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Francesco F.

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  1. Ritorno un attimo indietro sulla questione, dicendo che storicamente a 7-8000 ore i same iniziano ad avere necessità di molte manutenzioni (sempre di più, poi nel tempo) per cui nel conto economico di un usato di quel tipo bisogna anche metter dentro i costi di manutenzione che si andranno a sostenere e i fermi macchina. per qunato riguarda invece la garanzia del conce...meglio non parlarne: è come per le auto. o fai una polizza a parte o il conce non ti garantisce quasi nulla.
  2. 🤔...faccio sempre fatica a interpretare quello che scrivi... comunque OK.
  3. ...quindi alla fine mi dai ragione...
  4. domanda, anche se esula dall'argomento: i frutteti dove vengono assemblati?
  5. non è tanto il "nome" di un'altra doc che aiuta. anzi, l'operazione DELLE VENEZIE DOC avrebbe proprio dovuto aiutare a dare maggiore visibilità/riconoscibilità mediatica al vino, per sostituire tutte le altre micro aree doc che, di fatto, non fanno numeri. Con il nome Venezia/venezie, proporre un unica denominazione che diventi riconoscibile in tutto il mondo (..perchè legato, in qualche maniera, al nome di Venezia città) i problemi sono quelli che hai scritto poc'anzi: troppi vigneti, qualità modesta, (e oltretutto molto variabile...anche se, in verità, è giusto così, visto che le zone di produzione sono diverse tra loro). I produttori/imbottigliatori del nord est non sono riusciti a imporsi nel mercato, preferendo di continuare a fare giochini vari invece di puntare a qualità, riconoscibilità, investimento in comunicazione. In tutto questo, il Consorzio non ho sta aiutando ( se non con proclami, a mio avviso, vani e buttati là..) aggiungiamo anche un prezzo troppo altalenante (2017 ha spaccato in tutti i sensi)
  6. attento che i numeri a cui fai riferimento non hanno uno storico valido. fino ad agosto scorso (2018) girava ancora l'IGT veneto, per cui partire da poco rivendicato doc per passare ad aggiungere la frazione che non riuscivano più a imbottigliare come IGT si sta poco. (non so se sono riuscito a spiegarmi) le statistiche non ci aiutano per ora. concordo con tutto quanto il resto che hai scritto.
  7. OK. qui da noi siamo abituati a non avere il marchio Valtra, per cui chi vende Fendt vende anche MF tra l'altro, nell'ultima chiacchierata col conce, mi confermava anche che l'intenzione dei concessionari sarebbe ormai fare come per le automobili: multimarca, grosse concessionarie.
  8. ma il tuo conce fendt non vende anche MF?...che sono già agritalia...
  9. Il prezzo del pinot grigio è ancora fermo. se di leggero aumento si parla va di 5-10 cent...la scorsa settimana ho cercato di vendere una cisterna di annata 2018 che avevo in più e dovevo smerciarla: già certificato DOC (con tutte le seccature della certificazione), per farla accettare dal cliente ho dovuto "declassare" tutto a Atto al taglio con prosecco...viva l'italia e i suoi gabelli e balzelli!!! il problema è proprio che il mercato pinot grigio delle venezie è fermo. in primis gli importatori esteri preferiscono prendere l'IGT sicilia, emilia, oltrepo'. meno casini burocratici, niente fascetta, più libertà nell'imbottigliamento.
  10. ripeto: noi abbiamo una delle primissime macchine uscite, per cui non so se poi qualcosa hanno sistemato...ma non tutto il cambio si impunta, non si riesce a scalare marcia. inoltre le marce sotto carico, a olio caldo (non a olio freddo), grattano sempre
  11. Landini andrà sul vario fra 4-5 anni. confermato dal mio concessionario, perchè ne hanno parlato il mese scorso da lui, con gli ingegneri . per ora devono risolvere i problemi al cambio attuale... NH 2021 vario: quasi sicuro no: non ci sono ancora stanziamenti economici per la progettazione dello stesso. c'è stato un pre-founding per valutare se valeva la pena farlo, ma per il momento è tutto fermo. Su questo comunque ho fonte diretta all'interno dello studio di progettazione dei cambi. (posso sentirlo comunque se ci sono variazioni delle ultime settimane...) circa il design...a me non me ne frega nulla. Ricordo qualche anno fa qualche utente aveva commentato : "per noi contadini, basta un po' di color carbonio e qualche riga qua e là di nero, ecco che diciamo "figata"...e tanto basta per comprarlo!"
  12. anche Imeca però tende ad aprirsi (mio papà ha quella monolaterale) ...ma anche tanesini, che abbiamo in azienda, e ha le lame larghe ha lo stesso problema, che vanno registrate di tanto in tanto
  13. un po' più verso pordenone ci sono Bonaveno e Tonello
  14. il problema comunque è grave e bisogna farsi sentire Proprio ieri, ho avuto brutta notizia di un produttore di riso veronese (che fornisce il GAS di cui faccio parte) che smette col bio certificato perchè non ci sta più dentro (nel suo caso, il grosso problema sono le rotazioni tra leguminose e riso...anche questa una direttiva assolutamente fuori dal mondo, ordinata senza chiedere a chi produce)
  15. Apro questa discussione per far girare alcune informazioni importanti che potrebbero mettere in ginocchio la viticoltura biologica italiana. Siamo tutti (o quasi) a conoscenza della confusione che regna nel campo dei residui dell'acido fosfonico/fosforoso (i due termini indicano due molecole tautomere) ed etil-fosforoso. intere partite di vino anche imbottigliato sono ferme in USA e Germania per tali residui non giustificati. Il Crea ha fatto un primo studio "Biofosf" su come nasce e modifica questo metabolita nella pianta. Sulla base di questo studio, il ministero, con una nota ha normato il quadro esistente. (vedi allegato) Ma non si è fermato: adesso c'è allo studio la proposta di legge di declassare tutte le partite di UVA con valore superiore a 0,1 mg/kg di ac. fosforoso/fosfonico. Cosa succederebbe? semplicemente che il 95% delle uve italiane biologiche sarebbero declassate a convenzionale. Questo perchè in via naturale, la pianta produce questo metabolita quando posta in situazione di dover "reagire" contro la fitopatie, in quantità più o meno elevate rispetto a questa soglia. (quindi non mi sto riferendo a chi fa il furbetto usando prodotti non ammessi) Perchè il ministero da questo: per farsi "bello", perchè in Europa l'italia è sempre considerata "l'ultima" in tutto; con questo giochino, l'Italia sarebbe la prima a normare la materia, e quindi diventa un esempio e diventa, improvvisamente, un Modello per tutti. Capiamo come i giochi politici per la ricerca del prestigio diventino a questo punto non solo deleteri, ma assolutamente in disastro per tutti i coltivatori biologici. cosa fare adesso? Sembra che le associazioni sindacali siano contrarie, a parte coldiretti (che a mio modo di vedere...sta sempre col potere...), gli ODC sono contrari, per cui c'è bisogno che da più parti ci si muova e si faccia pressione nelle nostre regioni e presso gli assessori all'agricoltura e tutti coloro. Facciamo sentire la nostra voce! Nota Ministero Fosfiti.pdf
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