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  1. ciao a tutti , da neofita non conosco bene le varie soluzioni possibili e chiedo parere di voi membri più esperti. Ho una motopompa che eroga un getto d'acqua da un tubo di acciaio zincato( ø120) collegato in modo permanente che termina con l'estremità sferica . Vorrei ,dato che ho un impianto di tubi in PE già sistemato con tubi di diametro ø60, utilizzare questa pompa in quseto impianto per annaffiare gli alberi. Il problema è che non ho idea di che tipo di raccordo utilizzare per passare dal tubo sferico ø120 ovvero dalla "cipolla" a un tubo di PE ø60. Sareste in grado di dirmi come si chiama un raccordo riduttore che faccia al caso mio?(anche qualche link sarebbe graditissimo) Vi ringrazio in anticipo Dino
  2. Ciao ragazzi sono un neofita. Chiedevo consigli a voi per quanto quest' idea che ho da tempo.Vorrei piazzare dei cannoni che spruzzino acqua nel mio appezzamento , pensavo di installarne 3 che spruzzino a una distanza tra i 30 e 50 metri. Sono in possesso di una pompa Slanzi (1600 L/min).Chiedo consiglio per quanto riguarda marche o modelli di cannoni che mi consigliate; anche supporti e tubi che servono perché come detto prima non ho idea di come si allestisca l'impianto. Vi ringrazio in anticipo
  3. Questo argomento lo apro per parlare dei motori da irrigare.. io irrigo i frutteti ovviamente...e utilizzo a casa per 4ettari una pompa elettrica..invece nell'altro appezzamente sempre di 4 ettari uso un motore a nafta iveco 60 cv 3 cilindri raffreddato ad acqua. L'ho preso due anni fa...per adesso avrà fatto circa 600 ore...perchè quando sta fermo ci sono due motivi...o che manca acqua nel rio o che piove :cheazz:..pensate un po' ... Comunque secondo me ha un bel rombo... si sente che è iveco 8000 ! Prima di questo usavo un lombardini rafreddato ad aria comprato da un amico..e pensate un po'...dopo 2 mesi è cioccato l'albero motore :cheazz:... non mi ricordo più il motivo...cosi a metà estate...e ho dovuto RIusare il landini 5830 con la pompa piccola.. Nel Iveco c'ho fatto mettere dei sistemi che quando finisce l'olio nel motore oppure l'acqua dalla pozza il motore si spegne automaticamente senza problemi..c'è un pulsante " auto" e " man" . Si mette in moto con la modalità "manuale" poi si da il gas e si porta nella modalità "automatica"...dalla foto si vede ... se finisce o c'è qualcosa che non va nell'olio..nella dinamo, nella pompa, o nell'acqua si spegne automaticamente..è una bella sicurezza! Che ne dite? Voi cosa usate per irrigare i frutteti o altro? ________ AlexO0
  4. Ciao ragazzi. Volevo capire dalle vostra esperienza quali sono i consumi di gasolio in relazione ai sistemi che utilizzate nell'irrigazione delle colture erbacee che hanno grosse richieste idriche: mais, barbabietola e anche soia. Qui dalle mie parti infatti un po tutti vanno "un tanto al kg" senza sapere ne quanti mm di acqua danno via e nemmeno quanto gasolio consumano... Io invece preferisco un approccio tecnico con numeri quanto più possibile attendibili. Allora vi spiego che scelta ho fatto nella mia azienda. Data la fortuna di avere appezzamenti regolari sviluppati in lunghezza alla ferrarese ho deciso di non investire in un rotolone ma di contenere la spesa dell'attrezzatura montando pompa e getto direttamente dietro la macchina e di appostarla a cavallo delle canaline di scolo. Un'altra pompa di travaso provvede ad alimentare le scoline. La pompa fornisce 3200 l/m a 9atm e la faccio girare con un fiat 1580 a regime di coppia massima. Con questo quindi riesco a portare l'acqua a 75 metri abbondanti e a coprire tutto il terreno con tre scoline. Ho calcolato che così facendo ho bisogno di 10lt/ha per ogni 10mm di acqua aspersa. Cosa ne pensate di questi consumi? Alti, bassi o nella media?
  5. Salve, volevo chiedere consiglio per la realizzazione di un'impianto di irrigazione a pioggia interrato (in economia), la mia idea era stendere i normali tubi inferro da irrigazione da 100mm a circa 60 cm sotto terra e programmare delle uscite ogni tot metri , usare irrigatori ovviamente a battente tipo a25 irrigazione venetavolevo sapere la fattibilita pregi e difetti? Dovrei irrigare circa 2-3 ettari di cipollotto fresco e purtroppo il solo rotolone (con irrigazione giornaliera) quest'anno non è bastato a mantenere lo stay green anche a Luglio con una coltivazione che si basa per il 60% sulla vendita di foglie. Saluti Luca
  6. Buongiorno, oggi sono andato a vedere del mais subbirrigato in Basilicata, c'erano diversi terreni di mais irrigati da rottoloni, tubi a goccia e subirrigazione. Erano tutti dei ottimi campi di mais ma vorrei informarmi di piu su questa subirrigazione. So che il proprietario di questi terreni ha un grande allevamento di mucche ed è da un po di anni che ha questo impianto di irrigazione. Cominciò con 10 ha il primo anno e gli anni seguenti si fece fare 60 ha di subirrigazione, abbandonando il sistema con i rotoloni. Questi 60 ha sono per lo più mais e una ventina di ha di erba medica. Semina facendo minima lavorazione, senza arare... Vorrei sapere la vostra di questa subirrigazione, se conoscete qualcuno che l ha provata o se l avete provata e quando verrebbe a costare a ha.... Ovviamente vi farò sapere anche la mia opinione...
  7. E' bene cominciare con una piccola precisazione: - Quando parlo di ortive in pieno campo mi riferisco principalmente a insalate, radicchio, patata, cipolla, porro, aglio, basilico, spinacio, fagiolino, sedano etc - Detto questo posso tranquillamente affermare che l'irrigazione delle ortive è una questione piuttosto delicata per diversi motivi quali: costituzione, in certi casi fragile, della pianta sensibilità a diverse patologie vento temperature elevate e precipitazioni scarse tipologia del terreno in quanto può variare di anno in anno ciclo breve e ripetuto più volte nel corso della stagione Non solo, l'impianto di irrigazione deve essere adatto per la fertirrigazione ed estremamente uniforme nella distribuzione di acqua e nutrienti. Dal punto di vista della gestione il sistema irriguo deve essere mobile ma allo stesso tempo non richiedere continui spostamenti e garantire l'irrigazione simultanea di superfici molto ampie o molto piccole. Sul fronte energetico (gasolio o energia elettrica) l'impianto deve essere "parco" in modo da mantenere i costi/mc contenuti. Si cercherà di prediligere sistemi con portate elevate e pressione medio/basse (2-5 bar). Con queste indicazioni possiamo dire di aver stilato il documento di identità del sistema irriguo perfetto per l'ortiva di pieno campo! Riassumo i punti salienti: delicato con terreno e pianta molto uniforme adatto per la fertirrigazione poco influenzato dal vento in grado di contrastare le alte temperature mobile ma non impegnativo nella gestione del turno irriguo in grado di gestire aree di grandi dimensioni o piccoli appezzamenti parco nei consumi Elenco i 4 sistemi più diffusi ad oggi: Rotolone o Irrigatore Semovente Ala piovana Impianto a Goccia Aspersione a basso volume con minirrigatori Ciascuno di questi sistemi gode di una certa popolarità ma uno solo di questi soddisfa in pieno tutti i requisiti richiesti. Il sistema ideale è l'Aspersione a basso volume con minirrigatori ed ora ti spiego perchè. La delicatezza di questo sistema è elevatissima in quanto il getto dei minisprinklers è realmente leggero e l'effetto battente sul terreno trascurabile. La stessa cosa non può essere detta di Rotolone e Ala piovana in quanto l'effetto battente del primo e la precipitazione elevata in particolar modo del secondo destrutturano il terreno, causano ristagni e mettono a dura prova la parte aerea della pianta. L'impianto a Goccia è il sistema meno impattante su pianta e terreno ma costringe la pianta a esplorare porzioni molto limitate di terreno e questo fatto non sempre è positivo. L'uniformità ottenibile con i minirrigatori può superare il 90% anche in presenza di terreni con forti dislivelli grazie ai meccanismi di regolazione della portata. Solo la Goccia è in grado di eguagliare o superare questo dato. Il Rotolone difficilmente raggiunge valori del 80-85% e l'Ala Piovana ha sempre evidenziato uniformità molto basse tra il primo ugello e quello più lontano. I minirrigatori sono realizzati in materiali resistenti agli acidi ed ai più comuni fertilizzanti utilizzati in agricoltura. Se sommiamo a ciò l'elevata uniformità di distribuzione allora possiamo definire l'Aspersione a basso volume un sistema idoneo distribuire acqua e fertilizzanti. All'impianto a Goccia va riconosciuto il vantaggio di veicolare i nutrienti in modo uniforme e localizzato. Il Rotolone e l'Ala Piovana, appositamente accessoriati, possono distribuire i fertilizzanti ma con efficienza senz'altro minore a causa delle problematiche rilevate in precedenza (ristagni, ruscellamenti, compattamento, scarsa uniformità etc). Il vento è un aspetto che va tenuto ben in considerazione per l'elevata influenza, negativa, che esercita sull'efficienza dell'irrigazione. I minirrigatori, data la bassa traiettoria e la vicinanza tra loro (7-15 m), riescono a contenere gli effetti negativi ed a svolgere egregiamente il loro lavoro anche in aree costantemente battute da correnti d'aria come, ad esempio, i litorali. L'impianto a Goccia è il sistema meno influenzato dal vento ma nulla può sugli effetti negativi provocati sulla pianta in caso di vento secco e temperature elevate. L'Ala Piovana mantiene un comportamento abbastanza lineare ed è poco influenzata. Il Rotolone, data la traiettoria molto alta e la ampia "vela" del getto, risulta drammaticamente ridimensionato nelle prestazioni a tal punto da costringere ad estenuanti irrigazioni notturne. La Climatizzazione è un aspetto di grande interesse e contrastare le alte temperature in modo efficace procura un enorme sollievo alla coltura in termini di benessere e produttività. I minirrigatori presentano tutte le caratteristiche di un erogatore idoneo al raffrescamento: bassa portata gocce di dimensioni molto contenute facilità all'evaporazione gestione di turni irrigui molto brevi e ravvicinati nelle ore di massimo calore. Non a caso si moltiplicano le aziende che adottano programmi specifici di raffrescamento tramite minirrigatori. Il Rotolone e l'Ala Piovana non sono in grado di contrastare adeguatamente le temperature elevate in quanto la gestione di cicli di irrigazione brevi e ripetuti è pressochè impossibile. L'impianto a Goccia non ha alcuna chance di successo quando la colonnina di mercurio si alza oltre i 28-30 °C. L'irrigazione delle ortive in pieno campo necessita di sistemi di irrigazione mobili sia per la necessità di cambiare appezzamenti di frequente ma anche per le lavorazioni del terreno che si effettuano. Rotolone e Ala Piovana sono i sistemi mobili per eccellenza ma costringono ad una gestione dei turni irrigui a dir poco "nevrotica" quando, in assenza continua di precipitazioni, le temperature si mantengono elevate per lungo tempo. Aspersione a basso volume e impianti a Goccia sono invece sistemi "fissi ma mobili" ovvero si installano e disintallano ad inizio e fine stagione ma permangono sul terreno per tutto il ciclo colturale. In questo modo la gestione di turni irrigui frequenti si traduce in un semplice azionare le valvole di settore. La flessibilità di un sistema è fondamentale quando si tratta di irrigare efficacemente piccoli appezzamenti o grandi aree. L'Aspersione a basso volume e la Goccia sono sistemi perfettamente adattabili e garantiscono lo stesso risultato su 4.000 metri quadri o 60.000 metri quadri. E' il caso di un'azienda che produce insalate e che necessita di irrigare un'area pari ad una giornata di trapianti, es 7.000 m2, ed un'azienda che produce patate e che, disponendo di acqua in giusta misura, vuole irrigare 5 ha "al colpo" in 4 ore ore due volte la settimana. E' chiaro come questi due casi sia impossibile, o quantomeno poco pratico, utilizzare il Rotolone o l'Ala Piovana. L'economicità di gestione di un sistema è tanto più apprezzata quanto maggiore è il prezzo del combustibile o dell'energia elettrica. Essendo il consumo energetico influenzato da parametri quali la Portata richiesta e la Pressione di esercizio è chiaro che, a parità di superficie irrigata e mm distribuiti, il sistema a Goccia sia il più parco. A seguire Aspersione a basso volume e Ala Piovana. In ultima posizione, a causa delle 8-10 atmosfere di esercizio, il Rotolone. In definitiva dall'analisi di questi 8 aspetti di basilare importanza risulta che Aspersione a basso volume e Goccia sono i sistemi che meglio si adattano all'irrigazione di ortive in pieno campo. L'Aspersione a basso volume tramite minirrigatori però, data la maggior efficacia in fase di protezione dalle alte temperature e vista l'importanza via via maggiore che la Climatizzazione andrà a ricoprire in futuro, vince il confronto e può essere definito, meritatamente, il Sistema Irriguo Ideale per la maggior parte delle ortive di pieno campo.
  8. L'immagine a fianco è la sola che mi rende perfettamente l'idea di....riposo! La stagione irrigua appena iniziata non riserverà molti momenti come questi e sarai preso da mille urgenze e mille imprevisti. Imprevisti ed urgenze a parte, perchè non attrezzarsi per rendere autonome alcune operazioni che ci costringono a investire tempo ed energie in modo non esattamente produttivo? Per esempio, perchè non rendere automatica la batteria filtrante a graniglia? Non dico che riposerai sotto palme di cocco dondolato dalla brezza marina ma sicuramente non sarai costretto a continue corse per controlavare manualmente i filtri. Come fare è presto detto, ecco i prodotti che servono per automatizzare: Idrovalvole a tre vie Centralina di comando per lavaggio filtri Differenziale di pressione idraulico o elettroidraulico Idrovalvola Sostegno Pressione elettricamente gestita dalla Centralina Idrovalvole a tre vie Le Idrovalvole a tre vie sono appositamente studiate per questa applicazione tant'è vero che sono definite anche Idrovalvole di Controlavaggio Filtri. Il fatto che siano a "Tre Vie" significa che a seconda della posizione possono alimentare il filtro (Filtrazione) oppure scaricare l'acqua proveniente dal filtro stesso durante il lavaggio (Controlavaggio). Normalmente questa seconda funzione sarebbe ottenuta con una seconda idrovalvola applicata sullo scarico. Le Idrovalvole a tre vie hanno dunque un ingresso per l'acqua che alimenta il filtro, un'uscita al filtro, un uscita per lo scarico dell'acqua di lavaggio. In quanto automatiche sono accessoriate con Sagiv per apertura manuale e Solenoide N.C. (Normalmente Chiuso) che, quando attivato dalla Centralina, riempie la Camera dell'idrovalvola e la "manda in scarico". Sono generalmente realizzate in ghisa (pn16) ma esistono anche in plastica (pn10). Sono definite "in linea" o "ad angolo" a seconda del tragitto che compie l'acqua per alimentare il filtro (nella foto vediamo idrovalvola in linea (il raccordo nero indica lo scarico). I diametri più utilizzati sono 2" (2"x2"x2") per portate fino a 20-25 mc/h e 3" (3"x2"x3") per portate fino a 60 mc/h. Definizione per ordine: Idrovalvola 3 vie per controlavaggio con Sagiv e Solenoide NC (24v ac o 9-12cc) Centralina di Lavaggio Filtri Sono cenntraline appositamente realizzate per la gestione dei lavaggi dei filtri e presentano caratteristiche e peculiarità che le differenziano dalle normali centraline di irrigazione: Gestione di programmi ciclici Programma di lavaggio ad intervalli fissi (gestione a Tempo) Programma di lavaggio Manuale Programma di lavaggio azionato da Differenziale di Pressione Programma di lavaggio Combinato (Tempo + Differenziale) Gestione di Idrovalvola di Sostegno Pressione Regolazione lunghezza degli Intervalli Regolazione lunghezza della Durata del lavaggio Regolazione dell'intervento del Differenziale di Pressione Regolazione dell'intervallo tra le stazioni Eventualmente: Conteggio dei lavaggi ed altro A seconda che l'energia elettrica sia o no disponibile sono acquistabili modelli in Corrente Alternata o modelli in Corrente Continua (a batteria) ed anche le Idrovalvole, di conseguenza, saranno accessoriate di Solenoidi adatti. La Batteria filtrante classica a due elementi necessita di una centralina a 2 stazioni (se presente la Valvola Sostegno Pressione elettrica è bene controllare le caratteristiche della centralina). Una regolazione di base prevede: Tempo di lavaggio non inferiore a 90 secondi (120-180 sec per filtri di grandi dimensioni) Intervallo tra i lavaggi 60 minuti (dipende molto dalla qualità dell'acqua) Soglia di intervento del Differenziale di Pressione 0,8-1,0 bar Intervallo tra le stazioni 15-20 sec Anticipo dell'idrovalvola Sostegno Pressione 20-30 sec (dipende dalla dimensione della valvola) Definizione per ordine: Centralina di Lavaggio filtri a "n° stazioni" (il n° di filtri da gestire) in Corrente Alternata o Corrente Continua (dipende dalla disponibilità in loco di energia elettrica) Differenziale di Pressione In commercio esistono fondamentalmente 2 modelli: elettroidraulico e digitale. La funzione di un Differenziale (DP Switch in inglese) è quella di rilevare la pressione in due differenti punti ed evidenziare tramite una lancetta o dei numeri la differenza tra le due rilevazioni. Il DP lancerà un segnale alla Centralina ogni qualvolta la differenza di pressione raggiunge un valore che corrisponde, o supera, la soglia di intervento impostata (ad es. 1,0 bar). Come reazione a quel segnale la Centralina avvierà il programma di lavaggio. NB:In caso di programma Combinato (Tempo + DP) il segnale proveniente dal DP ha sempre la precedenza. Esempio: La centralina ha effettuato da pochi minuti il ciclo di lavaggio e dovrà ripetere l'operazione tra 60 minuti. Nel frattempo il pescante della pompa è sceso oppure a monte stanno sfalciando le sponde del canale ed entra all'improvviso una quantità notevole di limo o fili d'erba. Il DP segnala alla Centralina il raggiungimento della soglia di intervento e immediatamente parte il ciclo di lavaggio dei filtri. Definizione per ordine: Differenziale di Pressione elettroidraulico o Digitale per collegamento a Centralina Lavaggio Filtri ElettroIdrovalvola di Sostegno Pressione Filtri Con questo termine ci si riferisce ad un'idrovalvola che, durante il lavaggio, mantiene a monte (nei filtri) una pressione idonea al lavaggio. Può succedere che in fase di lavaggio la pressione, a causa dell'apertura dello scarico di una delle idrovalvole, tenda a scendere al di sotto di un determinato valore che viene ritenuto idoneo per il lavaggio (2,0 bar o anche 2,5-3,0 bar in caso sia richiesto un lavaggio "più energico"). L'Elettroidrovalvola di Sostegno Pressione Filtri, completamente aperta in fase di Filtrazione, comincerà a "stringere" (a chiudere) per far sì che nei filtri si crei/mantenga la pressione desiderata in fase di Lavaggio. Al termine del ciclo di Lavaggio ritornerà nella posizione iniziale. Il mantenimento della pressione ideale in fase di lavaggio è uno degli aspetti basilari per l'ottenimento di una perfetta rigenerazione dei filtri. Definizione per l'ordine: Idrovalvola Sostegno Pressione con Solenoide NC (in C.A. o C.C. a seconda del tipo di Centralina scelto) installato sulla posizione AUTO del comando manuale Sagiv
  9. 12:31 PM | Pubblicato da Alberto Quattrini | Modifica post Quando si parla di "distribuzione" in impianto irriguo ci si riferisce all'insieme di tubazioni e valvole (Idrovalvole ma anche Sfiati Aria e Contatori) che convogliano l'acqua ai settori e ne definiscono il percorso. Le Valvole possono essere definite "elementi attivi" del sistema perchè, a differenza delle tubazioni, non si limitano a contenere il fluido ma svolgono funzioni complesse quali: Apertura e Chiusura Regolazioni (di pressione, di portata etc) Controlli (della portata, della presenza di aria etc) Comunicazione dati a Centraline e Computer Risulta evidente quanto importanti siano le valvole nel loro complesso e quanto delicate le funzioni che svolgono. In questo post facciamo la conoscenza con uno degli elementi principali della "Distribuzione" ovvero la Valvola, o meglio, l'Idrovalvola o Valvola Idraulica. L'idrovalvola è costituita da tre parti principali: Corpo Coperchio Membrana Il materiale che costituisce Corpo e Coperchio può essere: Ghisa Ghisa sferoidale Ottone Plastica (nylon rinforzato fibra) Normalmente le Idrovalvole utilizzate in irrigazione hanno un valore di PN (pressione nominale) pari a 10 bar per i modelli in plastica e 16-25 bar per i modelli in ghisa e ottone. Corpo e Coperchio sono generalmente rivestiti e protetti da vernici epossidiche e, per alcuni modelli, vernici al Rilsan (ricavato dall'olio di ricino). Corpo Costituisce la Base dell'Idrovalvola e racchiude in sè gli "attacchi" (filettati, flangiati o victaulic) ed i fori per il fissaggio del coperchio. Il corpo ha una forma particolare che permette un perfetto accoppiamento con la membrana (è anche sede di battuta). Possiamo distinguere due regioni importanti: Monte valvola Valle valvola Le due regioni si distinguono a seconda della direzione dell'acqua, o meglio, del senso del flusso. Monte e valle valvola sono caratterizzate dalla presenza di un foro per il collegamento di tubicini idraulici per rilievo pressione, presa di un segnale idraulico, alimentazione solenoidi etc. Coperchio Il coperchio ha funzione di fissaggio al Corpo della Membrana e con essa costituisce una terza regione, perfettamente sigillata, denominata: Camera Valvola. La Camera Valvola, attraverso un foro posto esattamente al centro del coperchio, viene riempita e svuotata dall'acqua provocando così l'abbassamento e l'innalzamento della Membrana. Membrana Costituisce il "pavimento" della camera Valvola e dalla sua azione e posizione dipendono tutte le funzioni dell'Idrovalvola. La Membrana è costituita in Gomma. Flessibilità, resistenza a migliaia e migliaia di cicli, sopportazione di temperature molto basse o elevate (da sotto zero a + 60°C) sono doti fondamentali di una buona Membrana. La Membrana spesso è coadiuvata nel proprio lavoro da una Molla in acciaio Inox che tende a mantenerla in posizione bassa. Nel filmato la Molla non è presente in quanto sostituita da nervature ed ispessimenti della parete interna della Membrana aventi esattamente la stessa funzione. Funzionamento Semplificando al massimo potremmo dire che l'Idrovalvola viene aperta/chiusa per effetto della pressione dell'acqua (generalmente superiore a 0,5 bar) e della possibilità, o meno, della Camera valvola di sfogare all'esterno l'acqua in essa contenuta. Nell'immagine a sx possiamo vedere il classico collegamento idraulico di un'Idrovalvola ad apertura manuale. Data la freccia di direzione del flusso possiamo individuare immediatamente le tre regioni principali: Monte - Valle - Camera Il rubinetto che vediamo installato sul coperchio viene chiamato Sagiv o Rubinetto Tre Vie e serve per convogliare l'acqua dalla presa a Monte valvola in Camera valvola o dalla Camera Valvola all'esterno. Il Sagiv ha tre posizioni: Open (collegamento Camera valvola - Esterno) Close (collegamento Monte valvola - Camera valvola) Auto (collegamento Camera valvola - Solenoide, Pilota etc) Valvola Chiusa Sagiv su Close: l'acqua arriva da Monte valvola, riempie la Camera valvola e manda la Membrana in battuta Valvola Aperta Sagiv su Open: il collegamento Monte-Camera è chiuso mentre è aperto quello Camera-Esterno. La Camera valvola, sotto la spinta della pressione di linea,si svuota scaricando all'esterno l'acqua contenuta e la Membrana si alza. Mediante accessori particolari possiamo Aprire e chiudere una valvola in modo automatico, ovvero, senza agire direttamente sul Sagiv. Più avanti approfondiremo l'argomento Idrovalvole a Comando Elettrico e Idraulico.
  10. | Modifica post A volte siamo costretti a ridurre la pressione di esercizio per rimanere all'interno di valori ideali all'utilizzo di prodotti specifici o semplicemente per stabilizzare la pressione a valle indipendentemente da quella di monte e dai relativi sbalzi. E' il caso, ad esempio, dell'utilizzo di Tape ed Ali gocciolanti leggere ovvero prodotti con parete molto sottile (da 0,15-0,20 mm ed anche meno) che necessitano di pressioni di esercizio inferiori a 10 mca. La differenza di spessore di parete è immediatamente percepibile osservando l'immagine a fianco dove sono ripresi, da sx, un tubo in polietilene ed un Tape 8 mil (0,20 mm). Per prodotti a parete così sottile l'ingresso di acqua a pressioni superiori ad 1 atmosfera è deleterio e può portare a deformazione e scoppio. Risulta quindi di basilare importanza procedere ad un'opportuna riduzione della pressione di esercizio fino a valori di 0,7-1,0 bar. Per ottenere valori così bassi e stabili (indipendenti dai valori di pressione a monte) si possono utilizzare due sistemi fondamentalmente: Riduttore di pressione ad azione diretta Idrovalvola con funzione di regolazione della pressione di valle In foto a sx possiamo vedere modelli diversi di Riduttori di pressione ad azione diretta in materiale plastico/ottone. Le molle inserite all'interno sono colorate e, a seconda del codice colore, pretarate (0,6-0,9-1,1...3,5-4,0 bar) in modo da stabilizzare la pressione ad un determinato livello senza effettuare alcuna regolazione. Bisogna, però, fare estrema attenzione alla portata che attraversa il Riduttore! Infatti questi accessori non "lavorano" sulla pressione bensì sulla portata ed effettivamente per ottenere l'effetto riduzione, ai livelli indicati dalla molla, dobbiamo rientrare all'interno di un range di portata (pena un livello di pressione assolutamente differente). A seconda del numero di molle presenti possiamo risalire alla portata massima che il Riduttore può sopportare. Generalmente la portata, per singola molla, è intorno ai 4 mc/h (riduttore 2 molle = 8-9 mc/h di portata massima). I riduttori ad azione diretta vengono utilizzati per la loro semplicità di utilizzo anche se risultano costosi (soprattutto a portate elevate) e limitanti a causa dell'impossibilità di fare la seppur minima regolazione. Un'Idrovalvola di regolazione pressione è più sofisticata ma molto più flessibile in utilizzo data la possibilità di infinite regolazioni. La funzione di regolazione è permessa da un "Pilota" (accessorio in ottone o plastica) che, connesso idraulicamente a Valle valvola e Monte valvola, è in grado di decidere autonomamente la quantità di acqua da convogliare in Camera valvola e quindi determinare la posizione della membrana (più bassa = più riduzione / più alta = meno riduzione). Anche il Pilota è dotato di molla che permette la taratura all'interno di un range, comunque vasto, di pressioni; generalmente si utilizzano due-tre differenti molle per coprire una gamma di regolazioni che vanno da 0,5 a 8 bar. Il Pilota, agendo su una vite, permette di ricercare il livello di pressione che fa al caso nostro ed anche di fare minime regolazioni per affinare la taratura. La precisione è davvero notevole e l'idrovalvola si presta perfettamente all'impiego con ali gocciolanti, tape, microirrigatori etc. E' possibile anche automatizzare l'Idrovalvola tramite solenoidi o comandi idraulici al fine di ottenere l'apertura della valvola, e regolazione della pressione, ad orari prestabiliti secondo un programma eseguito da una centralina elettronica. Le Idrovalvole di regolazione pressione trovano impiego in svariate situazioni: riduzione pressione per Tape-Ali leggere ed Ali gocciolanti inserra e pieno campo riduzione pressione per microirrigatori in serra e pieno campo riduzione pressione in uscita da gruppi motopompa e pompe elettriche
  11. | Modifica post L'impianto di irrigazione può essere automatizzato purchè si applichi alle Idrovalvole un "attuatore" ovvero un accessorio che, ricevendo un comando dalla centralina, agisce sulla valvola facendole compiere una determinata azione (in questo caso APRI/CHIUDI). L'Attuatore può essere Elettrico o Idraulico e viene chiamato in modi differenti pur eseguendo lo stesso tipo di servizio: Solenoide (piccola elettrovalvola alimentata a corrente alternata a.c.- corrente continua c.c. - corrente continua bistabile Latch) Relè idraulico o interruttore alimentato idraulicamente (Shastomit, Galit) Solenoide: Di solenoidi ne esistono di modelli e marchi differenti ma tutti sono assimilabili per funzione e funzionamento. I modelli che vengono utilizzati sulle idrovalvole vengono definiti a 3 vie ovvero possiedono un ingresso, un uscita alla valvola, uno scarico Sono avvolgimenti elettrici che, quando azionati, sviluppano un campo magnetico in grado di attrarre/respingere un pistoncino in metallo (otturatore) aprendo o chiudendo dei passaggi nei quali scorre l'acqua. Nella figura a dx è possibile vedere le parti appena descritte. Il Solenoide viene definito N.O Normalmente Aperto - N.C Normalmente Chiuso a seconda che, in fase di riposo, permetta o no il passaggio dell'acqua in Camera Valvola N.O. : l'acqua entrando da NO IN scorre lungo il cilindro nel quale risiede il pistoncino, esce da OUT ed entra in Camera Valvola provocando l'abbassamento della membrana. L'Idrovalvola è chiusa N.C. : l'acqua entra da NC IN ma non esce da OUT in quanto il pistoncino ne blocca il passaggio. La Camera Valvola è vuota e l'Idrovalvola è Aperta Lo schema a sx si riferisce ad un'Idrovalvola con Solenoide N.O.. E' il caso classico di: Idrovalvola di settore Idrovalvola applicata ad una bocchetta in pressione Lo schema a dx si riferisce ad un'Idrovalvola con Solenoide N.C. E' il caso classico di: Idrovalvola di chiusura mandata dopo filtri Idrovalvola di ingresso ai filtri Relè Idraulico: Per azionare automaticamente un'Idrovalvola e determinarne l'apertura/chiusura possiamo utilizzare anche un semplice segnale di pressione ed eliminare per sempre fili elettrici in campo. Le Idrovalvole vengono così definite a Comando Idraulico Remoto. In realtà è sempre un Solenoide elettrico a dare origine all'impulso di pressione ma la trasmissione del comando, anche a distanze molto elevate, viene affidata a tubicini in PE di sezione 4,00-6,00 mm. Come risultato avremo che tutta la parte elettrica, centralina e solenoidi, sarà concentrata in un unico luogo al coperto e la parte idraulica, Idrovalvole incluse, sarà distribuita all'esterno. Il Solenoide trasmette l'impulso di pressione ad un Relè Idraulico N.O. (Galit o Shastomit) che, sotto la spinta dell'acqua, viene azionato e permette alla Camera Valvola di svuotarsi provocando l'apertura dell'Idrovalvola.
  12. La possibilità di gelate tardive è sempre da tenere presente in questo periodo, soprattutto perchè la natura si è svegliata definitivamente sotto la spinta di temperature diurne di 20 °C (Emilia Romagna). Kiwi, Pesco, Ciliegio, Albicocco ma anche Melo e Pero sono in fase di fioritura o post-fioritura per cui il rischio è davvero forte e l'apprensione, in questi frangenti, rischia di prendere il posto dell'obiettività. Come già annunciato nel precedente post, ARPA ha lanciato un allarme Gelata Tardiva a partire da Domenioca 11 ed in particolare per le giornate di Lunedì 12 e Martedì 13. E' chiaro che, a questo punto, non c'è tempo per installare "al volo" un impianto ma possiamo dedicare efficacemente il tempo rimanente per controllare la perfetta efficienza del nostro sistema Antibrina. A tal proposito ho preparato questo CheckList che elenca i controlli da effettuare prima della venuta del freddo. Check List Antibrina - Controlli da non tralasciare mai! Erogatori: Verificare che gli ugelli siano liberi e non occlusi Verificare che i rotori dei microirrigatori dinamici possano muoversi liberamente e non siano bloccati o frenati da incrostazioni, ragnatele o altro Tubazioni: Verificare che le tubazioni in Polietilene fuori terra siano integre e senza rotture o buchi Verificare che i raccordi a compressione siano ben saldi sulla tubazione in Polietilene Verificare che le saracinesche/valvole di ciascun filare, se presenti, siano in posizione APERTA Saracinesche manuali e Idrovalvole manuali o automatiche: Verificare che tutte le saracinesche manuali di settore siano in posizione APERTA Verificare che tutte le idrovalvole manuali siano in posizione OPEN Verificare che i solenoidi delle idrovalvole automatiche siano perfettamente funzionanti Verificare che tutti i rubinetti a 3 vie, in caso di idrovalvole automatiche, siano in posizione AUTO Verificare che tutte le idrovalvole aprano e chiudano correttamente e che non presentino lacerazioni o deformazioni alle membrane Sistemi di filtrazione: Pulire accuratamente gli elementi filtranti dei filtri a rete o dischi Verificare che non siano presenti rotture nelle reti o deformazioni nei dischi Pulire accuratamente la graniglia dei filtri a sabbia con ripetuti lavaggi, sostituirla se necessario, ripristinare la corretta quantità se necessario Verificare il corretto funzionamento dei solenoidi in caso di sistemi automatici Verificare che tutti i rubinetti a 3 vie, in caso di idrovalvole automatiche, siano in posizione AUTO Verificare che tutte le idrovalvole aprano e chiudano correttamente e che non presentino lacerazioni o deformazioni alle membrane Verificare il livello di carica delle batterie delle centraline di controlavaggio Verificare la funzionalità del trasformatore della centralina di controlavaggio se presente Verificare la funzionalità del pilota idraulico che gestisce il lavaggio se presente Verificare tutti i collegamenti idraulici ed elettrici del differenziale di pressione se presente Verificare il corretto funzionamento della centralina di controlavaggio Sensori automatici e termometri: Verificare la funzionalità dei sensori Verificare la funzionalità dei termometri Ripristinare il liquido, se necessario, del termometro a bulbo umido Posizionare termometri e sensori nelle posizioni appropriate Centraline di comando Irrigazione: Verificare il corretto funzionamento della centralina Verificare la comunicazione con il sensore Verificare la comunicazione con la pompa elettrica Pompa elettrica o Gruppo motopompa: Verificare tubo di pesca, succhieruola e valvola di fondo Verificare corretto funzionamento del motore Verificare corretto funzionamento del quadro di comando elettrico Verificare la presenza di corrente/carburante
  13. E' giunta or ora, dalla sala operativa agrometerologica di Arpa, un importante aggiornamento sulla probabilità di gelate tardive in Emilia Romagna.Riporto testualmente: "Alla luce delle attuali previsioni, la regione sarà interessata, dalle prime ore di Domenica 11, dall'arrivo di aria più fredda da nord-est. Nella mattina di domenica 11 è possibile sia ancora presenteresidua nuvolosità ed è prevista presenza di vento che contrasterà la stratificazione dell'aria, le temperature dovrebbero mantenersi superiori allo zero anche al suolo. Le condizioni meteo delle due mattine successive Lunedì 12 e Martedì 13 sembrerebbero invece favorevoli a diminuzioni termiche radiative, con temperature che, in aperta campagna, potrebbero scendere al di sotto dello zero Per aggiornamenti consultare il Servizio IdroMeteoClima di Arpa." Consiglio a tutti gli agricoltori emiliani e romagnoli di verificare con sollecitudine la piena funzionalità dei propri impianti antibrina.
  14. Irrigare a striscia, non disperdere acqua, concentrare la pluviometria....questi sono concetti che troviamo assolutamente normali quando si parla di Irrigazione a Goccia. Ma se ci si riferisse alla distribuzione dell'acqua effettuata da un microirrigatore? Se, rincarando la dose, dicessi che la striscia in questione è 9 metri in lunghezza e 1 metro di larghezza? Interessante? Può avere qualche applicazione? Se ti dicessi inoltre che la portata per ha di un eventuale impianto realizzato con questo fantomatico microirrigatore sarebbe pari a 12,5 mc/h contro gli 11,0 mc/h di un impianto a goccia (es. frutteto con sesto 4 x 1 e ala gocciolante passo 50 - gocciolatore 2,2 lt/h)? E se la pluviometria calcolata sulla fila larga 1 metro fosse di circa 8 mm/h? Meglio riassumere per non perdersi: Microirrigatore che distribuisce acqua a striscia Dimensione dell'area bagnata m 9,0 x m1,0 Pluviometria calcolata nella striscia pari a 8,0 mm/h/ha Portata per ha dell'impianto 12,5 mc/h (frutteto con sesto 4 x 1) ovvero solo 14% in più di un impianto a goccia Volete la mia valutazione? MOLTO BUONO Escludo il voto di Eccellenza per un solo fattore: la pluviometria è un po' alta e sicuramente superiore alla capacità del terreno di assorbire acqua, quindi, formazione di ristagno e ruscellamento in caso di dislivello. Torniamo con i piedi per terra e scopriamo di che si tratta! Siamo in presenza di microirrigatori sovrachioma con distribuzione a striscia prevalentemente studiati per la protezione antibrina e la climatizzazione di colture caratterizzate da: piantumazione in filare profondità della chioma ridotta e, comunque, non superiore a m 0,8-1,0 La vite in foto è un esempio ma ce ne potrebbero essere altri. L'argomento è però estremamente interessante e l'applicazione sottochioma di erogatori in grado di garantire una distribuzione a striscia sarebbe una cosa particolarmente apprezzabile su diverse colture. Solo per citare qualche esempio: Kiwi Melo Ciliegio Uva da tavola La flessibilità di questi erogatori potrebbe coniugare funzioni diverse tra loro quali: Irrigazione Fertirrigazione Protezione dal gelo Climatizzazione estiva (protezione dalle alte temperature) Al momento microirrigatori sottochioma con caratteristiche simili non esistono sul mercato ma, come ben sapete, la necessità aguzza l'ingegno ed un prodotto per il quale esiste una richiesta consistente prima o poi viene prodotto. Vi esorto a intervenire e postare la vostra opinione al riguardo. A presto
  15. Se penso alle differenti possibilità di impiego degli attuali sistemi di produzione di energia "pulita" non posso che soffermarmi sull'utilizzo in agricoltura. Mi riferisco all'impiego di pannelli fotovoltaici per l'alimentazione di pompe per irrigazione. Un sistema di questo tipo permette la completa indipendenza da qualsiasi altra forma convenzionale di energia: gasolio, energia elettrica. Pensa a quanto può essere utile un impianto di questo tipo in aree isolate nelle quali l'installazione di un motore a scoppio rappresenta una seria limitazione per il fatto che una manutenzione qualsiasi rischia di diventare una vera e propria impresa. Oppure aree irraggiungibili da linee elettriche e quindi isolate 24 ore al giorno, 365 giorni l'anno. L'installazione di un impianto fotovoltaico può svolgere funzioni diverse che, magari, diamo per scontate: elettricità per illuminazione notturna funzionamento di elettrodomestici, computer, sistemi per frigoconservazione, condizionamento azionamento di pompe per alimentare la rete idrica civile azionamento di pompe per alimentazione di impianti irrigui L'ultimo punto è proprio quello sul quale ci soffermiamo: Irrigazione. Qual'è il sistema irriguo ideale da abbinare ad un impianto che produce energia "pulita"? Non può che essere un sistema microirriguo e non uno qualunque bensì l'Irrigazione a Goccia. L'Irrigazione a Goccia si adatta benissimo per diversi motivi: può funzionare con portate istantanee molto basse (80 litri/min./ha per un frutteto, 150-200 litri/min/ha per il mais) la pressione di esercizio può essere inferiore ad 1,0 atmosfera (0,6-0,8 per un tape) la bassa portata di ogni singolo gocciolatore e l'alta efficienza permette la copertura anche di tratti molto lunghi (> a 400 metri) Un sistema fotovoltaico può azionare pompe che alimentano direttamente l'impianto a goccia oppure serbatoi/cisterne posizionati ad alcuni metri da terra (6 m di altezza = 0,6 bar di battente idraulico sufficiente per il funzionamento di un impianto a bassa pressione) Un impianto fotovoltaico finalizzato all'irrigazione è generalmente costituito dai seguenti elementi: Pannelli fotovoltaici di superficie commisurata alle necessità delle pompe utilizzate Un sistema di accumulo dell'energia prodotta o inutilizzata Una pompa ad alimentazione mediante Corrente Continua A seguire, naturalmente, l'impianto di filtrazione e le ali gocciolanti. Il titolo parlava, però, di un sistema non proprio per tutti! E perchè mai? Il motivo è che, al momento, non è pensabile la gestione "pulita" di superfici importanti. Sono ancora troppo alti i costi da sostenere per alimentare pompe elettriche di grosse dimensioni (ammesso che esistano in CC) visto che si rendono necessari 7 mq di pannelli per kw prodotto. L'indice di conversione in energia elettrica di un pannello fotovoltaico è molto basso e, al momento, il mercato non ha altro da offrire. Possiamo pensare invece a superfici gestibili pari ad alcuni ha per ciclo irriguo ma non di più. Ad oggi la gestione solare di sistemi irrigui ha un sensibile sviluppo in aree difficili (Africa, Sudamerica etc) e quindi in progetti di sviluppo di aree disagiate. Sempre più spesso, però, è possibile incappare in proposte "ecologically correct" destinate al privato cittadino: pompe solari per irrigazione dell'orto, per il funzionamento di fontane, il ricircolo e la filtrazione di acque di laghetti o acquari etc etc Questo è un mercato nel quale sistemi fotovoltaici abbinati a piccole pompe in corrente continua possono dare soddisfazioni incredibili a neofiti ed esperti dal pollice verde. Esistono, come puoi vedere in foto, kit già predisposti e cablati per un'installazione rapida e semplice ed a costi tutt'altro che proibitivi. Agricoltori e privati cittadini amanti della filosofia "ThinkGreen" fatevi sotto!
  16. L'unione fa la forza...così recita il famoso proverbio e, come sempre accade, sotto sotto c'è qualcosa di vero! Anzi, in questo caso è tutto vero ed è il caso di approfondire gli innumerevoli vantaggi derivanti dalla combinazione dei due sistemi microirrigui per eccellenza: Irrigazione a Goccia e Aspersione a Basso Volume I due sistemi sposano appieno tutti i concetti e la filosofia della Microirrigazione, o meglio, i due sistemi sono la Microirrigazione! In passato l'abbinamento di Goccia e Aspersione non era per nulla frequente, come se fossero considerati sistemi alternativi e sostitutivi uno dell'altro. In questa interpretazione non c'è nulla di più errato e negli ultimi anni, finalmente, si è cominciato ad affrontare la questione in modo differente cercando di indagare su quali benefici avrebbe potuto garantire la combinazione dei due sistemi microirrigui. Anche il Tempo ha giocato un ruolo determinante in questo "risveglio di coscienze" ma non mi riferisco ad un arco temporale bensì alle variazioni climatiche così evidenti negli ultimi 6-8 anni. Oramai è evidente che il clima, sulla nostra penisola, ha dato una sterzata decisa e la rotta si è modificata di parecchi gradi. Possiamo affermare, senza timore di smentita, che il clima ha imboccato una fase di cambiamento notevole e, forse, epocale caratterizzata da: precipitazioni concentrate e di forte intensità siccità prolungata caratterizzata da temperature elevate, anche notturne, e assenza di precipitazioni Questi fenomeni si ripetono oramai da anni e basta osservare le immagini in tv per rendersi conto dell'aumento spropositato della violenza dei fenomeni meteo (inondazioni, frane,allagamenti) in tutta Europa e della siccità prolungata, aggravata da temperature elevate oltre la norma, che si ripete ogni anno da metà giugno a metà/fine agosto. Come dicevo, il Clima ha dato il "La" a tutta una serie di riflessioni che hanno portato alla definizione dei vantaggi di un sistema microirriguo combinato: Irrigazione a Goccia e Aspersione a Basso Volume. Proviamo a descrivere un impianto "Combinato" facendo tre esempi ben distinti che hanno come oggetto un frutteto di mele, un appezzamento di insalate in pieno campo ed una coltivazione di insalate in serra. Frutteto di mele Sistema a Goccia mediante ala gocciolante integrale con gocciolatori autocompensanti da 1,6-2,2 lt/h disposti ogni 40-60 cm L'impianto a goccia verrà sfruttato per le seguenti funzioni: Irrigazione Fertirrigazione Sistema ad Aspersione a Basso Volume soprachioma con minisprinklers autocompensanti, dotati di meccanismo LPD Antidrenaggio, con portate da 350 a 600 lt/h disposti ogni 10-15 m Il sistema ad aspersione verrà sfruttato per le seguenti funzioni: Irrigazione estiva a supporto della goccia Raffrescamento e protezione dalle scottature (Sun Burst) Pigmentazione del frutto Protezione dalle basse temperature (antibrina) Coltivazione di insalate in pieno campo Sistema a goccia mediante ali gocciolanti monostagionali (usa e getta) oppure pluristagionali (riutilizzabili) con gocciolatori a bassa portata da 1,0 a 1,7 lt/h disposti ogni 20-30 cm L'impianto a goccia viene utilizzato per le seguenti funzioni: Irrigazione in seconda fase Fertirrigazione Chemigazione Sistema ad Aspersione a Basso Volume con minisprinklers autocompensanti, dotati di meccanismo LPD Antidrenaggio, con portate da 160 a 450 lt/h disposti ogni 7-12 m Il sistema ad aspersione verrà sfruttato per le seguenti funzioni: Irrigazione per tutta la prima fase dopo-trapianto e, all'occorrenza, in seconda fase Raffrescamento e protezione dalle alte temperature Protezione dalle basse temperature (antibrina) Coltivazione di insalate in serra Sistema a goccia mediante ali gocciolanti monostagionali (usa e getta) oppure pluristagionali (riutilizzabili) con gocciolatori a bassa portata da 1,0 a 1,2 lt/h disposti ogni 20 cm L'impianto a goccia viene utilizzato per le seguenti funzioni: Fertirrigazione Chemigazione Sistema ad Aspersione a Basso Volume con microirrigatori dinamici, dotati di meccanismo LPD Antidrenaggio, con portate da 43 a 90 lt/h disposti ogni 1,2-1,5 m sulla fila e m 3,5-4,5 tra le file Il sistema ad aspersione verrà sfruttato per le seguenti funzioni: Irrigazione Raffrescamento e protezione dalle alte temperature Protezione dalle basse temperature (antibrina) Come è possibile notare dalle funzioni elencate, l'impianto ad aspersione si occupa di Irrigazione ma anche, e soprattutto, di Climatizzazione. Questo aspetto sta diventando di importanza fondamentale e non può essere in alcun modo demandato all'impianto a goccia. Inoltre un impianto soprachioma ad aspersione, basso volume naturalmente, viene efficacemente utilizzato per operazioni particolari quali la pigmentazione della mela ed il lavaggio "della Psilla" nel pero. Analizzando brevemente l'applicazione sotto differenti punti di vista posso affermare che: Tecnicamente la combinazione dei due sistemi microirrigui rappresenta la soluzione ideale per la gestione della coltura. Impianto a Goccia ed Aspersione a basso volume rappresentano livelli di efficienza ed efficacia elevatissimi Produttivamente l'utilizzo dei due sistemi garantisce eccellenti benefici evidenziati sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo Economicamente l'utilizzo di due sistemi nel solo caso della coltivazione di ortive in pieno campo può non sembrare vantaggioso ma, in alcune situazioni, permette di affrontare la produzione in aree nelle quali, per condizioni climatiche sfavorevoli (es. temperature eccessive), non sarebbe possibile operare costringendo a costosissime trasferte in areali a maggiore altitudine. A presto
  17. Vi segnalo un'iniziativa della Ditta FZS Servizi e Tecnologie Irrigue di Vigasio VR a proposito dell'esecuzione di trattamenti in serra tramite l'impianto microirriguo Prova tecnica atomizzatore idropneumatico Special Serre FZS srl Servizi e Tecnologie Irrigue come distributore di zona della macchina Special Serre ha il piacere di organizzare una dimostrazione tecnico/pratica per la presentazione di tale sistema per l'esecuzione dei trattamenti antiparassitari e concimazioni fogliari in serra senza l'utilizzo di lance, cannoni e atomizzatori ma utilizzando solo l'impianto di irrigazione posto al centro del tunnel. Tale sistema permette all'operatore di rimanere all'esterno delle serre non entrando in contatto con tali prodotti, riduce la dispersione delle particelle dei trattamenti nell'aria, limita drasticamente le sollecitazioni del film plastico di copertura e aumenta notevolmente l'uniformità di distribuzione dei prodotti all'interno delle serre con il minor consumo dei prodotti per il trattamento, fino a 5000 m2 in3 min. Con la collaborazione dell'Azienda Agricola Grossule Andrea & C. snc di San Giovanni Lupatoto, avremo deciso che tale La Presentazione sarà eseguita il giorno 10.04.2010 alle ore 11.00 circa. Per poter organizzare al meglio l’evento Vi chiediamo di comunicarci almeno 3-4 gg. prima della dimostrazione la vostra adesione (tel. Ferriani Francesco). Un'iniziativa davvero interessante per tutti i produttori di ortive in serra. Ciao
  18. La protezione Antibrina sottochioma è più che mai di attualità in questo periodo. Il mese compreso tra metà marzo e metà aprile viene considerato storicamente il mese della Brinata ma anche della Gelata. I due termini non sono casuali e identificano le due modalità di abbassamento repentino della temperatura nel periodo primaverile. Infatti pur provocando gli stessi effetti, Brinate e Gelate si differenziano nettamente per alcuni aspetti. Vediamo dunque le caratteristiche salienti di Brinate e Gelate rispettivamente: Le Brinate sono tipiche di serate/nottate che seguono giornate caratterizzate da cielo sereno e calma di vento Le Gelate si verificano con cielo coperto da nubi ed in presenza di masse d'aria fredda che si muovono verso il basso Le Brinate sono provocate da perdite di calore per Irraggiamento ovvero il terreno tende a rilasciare in grande quantità il calore accumulato durante il giorno. La colonna di aria calda che sale lascia spazio a masse di aria fredda. Le Gelate si verificano a causa di correnti d'aria fredda che si spostano verso la pianura. Hanno forza e intensità che variano a seconda della velocità del vento e la provenienza. Gli effetti delle Brinate si possono controllare ed attenuare con l'utilizzo di sistemi irrigui specifici. Gli effetti delle Gelate sono difficili da attenuare e controllare a causa delle temperature molto basse che provocano e dell'influenza del vento Questi fenomeni meteo tipici del primo periodo primaverile possono essere contrastati con differenti sistemi tra i quali i Sistemi Antibrina Sottochioma. Un Sistema Sottochioma si differenzia da un tradizionale Soprachioma con irrigatori per molti fattori: ............................" L'articolo continua, per chi fosse interessato, a questo link A presto
  19. Salve a tutti, mi vorrei presentare al forum di tractorum.it del quale faccio parte da....adesso! Mi chiamo Alberto Quattrini, abito a Vignola (MO) ed ho 43 anni. Sono laureato da mo', sigh, in Agraria e da 13 anni mi occupo di microirrigazione. Mi piacerebbe, se posso, poter essere utile a questo forum per ciò che conosco meglio ovvero gli impianti di microirrigazione. Sarei ben lieto di rispondere alle domande dei partecipanti al Forum secondo quanto mi dice la mia esperienza in merito al settore in cui opero. Posso rispondere a quesiti riguardanti prodotti, tecniche innovative, accessori (filtri, idrovalvole etc) ma non a richieste di prezzi o indicazioni specifiche di materiali (marca ad es.) per una questione puramente etica. A tal proposito, scusate un minimo di autopromozione ma fa il pari con la disponibilità che ho appena espresso, ho realizzato un blog dal titolo MicroIrrigo! nel quale si approfondiscono aspetti legati al "mio" settore ed in particolare alla formazione e divulgazione della Microirrigazione. Il blog partirà ufficialmente il 31 marzo 2010 ma è possibile consultarlo fin d'ora su http://www.microirrigo.com o su Facebook cercando Microirrigo. Ciao e felice di essere qui.
  20. Salve a tutti, mi chiamo Alberto Quattrini, ho 43 anni e vivo in provincia di Modena. Mi occupo da 13 anni di Microirrigazione. Spero di poter essere in qualche modo utile a tutti gli utenti del forum su aspetti relativi al settore in cui opero. La mia disponibilità è totale per approfondire aspetti teorici e pratici legati al "mio" settore. Non risponderò, per questioni etiche, a domande riguardanti prezzi e marchi in particolare. Tutto il resto sì e ben volentieri. Vista la disponibilità dichiarata ne approfitto anche per promuovere il mio blog incentrato sulla microirrigazione: MicroIrrigo! Sarà ufficialmente inaugurato il 31 marzo ma già ora lo si può consultare. All'interno di MicroIrrigo! verrà presentato anche il mio videocorso sulla microirrigazione e tanto altro. Un saluto di nuovo a tutti
  21. Perchè affrontare questo argomento ? L'Italia è un paese frutticolo molto importante, la coltivazione di specie frutticole, in alcune zone è quasi preponderante dando luogo a veri e propri comprensori tra produttori, aziende e distribuzione. Per dare un'idea delle superfici in oggetto, basta citare le principali specie coltivate in Italia: - Melo ~ 70.000 Ha - Pero ~ 50.000 Ha - Ciliegio ~ 30.000 Ha - Pesco e nettarine ~ 100.000 Ha - Actinidia ~ 20.000 Ha La recente decisione del Governo Italiano di eliminare, o quanto meno, ridurre i contributi per le assicurazioni agevolate, pone sempre più in interesse metodi di difesa attiva, nei confronti delle avversità atmosferiche. La sempre più necessaria attenzione all'ambiente, ha già da tempo imputato il settore agricolo, quale principale settore produttivo che utilizza le risorse idriche della terra. L'irrigazione antibrina (così come l'irrigazione convenzionale) se mal gestita comporta uno spreco d'acqua non più trascurabile. Questo metodo di difesa risulta, tra quelli attivi, il più efficace, capace di salvaguardare con relativa semplicità le produzioni dalle gelate primaverili. Fenomeno ancora abbastanza imprevedibile, del quale in futuro occorrerà convivere sempre più, causa della crescente variabilità del clima. E' opportuno ricordare come una gelata tardiva che porti alla distruzione dei fiori, ha effetti che si ripercuoto anche nelle annate successive. Questo per squilibri a livello ormonale che si vengono a creare nel sistema pianta Premesse essenziali - Basi e fondamenti Calore: forma dell'energia che si trasferisce tra 2 corpi che si trovano a temperature diverse, esclusivamente per un differenziale termico. Temperatura: proprietà dei 2 sistemi che indica il flusso energetico (calore) che si muove tra essi. Quando il flusso termina e si ha equilibrio tra i 2 sistemi, i 2 corpi hanno la stessa temperatura. Calore latente: energia necessaria, che esce o entra nel sistema, affinchè vi sia un passaggio di stato. Ad esempio: liquido > solido. Calore latente di solidificazione dell'acqua: calore che esce dal sistema in seguito al passaggio di stato dell'acqua tra liquido e solido. Misurato in circa 80 cal/g. Calore specifico dell'acqua: 4,19 KJ/Kg. Quali tipi di gelate ? Essenzialmente esistono 2 tipi di gelate (ma non sono i soli) che si distinguono per formazione e propensione a formarsi in specifiche zone. Gelate per irraggiamento o inversione termica: il fenomeno è favorito da notti terse prive di nubi e umidità ridotta. Grazie al gradiente termico che è misurato in 6,5°C ogni 1000 m (valore comunque molto variabile) di notte si ha cessione di calore dal terreno, riscaldatosi durante il giorno, all'ambiente. La mancanza di nubi che hanno effetto schermo, e la scarsa umidità che ha volano termico, accentuano il fenomeno. Questo è il tipo di gelate più frequente in pianura. L'entità del danno è inversamente proporzionale all'altezza delle gemme. Le parti basali della pianta sono quelle a risentire per prime. Gelate per avvenzione: tipica del fondovalle è da imputare all'arrivo di masse d'aria a temperature inferiori allo 0°C. In questo tipo di gelate, il danno è pressochè totale, senza distinzioni in altezza.
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