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DIEGO THOR

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    Utente Tractorum.it
  1. Per non creare OT nella discussione riguardante lo Scarabeo Super, apro questa citando la frase riportata su un depliant d'epoca Antonio Carraro, mostrante tre mezzi appartenenti alla serie Tigre. Esso infatti riporta tre isodiametrici snodati: - Tigre Bengala (sinistra) - Tigre Vigneron (centro) - Tigre Agrumeto (destra) Nonostante la bassa qualità dell'immagine sono rimasto particolarmente incuriosito dal Tigre Agrumeto, in quanto trattore a me sconosciuto e frutto di vane ricerche su internet. Considerandolo quindi maggiormente raro rispetto alle altre due varianti (Bengala, Vigneron), vorrei stuzzicare l'interesse di qualche esperto o profondo conoscitore del marchio Antonio Carraro, in modo tale da ricavare maggiori informazioni riguardo questo snodato "bassotto". Per correttezza e per dare corpo alla mia richiesta, allego l'immagine sopracitata. [ATTACH]31957[/ATTACH] Fiducioso nelle vostre risposte, Distinti Saluti. DIEGO THOR
  2. Ciao CultivarSè, ti chiedo scusa per questo ritardo nel rispondere, ma tra le vendemmie in corso e l'inizio della scuola diventa difficile conciliare il tempo... Dalle mie parti nei tendoni si utilizzano gli atomizzatori trainati, generalmente a ventola, ma è possibile vedere qualche atomizzatore a turbina... anche se stile "mosca bianca". Io stesso sono felice possessore di un atomizzatore trainato da 500 lt, con più di 25 anni di onorato servizio! In genere la portata degli atomizzatori utilizzati varia dai 500 ai 700 lt . Negli ultimi anni hanno preso piede i giunti omocinetici e gli atomizzatori a doppia ventola. Secondo la mia esperienza lavorativa e personale gli atomizzatori trainati sono ottimi sia con i trattori fissi, sia con gli snodati. Poi una volta acquisita una certa abilità con le manovre e le retromarce l'atomizzatore trainato non ha più limiti, sia che tu stia guidando un FiatAgri 180 90, sia che stia guidando un Goldoni Export . Saluti
  3. Bhe ci sono persone che nonostante abbiano senti d'impianto e capezzagne strette usano trattori come massey ferguson 135 vigneron, fiat 474 ... Sono trattori fissi, non snodati Sinceramente non ho preso in esame i cingolati perché non ci ho mai lavorato. Comunque carvigna se a te non dispiace mi interesserebbe sapere il tuo sesto d'impianto e la varietà che coltivi. P.S. non ho aperto questa discussione perché devo acquistare un nuovo mezzo, ma per sapere con quali mezzi lavorate voi e come vi trovate. Forse non mi sono fatto capire...
  4. Piccola premessa, nonostante la mia giovane età ho modo di lavorare sia con trattori snodati, sia con trattori fissi. Apro questa discussione per chiedere a Voi tutti utilizzatori dell'impianto a tendone ( coltivando uva da tavola o uva da vino ) il vostro parere riguardo a questo grande "dilemma" riguardo all'acquisto e utilizzo di questi particolari tipi di trattrici agricole. Comincio io... Essendo cresciuto sugli snodati, essendo abituato a sesti d'impianto molto stretti ( dai 2m x 2m ai 2,20m x 2,20m ), essendo abituato ad avere capezzagne strette e a dovermi infilare sotto i famosi "tiranti" preferisco l'utilizzo di trattori snodati per l'intero ciclo di lavorazioni ( dalle irrorazioni con i fitofarmaci alle minime lavorazioni con i vibrocoltivatori, dalle rippature invernali alle fresature ). Inoltre essendo gli snodati trattori molto bassi, riducono al minimo il rischio di urtare i grappoli durante le lavorazioni. Ma diamo voce anche ai trattori fissi. Per "fisso" non intendo l'isodiametrico a ruote sterzanti, ma il classico trattore da frutteto. Ovviamente anche loro hanno i loro pregi e difetti, come la possibilità di utilizzare attrezzature come trianciasarmenti, muletti o ancora la possibilità di trainare un carrellone. Purtroppo la loro "mole" gli impedisce di avere la stessa agilità e "flessibilità" degli snodati, andando così a dover fare manovre meno agevoli se si hanno spazzi ristretti. Esposto il mio parere vorrei sentire il Vostro, magari parlando delle vostre esperienze personali e dei vostri mezzi. In fede, DIEGO THOR
  5. "il tendone, poco meccanizzabile"... disse un tale Chestnut. Sono un giovane "produttore" di uva da tavola, ed essendo i tendoni delle realtà per me quotidiane mi sono subito sentito chiamato in causa leggendo il titolo di questa discussione. Terminata questa breve introduzione mi vorrei soffermare sulla frase detta dall'utente Chestnut perché mi ha particolarmente colpito. La MECCANIZZAZIONE del tendone Sinceramente avrei le mie riserve su questo argomento. Nel mio caso, la produzione dell'uva da tavola, vengono richieste lavorazione tali da necessitare l'utilizzo della manovalanza umana a causa della precisione e particolarità del lavoro che porterà successivamente ad un elevata qualità del prodotto finale. I lavori spaziano dalla più arcaica potatura alla più moderna incisione, lavori impossibili da replicare tramite l'utilizzo di macchine. Ma il mio intervento in questa discussione vuole essere mirato in particolare alle lavorazioni del terreno, lavorazioni del "filaro" o lavorazioni interfilare. Metto le mani avanti e dico che la buona riuscita della lavorazione sta nella bravura del trattorista, perché egli sarà in grado di passare a "raso" del ceppo o del palo con la molla del vibrocoltivatore, l'ancora dell'erpice o la slitta della fresa eliminando così ogni residuo erboso. Ma se avete sufficiente disponibilità di denaro potete ovviare questo maggiore impegno acquistando speciali coltivatori con apposite lame interfilare poste su entrambi i lati dell'attrezzo azionati tramite appositi circuiti oleodinamici azionati dalla presa di forza. A parer mio, l'unica pecca attribuibile ai tendoni sono i "taranti" (filari perimetrali con pali in legno e cavi in acciaio posti a mò di /\ per mantenere letteralmente "in piedi" la struttura stessa del tendone), dove a causa di trattoristi inesperti fari, frecce, lampeggianti o interi parafanghi hanno trovato la morte. Inutile parlare della maggiore resa e "salute" della pianta, temi già affrontati da alti utenti. Spero che la mia tesi sia stata sufficientemente chiara, detto ciò, buona serata. Con affetto, DIEGO THOR
  6. Luca88SD, da me veniva 60 cent al litro, puliti. Volevo chiedere, in seguito a rumors mi è venuto un dubbio, per chi ha coltivazioni come tendoni per l'uva da tavola e frutteti, sapete dirmi se ne calcolo del gasolio sono comprese/sottratte le votare? (per voi popolazioni nordiche credo si dica "capezzagna/e")
  7. Anche io ho fatto l'intero corso di 8 ore in UNA SOLA SEDUTA da due ore scarse, togliendo ritardo dei partecipanti, pausa sigaretta, e "quiz" finale. Ho pagato 100 euro, perché essendo minorenne non ho il trattore intestato... ne tanto meno posso farmi l'autocertificazione, e come se non fosse già una rapina il "patentino" vale solo per i gommati, se voglio guidare pure i cingolati devo fare un altro coso (pagando chissà quanto) integrando così altre 5 ore. Altra cosa che mi ha dato molte noie è stata la burocrazia! Ho perso un intera serata a fare la spola tra sindacati e scuole giuda. Noto con piacere che almeno qualcuno di voi ha visto un trattore, il corso nel mio caso si è svolto interamente in una saletta della scuola guida, sorbendoci il titolare che in materia era un totale incompetente in materia e quando non riusciva ad esprimersi se ne usciva con:"eh ma voi lo fate di mestiere, di sicuro lo sapete meglio di me". Poi, per mostrarci le differenze tra un trattore a norma e uno non a norma ha fatto il confronto tra un new holland ti3 (per intenderci i goldoni con la livrea new hollan) e un vecchio sametto affiancato da un goldoni export (nulla contro il sametto... ma le foto le poteva fare pure all'export), ovviamente confronto fatto vedendo le foto alla tv... Un signore seduto affianco a me possiede un tigrone e sono stato anche colpito dalla testardaggine del proprietario dell'auto scuola, perché sto idiota era convinto che su internet si trovassero i soffietti per coprire lo snodo centrale nonostante il trattore sia stato costruito e progettato senza questo tipo di protezione. Inoltre ho saputo che io non posso comprare un trattore vecchio, il tizio da cui lo devo comprare lo deve prima mettere a norma e poi me lo può vendere, altrimenti lo deve rottamare. Scusate lo sfogo ma era necessario ahahaha, buona domenica delle palme a tutti!
  8. Salve, da poco ho conseguito il famoso "patentino" e vorrei confrontarmi con voi riguardo ad alcune tematiche come il costo, la durata e sopratutto CHI vi ha formato, se è stato il comune (come si faceva per il patentino dei fitofarmaci), un sindacato o una scuola guida. Lo so che è una cosa fatta soltanto per fottere soldi... ma vorrei sapere anche se dalle vostre parti è stata presa sul serio come cosa, portando quindi ad una effettiva sensibilizzazione dei conducenti, o come nel mio caso è stato una cosa fatta "all'acqua di rose". Se a qualcuno interessa, intavolerei volentieri questo discorso.
  9. Salve, vorrei sapere se per il "patentino" c'è un limite minimo di età, insomma, se si può prendere anche se non si è maggiorenni. Grazie anticipatamente per un eventuale risposta
  10. Certo Tiziano, hai ragione con il discorso della latitudine, non lo metto in dubbio. Ritornando al fatto dell'impianto a febbraio, non è una cosa fatta solo per finire in tempo, ma fatta perché la vigna ha il suo preciso "ritmo". La vigna ha determinati tempi per determinati lavori, per questo mi è sembrato così strano sentire di un impianto fatto a febbraio. Quindi, andando a trapiantare la barbatella nel terreno quando è ancora autunno, trascorrerà tutto l'inverno in riposo vegetativo e in primavera riprenderà tranquillamente la sua attività. Spero di essere stato chiaro, come sempre per eventuali chiarimenti sono a disposizione
  11. Ciao, io sono pugliese. Precisamente sono Grottagliese, e il mio paese Grottaglie, è noto per la coltivazione dell'uva da tavola. Il nostro è un settore che si è evoluto molto, sia riguardo ai metodi di coltivazione e agli impianti (i famosi "tendoni"), sia per le varietà di uva coltivate. Purtroppo il nostro è un settore influenzato molto dal mercato, e questa ha portato alla monocultura su tutto il territorio. Prendiamo in esame l'uva Regina, ai tempi in cui scoppiò il boom della Regina tutti piantarono tendoni di questa varietà, portando così a far scomparire le vecchie varietà come l'Uva Rosa, il Primus, ecc... Passati anni di fiorente commercio, arrivò il momento in cui la richiesta per la Regina si esaurì e così venne rimpiazzata dalla Victoria, portando così interi tendoni di Regina alla carolla. Gli anni sono passati e non c'è più la totale monocultura per la Victoria, ma si coltivano anche uve come Apirene, Italia, Crimson, Black Pearl, Black Magic, Red Globe, Pizzutella ecc... Inizialmente io avevo molti ettari di tendoni, coltivati a Regina, adesso ho solo tendoni coltivati a Victoria. Spero che questa piccola lezione di storia ti possa essere stata d'aiuto, o almeno ti possa aver chiarito un pò le idee. Comunque non ho mai sentito di impianti fatti ADDIRITTURA a febbraio. A febbraio bisogna aver già fatto tutti i lavori perché in questi mesi si copre con i teli. Per qualsiasi tuo dubbio sono a disposizione, fino a dove arrivano le mie conoscenze in questo campo ti saprò dire. Detto ciò, buona serata.
  12. Capisco, per adesso sarebbe un acquisto totalmente a scatola chiusa, perché come dicevo prima il trattore è bloccato in un angolo tra i rottami e non so se sia funzionante ne persino marciante. All'esterno il trattore non si presenta affatto male, il tipico rosso MF si è trasformato in un docile rosa, e non c'è molta ruggine. Ciò che mi preoccupa è cosa c'è sotto a quel cofano rosa, perché sono molto intimorito dalle eventuali usure meccaniche. Spero di riuscire a portare un pò di foto, per una migliore costatazione dei fatti. Grazie per l'eventuale interessamento.
  13. Salve a tutti, apro questa discussione per un possibile, e ripeto POSSIBILE, restauro di un vecchio Massey Ferguson. In una località che per privacy rimarrà sconosciuta, nascosto tra i rottami giace inerme un trattore. Sul cofano reca soltanto la scritta Massey Ferguson, ma del caratteristico cerchio nero che riporta i numeri del modello, non c'è traccia. In seguito a delle mie ricerche, sembra che quel trattore sia un Massey ferguson 135 Lusso. [ATTACH]29395[/ATTACH] Mi piange il cuore a vedere un simile mezzo abbandonato ad un crudele destino, e (denaro permettendo) vorrei restaurarlo. I vecchi MF sono famosi per il loro micidiale sollevatore e per la loro agilità, ma i motivi per cui vorrei restaurarlo sono anche altri. Oltre alla sua bellezza mi interessano anche le sue contenute dimensioni, che ad occhio sembrerebbero rientrare nei maledetti limiti di sagoma imposti dalla patente A1. Essendo questo forum pieno di trattoristi navigati, vi chiedo le seguenti delucidazioni: -Costi di un eventuale restauro; -Facilità nel reperire i pezzi di ricambio; Detto ciò, buona serata. DIEGO THOR
  14. Salve, sono un giovane agricoltore/trattorista pugliese, sono possessore di tendoni per uva da tavola e frutteti. Non ho un vasto parco macchine composto da trattori giganti e trebbie, ma sono fiero della mia esperienza con i trattori isodiametrici e snodati. Inoltre sono proprietario di un Ferrari Thor (grande mezzo, non mi ha mai deluso) ed ex proprietario di un Goldoni Universal 238 (anche lui grande macchina ed instancabile lavoratore). Detto ciò, buona serata a tutti!!
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