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  1. Trattori John Deere serie 8000 dalle origini ad oggi PREMESSA Si può affermare che sia la punta di diamante dell'intera produzione John Deere per diverse ragioni. La fascia di potenza e di peso della serie 8000 è divenuta strategica sia per il mercato USA sia per il mercato Europa che in definitiva erano e sono i mercati più ricchi e sensibili. Infatti sul mercato USA la dimensione della macchina a configurazione convenzionale di elevata potenza si è dimostrata in grado di contenere quella che fino alla fine degli anni 80 lo strapotere degli articolati per le macchine sopra ai 200 cavalli. La maggior maneggevolezza e, soprattutto, la maggior versatilità e vocazione all'ottimale sfruttamento anche con attrezzatura portate oltre ad un indiscutibile miglior rapporto peso potenza, ha fatto sì che in JD sviluppassero il rivoluzionario progetto 8000 con una enorme attenzione, comprendendo appieno l'importanza strategica del segmento "heavy row crop tractor". Questa categoria di macchine si è rivelata straordinariamente importante anche per il mercato Europa, dove fino alla prima metà degli anni 90 le macchine sopra i 200 cv detenevano quote di mercato irrilevanti, Infatti, fin da subito, i serie 8000 (oltre ovviamnete ai vari Magnum Case ed ai G New Holland) incontrarono subito i consensi degli agricoltori europei ed italiani da cui, nel giro di pochi anni, anche i costruttori europei adeguarono le loro attrezzature (dagli aratri agli erpici, ai coltivatori e quant'altro) al nuovo standard di potenza che si stava sempre più diffondendo. La presentazione della serie 8000 in Europa avvenne nel 1994 in sostituzione della gloriosa ma obsoleta serie 4055 sia in configurazione”small frame” (4255 da 144 cv e 4455 da 160 cv) sia “large frame” (4755 da 190 cv e 4955 da 228 cv) che oramai a stento conteneva il successo riscosso dai Magnum CaseIH di fresca progettazione (1987). Ricordiamo allora i competitori della serie 4000 oltre ai suddetti Magnum erano i Ford 8030 (eredi della serie TW rispetto ai quali adottavano un cambio "Funk" full power shift) che vennero poi soppiantati quasi in contemporanea dalla serie “G”-8070 della subentrante New Holland trattori di fresco conio. I competitori europei dei trattori di alta potenza erano: i Fiatagri con i 160/90 e 180/90, i Same Galaxy 170, mentre la soglia dei 200 cv era superata solamente dalla serie Agrostar della Deutz (8.31) praticamente sconosciuta in Italia. Una certa diffusione l'ebbero i Favorit Fendt (615 cv 185). In ogni caso la produzione europea in toto, fin da subito segnò il passo rispetto ai competitori americani sia per diverse prerogative strutturali (macchine più leggere) e, soprattutto per l'inaccettabile mancanza del cambio full powershift. SERIE 8000: CARATTERISTICHE E INNOVAZIONI La John Deere decise di sviluppare un progetto completamente nuovo rispetto alla serie 4000, riprogettando completamente la macchina e partendo da una concezione radicalmente nuova, sia nei confronti del predecessore sia nei confronti dei competitori di ultima generazione creando un trattore con caratteristiche di potenza motore, potenza di traino, peso e stabilità proprie di un trattore articolato coniugate alla manovrabilità, visibilità, e semplicità d'uso di un trattore convenzionale. LA STRUTTURA Elemento caratterizzante del progetto 8000 è la "struttura integrata" dove ogni componente del corpo macchina è concepita come modulo, il cui cuore è costituito dal telaio centrale posizionato sotto alla cabina di guida collegando la scatola differenziale-riduttori posteriore alla scatola del rivoluzionario cambio, a sua volta elemento peculiare di questo progetto. Infatti il cambio full powershift sovverte radicalmente i canoni di configurazione delle trasmissioni trattoristiche (normalmente a sviluppo logitudinale e costituiti da 2 alberi sovrapposti) con la trasmissione distribuiti su 3 alberi ed uno sviluppo della scatola in senso verticale e ovviamente molto più corta in senso longitudinale, conferendo una resistenza alla torsione del corpo macchina superiore del 60% rispetto ai trattori a configurazione convenzionale. L'inserimento del telaio tra differenziale e cambio e l'adozione del cambio a sviluppo verticale implica il posizionamento del motore molto più avanti e molto più in alto, in tal modo la distribuzione dei pesi sugli assali diviene volutamente molto simile a quella degli articolati, massimizzando perciò le doti di trattività dell'avantreno che in queste macchine diviene parte integrante del progetto. MOTORE - PRIMA VERSIONE (1994-1995) La serie 8000 in origine adottava 2 motorizzazioni: su - 8100 (185 cv - 200 max), - 8200 (210 cv - 227 max), - 8300 (230 cv - 250 max) veniva installato il motore 6076 da 7,6 litri (alesaggio 115,9mm x corsa 120,6mm) come sui serie 4055, turbo intercooler aria-acqua, con iniezione meccanica a gestione elettronica, mentre solo su - 8400 (270 cv - 283 max) viene montato un motore completamente nuovo anche nelle misure fondamentali:il 6081 da 8,1 litri (alesaggio 115,9 x corsa 128,5) sempre turbo intercooler aria-acqua, con iniezione meccanica a gestione elettronica. Interessante sottolineare che solo su questa prima versione di entrambe le motorizzazioni la tramissione del moto alla ventola viscosa avveniva tramite una trasmissione ad ingranaggi anzichè dal consueto sistema cinghie-pulegge. - SECONDA VERSIONE (1995-1999) Senza cambiare nè denominazione nè variazioni estetiche (eccezion fatta per un leggero cambiamento della livrea gialla sul cofano) la serie 8000 a soli 2 anni dal lancio introcuce i motori POWERTECH su tutta la gamma. Il powertech altro non è che il motore 6081 appannaggio esclusivo dell'8400 sulla prima versione che viene adottato dall'intera gamma dall'8100 al l'8400. Nell'occasione, per scelta coerente, non si attua alcuno step di incremento di potenza su nessun modello della gamma. Il motore powertech abbandona la trasmissione ad ingranaggi alla ventola di raffreddamento per tornare ad una più convenzionale trasmissione cinghia-puleggia probabilmente più per ragioni di costi industriali che per ragioni tecniche dato che il sistema ad ingranaggi non ha manifestato mai noie particolari. TRASMISSIONE Il cambio, come già sottolineato in precedenza, è uno degli elementi peculiari del progetto 8000: dotato di 16 marce avanti suddivisi in tre settori: - dalla 1° alla 4° marce fino a 5 km/h per lavori alla pto - dalla 5° alla 12° marcia per le velocità di lavoro al traino da 5 a 12 km/h - dalla 13° alla 16° marcia per i trasporti stradali da notare come su questo tipo di cambio sia consigliabile non effettuare cambi marcia frequenti fra 4° e 5° marcia e viceversa così come fra 12° e 13° e viceversa, in quanto si riscontrano evidenti "impuntature" dovure al cambio di gamma di lavoro. Questo particolare powershift viene dichiarato da JD come quello con il miglior rendimento meccanico, in quanto la dislocazione degli ingranaggi su tre alberi prevede per la maggior parte dei rapporti solo 2 coppie di ingranaggi in presa. Nota dolente invece per le retromarce: vengono dichiarate 5 velocità, mentre in realtà esistono solamente 3 variazioni meccaniche, la 3° e la 5° velocita in retro sono ottenute tramite l'intervento elettronico sull'accelleratore (praticamente si agisce sulla velocità variando i giri motore anzichè fare un cambio marcia). Da notare che inserendo la 5° retro (con la caratteristica ed ingovernabile accellerata) si disattiva automaticamente la pto, per motivi di sicurezza. Probabilmente questo cambio sarà ricordato dai posteri più per l'ottima spaziatura dei rapporti in avanti (soprattutto nel range di traino) che per la particolarità delle retromarce... PONTE ANTERIORE Lo spostamento in alto del motore consente la progettazione di un ponte motrice anteriore rivoluzionario: il supporto dell'assale basculante e ricavato dalla coppa dell'olio del motore che assume funzione di telaio (il motore vero e proprio vi è solo "appoggiato" sopra) all'interno del quale viene ricavato il passaggio per l'albero della trazione anteriore in asse col perno basculante, la trasmissione al differenziale avviene tramite cascata d'ingranaggi, eliminando completamente i giunti cardanici dell'albero e proteggendolo all'interno di una vera e propria scatola. Degna di nota è anche l'ossesione progettuale degli 8000 per razionalizzare al massimo le opportunità offerte da questa nuova configurazione, infatti l'enorme radiatore necessario per queste macchine viene a trovarsi, vista la disclocazione del motore, molto avanti e ciò consente di evitare ogni interferenza con i larghi pneumatici consentendo contenuti raggi di sterzata senza bisogno di complicati ed inaffidabili artifizi ingegneristici. La serie 8000 perciò nasce concettualmente e progettualmente come macchina a doppia trazione, mentre fino ad allora i 4 ruote motrici erano semplici riadattamente di trattori a 2 ruote motrici. LA CABINA Sulla serie 8000, oltre alle innovazioni strutturali, sono state introdotte numerose soluzioni inedite che hanno poi fatto epoca: innanzitutto la cabina. Abbandonata l'ottima Sound Gard, molto apprezzata dai farmer di tutto il mondo, vi era l'esigenza assoluta di creare una nuovo modulo guida adeguato al tenore delle innovazioni introdotte. La nuova cabina prese forme più convenzionali, abbandonando la linea tondeggiante di SG2, adottando però una inedita struttura a soli 4 montanti, con portiera unica sul lato sinistro (come per le SG) ottenendo in tal modo la più ampia visibilità sui 360 gradi fino ad allora raggiunta. Le maggiori prelibatezze furono però introdotte all'interno. infatti, sconvolgendo i canoni fino ad allora usuali, sparisce il cruscotto solitamente ubicato alla base del piantone di sterzo che viene ricollocato sul montante anteriore destro cabina. Completamente digitale indica giri motore, velocità avanzamento, marcia inserita. Il posizionamento laterale consente una visibilità anteriore senza precedenti, grazie anche alla sagomatura molto rastremata del nuovo cofano motore. COMMAND ARM Un'altra, apprezzatissima, novità introdotta fu la postazione di comando "command arm" solidale al bracciolo destro del sedile di guida a sospensione idraulica, che consente di azionare cambio, pto, sollevatore e distributori idraulici senza sollevare il gomito dal bracciolo. Degna di nota l'introduzione per la prima volta dei distributori idraulici a controllo elettronico.
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