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alefriuli

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  1. Eh, mi sa che c'hai ragione. Se non interviene nessuno, qua arriviamo alla frittatona, Peroni da mezzo ghiacciata e rutto libero.
  2. Dico la mia: Foto 1: il cavo sulla curva è inguardabile. Tirare via prima di subito altrimenti il prossimo anno te lo ritrovi più grosso del cordone. Sulla curva e 5 cm. dopo (almeno) non dev'esserci nulla. Foto 3: idem. Lo sperone sulla curva me lo sogno stanotte. Più in generale: cordoni tagliati troppo corti, bisogna arrivare alla vite successiva o quasi. Fatto ciò, potrai permetterti di star lontano dalla curva con tralci e speroni e piuttosto posizionarli più avanti senza rinunciare ai punti vegetativi del cordone. Altra cosa: non legatele strette quelle povere bestie, non è un rapporto sadomaso. Altra cosa: io i gancetti non li sopporto. Quando stralci sono una rottura di palle enorme e pure quando pieghi hanno i loro bei fastidi. Per me, bocciati. L'ho buttata un po' sul ridere, non ti offendere. In generale mi pare un bell'impianto.
  3. Posto che bene non fa, in fase di impianto sarebbe bene farla passare alla destra e alla sinistra delle piante (ogni 2 o 3 piante a seconda della distanza tra le stesse). Questa pratica ti sarà molto utile anche per mitigare i problemi di eventuali pance che può fare l'ala in estate. Certo che, ripeto, non è un bel lavoro. Se poi dovessi passare prima con lo spollonatore alto per poi fare una passata di chimico sotto..beh, sai che c'è? Che faccio tutto col chimico e buonanotte. Io faccio così dove ho l'ala sopra. Perché non la interri?
  4. Va col trattore, assorbe pochissimo. Comunque se ti passa per la testa, provalo il tastatore o informati molto bene se funziona o meno. In fiera avevo visto anche una David che aveva un bel sistema di tastatori e in generale fa belle macchine anche lei.
  5. I fili tesi li intendevo per la stralciatrice. Io ho la prepotatrice Imeca con dischi sottili senza sensori. Da quanto avevo capito, all'epoca non ci si poteva fidare dei sensori quindi dovevi stare a controllare quel che faceva la macchina. Allora, tanto vale che faccio io. Se regoli l'olio e il leveraggio di apertura/chiusura lasci pochissimo attorno al palo. Una gran bella macchina che mi dicono abbia un sistema molto efficace di sensori (costoso) è la KMS, ditta tedesca che fa davvero belle macchine. Purtroppo la conobbi poco dopo aver acquistato la mia, seppur non mi penta più di tanto. Dopotutto son 4 dischi che girano e sbregano il legno. Quando hai un castello robusto (nell'apri/chiudi si sollecita..) e motori idraulici buoni la macchina è fatta. Non è una macchina sulla quale farsi troppe pugnette.
  6. Io i conti li feci quella volta, ora non li ricordo bene ma certamente la sola prepotatrice non toglie il 60% del lavoro, da me. Da me la stralciatrice, su prosecco a doppio capovolto, toglieva circa il 65/70%. Su pinot grigio si saliva al 75/80 nel migliore dei casi. Con la prepotatrice, da me, se togli un 20% di lavoro stai contento. Forse con gli incentivi all'acquisto (Psr, crediti d'imposta) potranno diffondersi un po' ma credimi, io non la comprerei mai senza averla provata almeno una giornata nella mia (sottolineo "mia") azienda. Troppe variabili influenzano il lavoro. La macchina che da te va come un treno da me potrebbe addirittura non poter lavorare nei casi peggiori.
  7. Allora prova. Ilmer è molto disponibile a far prove ma credo che anche Olmi non faccia grossi problemi. Se hai guyot forse basta un taglio al vecchio dove curva. Ovviamente devi cimare almeno 20 cm sopra il palo e in potatura devi tagliare a misura il capo a frutto perché non te lo prenda la macchina. Fili ben tesi e via. Potresti stralciare un buon 70%. Comunque bisogna solo provarle e provarle sul proprio vigneto. Troppe variabili possono influenzare il lavoro.
  8. Prepotatrice a dischi. Su guyottini da 90 q.li/ha con fili ben tesi e robusti e possibilmente teste sopra il primo filo van benissimo le stralciatrici tipo Olmi/Ilmer/Clemens. Il problema è quando esuli da quel contesto. Lì cominciano i "devi far questo, quello e quell'altro" e le percentuali di materiale stralciato possono abbassarsi significativamente per Xmila motivi.
  9. Io la prepotatrice la uso e i conti tornano. La stralciatrice è una macchina ancora troppo esigente in quanto a potatura e costruzione dell'impianto oltreché lavorare in maniera molto diversa tra le diverse varietà. La Olmi è tipo la Ilmer che provai. Su un pinot da 5mila piante/ha dopo il passaggio mi restavano circa 8 ore di stralciatura manuale. Però devi aver fili ben tesi, devi tagliare a misura il capo a frutto, devi tagliare in 2/3 parti il vecchio, devi passare con un andanatore (cosa che io non faccio)..insomma, devi devi devi. Ah, e devi spendere circa 30 sacchi. Non ci siamo.
  10. Quindi parli di taglio, stralcio e piega? Perché così i numeri sono un po' più in linea con i miei.
  11. Io sempre avuto doppia coppia anche sul sylvoz. Non capisco perché mettere subito il primo filo sopra gli archetti ma ognuno sa delle sue. Io lo metto a riposo e poi lo muovo quando è il momento giusto. Comunque sul guyot con la doppia coppia mobile spostata al momento giusto nel gancio giusto i germogli li gestisci molto bene salvo venti eccezionali. Sul glera: 85 ore per tagliare, stralciare e piegare? Quante piante/ha?
  12. Considera almeno 1500 euro di perizia giurata, quindi fare la 4.0 ti costa 3000 (kit) + 1500 (perizia) = 4500 euro. Te ne tornano 8000. Quindi netto a pagare 8000 euro. Ho dei dubbi se il credito non comprenda anche la fattura della perizia. Senza 4.0 il mezzo costa 13000 - 10%(credito d'imposta macchine "normali) = 11700. Praticamente il 4.0 ti costa circa 3500 euro in meno. Conveniente lo è di certo, sul "quanto" devi valutare tu.
  13. La vetroresina si aggiusta molto facilmente, tutto il resto no o quantomeno non è così banale. Considerando che problemi di costruzione (stampaggio, saldatura, errori di calcolo che necessitano rinforzi) li hanno tutti i materiali, io se posso scelgo vetroresina.
  14. Secondo me esistono cose ben fatte o mal fatte. Meccaniche o elettriche poco importa. Ci sono componenti elettrici che lavorano in condizioni gravose da decenni e pistoni idraulici che perdono dopo dieci movimentazioni. Secondo me il discorso sta tutto qui.
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