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  1. Apro questa discusssione per parlare di erpici rotanti. Nella mia zona, l'erpice rotante, è la macchina più usata per la preparazione del letto di semina, si adatta a qualsiasi condizione del terreno. Io ho da poco acquistato un pieghevole moreni da 5 metri, Moreni è una ditta costruttrice di macchine agricole a montichiari a 15 km dal mio paese. Questo erpice ha una peculiarità che lo distingue dalla concorrenza ovvero i gruppi portadenti hanno una distanza, fra di loro, di 22 cm e non 25 come normalmente hanno i concorrenti; questo porta ad avere un numero maggiore di gruppi, nel mio caso sono 11 per lato e questo fa si che i due centrali siano molto vicini e lavorino "tirando dentro" quindi non c'è il bisogno di avere quella odiosa zappetta per togliere il filetto di terra che rimane non lavorata. L'albero di ogni rotore ha 3 cuscinetti, 2 inferiori accoppiati e uno superiore, poi, sotto, ci sono 2 paraolio per fare tenuta oltre ad un sistema "a labirinto" che impedisce alla polvere ed alla terra di arrivare al paraolio. La macchina pesa 24 qli con il rullo gabbia
  2. QUI potete trovare l'articolo scritto da Mapomac su questo argomento. Potete usare questo 3d per chiedere chiarimenti o approfondire l'argomento.
  3. Buonasera a tutti Ho comperato casa con un terreno di pertinenza di circa un ettaro quasi tutto in forte pendenza di cui una parte é a terrazzamenti a uliveto. Poiché sono molto inesperto per quanto riguarda agraria in generale, anche se ho molta passione, ho bisogno di consigli di esperti per capire come iniziare a muovermi e quali macchinari comperare. Poiché le terrazze sono abbastanza strette e collegate da una salita in forte pendenza fra di loro, la mia prima idea era quella di comperare un piccolo cingolato usato (ho poca disponibilità e cercavo di stare sotto i 3/4000 euro) tipo lamborghini o Fiat (non ricordo i nomi dei modelli) per poter arare periodicamente il terreno dove ci sono gli olivi e l eventuale futuro orto. Per poter fare dei fori nel terreno che mi permettano di mettere nuove piante (ne voglio mettere tante) e delle palizzate, volevo comperare una mototrivella honda. Dopodiché un amico mi ha sconsigliato la trivella perche il mio terreno é abbastanza roccioso e mi ha detto di investire in un trattore più grande e pesante a cui poter abbinare escavatore e spianatore per poter fare quegli infiniti lavoretti per sistemare un po' tutto il terreno secondo i miei progetti. L idea mi piaceva ma non mi sembrava equa perché, apparte la spesa, un trattore alto, anche se non tanto grande ce lo vedevo male su quelle terrazze. Ultimamente invece sto pensando a tutt altra soluzione: far arare da un terzista tutto il terreno e a maggio seminare erba gramigna mista a trifoglio ovunque, anche nelle terrazze, in modo che le radici fitte della gramigna non permettano il rivenir fuori di quelle erbacce e rovi di un metro che ho duramente tagliato e quindi non abbia necessita di arare il terreno. Anziché un trattore quindi acquisterei soltanto un tagliaerba, magari un grillo climber che si arrampica bene in quella salita, e soltanto quando necessitano le piante, zappargli un po' a mano il terreno intorno. Riguardo ai lavori che necessitano di escavatori e pale, far fare tutto a un terzista o a progettisti di esterni perché devo mettere o far mettere molte piante e palizzate, ma il lavoro grosso é un una tantum. Che ne dite? Faccio male? Ringrazio anticipatamente chi mi risponderà con preziosi consigli, se ho scritto qualche castroneria vi prego di dirmelo i modo da poter diminuire la mia ignoranza nel settore e se avete bisogno di altri dettagli chiedete pure. Saluti a tutti Gabriele
  4. Già in altre discussioni si è accennato come la tipologia di terreno influisca pesantemente su tutte le attività, sia umane sia biologiche, che insistono su esso. Ci si è spesso riferiti alla tessitura per "spiegare" alcuni aspetti della concimazione ad esempio. Tutte cose che verranno eventualmente riprese ed ampliate. In questa discussione vorrei mettere in luce come le 3 componenti (più quella organica) del terreno modifichino le proprietà termiche del terreno, fornendo indicazioni utili ad esempio per le semine primaverili. Alcune di esse, come ad esempio la bietola, vengono per vari motivi seminate sempre più in anticipo, esponendo l'emergenza delle piante a rischi non sempre calcolati. Una distinzione molto spicciola che spesso viene fatta distingue i terreni in: - Caldi - Freddi I terreni caldi sono generalmente quelli con tenori idrici inferiori, ovvero che trattengono meno acqua. Come si vedrà però sono più soggetti a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo alle colture. Un terreno secco, ovvero che trattiene poca acqua, classificato anche come terreno caldo, è più soggetto a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo. I terreni freddi invece, per definizione, sono quelli che trattengono più acqua. Quello che trae spesso in inganno è la velocità con cui i 2 tipi di terreno si riscaldano. Calore specifico l calore specifico di una sostanza è definito come la quantità di calore necessaria per aumentare di 1 kelvin la temperatura di un'unità di massa (generalmente un grammo o un chilogrammo) del materiale. Ragionando in termini di Cv (calore specifico) si evidenzia come mediamente le 3 componenti del terreno, sabbia-limo-argilla, abbiano un Cv di 0,75 J/g, l'humus o S.O. di 1,96 J/g e l'acqua di ben 4,186 J/g. Pertanto un terreno freddo (ovvero con > acqua) impiega più tempo a riscaldarsi, in quanto necessita di assorbire maggior calore, ma presenta un volano termico molto maggiore. E' opportuno introdurre anche un'altra misura. Conducibilità termica La conducibilità termica indica una quantità (di calore) trasmessa per unità di superficie, per unità di tempo. Da questa tabella, dove viene indicata la C.T. del terreno (soil) e dell'acqua (water), si vede come la C.T. del terreno vari da 0,12 - 1,13. Ponendo quella dell'acqua a 0,6, si capisce come in molti casi la quantità d' acqua porti ad una dissipazione termica inversamente proporzionale alla quantità stessa. Volendola riassumerla in parole molto più semplici possiamo dire: se la conducibilità termica indica una quantità di calore trasferito (nel nostro caso al sistema atmosfera-ambiente), la presenza di acqua garantisce un "serbatoio" termico maggiore. Pertanto la temperatura del terreno subirà a parità di tempo un delta termico inferiore. Per vedere l'andamento della C.T. in funzione del contenuto idrico è possibile riferirsi a questi grafici presi da qui (le unità di misura non sono le nostre, ma rendono comunque l'idea). Per una corretta comprensione aggiungo una piccola legenda: Soil = suolo (soils = suoli) Clay = argilla Silt = limo Sand = sabbia Moisture = umidità Thermal conductivity = conducibilità termica Da questi grafici, ad esempio, è possibile vedere come: - in un terreno franco-limoso/franco-argilloso, con un ipotetico contenuto idrico del 20%, 60 - in un terreno sabbioso o comunque leggero, sempre con un ipotetico 20 % di umidità , 90 Quindi se in precedenza si è detto che la C.T. indica una quantità di calore che viene trasmessa è evidente come nel caso delle tessiture sabbiose, questa sia maggiore. Di conseguenza non è l'umidità in sè ad accellerare la dissipazione del calore, ne la quantità della stessa. Bensì come e dove viene trattenuta nel sistema suolo. Condizioni che prescindono principalmente dalla tessitura. Ecco spiegato il motivo per il quale un terreno considerato freddo, che ricordiamo essere quelli che trattengono più acqua, ma anche quelli generalmente argillo-limosi, recano meno danno, o meglio ammortizzano (sia in termini temporali che "quantitativi") gli abbassamenti di temperatura. Ho quasi volutamente trascurato il discorso S.O. Come detto prima l'humus ha un C.V. maggiore di anche 2-3 volte le 3 normali componenti del terreno. Questo perchè generalmente (purtroppo) la maggioranza dei terreni agrari italiani ne è abbastanza carente. E' comunque anch'esso un potenziale volano termico. L'andamento è comunque possibile dedurlo da questo grafico. Aggiungo che per avere dati certi, occorre ovviamente misurarli. Ed essi varierebbero ovviamente per ogni terreno analizzato. Il che porterebbe a dover affrontare un lavoro come questo, dove viene analizzata la conducibilità termica in funzione di tessitura, conducibilità elettrica del terreno e componente organica. Al di là del discorso forse troppo astratto per alcuni, è però a mio avviso importante, notare come spesso non si dia peso ad alcune cose, che all'atto pratico possono invece influire molto. Sicuramente avrà fatto errori di terminologia, pertanto gli eventuali lettori con competenza in merito a fisica e termodinamica sono vivamente pregati di apportare le dovute correzioni.
  5. Proprio così, per mè è un mistero! Dalle mie parti i vecchietti dicevano e dicono tutt'ora che ""il ghiaccio asciuga la terra"".......Effettivamente..è..vero! Un terreno asciutto in superfice alla sera, la mattina seguente quando "sghiaccia" diventa appiccicoso e bagnato.:AAAAH: Ma che diavolo è successo al terreno? o più esattamente all'acqua contenuto in esso?.........Effetivamente in questo modo il terreno a mè pare che si asciughi!! Ci fosse qualcuno che mi spiega quello che per mè è un mistero,un caffè!!! Un grazie a colui che mi ispirò
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