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  1. DjRudy

    Mais

    Apro questo 3d per parlare della coltivazione del Mais, coltura ormai quasi del tutto sparita nella mia zona, escluso qualche vallata felice dove vi sono terreni profondi, freschi e con possibilità di irrigazione (vedi zona di Montecatini o valle del Serchio). Pongo subito un quisito: Per chi ha l'allevamento e trasforma il mais sia esso granella, ceroso, o pastone e rappresenta un fattore produttivo per la stalla e quindi ne capisco l'utilità. Ma per chi non ha la stalla anche al Nord è ancora una coltura remunerativa per la sola vendita della granella visti i costi colturali che ha e i prezzi attuali? Ho fatto un po' di conti veloci: Costo seme ad ettaro: quasi 200 € In presemina ci vogliono 2-300 € di concime Per ottenere ottime produzioni altri 5 q.li di urea alla sarchiatura e sono altri 350 € Diserbo se va bene sono 100 € Piralide? se si fa sono altri 100 € Contando anche tutte le lavorazioni, la raccolta ecc siamo ben oltre i 1000 €/ha di costi. Con i prezzi attuali una produzione (parlo di media di 5 anni in Pianura Padana su terreno buono e non irriguo) di 120-130 q.li verde siamo a 1300 €/ha, se lo secchiamo arriviamo a 110 q.li che se va bene arriverà a 13-14 €/q.le e siamo di nuovo a 1300-1400 €... e se un anno si fanno 80 q.li? che succede? Ogni volta che passo per la pianura padana e vedere questa corn belt Italiana non ne capisco l'utilità.
  2. Argomento dedicato ai Geodisinfestanti, dato che si va verso la semina delle primaverili. ELENCO DEI 4 Principali Principi attivi registrati sulle colture primaverili. CLORPIRIFOS ETILE Zelig ZR ---> Costo sui 2 €/kg TEFLUTRIN Force ---> Costo sui 3 €/kg LAMBDA-CIALOTRINA Ercole ---> Costo sui 2,8 €/kg CIPERMETRINA Belem ---> Costo sui 2,2 €/kg Confronto tra Principi attivi fatto sull'informatore agrario: http://www.informatoreagrario.it/ita/Riviste/Infoagri/11ia05/05044.pdf GEODISINFESTANTI + CONCIME Negli ultimi 7-8 anni sono stati sviluppati nuovi prodotti, ovvero accoppiare il geodisinfestante a un concime binario starter in modo da unire i due effetti e migliorare la radicazione della pianta oltre alla maggiore velocità di crescita iniziale. TEFLUSTAR ---> circa 3 €/kg P.A. Teflutrin (come il Force) + un Binario 10-40, concentrazione del P.A. 0,2 %, quindi ne vanno dati 30-35 kg/ha fornendo 3 unità di azoto e 15 di fosforo, possono sostituire il 18/46 localizzato in terreni buoni o ben dotati di fosforo. DIASTAR MAXI ---> 4 €/kg P.A. Teflutrin (come il Force) + un Binario 10-40 ma invece che avere la concentrazione del P.A. 0,2 ce l'ha 0,5 % e quindi ne bastano 15 kg/ha, così si forniscono 1,5 unità di azoto e 5 di fosforo, si migliora la spinta iniziale della coltura ma la concimazione fosfatica di fondo almeno a spaglio va comunque fatta. TRIKA EXPERT ---> 4 €/kg P.A. Lambda-Cialotrina (come l'Ercole) + un Binario 7-35 da distribuire a 15 kg/ha, così si forniscono 1,5 unità di azoto e 5 di fosforo, si migliora la spinta iniziale della coltura ma la concimazione fosfatica di fondo almeno a spaglio va comunque fatta. In poche parole il Diastar e il Trika Expert sono adatti per chi da concime a spaglio + geo + micro localizzato. Mentre il Teflustar è fatto apposta con meno concentrazione di Teflutrin in modo da poterne dare di più ad ettaro e quindi dare maggiore concime nel caso non si localizzi nulla. CONFRONTO TRA CONCIMI LIQUIDI, MICROGRANULATI (con e senza geo) E GRANULARI LOCALIZZATI ALLA SEMINA -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- PRODOTTI GEODISINFESTANTI CAMPAGNA 2015. https://www.dropbox.com/s/oj9subbbj8acjdt/Geodisinfestanti%202015.pdf?dl=0 ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Sx Trika Expert + 90 kg/ha di triplo localizzato sulla fila (ripeto sulla fila e non a 5 cm) Dx Force + 130 kg/ha di triplo localizzato sulla fila Prova by Tonytorri E qualcuno ancora non crede negli starter....
  3. Qua da noi da alcuni anni dopo aver piantato mais si ara e si piantano erbai che verano tagliati in primavera,ad oggi le aziende per l'insilamento utilizzano le rotopresse e dopo fasciano il tutto. io vorrei sapere se l'insilato risulta meglio con la rotopressa o mediante l'insilamento nelle trincee,dove si sviluppano piu muffe? e dove c'è più rischio che il prodotto vada a male ?
  4. Buongiorno, oggi sono andato a vedere del mais subbirrigato in Basilicata, c'erano diversi terreni di mais irrigati da rottoloni, tubi a goccia e subirrigazione. Erano tutti dei ottimi campi di mais ma vorrei informarmi di piu su questa subirrigazione. So che il proprietario di questi terreni ha un grande allevamento di mucche ed è da un po di anni che ha questo impianto di irrigazione. Cominciò con 10 ha il primo anno e gli anni seguenti si fece fare 60 ha di subirrigazione, abbandonando il sistema con i rotoloni. Questi 60 ha sono per lo più mais e una ventina di ha di erba medica. Semina facendo minima lavorazione, senza arare... Vorrei sapere la vostra di questa subirrigazione, se conoscete qualcuno che l ha provata o se l avete provata e quando verrebbe a costare a ha.... Ovviamente vi farò sapere anche la mia opinione...
  5. Apro questo argomento che potrebbe essere messo in coltivazioni erbacee, ma preferisco metterlo qui, in quanto è più strettamente legato alla regolazione della macchina, oltre che ovviamente avere ricadute sulla produzione. La concimazione localizzata delle primaverili si può dividere principalmente in 3 gruppi: 1) Concimazione direttamente a contatto con il seme tramite perfosfato triplo o semplice. 2) Concimazione direttamente a contatto con il seme con concimi microgranulari tipo Umostart. 3) Concimazione in banda non a contatto con il seme di concimi bi o ternari quindi contenenti anche azoto che al contrario del perfosfato semplice o triplo non si possono mettere a contatto con il seme dato che potrebbero essere fitotossici. E qui arriviamo alla fatidica domanda rivolta a chi localizza il concime in banda: a che distanza lo mettete dalla fila, e soprattutto a che profondità lo mettete? Sulla distanza dalla fila normalmente si va da 4 a 6 cm, mentre sulla profondità ci sono 2 scuole di pensiero chi dice di metterlo alla stessa profondità del seme, e chi invece di andare sotto al seme di almeno qualche cm. Voi come vi comportate? Avete fatto prove con maggiore o inferiore profondità? Cosa localizzate e in che quantità? Ripeto qui si parla esclusivamente di concimazione in banda, non parliamo di concimazione sul seme, o con micro, voglio discutere della distanza e della profondità a cui mettete il concime rispetto al seme.
  6. Ciao ragazzi mi sono appena iscritto a questo stupendo forum, arrivo la dunque, io vorrei aprire un azienda agricola nella zona di massa-carrara, sto racimolando terreni, per adesso sono riuscito a raccimolare circa 5/6 ha di terra da prendere in affitto con regolare contratto, volevo specilizzarmi soprattutto sulla produzione di mais. volevo sapere un pao di robe e anche i vostri pareri, che siete sicuramnete piu esperti di me, innanzi tutto mi merita o no? Alla coldiretti, un amico di mio padre mi ha detto che se prelievo un azienda o ne apro una riescono a farmi prendere un 75mila euro, 35mila a fondo perduto, girando qua e la ho trovato un ''ragazzo'' che stufo di stare in italia a lavorare per lo stato ha deciso di andare in francia sotto padrone, e venderebbe tutta la roba che ha in blocco con un forfet, 50mila euro e mi darebbe: 1 new holland tn120 (motore ford) un new holland 75cv un same drago 120 con braccio e trincia, un trincia forestale FAE, un trincia Nobili, una livella per spianare le spiagge (lavoro molto redditizio qui da noi e campo dove sono ben inserito), un erpica rotante 2,5 metri di larghezza, un rimorchio. piu girando qua e la ho trovato un trivomere (no voltaorecchio) SOGEMA con vomere nuove a 500euro. A questo punto chiedo a voi piu esperti di me, quanto mi rende un ha di terra coltivato a mais in resa media? quanto chiede un terzista a preparare un ha di terra? (aratura erpicatura e semina + concimazione e disinfestazione + trinciatura finale) quante spese ho per coltivarmi un ha di terra? grazie per adesso, spero mi rispondiate numerosi. ciao Aldo!!!!
  7. Già in altre discussioni si è accennato come la tipologia di terreno influisca pesantemente su tutte le attività, sia umane sia biologiche, che insistono su esso. Ci si è spesso riferiti alla tessitura per "spiegare" alcuni aspetti della concimazione ad esempio. Tutte cose che verranno eventualmente riprese ed ampliate. In questa discussione vorrei mettere in luce come le 3 componenti (più quella organica) del terreno modifichino le proprietà termiche del terreno, fornendo indicazioni utili ad esempio per le semine primaverili. Alcune di esse, come ad esempio la bietola, vengono per vari motivi seminate sempre più in anticipo, esponendo l'emergenza delle piante a rischi non sempre calcolati. Una distinzione molto spicciola che spesso viene fatta distingue i terreni in: - Caldi - Freddi I terreni caldi sono generalmente quelli con tenori idrici inferiori, ovvero che trattengono meno acqua. Come si vedrà però sono più soggetti a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo alle colture. Un terreno secco, ovvero che trattiene poca acqua, classificato anche come terreno caldo, è più soggetto a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo. I terreni freddi invece, per definizione, sono quelli che trattengono più acqua. Quello che trae spesso in inganno è la velocità con cui i 2 tipi di terreno si riscaldano. Calore specifico l calore specifico di una sostanza è definito come la quantità di calore necessaria per aumentare di 1 kelvin la temperatura di un'unità di massa (generalmente un grammo o un chilogrammo) del materiale. Ragionando in termini di Cv (calore specifico) si evidenzia come mediamente le 3 componenti del terreno, sabbia-limo-argilla, abbiano un Cv di 0,75 J/g, l'humus o S.O. di 1,96 J/g e l'acqua di ben 4,186 J/g. Pertanto un terreno freddo (ovvero con > acqua) impiega più tempo a riscaldarsi, in quanto necessita di assorbire maggior calore, ma presenta un volano termico molto maggiore. E' opportuno introdurre anche un'altra misura. Conducibilità termica La conducibilità termica indica una quantità (di calore) trasmessa per unità di superficie, per unità di tempo. Da questa tabella, dove viene indicata la C.T. del terreno (soil) e dell'acqua (water), si vede come la C.T. del terreno vari da 0,12 - 1,13. Ponendo quella dell'acqua a 0,6, si capisce come in molti casi la quantità d' acqua porti ad una dissipazione termica inversamente proporzionale alla quantità stessa. Volendola riassumerla in parole molto più semplici possiamo dire: se la conducibilità termica indica una quantità di calore trasferito (nel nostro caso al sistema atmosfera-ambiente), la presenza di acqua garantisce un "serbatoio" termico maggiore. Pertanto la temperatura del terreno subirà a parità di tempo un delta termico inferiore. Per vedere l'andamento della C.T. in funzione del contenuto idrico è possibile riferirsi a questi grafici presi da qui (le unità di misura non sono le nostre, ma rendono comunque l'idea). Per una corretta comprensione aggiungo una piccola legenda: Soil = suolo (soils = suoli) Clay = argilla Silt = limo Sand = sabbia Moisture = umidità Thermal conductivity = conducibilità termica Da questi grafici, ad esempio, è possibile vedere come: - in un terreno franco-limoso/franco-argilloso, con un ipotetico contenuto idrico del 20%, 60 - in un terreno sabbioso o comunque leggero, sempre con un ipotetico 20 % di umidità , 90 Quindi se in precedenza si è detto che la C.T. indica una quantità di calore che viene trasmessa è evidente come nel caso delle tessiture sabbiose, questa sia maggiore. Di conseguenza non è l'umidità in sè ad accellerare la dissipazione del calore, ne la quantità della stessa. Bensì come e dove viene trattenuta nel sistema suolo. Condizioni che prescindono principalmente dalla tessitura. Ecco spiegato il motivo per il quale un terreno considerato freddo, che ricordiamo essere quelli che trattengono più acqua, ma anche quelli generalmente argillo-limosi, recano meno danno, o meglio ammortizzano (sia in termini temporali che "quantitativi") gli abbassamenti di temperatura. Ho quasi volutamente trascurato il discorso S.O. Come detto prima l'humus ha un C.V. maggiore di anche 2-3 volte le 3 normali componenti del terreno. Questo perchè generalmente (purtroppo) la maggioranza dei terreni agrari italiani ne è abbastanza carente. E' comunque anch'esso un potenziale volano termico. L'andamento è comunque possibile dedurlo da questo grafico. Aggiungo che per avere dati certi, occorre ovviamente misurarli. Ed essi varierebbero ovviamente per ogni terreno analizzato. Il che porterebbe a dover affrontare un lavoro come questo, dove viene analizzata la conducibilità termica in funzione di tessitura, conducibilità elettrica del terreno e componente organica. Al di là del discorso forse troppo astratto per alcuni, è però a mio avviso importante, notare come spesso non si dia peso ad alcune cose, che all'atto pratico possono invece influire molto. Sicuramente avrà fatto errori di terminologia, pertanto gli eventuali lettori con competenza in merito a fisica e termodinamica sono vivamente pregati di apportare le dovute correzioni.
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