 80 ma devo verificare meglio così potrò darvi ulteriori dettagli. Quello che mi hanno riferito, è che la macchina non era idonea a lavori di tiro pesante a basse velocità, perchè scaldava parecchio e perdeva di forza di traino. Inoltre, aveva un dispositivo regolatore dell'idrostatico che, in condizioni di terreno uniforme funzionava quasi bene, ma con terreni variegati innestava un loop di tira e molla da far venire il mal di mare... L'unico lavoro che riusciva ad eseguire decentemente era l'estirpatura. Nello stesso periodo c'era (e per fortuna c'è tutt'ora) una FA150 che, paragonata al 180-55, garantiva maggior resa in aratura in quanto tutto ciò che perdeva in velocità in discesa lo riguadagnava in salita con l'aratro infilzato. Infatti, guarda caso, l'FA150 c'è ancora, ma il 180-55 no... Mi pare che 250 milioni di lire costassero anche i primi CH55, arrivati 10 anni dopo i Challenger 65 cui fa riferimento SAN.
  8. Inoltre io farei anche il pacchetto di 5 anni per l'abbonamento al software Farmercore, così per 5 anni, cioè tutta la durata del credito d'imposta, non pensi più a nulla
  9. Bel colpo! Come mai non hai previsto gli ulteriori 4 anni di abbonamento Rtk nel pacchetto, così da comprendere anche quelli nel credito d'imposta?
  10. Qualcuno ha novità in merito?
  11. Primo

    Guida Satellitare

    Esulando dal discorso dei satelliti che non funzionano, ho notato che negli ultimi post si parla sono di Trimble/CNH... nessuno ha TOPCON? Come vi trovate? Vedo che ultimamente Trimble è molto più aggressiva commercialmente, ma confrontandoli i prodotti appaiono ababstanza simili. Chi ha avuto esperienze con entrambi i marchi?
  12. Diciamo che ad un buon professionista, queste tecnologie forniscono un ottimo supporto, ma non esula dal fatto che i piedi in campo vanno comunque messi... L'esempio della dose di concime più o meno alta nelle dosi a vigore differente è l'esempio che porto sempre anche io quando si discute di queste cose.... Oppure semini più fitto dove la potenzialità del terreno è maggiore, o il contrario?
  13. A me l'hanno proposto, ma sinceramente non ci vedo nulla di diverso da altri programmi, se non il fatto che sia sponsorizzato da Bayer. La vigoria delle produzioni la si può tranquillamente monitorare da Sentinel hub, potendo vedere l'immagine reale e quelle filtrate (tipo NDVI). Ho partecipato anche alla presentazione del prodotto ad un incontro organizzato da Bayer e, sinceramente, alcune perplessità su quanto detto le avevo: non tutte le differenze di vigoria evidenziate portano ad una differenza di resa e non tutti gli aumenti di resa ottenuti con linee fungicide "top class" sono giustificabili in termini economici. Per la creazione delle mappe di prescrizione è attivo il servizio Agrosat messo a disposizione gratuitamente dal CNR: non sarà scientifico come il Farmer Pro della Trimble, ma per un'idea di massima va più che bene. Riguardo la gestione delle mappe di produzione, i fornitori dei sistemi di "lettura" hanno tutti i loro software dedicati. I problemi adesso sono due a mio avviso: 1- la mancata, o parziale, comunicabilità tra i differenti sistemi: se un'azienda al suo interno ha sistemi differenti non riuscirà mai ad avere i dati riuniti in un unico software, ma ne mancherà sempre un pezzo; 2- questi sistemi permettono di raccogliere innumerevoli dati: ma siamo in grado di elaborarli? abbiamo tempo per farlo? abbiamo le capacità? Comunque, come alternativa al FieldView ci sono altri software che fanno lo stesso lavoro, tra i quali mi viene in mente MyEasyFarm che, oltretutto, si integra al 100% con Geofolia di Isagri (almeno così è in Francia, in Italia ancora non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando), permettendo così di raccogliere i dati in un unico software che funge anche da gestionale. Concludendo, FieldView sarà indubbiamente un software utile, ma non è l'unico e, per farlo funzionare, ha bisogno di molti dati e di capacità tecniche in grado di interpretare i dati.
  14. Secondo me c'è da far fare un'analisi approfondita a qualche esperto... Il pensionato può rivestire la qualifica di IAP perchè, come già detto, la pensione non va a costituire reddito nel calcolo della prevalenza. Però non ci hai specificato che tipo di società andrete a costituire: società semplice, snc, srl... E' importante saperlo perchè in base al tipo di società, variano i parametri per la quale questa sia IAP o meno. Attenzione che alcune ultime sentenze, ingiustificatamente a mio avviso, hanno revocato i benefici dello IAP (ad esempio esenzione dal pagamento dell'IMU) agli IAP pensionati. Valuta bene la cosa, perchè su 700 ettari l'IMU non è uno scherzo. Nel conferimento dei terreni dal socio alla società IAP è vero che ti avvali delle agevolazioni della PPC, ma per non decadere da tale beneficio non potrai locare i terreni a terzi nell'arco dei 5 anni: se li affitti, significa che non sei un coltivatore diretto, quindi decade il beneficio PPC. Valuta attentamente poi, anche sulla base della tipologia della società che andrete a costituire, cosa dovesse accadere se ci dovessero essere trasferimenti e/o cessioni di terreni: a volte capita che il fisco non si dimentica dei benefici ed attraverso gli strumenti più disparati (plusvalenze in primis) venga a bussare a denari... Un bravo commercialista ed un bravo notaio specializzati in campo agricolo sapranno guidarti nella scelta migliore.
  15. C'è un bell'articolo sul numero 8 di "Terra & Vita" a firma di Alessandro Caputo con approfondimenti di Roberto Guidotti dove, tra le altre cose, è spiegato che: 1- Le agevolazioni Credito d'imposta e Nuova Sabatini sono cumulabili, pertanto il Credito d'imposta del 40% è cumulabile con la Nuova Sabatini al 3,575%, assommando un beneficio complessivo prossimo al 50% al termine dei 5 anni; 2- Possono beneficiare del credito d'imposta anche le strumentazioni acquistate per la trasformazione in 4.0 di macchine agricole già presenti in azienda. La prima è possibile in quanto l'agevolazione "Credito d'imposta" non è configurata come aiuto di stato, ma come beneficio fiscale, pertanto non soggetta ai limiti di cumulabilità del 40% e 50% che dicevo tempo addietro; riguardo invece al secondo punto, sinceramente, è la prima volta che leggo qualcosa di simile a riguardo. Comunque, visto che alcuni approfondimenti sono a firma di Roberto Guidotti, e dato che il nuovo numero de "Il Contoterzista" tarda ad essere pubblicato, mi viene da pensare che vi sarà almeno un articolo in merito al Credito d'Imposta dove verranno spiegate alcune cose. Ad oggi, almeno per quel che mi riguarda, escluse le varie interpretazioni degli esperti di settore, mi pare che di ufficiale non sia uscito nulla.
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