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  1. Salve a tutti vi scrivo per chiederVi un parare riguardo un acquisto che dovró fare a breve. Ho un azienda Agricola di circa 9 ettari situata in pianura in prov. Di Brindisi, di cui 5 Ha a vigneto con impianto a spalliera 2.20x1.10 e 4 Ha di ulivi secolari (Xylella permettendo). Visto il budget limitato ho pensato di acquistare un Landini serie 2 da 50 cv ma non so se puó andar bene per tutte le lavorazioni anche in prospettiva dell'acquisto di un coltivatore Ciancaglini per le operazioni di interfila che comunque ha un peso tra i 5 e i 6 q. li. Sarebbe meglio un isodiametrico? Accetto tutti i vostri consigli. Saluti
  2. Bene cari amici, vorri parlare degli sviluppi dell atecnica di coltivazione dell'oliveto legati alle varietà che si possono utiilzzare nei casi di utilizzo intensivo della coltura. Mi sono appassionato alla questione qualche anno fa, quando ho deciso (avendo terreni nella zona a sud del lago vocata alla coltivazione) di piantare un oliveto. Con il massimo interesse e la curiosità tipica di quello che non sa ma vuole imparare mi sono cercato un pò tutto quello che c'era a disposizione tenendo conto che: Volevo fare un impianto moderno meccanizzabile Volevo fare un impianto che avrebbe garantito (in teoria perchè la pratica la fai solo a tue spese) la massima produttività. A quel punto mi sono trovato ad un bivio, da un lato la scuola italiana nella fattispecie hio seguito le teorie del Prof. Fontanazza che ha brevettato alcune varietà autofertili di olivo quali la FS17 e la Don Carlos (particolarmente resistente alle gelate) e dall'altra la scuola spagnola con la varietò di casa la Arbequina utilizzata in maniera superintensiva a siepe. Ora la differenza di impianto tra le due varietà è abbastanza notevole: La scuola italiana è per un impianto intensivo con sesto 3X5 (e delle volte anche meno) e portamneto della pianta a monocono. La scuola Spagnola è per un allevamento superintensivo a siepe con un impianto di sesto 3X1,5 mt, voi direte una follia ma io l'ho visto anche in Puglia e pure funziona. La differenza di impianto è veramente notevole perchè se un intensivo è di circa 700 piante a ha quello superintensivo va per le 1700. Io adesso ho finito la sperimentazione su un pezzo di circa 2000mq e devo dire con risultati apprezzabili per le piante che non ho bruciato con tutte le prove che ho fatto di concimazione spinta anche olte i limiti. I miei olivi l'anno scorso hanno prodotto un discreto quantitativo cadauno e quest'anno diciamo che su piantine di 4 ani alte più o meno tre metri direi che siamo sui 6/7 chili a pianta non male dire. Il vantaggio della coltivazione a monocono è quello di poter utilizzare gli scuotitori da tronco vibranti in primis per la raccolta e che la potatura richiede veramente poco lavoro. Lo svantaggio secondo me è che la potatura di formazione di fondamentale importanza è completamente differente da quella di un oliveto normale e richiede una certa pratica da acquisire sul campo (per quanto riguarda me a mie spese....) Domani vado avanti col secondo capitolo.....
  3. Dalle mie parti si è sempre fatto sovescio usando il favino, però ora con il passare degli anni le tecniche colturali degli oliveti sono cambiate infatti si usa sempre meno la vangatura che si è sostituita con la trinciatura delle malerbe. Data l'elevata pendenza dei terreni coltivati ad oliveto, volendo contenere il fenomeno dell'erosione causata dallo scorrimento delle acque meteoriche e dalle ripetute vangature e fresature succedutesi nel corso degli anni, ma volendo comunque praticare la tecnica del sovescio, pensavo di seminare del trifoglio e più precisamente quello che in estate con il caldo va a sparire cioè non è più in grado di offrire copertura vegetale, poi dopo le pioggie di fine estate rinasce e che è in grado di coprire il terreno per vari anni, in tal modo per diverse stagioni trincierei solo il trifoglio e limiterei la nascita di malerbe. Ora il problema è che essendoci diverse varietà non conosco qual'è il nome della varietà di trifoglio che voglio usare per il sovescio. Un'ultima cosa, i quantitativi da 25 a 35 kg di seme per ettaro necessari per la semina del trifoglio, sono validi per qualsiasi varietà di trifoglio o no? Se semino fra 30 gg circa pensate che riuscirà a nascere e sopratutto visto che il terreno ora è inerbito, per seminare svitando la vangatrice che mmi manderebbe i semi troppo in profondità, pensate che per interrare i semi una leggerissima fresata vada bene? Un'ultima cosa, quanto costa il seme di trifoglio? Grazie. Scusate la sfilza di domande ma dalle mie parti il sovescio con trifoglio su oliveto non lo fa nessuno,al limite se non ci riesco quest'anno lo faccio per la prossima stagione.
  4. Salve ho scoperto il forum navigando. Ho un Lamborghini DT660 e fino ad oggi ho usato trincia Sovema FV (mi sembra) 150, sono soddisfatto ma adesso ho deciso di prendere un trincia a giraffa. Sono indeciso tra l'Ubaldi PLV M 160 ed il Berti TA/MI 160. Io sul mio trincia ho sempre usato i coltelli e mi sono sempre trovato bene anche se con cose un po grosse rinuncio a tagliairle. Ora pensavo di prendere il nuovo con le mazze (zappe) per poter macinare i residiu di potatura dell'oliveto, della mia piccola vigna, la macchia mediterranea e le bordure. La mia paura è che nell'uso prevalente che faccio del trincia, tagliare l'erba nell'oliveto, le mazze non vadano bene, siano lente. Per questo pensavo di prendere oltre alle mazze i coltelli per cambiarli. Il Berti mi andrebbe bene però se prendo quello con le mazze deve rimanere cosi, non si possono cambiare con i contelli. Inoltre il Berti ha 16 mazze contro i 20 dell'Ubaldi. Il venditore di Berti mi ha detto che con le mazze taglia benissimo l'erba e che il loro rotore e migliore e taglia megli degli altri. Siccome è un acquisto impegnativo che deve durare, non vorrei sbalgiare. Dimenticavo ho trovato una Sovema leggera da 160 con braccio omocinetico, poco usata, a 3400 euro. Aspetto consigli
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