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  1. Trattori John Deere serie 6000 dalle origini ad oggi PREMESSA Viene progettata, costruita e sviluppata dal management John Deere Europa di Manheim constestualmente alla serie 7000 costruita a Waterloo (Iowa, USA). Presentata nel 1992, e subentra alla serie '50 europea (fino a 117 hp). In quell'anno vengono presentati 4 modelli a 4 cilindri: - 6100 da 75 cv - 6200 da 84 cv - 6300 da 90 cv - 6400 da 100 cv questi modelli sono stati commercializzati in tutto il mondo (USA e Canada compreso), come anche tutte le successive evoluzioni della serie 6000 a 4 cilindri, mentre i serie 6000 europei a 6 cilindri (e succesive evoluzioni) sono stati commercializzati solo in Europa. Sul mercato USA, Canada e America Latina per quella fascia di potenza viene commercializzata la gamma 7000 "small frame" (7200 e 7400) costruita a Waterloo (Iowa, USA) a sua volta non importata in Europa e di specifiche simili alla serie 6000 6 cilindri. l'anno successivo alla presentazione dei primi 6000 4 cilindri, nel 1993, la gamma si arricchisce di altri 3 modelli a 6 cilindri: - 6600 da 110 cv - 6800 da 120 cv - 6900 da 130 cv Viene prodotta negli stabilimenti di Manheim (D) dove viene completamente dismessa la linea di produzione della serie '50, in quest'occasione viene inaugurata la più moderna e produttiva linea di montaggio di trattori d'Europa. Pur avendo riscosso ampi successi in Europa, la serie 2050 e 3050, oramai non era più in grado di essere competitiva con la miglior concorrenza, considerando che doveva confrontarsi con progetti molto più recenti, quali la serie Maxxum di CaseIH (introdotta nel 1990) e con la serie '40 Ford (presentata anch'essa nel 1992). Forte quindi era l'esigenza di rinnovare un pur glorioso progetto risalente oramai a venti anni prima, essendo la serie '50 John Deere diretta discendente della serie '30 (1973), e perciò si optò una coraggiosa scelta radicale, al punto di sacrificare addirittura la produzione di macchine al di sotto dei 75 cv a tre cilindri, scelta questa aspramente criticata da molti agricoltori affezionati al prodotto di bassa potenza made in Manheim ... SERIE 6000 CARATTERISTICHE E INNOVAZIONI TELAIO PORTANTE L'elemento che caratterizza maggiormente la serie 6000 sia rispetto ai modelli precedenti, sia rispetto all'intero panorama trattoristico è sicuramente il telaio portante, costruito in acciaio forgiato, ancorato alla cassa del differenziale entro il quali sono alloggiati in maniera modulare sia il cambio sia il motore ad esso fissato tramite silent block che attutiscono le vibrazione trasmesse al trattore. Anteriormente il telaio supporta il fulcro del ponte anteriore basculante sostituendosi alla classica "barca" in fusione fissata al blocco motore. Questa soluzione offre diversi evidenti vantaggi rispetto alla configurazione convenionale: - aumentare il massimo carico ammesso a parità di peso - minori sollecitazioni degli organi meccanici (motore e cambio) - possibilità di montare il sollevatore anteriore senza necessità di ulteriori strutture di rinforzo MOTORE Con la serie 6000 vengono introdotte motorizzazioni completamente nuove. - I 4 cilindri da 3,9 litri, in uso fin dalla serie '30 (106,5 x110), passano a 4,5 litri (106,5 x 127) eccezion fatta per il 6200, che ancora usa il 3,9 turbo compreso, mentre il 6100, il 6300 ed il 6400 che montano il nuovo, in versione aspirata per il più piccolo ed in versione turbo i 2 modelli più potenti. - lo stesso dicasi per i 6 cilindri, dove viene introdotto per la prima volta il motore 6068 turbo sui modelli 6800 e 6900 da 6,8 litri (106,5 x 127) mentre per il modello 6600 che monta il vecchio 5,9 (106,5 x 110) in versione turbo. Per tutti i modelli è dichiarata una riserva di coppia compresa tra il 31% del 6300 ed il 38% del 6900. Questi motori sono ad iniezione meccanica diretta a due valvole per cilindro. TRASMISSIONE POWR QUAD E' per importanza la seconda grossa innovazione introdotta con la serie 6000. La PowrQuad fu sicuramente una delle chiavi del successo di queste macchine. Perdendo la canonica funzione portante è di dimensioni molto ridotte, è fissato alla cassa differnziale e prende il moto dal motore tramite un albero a giunti cardanici (il motore è montato elasticamente al telaio), al suo interno è alloggiato innanzitutto la frizione principale PermaClutch II del tipo multidisco a bagno d'olio, garantita a vita e fino ad allora prerogativa dei modelli americani di più elevata potenza (serie 4000). Il cambio è un power shift a gamme, con 4 rapporti ad innesto sotto carico per ognuna delle 6 gamme disponibili sui modelli dal 6100 al 6600 e delle 5 gamme sui 6800 e 6900. Le retromarce possono essere inserite senza frizione tramite inversore idraulico (senza nessun attuatore elettroidraulico). I rapporti in retromarcia su tutti i modelli sono 16 in quanto possono essere inserite solo fino alla alla 4° gamma (16 marce), grazie ad un blocco meccanico che impedisce l'inserimento delle gamme più veloci. TRAZIONE ANTERIORE CASTER ACTION Apprezzatissima sui serie 50, con i suoi 13 brevettatissimi gradi di inclinazione dei fuselli rispetto alla verticale, viene ereditata dalla serie 6000, garantendo un ottima maneggevolezza per queste macchine di queste dimensioni. Il ponte anteriore utilizzato su questa serie viene costruito in esclusiva e su licenza dalla ZF. SOLLEVATORE ED IMPIANTO IDRAULICO L'impianto idraulico rimane l'eccellente e performante centro chiuso con un unica pompa a pistoni a portata variabile a 200 bar, sia per il sollevatore che per l'idroguida che per i servizi. Il sollevatore viene rivoluzionato nell'architettura, viene abbandonato il pistone unico posizionato orizzonatalmente sotto alla postazione di guida e sostituito da un doppio pistone esterno che agiscono direttamente sulle parallele superiori. Fino ad allora questo sistema era utilizzato solo per i pistoni di rinforzo al pistone centrale, con questa innovativa e radicale soluzione si ottiene una maggior potenza dell'impianto con minor peso ed elaborazione costruttiva. La pompa a portata variabile, che sulla serie 50 era posizionata anteriormente prendendo il moto direttamente dall'albero motore (lontano dalla cassa-serbatoio e dal sollevatore..) ora è razionalmente posizionata sopra la cassa differenziale da cui attinge e a pochi centimetri dal sollevatore e dai distributori, con l'effetto di ridurre praticamente a zero le condutture in aspirazione e, ancor peggio in pressione, causa di trafilaggi, noie e perdite di rendimento... Il controllo del sollevatore sulla serie 6000 è integralmente elettronico, i distributori a fungo sono provvisti di regolazione di portata e di velocità di flusso. CABINA TECH CENTER Viene abbandonato uno degli elementi di eccellenza dei trattori John Deere delle precedenti serie 2-3000. La cabina Sound Gard II lascia il posto (con perplessità dai "puristi" JD) al nuovo modulo guida denominato Tech Center. Il personalissimo styling rotondeggiante lascia il posto ad una più classica ed austera cabina dalle forme squadrate, ma non per questo priva di contenuti. Innanzitutto viene definitivamente risolto una delle (poche) pregiudiziali che di cui ha sempre sofferto lo studio SG: la spaziosità. Con la nuova cabina gli spazi sono molto più ampi, il funzionale tubo di scarico montato a filo del piantone anteriore destro della cabina si ispira a quello visto per la prima volta sul CaseIH Magnum. Rivoluzionario, caratteristico ed apprezzatissimo il cruscotto degli strumenti solidale al piantone di sterzo, che mantiene l'esclusiva, ampia possibilità di regolazione sia come angolazione (per agevolare l'accesso al posto di guida come per SG) sia come estensione. La strumentazione, ricalca il clichè automobilistico, con 2 grandi indicatori analogici rotondi di cui uno ovviamente contagiri ed un vero e proprio tachigrafo (inusuale su di un trattore agricolo). Centralmente tra i due uno display digitale multifunzione. I comandi (cambio, sollevatore, distributori, pto) sono razionalmente raggruppati su un'ampia consolle a destra. Caratteristico ed imitatissimo, per la prima volta appare il comando di profondità del sollevatore "a mezzaluna". La climatizzazione, anche questa per la prima volta, è di tipo automobilistico, con le bocchette di aerazione distribuite su tutto l'abitacolo e non più solo dall'alto come lo standard trattoristico di allora prevedeva, e questo grazie al posizionamento dello scambiatore del climatizzatore non più sotto al tettuccio, ma sotto al sedile di guida, configurazione che poi ha fatto scuola per la totalità della produzione negli anni a seguire.
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