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Nye

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  1. Qui in zona da me, dopo aver portato un campione all’enologo della cantina, mi dice che l’uva è in maturazione, acidità e ph in evoluzione e mi indica come probabile data per la vendemmia, metà settembre. Continuo con leggere irrigazioni per mantenere viti ed uva, caldo e zero precipitazioni a oltranza.
  2. sì, in quel caso ( 14 di proteine di media invece della mia di 11 ) avrei avuto il prezzo almeno a 30/ql come da contratto da filiera. Era comunque giusto una considerazione in questa annata strana sotto molti aspetti.
  3. Ho venduto allo stesso prezzo, proteine basse e peso specifico alto, quest’anno non aver fatto un ulteriore copertura azotata che poteva far salire le proteine, mi è costata 5 euro in meno a ql nella filiera.
  4. Magari fosse come dice Marcone. A parte che se ricordo il contratto di filiera con 14 di proteine il prezzo dovrebbe essere di 30 o più euro quintale. Come ben sappiamo le proteine quest’anno sono state mediamente inferiori.
  5. A quanto pare hanno fatto una canzone che descrive lo stato d’animo dell’Agricoltura. ( cancellate se è O.T. grazie) https://youtu.be/ck4FPbdU3_Y?is=t-DYOYKG1-_gsXsR
  6. Eppure ricordo che il pastificio Granoro con il quale facciamo filiera, diceva che la Turchia è diventato un concorrente temibile per la pasta. Hanno investito in impianti ottimi, lavorazioni fatte bene, materia prima che hanno o possono importare per tagliare ( come in Italia ) il risultato è che la pasta è di buona qualità . Secondo Granoro, ci salviamo soltanto perché sui consumatori fa più presa e affidabilità la pasta - Made in Italy - rispetto ad una buona pasta prodotta in Turchia. Paese, che forse ha costi di produzione inferiore ai nostri.
  7. Trattamento n 10 fatto oggi finalmente temperature meno torride.
  8. Il Folpet va bene, e qui per emergenza abbiamo fatto un trattamento non molto equilibrato, ma quello avevamo disponibile.
  9. Quinto trattamento stamane, fosetyl, cimoxanil e spiroxamina, purtroppo senza folpet. Con questo tempo altalenante si sta avviando la fioritura.
  10. Infatti, te lo chiesto perché ricordavo che la cooperativa ritira solo quello da malto. ( a proposito di cooperativa, hanno rilevato e assorbito l’altra coop che era fallita ) Grazie del consiglio sulla rusticità di quello zootecnico. Sono tornato poco fa, via statale da Termoli e vedevo la maggior parte dei campi, grano in particolare, con grandi chiazze gia secche per malattie fungine, e quelle sono zone che grazie ad una favorevole pluviometria hanno solitamente produzioni elevate.
  11. Che quotazione ha quello zootecnico, è uguale a quello da malto ? Dove lo consegni ? In zona non molto lontano da me c’è del laureate della Syngenta molto promettente. A me piaceva molto il Planet.
  12. Sembra proprio il carbone. Per mia fortuna, non l’ho mai avuto in campo. Se ricordo bene, è la concia del seme la prima difesa utile. https://fitogest.imagelinenetwork.com/it/malattie-piante/malattie-parassiti/funghi/carboni/carbone-nudo-dell-orzo/2364
  13. Quarto giro fatto, e pioggerelle previste nei prossimi giorni.
  14. Appunto, dovresti accantonare ogni anno quello che spenderesti per assicurare il raccolto, ma penso che pochi lo facciano. Visto che siamo nella sezione del grano duro, ti riporto la mia esperienza circa 20 anni fa ho avuto tutto distrutto da grandine, non una parte peggio ed una migliore. Quell’anno ho avuto soltanto spese e costi, perché normalmente è prassi comune assicurare solo coltivazioni più ricche e costose, vedi pomodori, vigneti etc. Ma ti garantisco che avendo fatto perizie in quel settore per molti anni, era incredibile vedere il notaio o il chirurgo di turno che in caso di distruzione venivano risarciti ed in pratica ricevevano sempre il loro profitto o per aver raccolto o per risarcimento da grandine o incendio. Mentre molto più raramente l’agricoltore classico che vive di agricoltura, per contenere i costi di produzione del suo grano, non lo assicurava. Quindi si, hai ragione nel dire che è un costo ed è una scelta propria non fare o fare l’assicurazione “grandine” ma dovresti letteralmente accantonare ogni anno un parte di denaro, se decidi di non assicurare le tue produzioni per pararti le spalle quando ciclicamente potrà capitare di ricevere danni importanti. Sul frumento, tra l’altro non costa neanche molto assicurarlo, agevolata o privata che sia. Tornando al grano duro 2026, avendo già preso una forte grandinata precoce a fine marzo (purtroppo non avevo ancora assicurato) ma fortunatamente sono arrivate anche molte pioggie e pioggerelle che hanno aiutato e stanno aiutando nella fase di granigione, vedrò a giugno cosa ne verrà fuori, sempre se quel “super El Niño “ ampiamente monitorato dai metereologi, non ci riserverà ulteriori pessimi regali.
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