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Agripower

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    Utente Tractorum.it

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  1. I club sono la morte della Frutticoltura (intesi come conferimenti obbligati), con i club si diventa succubi degli stessi, non si ha più la libertà di vendita ma si è obbligati a consegnare il prodotto nel bene e nel male, piano piano si vogliono eliminare i prodotti liberi raccontando le favolette, il consumatore mangia ciò che noi produciamo, nel senso che se facessimo tutti mele solo blu o mangiano quelle o stanno senza, i magazzini ovviamente spingono per i club così sanno di avere una fornitura certa, mettiamo il caso che esistano solo più club vincolati chi vieterebbe loro di ritirare il prodotto a 2 cent al kilo? tanto non si avranno altre alternative ne di varietà libere né di commercializzazione libera. Il giorno che non esisteranno più varietà libere sarà l'ultimo mio giorno da frutticoltore. Pareri miei personali. Porto l'esempio di un mio collega con l'ambrosia stufo di prendere ceffonate in faccia dal magazzino (varietà sotto club) e disponendo di un certa forza economica ha estirpato un bellissimo frutteto di 6 anni di circa 8 ettari (una parte dei suoi impianti) bandendo per sempre i club, secondo me sono lame a doppio taglio.
  2. Se intendi le granny smith, il mercato negli anni ha subito un forte arresto, le produzioni di granny erano rivolte specialmente per i mercati nord europei, ma con l'avvento del kiwi si è vista diminuire la richiesta, ora le produzioni sono per lo più derivate da piante utilizzate come impollinatori nelle altre varietà di mele, i nuovi impianti di sole granny sono molto molto rari almeno nella mia zona la situazione su questa varietà è così.
  3. Dalle mie parti ci sono 3 magazzini (privati) e una cooperativa che lo fallo impallidire, hanno lo spostamento dei bins robotizzato senza l'uso di mulettisti umani, per la qualità delle mele viste non è nulla di eccezionale, normalità sulle linee di lavorazione.
  4. Nella mia zona i meleti negli ultimi 10 anni si sono sviluppati moltissimo, sia per il fatto che molti hanno estirpato i kiwi per le varie problematiche di batteriosi e moria e per l'andamento dei prezzi delle pesche (altra coltura molto ridimensionata), penso che la produzione di mele di questo passo non porterà ad una coltura molto redditizia, basti pensare che verso i primi anni 90 il sorplus di mele era talmente alto che venivano attuate politiche di contribuzione per gli espianti, dal punto di vista varietale specialmente per il gruppo gala la vita media (commercialmente parlando) è di circa 8 anni dopo di che la varietà è già troppo obsoleta vuoi per mille motivi tra cui la spinta di tutto l'indotto di produzione genetica e varietale che ovviamente tira per il suo mulino assieme alla formazione di club a vendita o distribuzione controllata o obbligata, nel giro di pochi anni tutti i paesi est europei tra cui sopratutto la Polonia entreranno a pieno potenziale ne vedremo delle belle, da sottolineare il fatto che appunto la Polonia esportava moltissimo in Russia e dopo l'embargo riversa la produzione in Europa e sui mercati più occidentali e arabi (anche se la qualità è inferiore a quella italiana), l'unica speranza è che essendo quest'ultima poco vocata climaticamente parlando abbia qualche problema, oltretutto la Russia ha iniziato ad impiantare grossi ettaraggi per l'autoproduzione per ovviare ai problemi d'importazione, dal mio punto di vista la mela sta subendo un processo speculativo alla radice questa volta, nonostante sia uno dei frutti più consumati al mondo con la conservazione più lunga se si continuasse di questo passo non prevedo un futuro roseo (spero di sbagliarmi), al momento è necessario riuscire ad inserire la propria produzione in consorzi di nicchia come i vari igp ecc... Per avere un prodotto differibile dal prodotto comune. Dal punto di vista della coltivazione è sempre stata una coltura molto dispendiosa vuoi per i trattamenti vuoi per i diradamenti, la cimice è un flagello per tutto, anche qui ci sono varietà più appetibili e da mia esperienza una tra le peggiori è la granny smith o varietà a buccia verde ed assolutamente non con le reti anti insetto si avrà la soluzione al problema, dal punto di vista del sapore la regina è la Golden ma commercialmente parlando non è più molto apprezzata (a parte il settore industriale) secondo me proprio dal fatto che è una varietà vecchia e senza vincoli, con impianti che possono durare diversi anni e non arricchisce costititori o altri.
  5. circa 550 +iva, la motosega mi serve adesso per fare le punte sui pali di castagno con diametro da 15 a 25 cm di diametro e poi mi servirà per tagliare le piante da frutto a fine carriera.
  6. La mia alpina 45 cc (non ricordo la sigla) del 1996 mi ha abbandonato e l'officina a cui mi appoggio per la riparazione e manutenzione delle forbici pneumatiche da potatura vende husqvarna ed echo così mi ha proposto la 353, ne deduco quindi che è un ottimo prodotto, grazie.
  7. Una domanda la 353 hosqvarna è una professionale o semiprofessionale?
  8. Agripower

    Goldoni

    Apro e chiudo ot il pedale dell'acceleratore del ac ha due posizioni una più esterna e uno più sotto, in retroversa si ha solo quella sotto, per mio umilissimo parere non è assolutamente stancante o scomodo (io ho il 44 di scarpe) e anche in emergenza non da nessun problema ed è abbastanza intuitivo almeno per me, dovessi scegliere cosa modificare sul posto guida questo sarebbe una delle ultime cose da modificare. Tornando a goldoni io preferivo molto di più i modelli precedenti al q.
  9. Io non ho un kubota, ma ho un trx con motore kubota e fap, a me è stato detto di non far mai rigenerare il fap al chiuso, ma sempre nel piazzale ovviamente se succede a fine giornata prima di metterlo nel magazzino, questa estate con muletto il mio è arrivato a generare ogni 5/6 ore di lavoro con motore appena poco più del minimo, il problema si verifica quando non riesce a fare la rigenerazione automatica e allora bisogna fermare il lavoro aumentare i giri motore e aspettare che finisca solitamente 20/30 minuti, la rigenerazione forzata va fatta quando per un qualunque motivo non si può fare la rigenerazione subito, il mio conce ha detto che la marmitta durante la rigenerazione raggiunge circa i 600 gradi e quando si deve imballare paglia o fieno molto secchi per la temperatura della marmitta è meglio bloccare la rigenerazione (io non ho questi problemi perchè ho solo frutteti), per togliere il fap mi sono già informato dal conce mi hanno detto che stanno studiando il modo, mentre il mio meccanico di fiducia ha già rimosso molti fap a motori di escavatori yanmar, isuzu e presumo anche kubota non è un lavoro difficile, per ora lo utilizzo così ma se inizia a dare problemi nel senso di doversi fermare durante il lavoro (cosa che da fastidio) non ci penso due volte a toglierlo. Ps se togliessi il fap perderei la garanzia solo sul motore a detta del mio conce carraro.
  10. Allora il residuo zero o controllato per il 95 % è destinato alla trasformazione ( all'interno di questa fetta viene diviso in base alla qualità se prodotto da crema, succo o aceto oppure baby food) per la restante parte si riesce a fare qualcosa sulle mense agli asili o mense generali ma tutto extra Italia, non ho mai ricevuto richieste dalla gdo su queste linee per prodotto da fresco. Nella mia zona non sono poche le aziende che producono residuo zero.
  11. Hai ragione ho sbagliato sezione, quando all'ultimo convegno a Norimberga (dove si svolgono gli incontri tra chi confezione, produttori e industrie di trasformazione) è stato stabilito da queste ultime che specialmente per il prodotto destinato a baby food, che sia esso certificato biologico o in produzione a residuo zero o controllato che non avrebbero ritirato merce con analisi di acido fosforoso superiore allo 0.01 e ricordo che il limite di legge per tale residuo è 0,1 quindi per cui assolutamente fuori parametro, quando mandi copia di analisi a un quindici di clienti italiani e europei e ti dicono di tenertela percorri l'ultima strada diponibile, la Germania non vuole residui sopra lo 0,01 nemmeno sul convenzionale, la lydl ha respinto due camion di nettarine ad un mio collega questa estate, oltre 2000 qli di pere sono state declassate da bio a consenzionale all'op a cui sono socio, dato che è un problema immenso per tutti almeno frutticolo, prima di dire che è una barzelletta è meglio essere informati
  12. No no non mi confondo, ormai c'è la paranoia su acido fosforico, il fatto sta che ho acquistato una partita di Golden residuo zero ed è risultato dall'analisi sui campioni prelevati nell'appezzamento, chiaramente fuori limite, il dubbio mi è sorto perché dall'analisi non risulta derivare da un trattamento di fosetil alluminio come giustamente riferitomi dal produttore (in quanto non smesso dal disciplinare) allora mi è venuto il dubbio che avesse distribuito concimazioni particolari, anche io ero sicuro che il fosforo da concime minerale non potesse trasformarsi in acido fosforoso, evidentemente ha fatto un trattamento con fosfiti , purtroppo con il limite di acido fosforoso a 0,9 la sua partita verrà declassata ad industria convenzionale, in quanto l'anidride fosforica non può trasformarsi in acido fosforoso.
  13. Secondo voi un concime ternario dato o nel sottofila oppure via fogliare con fosforo da anidride fosforica, può causare problemi di residui di acido fosforoso e quindi tutto quello che che deriva alla raccolta?
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