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  1. Apro questa nuova discussione per parlare di una coltivazione che purtroppo sembra che in italia stia scomparendo:la barbabietola da zucchero.Veramente quì in friuli è già da qualche anno che non si coltiva più.Le cause?Molte;forse vere,forse scuse chissà:la prima che si era sentita è che quando c'era la stagione giravano per strada e autostrada troppi camion,e con l'annoso problema di allora cioè la tangenziale di Mestre,avevano deciso di diminuire le colture a vantaggio(per sentito dire)dei terreni in prossimità degli zuccherifici.Poi sono passati ai container che venivano caricati direttamente nel campo e tramite camion trasportati allo scalo ferroviario di Cervignano del friuli e li caricati sul treno(i container) che li portava a Pontelongo dove si erano attrezzati per poterli scaricare. Di seguito si disse che costava troppo via ferrovia e cosi pian piano,e con l'avvento dei paesi dell'est,la coltivazione sparì e cosi gente che era molto ben attrezzata per la raccolta si trovò in mano un bel pugno di mosche. Penso e spero che qui si possa parlare di tutto quello che riguarda la barbabietola. Come sono le coltivazioni nel resto del paese,quanti zuccherifici sono ancora attivi e magari che qualcuno ci spiegasse il vero motivo di questa "disfatta".
  2. Già in altre discussioni si è accennato come la tipologia di terreno influisca pesantemente su tutte le attività, sia umane sia biologiche, che insistono su esso. Ci si è spesso riferiti alla tessitura per "spiegare" alcuni aspetti della concimazione ad esempio. Tutte cose che verranno eventualmente riprese ed ampliate. In questa discussione vorrei mettere in luce come le 3 componenti (più quella organica) del terreno modifichino le proprietà termiche del terreno, fornendo indicazioni utili ad esempio per le semine primaverili. Alcune di esse, come ad esempio la bietola, vengono per vari motivi seminate sempre più in anticipo, esponendo l'emergenza delle piante a rischi non sempre calcolati. Una distinzione molto spicciola che spesso viene fatta distingue i terreni in: - Caldi - Freddi I terreni caldi sono generalmente quelli con tenori idrici inferiori, ovvero che trattengono meno acqua. Come si vedrà però sono più soggetti a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo alle colture. Un terreno secco, ovvero che trattiene poca acqua, classificato anche come terreno caldo, è più soggetto a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo. I terreni freddi invece, per definizione, sono quelli che trattengono più acqua. Quello che trae spesso in inganno è la velocità con cui i 2 tipi di terreno si riscaldano. Calore specifico l calore specifico di una sostanza è definito come la quantità di calore necessaria per aumentare di 1 kelvin la temperatura di un'unità di massa (generalmente un grammo o un chilogrammo) del materiale. Ragionando in termini di Cv (calore specifico) si evidenzia come mediamente le 3 componenti del terreno, sabbia-limo-argilla, abbiano un Cv di 0,75 J/g, l'humus o S.O. di 1,96 J/g e l'acqua di ben 4,186 J/g. Pertanto un terreno freddo (ovvero con > acqua) impiega più tempo a riscaldarsi, in quanto necessita di assorbire maggior calore, ma presenta un volano termico molto maggiore. E' opportuno introdurre anche un'altra misura. Conducibilità termica La conducibilità termica indica una quantità (di calore) trasmessa per unità di superficie, per unità di tempo. Da questa tabella, dove viene indicata la C.T. del terreno (soil) e dell'acqua (water), si vede come la C.T. del terreno vari da 0,12 - 1,13. Ponendo quella dell'acqua a 0,6, si capisce come in molti casi la quantità d' acqua porti ad una dissipazione termica inversamente proporzionale alla quantità stessa. Volendola riassumerla in parole molto più semplici possiamo dire: se la conducibilità termica indica una quantità di calore trasferito (nel nostro caso al sistema atmosfera-ambiente), la presenza di acqua garantisce un "serbatoio" termico maggiore. Pertanto la temperatura del terreno subirà a parità di tempo un delta termico inferiore. Per vedere l'andamento della C.T. in funzione del contenuto idrico è possibile riferirsi a questi grafici presi da qui (le unità di misura non sono le nostre, ma rendono comunque l'idea). Per una corretta comprensione aggiungo una piccola legenda: Soil = suolo (soils = suoli) Clay = argilla Silt = limo Sand = sabbia Moisture = umidità Thermal conductivity = conducibilità termica Da questi grafici, ad esempio, è possibile vedere come: - in un terreno franco-limoso/franco-argilloso, con un ipotetico contenuto idrico del 20%, 60 - in un terreno sabbioso o comunque leggero, sempre con un ipotetico 20 % di umidità , 90 Quindi se in precedenza si è detto che la C.T. indica una quantità di calore che viene trasmessa è evidente come nel caso delle tessiture sabbiose, questa sia maggiore. Di conseguenza non è l'umidità in sè ad accellerare la dissipazione del calore, ne la quantità della stessa. Bensì come e dove viene trattenuta nel sistema suolo. Condizioni che prescindono principalmente dalla tessitura. Ecco spiegato il motivo per il quale un terreno considerato freddo, che ricordiamo essere quelli che trattengono più acqua, ma anche quelli generalmente argillo-limosi, recano meno danno, o meglio ammortizzano (sia in termini temporali che "quantitativi") gli abbassamenti di temperatura. Ho quasi volutamente trascurato il discorso S.O. Come detto prima l'humus ha un C.V. maggiore di anche 2-3 volte le 3 normali componenti del terreno. Questo perchè generalmente (purtroppo) la maggioranza dei terreni agrari italiani ne è abbastanza carente. E' comunque anch'esso un potenziale volano termico. L'andamento è comunque possibile dedurlo da questo grafico. Aggiungo che per avere dati certi, occorre ovviamente misurarli. Ed essi varierebbero ovviamente per ogni terreno analizzato. Il che porterebbe a dover affrontare un lavoro come questo, dove viene analizzata la conducibilità termica in funzione di tessitura, conducibilità elettrica del terreno e componente organica. Al di là del discorso forse troppo astratto per alcuni, è però a mio avviso importante, notare come spesso non si dia peso ad alcune cose, che all'atto pratico possono invece influire molto. Sicuramente avrà fatto errori di terminologia, pertanto gli eventuali lettori con competenza in merito a fisica e termodinamica sono vivamente pregati di apportare le dovute correzioni.
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