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Prezzi prodotti agricoli e strategie di mercato


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Sono alle strette: nessuno vuole mangiare pasta contaminata da glifosato, hanno perso le cause contro noi di GranoSalus e non possono impedirci di far sapere ai consumatori quel che mangiano, presto diffonderemo le analisi di marche di pasta non contaminate, presto sarà resa obbligatoria su etichetta l’origine della materia prima se nazionale o meno, presto le nuove elezioni politiche potrebbero portare al governo chi è contrario all’utilizzo del glifosato...io sono convinto che se non si abbocca ai contratti di filiera il prezzo possa sbloccarsi, comunque se così non fosse abbiamo chiuso comunque, fra minore produttività delle varietà proteiche e fregatura che comunque non ti fanno risultare proteine e te lo pagano come convenzionale, io con le condizioni del contratto di filiera preferisco non coltivare più grano duro, a conti fatti lavorerei gratis

Il discorso del glifosato è che non deve esserci nel grano duro non che lo devi abolire. Non è quello il problema. Da noi non si usa in maturazione sul grano ed è già proibito. Ma secondo te allora chi semina su sodo come li tiene puliti i terreni? Con quali diserbanti meno residuali del glifosatte? Il punto è che ci sono paesi che producono grano maturandolo artificialmente, ne fanno tanto e lo vendono tutto a qualsiasi prezzo perchè LORO non se lo mangiano dato che non lo possono dare neanche ai maiali. Con una minima parte di eccedenza di prodotto ti prendono per il collo e per il culo aggiungo io perchè fino a quando ti potranno dire che tanto loro il grano lo trovano lo stesso ti faranno sempre prezzi da fame per un prodotto che gli serve. Quello che va fatto è tolleranza zero sui residui di fitofarmaci sulle semole e farine all'origine però non nella fase finale. Perchè quello che dice oms fao etc etc non vale per noi che mangiamo pane e pasta dieci volte tanto negli altri paesi europei e mondiali. E' vietato miscelare le farine e semole per rientrare nei limiti di legge ( Già di per se assurdi per quelle che alla fine sono le quantità di residui che si andrebbero assumere con i nostri consumi medi ) di determinati residui e/o sostanze tossiche per cui fatela rispettare la legge e rimettete l'arresto per i reati di frode alimentare. Se ne pizzicate di grosso industriale le cose cambiano.

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Quelli che si "dimenticano " di pagare si chiamano bidoni, e non lo fanno perché il biogas non rende ma perché è più importante la cambiale del fend, del jhon deere, della seminatrice, le rate del mut

Allego dati statistici riguardanti produzione, consumo, scorte,... di mais ( mondo,europa e usa) e frumento tenero ( mondo e europa. Premetto di non essere in grado di fare una analisi adeguata e che

Il grano duro stoccato nei miei silos lo vendo alla Barilla tramite l'OP Italia Cereali: https://www.cgssementi.it/it/op-nazionale-italia-cereali  Questa OP ha un contratto di 250 mila q.li di g

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Basterebbe analizzare le caratteristiche fisico chimiche del prodotto e stabilire un valore delle sostanze pericolose sotto cui il produttore venga premiato al momento della vendita. Poi il limite di legge per tutti gli altri.

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La filiera è un opzione in più al limite si può decidere se aderire o meno in base alla convenienza ma non bisogna escluderla a priori, il dramma vero è che tutti i prodotti alimentari dagli anni della lira hanno avuto aumenti dovuti all'inflazione, dovuti al passaggio lira-euro e dovuti a chissà cosa mentre le materie prime sono rimaste al palo, vorrei vedere al posto nostro un industriale a vendere la pasta un anno a un prezzo e l'altro al 30% in meno per una contrazione delle quotazioni di mercato...la realtà è che noi siamo i soli a subire il libero mercato quando vendiamo i nostri prodotti.

Il calo della redditività in questi anni è dovuto principalmente a prezzi troppo bassi delle merci, applicando agricoltura di precisione, minime lavorazioni abbassi le spese ma se i prezzi non salgono soprattutto per alcune realtà la vedo dura.

 

 

 

Inviato dal mio VIE-L09 utilizzando Tapatalk

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Quei studi purtroppo sono sballati...e siccome quando si fanno gli accordi commerciali non si devono portare le favole ma dati scientifici che vengono pubblicati nelle riveste scientifiche, esempio nature, un poco come quando viene fatta una legge al Canada non potremmo dirgli no il tuo grano con quei limiti non va bene, ma potremmo abolirlo da noi... No perché il Canada ci dirà ma ma a quale titolo non posso esportato se la FAO, OMS e la vostra agenzia EFSA dicono che non è cancerogeno.

Ma questo non lo dicono i politici e nemmeno i nuovi salvatori della patria se no perderebbero quel consenso che si crea. Quello che avverrà che noi non lo useremo più per pulire nemmeno nei letti di semina aumenteranno i costi e saremo meno competitivi, insomma come darsi una zappa sui piedi due volte. Non bastano gli esempi passati...la Ferrero con l'olio di palma dopo alcuni mesi di chiasso è tornata a vendere più di prima la sua Nutella...sempre con olio di palma, altri hanno rispolverato la salutare...margarina. No divieti ma opportunità di sviluppo ma oramai innovazione e sviluppo in Italia sono morti da tanto tempo

 

 

 

..... eppure sembra semplice .... ma a quanto pare non lo è .

Chiunque può nei limiti di legge vendere anche merda , scolatura di latrina , pasta al glifosate ....., ci siamo fin qui? Bisogna vedere se i consumatori , debitamente informati , per esempio con una etichetta chiara , siano disposti a comperare il prodotto che sia merda ecc...

ma se io o tu andiamo a comperare per es. le patatine e nella bustina invece c'è la merda secca fatta a fettine e poi fritta con olio di palma

..... io vorrei saperlo , tu non lo sò . Che poi questa " roba " possa avere un mercato di nicchia , da quello che mi sembra di percepire in questa discussione , non lo posso escludere ma io non la compero .

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Personalmente con l'OP della mia zona faccio duro per Barilla ( si proprio loro...) e tra le varietà c'e Odisseo con il quale nella media dei tre anni sono a 75 qli/ha di media e requisiti rispettati tranquillamente (ps 79 proteine 13)...

 

Mettiamoci nella testa che anche i cereali stanno diventando una coltura che deve rispettare precise richieste di chi assorbe il prodotto, questo chi era abituato a produrre sementi o frutta già lo sta intuendo, gli altri in un modo o nell'altro si adegueranno.

 

Fatmike ottima soluzione per il tuo areale, ma sui cretoni appenninici per fare 75 qli spesso ci vogliono 3 ettari! il risultato è che sono incolti a sodo o quando va bene a prato. Le politiche agricole devono contemplare tutti i territori, non solo i piu' vocati come le zone dop o i piu' fertili (e comunque hai gente che nella maggioranza rema contro come farinetti o frascarelli che dicono che il grano estero è di ottima qualità... )

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Io sono convinto che l'etichetta che indica la provenienza della materia prima sia un obbligo nei confronti del consumatore (che siamo anche noi coltivatori) e attualmente veniamo fregati due volte.

Il gliphosate usato per portare a maturazione i cereali è una forzatura da aguzzini. Per caso nel nostro orto spargiamo insetticida il giorno prima di raccogliere così siamo sicuri che tutto è libero da insetti? Ogni zona dovrebbe produrre ciò per cui è vocata altrimenti tra poco facciamo i datteri al polo.

I contratti di filiera forse in questo momento ci possono aiutare ad uscire da questi mercati effetto marea perché tra questo e l"andare a giocare al casinò non c'è differenza.

Tutto questo dovrebbe aiutarci a risollevare i mercati altrimenti affondiamo. Non dimentichiamoci che abbiamo una produzione annuale e programmiamo le spese un anno prima di raccogliere, per fermare questo effetto volano ci vogliono freni buoni.

 

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..... eppure sembra semplice .... ma a quanto pare non lo è .

Chiunque può nei limiti di legge vendere anche merda , scolatura di latrina , pasta al glifosate ....., ci siamo fin qui? Bisogna vedere se i consumatori , debitamente informati , per esempio con una etichetta chiara , siano disposti a comperare il prodotto che sia merda ecc...

ma se io o tu andiamo a comperare per es. le patatine e nella bustina invece c'è la merda secca fatta a fettine e poi fritta con olio di palma

..... io vorrei saperlo , tu non lo sò . Che poi questa " roba " possa avere un mercato di nicchia , da quello che mi sembra di percepire in questa discussione , non lo posso escludere ma io non la compero .

 

Ma l'etichetta che sia chiara ci vuole, indicare l'originee del grano è giusto, quello che ho detto che per aumentare la redditività non basta!

Sul l'olio l'etichettatura c'è, sul latte uguale ma non ci sono stati cambiamenti...perché forse non avete chiaro che senza avere potere contrattuale nulla cambia.

Sulle patatine io non le compero perché possono scrivermi che sono fatte con le patate di colfiorito e usare l'olio extravergine di olive taggiasche resta il fatto che fanno male se né mangio un chilo al giorno. Io personalmente i prodotti troppo lavorati non lì compero semmai le patatine le faccio in casa e in generale di alimenti compero pochissimo visto che ho quasi tutto in casa.

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Fatmike ottima soluzione per il tuo areale, ma sui cretoni appenninici per fare 75 qli spesso ci vogliono 3 ettari! il risultato è che sono incolti a sodo o quando va bene a prato. Le politiche agricole devono contemplare tutti i territori, non solo i piu' vocati come le zone dop o i piu' fertili (e comunque hai gente che nella maggioranza rema contro come farinetti o frascarelli che dicono che il grano estero è di ottima qualità... )

credo che dove si fanno 75 q.li e siamo oltre le 210 unità di azoto si hanno sicuramente valori molto più elevati di DON..per esempio..gliphosate dove piove di più si usa di più, il cadmio che ve lo dico a fare, viene scaricato dalle attività industrìiali...

Se ancora crediamo che la vocazione di un areale debba basarsi sulle quantità e non sulla qualità-salubrità di un prodotto, allora ancora non abbiamo capito nulla...

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credo che dove si fanno 75 q.li e siamo oltre le 210 unità di azoto si hanno sicuramente valori molto più elevati di DON..per esempio..gliphosate dove piove di più si usa di più, il cadmio che ve lo dico a fare, viene scaricato dalle attività industrìiali...

Se ancora crediamo che la vocazione di un areale debba basarsi sulle quantità e non sulla qualità-salubrità di un prodotto, allora ancora non abbiamo capito nulla...

 

Ti sbagli... facendo doppio trattamento marzo e maggio nessun problema di DON anche se fai 80-90 q.li/ha di Duro, ormai fare l'agricoltore anche per il grano è roba da professionisti, per cui per fare quantità e qualità occorre usare prodotti giusti nei momenti giusti.

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Ti sbagli... facendo doppio trattamento marzo e maggio nessun problema di DON anche se fai 80-90 q.li/ha di Duro, ormai fare l'agricoltore anche per il grano è roba da professionisti, per cui per fare quantità e qualità occorre usare prodotti giusti nei momenti giusti.

non mi sbaglio dj, "nessun problema" per stare sotto i 1750, io ho scritto che il valore è meno elevato negli areali del sud Italia, che spesso vuol dire assente.

Se vuoi ti posto studi su ciò che scrivo, ma credo non ce ne sia bisogno, ecco qua:

http://www.fosan.it/system/files/Anno38_2_1.pdf

Edited by Argilloso
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http://www.agricolae.eu/wp-content/uploads/2016/08/CREA-Considerazioni-grano-duro-CREA-01.08.2016-1.pdf

 

riporto una frase significativa:

"indagini evidenziarono una diffusa contaminazione da DON nei campioni provenienti

dall’Emilia Romagna, con concentrazioni che talvolta superavano 1.000 ppm (parti per milione),

mentre non fu riscontrata alcuna positività nei campioni provenienti dalle regioni meridionali."

e ancora sulla vocazionalità, che non è il ravennate:

"Per quanto riguarda le zone del Sud il fattore di gran lunga più significativo è la varietà, in quanto non risultano significativamente influenti né il fattore anno né quello geografico,

confermando così la vocazionalità del territorio per la coltura del grano duro."

 

Se continuate a dire che il nord è più vocato facendo i professionisti perchè diffondete più DON del Sud Italia allora non cambierà nulla nei prezzi e non avremo più potere contrattuale.

 

Per il grano duro se al sud hanno areali più adatti per il grano duro, non vedo perchè il prezzo debba essere paritario a quello del nord. Vogliamo dargli valore al prodotto o solo perchè il clima mediterraneo non è quello francese tedesco o del nord Italia allora lo ignoriamo?

Edited by Argilloso
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io in annate buone passo anche i 70 di duro, mai avuto più di 200 di don nemmeno nei ristoppi, peró zantara in t1 e prosaro + enovit in t2.

 

spesso il manico fa la differenza...

 

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sarebbe da valutare il ritorno economico del grano duro con investimenti in semente pura certificata, 200 unità azoto, fosforo piu' che qb, doppio trattamento top sui terreni di piena collina a palazzo san gervasio in basilicata piuttosto che monteroni d'arbia in toscana giusto per fare qualche esempio.

divisioni tra produttori e approccio non accademico sono terreno fertile per le controparti degli agricoltori, non è che lo dica io poi.

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Non è che se si fa più quintali si è più professionisti.

Se si fa reddito si è più professionisti.

Se distribuisco + di 300 unità di azoto non è che sono professionista, se faccio 4/5 trattamenti a calendario non è che sono professionista..ecc.ecc.

Edited by Argilloso
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Non è che se si fa più quintali si è più professionisti.

Se si fa reddito si è più professionisti.

Se distribuisco + di 300 unità di azoto non è che sono professionista, se faccio 4/5 trattamenti a calendario non è che sono professionista..ecc.ecc.

 

Tu fai i conti di quanto porti a casa con le tue spese e produzioni e adotta la tecnica che meglio credi, gli altri fanno i conti con le loro spese e produzioni e adottano la tecnica che meglio credono...Poi però alcune aziende saltano e altre vanno avanti chissà perché...

qui nessuno ha parlato di tante unità di azoto o tanti trattamenti, se credi che siano i 100€ di input in più a non fare tornare i conti ti sbagli alla grande perché quei soldi li riprendi con gli interessi in produzione...ci sono aziende che fanno duro di qualità anche al centro nord e i fatti parlano perché per quanto mi riguarda se riescono a fare un don basso il grano possono farlo anche a Cortina, la storia della vocazionali e bella fino a un certo punto. Se c'è chi fa 1000 di don e chi 200 nella fascia del centro nord secondo te è fortuna o è manico/buona agrotecnica/sapere far meglio di altri il proprio lavoro insomma chiamalo come vuoi

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Tu fai i conti di quanto porti a casa con le tue spese e produzioni e adotta la tecnica che meglio credi, gli altri fanno i conti con le loro spese e produzioni e adottano la tecnica che meglio credono...Poi però alcune aziende saltano e altre vanno avanti chissà perché...

qui nessuno ha parlato di tante unità di azoto o tanti trattamenti, se credi che siano i 100€ di input in più a non fare tornare i conti ti sbagli alla grande perché quei soldi li riprendi con gli interessi in produzione...ci sono aziende che fanno duro di qualità anche al centro nord e i fatti parlano perché per quanto mi riguarda se riescono a fare un don basso il grano possono farlo anche a Cortina, la storia della vocazionali e bella fino a un certo punto. Se c'è chi fa 1000 di don e chi 200 nella fascia del centro nord secondo te è fortuna o è manico/buona agrotecnica/sapere far meglio di altri il proprio lavoro insomma chiamalo come vuoi

io sto dicendo ormai da un pò che il grano duro meno contaminato da quello che ti pare dovrebbe essere pagato molto di più dell'altro grano duro: in definitiva dico di disciplinare il ritiro con stoccaggi separati.

Ne beneficierebbe tutta la filiera e ognuno si comporterebbe come meglio crede.

Figurati adesso se premiano la qualità in questi termini...te li vedi i francesi e i tedeschi che si danno la zappa sui piedi?

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Non è certo disprezzandoci a vicenda che si migliorano le cose. IO sono ignorante e ho tanto da imparare, però credo di poter dire che ci sono differenze importanti fra i microclimi che ci sono in Italia, DJ sicuramente sei un ottimo agricoltore con tantissime competenze tecniche e probabilmente questo fa differenza anche fra colleghi della tua regione, però credo che il clima che c'è in Sardegna non sarebbe facile neanche per te fare medie di 70 ql a ha, come non è semplice per chi coltiva carciofi in Toscana entrare in produzione a settembre/ottobre come succede spesso da noi. Con questo....non credo e non penso che i coltivatori di carciofi Toscani siano "incompetenti"

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beh direi che avete centrato in pieno una delle questioni principali dell'agricoltura italiana.....

la diversità del clima e dei terreni....

è impensabile per molti fare 70/80q ha di grano o 120q di mais o 100q di orzo......ogni terreno e posizione ha dei limiti che possono essere superai solo in casi molto particolari e oserei dire fortunati......

io che cerco di fare tutto per bene senza risparmiare , nei miei terreni fare 70Q/ha di media è pura utopia, già fare 60 è un mezzo miracolo e anche io faccio sempre 2 trattamanti e fraziono l'azoto in 3 passate.......ma c'è poco da fare .....la media in 5 anni è sempre di circa 50Q/ha perchè se c'è un anno ottimo , c'è spesso anche quello pessimo............

 

poi so che qualcuno ha favolosi ettari di terra da 12000 metri.......ma questa è un altra assurda storia

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con i nostri costi no di certo

mercato globale e costi locali

questa è la stronzata della globalizzazione...

poi mettici dentro pure le lobby degli industriali e la sovrabbondanza di coltivazioni causa glifosate(fra poco il polonord sarà tutto seminato a grano)

e fra 3 anni tolta la pac , dalle marche in giù, isole comprese, sarà deserto totale.............solo chi avrà i terreni migliori ,più fertili, e sarà più bravo (così accontentiamo tutti) si salverà..

noi ci inventeremo qualcosa.......chiederemo consiglio a frascarelli!!!

Edited by casemx240magnum
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ah senza organizzarsi sicuro la fine è quella, basta vedere il senese come è ridotto.. un disastro!

 

concretamente, riconosco che frascarelli è correttamente pragmatico nel dire che l'unica via percorribile è l'aggregazione e la filiera con l'industria, su vasta scala non c'e' altra soluzione praticabile a breve, insieme all'etichettatura d'origine

 

di grano a prezzi "stracciati" ne entra sempre di piu', e non entra solo a bari ma da tutti i porti italiani, e almeno qui è la maggioranza del grano lavorato dai molini.. ripeto io ho portato il tenero di forza ps 83-84 prot 14 e mi hanno fatto vedere la fattura del grano via nave... non c'e' partita cosi'

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La filiera è un opzione in più al limite si può decidere se aderire o meno in base alla convenienza ma non bisogna escluderla a priori, il dramma vero è che tutti i prodotti alimentari dagli anni della lira hanno avuto aumenti dovuti all'inflazione, dovuti al passaggio lira-euro e dovuti a chissà cosa mentre le materie prime sono rimaste al palo, vorrei vedere al posto nostro un industriale a vendere la pasta un anno a un prezzo e l'altro al 30% in meno per una contrazione delle quotazioni di mercato...la realtà è che noi siamo i soli a subire il libero mercato quando vendiamo i nostri prodotti.

Il calo della redditività in questi anni è dovuto principalmente a prezzi troppo bassi delle merci, applicando agricoltura di precisione, minime lavorazioni abbassi le spese ma se i prezzi non salgono soprattutto per alcune realtà la vedo dura.

 

 

 

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Triste realtà!

 

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ah senza organizzarsi sicuro la fine è quella, basta vedere il senese come è ridotto.. un disastro!

 

concretamente, riconosco che frascarelli è correttamente pragmatico nel dire che l'unica via percorribile è l'aggregazione e la filiera con l'industria, su vasta scala non c'e' altra soluzione praticabile a breve, insieme all'etichettatura d'origine

 

di grano a prezzi "stracciati" ne entra sempre di piu', e non entra solo a bari ma da tutti i porti italiani, e almeno qui è la maggioranza del grano lavorato dai molini.. ripeto io ho portato il tenero di forza ps 83-84 prot 14 e mi hanno fatto vedere la fattura del grano via nave... non c'e' partita cosi'

 

però frascarelli dovrebbe ricordare, visto che è un professorone, che i consorsi agrari sono nati proprio per quello scopo, ...............per come la vedo io solo con una sana misura protezionistica ci salviamo...........

o si rimettono dazi, sacrosanti visti i nostri costi rispetto a quelli esteri, oltre alle regole diverse, oppure niente da fare

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con i nostri costi no di certo

mercato globale e costi locali

questa è la stronzata della globalizzazione...

poi mettici dentro pure le lobby degli industriali e la sovrabbondanza di coltivazioni causa glifosate(fra poco il polonord sarà tutto seminato a grano)

e fra 3 anni tolta la pac , dalle marche in giù, isole comprese, sarà deserto totale.............solo chi avrà i terreni migliori ,più fertili, e sarà più bravo (così accontentiamo tutti) si salverà..

noi ci inventeremo qualcosa.......chiederemo consiglio a frascarelli!!!

 

La globalizzazione ha vantaggi e svantaggi, fa parte del progresso se no torniamo tutti al baratto e non abbiamo più questi problemi...

I fenomeni del ettaro da 12000 metri ci sono dappertutto, però è un dato di fatto che ci sono aziende più brave e meno brave, non vedo cosa ci sia di male nel dirlo.

No perché qui da quello che ha detto qualcuno sembra che sia addirittura sbagliato provare fare tutto al massimo, evidentemente case se lo fai anche tu qualche vantaggio porta o no?!...

Ogni tanto vado in meridione perché ho dei parenti. Mediamente vedo che le porcate sono maggiori via via che percorri l'A14 scendendo verso sud, mettici il clima mettici quello che vuoi ma credo che molte aziende avrebbero margini di miglioramento migliorando l'approccio tecnico, certo non 70qli/ha di media nei 5 anni ma vuoi che magari da 40 non riescono ad arrivare a 45 o anche meglio nelle zone più fortunate.

Che poi non venga apprezzata la qualità dalla filiera,o meglio la pretendono ma non la vogliono pagare come ad esempio don basso proteine alte questo è un altro discorso e la colpa è la nostra che non sappiamo valorizzare il prodotto a causa del basso potere contrattuale che abbiamo.

Poi non so voi ma quando vai a trebbiare un campo dai 70 in su hai una soddisfazione non soltanto economica ma anche morale, sei appagato di tutti gli sforzi che hai fatto durante la stagione, se devo seminare tanto per farlo sinceramente non capisco che gusto ci sia perché alla fine lavoriamo tutti per passione e ci accontentiamo di guadagnare poco se no è un pezzo che la gente non farebbe più questo lavoro anche se questa situazione con questi prezzi sta diventando insostenibile perché alla fine qualcosa deve rimanere per campare. Stesso ragionamento per chi ha delle rese più basse, provare ad essere migliori del vicino facendo 45 invece che 40 non da soddisfazione?

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Lascia il tempo che trova il tuo discorso PGS 35 visto che stai scrivendo che più quintali fai e più bravo sei, i più quintali non ti danno potere contrattuale, mentre la qualità di ciò che raccogli sì. Non è colpa nostra se al momento del ritiro c'è una valutazione superficiale del prodotto agricolo. Molto superficiale perchè sappiamo tutti che i prodotti bio hanno una quotazione doppia.

Ci sarebbe solo da determinare con caratteristiche fisico chimiche ciò che è bio e ciò che non lo è, avere un certificato bio aziendale non specifica nulla del prodotto.

Edited by Argilloso
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